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Topolino 3473 - Recensione di Guglielmo Nocera

La storia delle parodie Disney italiane è lunga, blasonata e contraddittoria. Fondate, come tutti sanno, da Guido Martina, si distinsero subito per una spiccata mancanza di fedeltà all’originale, funzionando da subito come veri e propri riadattamenti. Martina aveva la preparazione culturale e l’inventiva per rimescolare tutte le carte in gioco, gestire il linguaggio in maniera funzionale, prodursi in associazioni di idee e slanci in avanti che portavano linfa continua alla sua idea di umorismo. Un umorismo svagato, iperbolico, che soprattutto nelle parodie prendeva pieghe completamente inattese, modellando i luoghi dell’azione, spesso irrelati all’ambientazione del lavoro originale, fino a formare un panorama inaspettatamente accogliente per gli eventi narrati. Si pensi a Paperiade, Paperodissea (per avvicinarsi alla storia della settimana) o al poco conosciuto L’oro di Reno ovvero L’anello dei nani lunghi: Reno è la cittadina del Nevada, l’oro viene dal gioco dei biliardini, i nani lunghi crescono a ritmi di sieste, ma a partire da queste premesse gustosamente bislacche l’azione si pone come un nuovo Ring, completamente alieno nei fatti, e al contempo sinistramente affine nello schema di azioni e reazioni – alla Tetralogia originaria. Ciò che rassicura nelle parodie martiniane, in quanto garanzia di un’esperienza guidata dalla mente dell’autore e non dalla comodità dell’ispirazione, è che l’originale viene disatteso. Ciò che sorprende, viceversa, è il modo in cui viene recuperato. Martina esce dalla retrospettiva sulle sue parodie come un ingegno sornione, sveglio, autonomo, pronto a prendere la strada difficile a costo di tagliare corto su eventi dell’opera originaria. La storia arriva in fondo, il numero di pagine è spesso corposo ma mai più di tanto. E alla fine, le logiche del sistema dei personaggi paperopolese (o meno spesso topolinese) hanno sempre il sopravvento, cedendo a una ripetitività dei finali che è forse la critica più grande rivolta a quella stagione della produzione del Professore. Ma non poteva essere altrimenti: il canone Disney a fumetti era internazionalmente affermato da relativamente poco, quello italiano era addirittura neonato. In Italia il fumetto come forma d’arte seriale, rassicurata e costruita sulla propria omogeneità a se stessa, stava combattendo la battaglia di identità che lo avrebbe portato al fenomeno di massa e ai milioni di copie. Ma veniamo a noi: ecco Paperiliade – Libro primo: L’ira funesta, con i testi di Roberto Gagnor, i disegni di Alessandro Perina, le chine di Roberta Zanotta nella prima parte e di Perina stesso nella seconda, e i colori di Nicola Serra nella prima parte e Chiara Bonacini nella seconda. È legittimo inserire questa storia nel filone che nasce con i lavori di Martina? La nostra risposta è no, e crediamo che sia importante rimarcarlo, per sgombrare il campo da interpretazioni fuorvianti che potrebbero condurre ad una lettura parziale e anche innecessariamente ingenerosa. L’assedio di Troia Il lavoro di Gagnor muove su presupposti del tutto diversi. Anzitutto, almeno a giudicare da queste prime puntate, esso nasce e muore con l’Iliade. I personaggi, in maniera più o meno convinta (riuscita, anche se si salva per un pelo dal posticcio, la gag con cui Pippo-Omero si giustifica per aver rimescolato nomi e interpreti rispetto alla Topodissea del 2018, in pieno spirito aedico), interpretano i ruoli di alcuni degli eroi dell’Iliade, nei luoghi dell’Iliade e (più o meno) con le motivazioni esposte nell’Iliade. Ognuno di questi fattori, ovviamente, è soggetto alle usuali correzioni parodistiche, ma l’impianto fattuale rimane all’orizzonte. Una “comoda” guida per la narrazione, quindi, che si limita a lavorare dall’interno sulle gag e sull’adattamento della trama ai personaggi Disney: l’esatto opposto della strategia martiniana. Gag e rivisitazioni, quindi: vediamo con che spirito. Funziona l’uso di Pippo-Omero, la sua interazione un po’ metafumettistica con l’ambiente e i personaggi; funziona a metà l’inquadramento di Paperachille, una specie di (che Zeus ci perdoni) Cristiano Ronaldo acheo, in fondo azzeccato pendant all’arroganza del passionale guerriero greco, ma ripetitivo nelle infinite, mefitiche esalazioni calcistiche, che deflagrano poi nella V.A.R. (Visione Achea Retroattiva) e in un cacofonico “Zeus Moviolone”; non funziona – ad esempio – l’episodio della mela, stravolto nei protagonisti e ai limiti del politically correct in una rappresentazione scherzosa sì, ma troppo pesante perché venga di riderne, dei caratteri “femminili” delle dee. Brividi dal futuro Non è la prima volta che lo sconfinamento negli stereotipi (magari con l’intenzione di metterli in ridicolo) produce goffaggini indesiderate. Succede quasi puntualmente nelle storie che hanno per oggetto Sanremo o varianti, o più vagamente coinvolgenti i capricci dei VIP. Ma buttarci dentro l’Iliade forse era operazione da farsi, semmai, con più perizia: sono sì gli dei greci aderenti agli umani vizi e virtù, ma sono là per codificarli, amplificarli, trasfigurarli in una narrativa. Non per assecondarli con una strizzatina d’occhio. Il fumetto che guardando ostentatamente alla letteratura omaggia, di fatto, la televisione, quella di prima serata del calcio, delle battutine e dei conduttori sornioni, è un fenomeno strano. Non sbagliato o privo di interesse: ma – va da sé – se satira voleva essere, tale non è stata. E sarebbe veramente troppo pretendere che lo fosse, su Topolino. Insomma, questa Paperiliade vuol far ridere in un modo che in certo senso si allontana dai canoni della disneyanità, della martinità e pure, en passant, dell’eroicomico bottariano: e fin qui notizia tutt’altro che cattiva, perché bisogna pur liquidare i modelli se si vuol fare qualcosa di nuovo. Ma non stabilisce una voce propria, appoggiandosi troppo spesso, da una parte, a quell’umorismo televisivo che è – con rispetto parlando – insufficiente a reggersi da sé; e dall’altra al canovaccio dell’Iliade che – è comprensibile – fatica, senza un più elaborato e raffinato straniamento, a fare i conti con quel linguaggio. Ma veniamo ai disegni: l’impegno di Alessandro Perina nel compito di raffigurare armature, mura e personaggi in un sapido intruglio iliaco è tangibile e riuscito. Talvolta, complice la lunghezza della storia, alcuni passaggi risultano un po’ rapidi, ed è un peccato perché lo studio dietro questo lavoro appare ponderoso. Non solo: è evidente come il tratto di Perina, scanzonato, ironico, iperattivo, sia perfetto per catalizzare la leggerezza, quasi frivolezza, che lo sceneggiatore Roberto Gagnor vuole comunicare. Passiamo finalmente alle storie rimanenti. La seconda (e ultima) puntata di Gastone lo sfortunato (testi di Emiliano e Matteo Mammucari, disegni di Stefano Zanchi, colori di Emanuele Virzì) fa da degna conclusione alla peculiare storia iniziata una settimana fa. I disegni di Zanchi brillano per estro, giusto talvolta si lasciano andare a delle pose non riuscitissime, soprattutto quando i bordi della vignetta tagliano inopinatamente il personaggio all’interno. Ma la qualità del lavoro è alta, il progressivo affrancamento dal “freccerismo” e l’abitudine all’adozione di soluzioni audaci non potrà che spianare la strada verso una vera colonna del Topolino dei prossimi anni. Quest’avventura è un’ottima occasione per sottolineare qualcosa che meriterebbe forse analisi più estesa: da oltre un anno a questa parte, la linea del direttore Bertani sulle sceneggiature sta mettendo da parte, sempre più spesso, un elemento centrale di molte, moltissime storie Disney: il denaro. Amelia, la fattucchiera solitaria Da che Topolino è Topolino (e non solo in Italia), più di una storia su due ruota attorno a un furto, un ricatto, un’operazione commerciale, una moneta. A noi pare evidente l’impegno in senso contrario dell’attuale direzione, che pone a fondamento della maggior parte delle storie lunghe questo o quel sentimento, più o meno riposto nella psiche di uno dei personaggi. È il caso di Amelia in questa storia, alle prese con una difficile e sfumata gestione della solitudine. Ed è anche – ma molto giustamente in maniera secondaria – il caso di Gastone “sfortunato”, appunto. Certo, il movente apparente è comunque il denaro, la brama di ricchezza: ma anzi, proprio per questo risalta di più come i veri moventi siano emotivi, affettivi, esistenziali. Il difetto della storia, forse, è insistere su questo elemento, il sentimento profondo, risolutore e inaspettato: un “vizio” che accomuna tutti i nuovi arrivati al linguaggio Disney (gli sceneggiatori di questa storia provengono dalla scuderia Bonelli) e che marca un po’ il confine tra approdo e integrazione nella tradizione topolinesca. Inoltre, il ritorno allo status quo, la sbandierata tradizione ameliesca, appare naturale a metà: il riavvicinamento a Gennarino è sincero e vivo, ma non si può non pensare che la ragione dello scacco di Amelia in questa storia non è stato riuscire contro Gastone, ma riuscire tout court. Certo arrendersi a questa verità sarebbe stato troppo tragico, in una storia di Topolino: si tratta, come sempre, di trovare la quadra narrativa, certamente non uno scherzo per nessuno. Una temibile signora del Male Inoltre, non può sfuggire che qui abbiamo un Gastone “umano”, un Gastone che con naturalezza empatizza con Paperino, un Gastone sereno e quasi filosofo. Il rischio dell’out of character, nonostante le considerazioni sopra fatte sul liberarsi dei modelli, è tangibile, e nel caso specifico di Gastone c’è ancora qualcosa che stride; come se il passaggio fosse stato dato troppo per scontato, e ci avesse restituito semplicemente un personaggio diverso, e non un’evoluzione dello stesso. Tornando per un attimo al punto sollevato poc’anzi, sulle motivazioni delle storie Disney, ci si lasci dire che questa “attenuazione” del movente… pecuniario è, di per sé, una dovuta ventata d’aria fresca. Ci sentiamo personalmente molto in sintonia – sia narrativa che diciamo pedagogica – con questo tutt’altro che scontato cambio di rotta. Forse però concentrare così tanto i moventi dell’azione di nuovo su un unico polo – sebbene radicalmente diverso – ossia questi sentimenti un po’ umbratili messi in seno a dei personaggi che sì li tollerano ma non sempre li generano spontaneamente, non appare come la giusta alternativa. Soprattutto se è portata avanti con un pizzico di retorica in più rispetto al necessario, come ci pare di ravvisare in tutte le storie di questo tipo uscite finora. Il resto del numero brucia velocemente, da Topolino e la casetta nel bosco, prova non molto riuscita di un redivivo Rudy Salvagnini assistito dal molto bravo Andrea Malgeri ai disegni e Gaetano D’Aprile ai colori, a Rockerduck e la bombetta prediletta, altra storia per nulla memorabile stavolta scritta da Davide Fortuna, disegnata da Valerio Held e colorata da Monica Rossi. Nell’ultima storia si fiutano aromi di una certa fase dell’era De Poli, quando l’interazione fra Rockerduck e il buzzurro Truz poteva essere considerata ordinaria amministrazione: segno quello, allora come oggi, di una geometria dei personaggi che si riduce a vera e propria combinatoria, un gioco di carte che può portare a una quantità arbitraria di “strane coppie”. Ma a chiudere il numero c’è la vera sorpresa dell’albo: il prologo alla nuova “stagione” di Foglie rosse, di Claudio Sciarrone. Poche pagine, ma una notevole carica di freschezza, l’uso di un linguaggio a metà fra il manga, le emoji e contaminazioni varie (come sottolineato da Sciarrone stesso in una bella intervista). Lo scopo di questo breve episodio è di introdurre appunto la storia della prossima settimana, che l’autore promette ricca di azione e dai ritmi vivaci. Il viatico di ogni sana amicizia Poco da dire su questo pugno di pagine, se non che, nonostante proprio il linguaggio usato potrà far storcere il naso a molti lettori, per la prima volta in tutto l’albo si respira davvero una padronanza completa da parte dell’autore di ciò che sta accadendo, di come lo si sta dicendo, e di come e quanto i personaggi siano pronti ad amalgamarsi con la novità. Una trovata audace e inattesa, eppure un’esecuzione sicura, rassicurante, paradossalmente sobria a causa della sua aurea brevitas.

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Topolino 3473

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SalvoPikappa
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    Topolino 3473
    Lunedì 13 Giu 2022, 13:27:25
    STORIE
    - Paperiliade - Libro primo: L'ira funesta (Episodio 1)
    Soggetto e sceneggiatura di Roberto Gagnor
    Disegni di Alessandro Perina
    Chine di Roberta Zanotta
    Colore di Nicole Serra
    20 tavole

    - Paperiliade - Libro primo: L'ira funesta (Episodio 2)
    Soggetto e sceneggiatura di Roberto Gagnor
    Disegni e chine di Alessandro Perina
    Colore di Chiara Bonacini
    20 tavole

    - Gastone lo sfortunato (Episodio 2)
    Soggetto e sceneggiatura di Emiliano e Matteo Mammucari
    Disegni e chine di Stefano Zanchi
    Colore di Emanuele Virzì
    28 tavole

    - Topolino e la casetta nel bosco
    Soggetto e sceneggiatura di Rudy Salvagnini
    Disegni e chine di Andrea Malgeri
    Colore di Gaetano D'aprile
    18 tavole

    - Rockerduck e la bombetta prediletta
    Soggetto e sceneggiatura di Davide Fortuna
    Disegni e chine di Valerio Held
    Colore di Monica Rossi
    24 tavole

    - Foglie Rosse - Il riassuntone
    Soggetto, sceneggiatura, disegni, chine e colori di Claudio Sciarrone
    6 tavole

    COPERTINA
    Questo numero è abbinabile alla seconda uscita delle Metal Plate al prezzo di 6 euro

    Disegni di Paolo Mottura - Colori di Andrea Cagol

    SERVIZI e RUBRICHE
    - Paperi ed eroi! - Cosa state per leggere (Barbara Garufi)
    - L'avventura di Topodisseo! - Topofumetti (Francesca Agrati)
    - Fortuna VS Magia! - Cosa state per leggere (Barbara Garufi)
    - Un'estate al cinema e anche oltre! - Dal mondo del cinema (Jacopo Iovannitti)
    - Foglie... nuove! - Anteprima fumetto (Barbara Garufi)

    Nessuno è povero, quando può fare ciò che gli piace quando gli piace!... A me piace tuffarmi nel denaro, come un pesce baleno, e scavarci gallerie, come una talpa, e gettarlo in aria e farmelo ricadere sulla testa!

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    Samu
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    PolliceSu
      Re:Topolino 3473
      Risposta #1: Lunedì 13 Giu 2022, 21:36:15
      Il numero lo devo ancora leggere ma due cose piacevoli in merito le posso segnalare già da ora.
      La prima è la presenza di Andrea Malgeri tra gli autori che compaiono nel sommario e che si sta facendo costante nelle ultime settimane, specialmente con storie che vedono - più o meno - protagonista il personaggio di Topolino che trovo sia particolarmente nelle sue corde.
      La seconda riguarda invece la menzione dei coloristi e degli inchiostratori all'interno del sommario, varata a partire dallo scorso numero.
      Sono appassionato del mondo Disney da piccolo e quindi col tempo ho imparato tanti nomi di disegnatori e sceneggiatori attivi per il settimanale (tanto del presente quanto del passato) e ad identificarli con uno stile preciso.
      Ma dei coloristi e degli inchiostratori che lavorano per il Topo (a parte Luca Merli, Mirka Andolfo, Roberta Zanotta, Max Monteduro e qualche altro...) ad oggi ne so veramente poco eppure il loro lavoro è fondamentale nella realizzazione di ogni storia dopo che questa è passata dalle matite di chi ne ha realizzato i disegni.
      Ecco, quello che mi sento di dire è che apprezzo molto l'attenzione che il direttore e la redazione hanno dimostrato riguardo a tali lavoratori del settore che ad oggi non erano chissà quanto conosciuti e dei cui nomi (esclusa qualche eccezione) leggo solo ora per la prima volta.
      Di certo, una storia non ci guadagna in maggiore qualità se di questa vengono sottolineati gli autori delle chine e dei colori ma un pizzico di notorietà in più anche per questi addetti ai lavori non guasta affatto e mi fa sinceramente piacere poter apprendere chi c'è dietro alla realizzazione di queste componenti della singola storia.
      Se prima tutto questo [a meno di sporadiche eccezioni] era avvolto nell'ombra, oggi non è più così ed è interessante per me avere un ventaglio più ampio in merito alla conoscenza di chi c'è effettivamente dietro alla realizzazione di una storia, oltre alle figure più note e già sentite di sceneggiatori e disegnatori.  :mickey:

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      hendrik
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        Re:Topolino 3473
        Risposta #2: Martedì 14 Giu 2022, 21:46:40
        La Paperiliade è un'accozzaglia che davvero ho faticato a digerire.

        Poi leggi il Casty oceanico e ti chiedi come sia possibile tutto ciò.

        Bah! (Cit.)
        ... non ferma a Verkuragon!

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        Atius
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        PolliceSu
          Re:Topolino 3473
          Risposta #3: Martedì 14 Giu 2022, 23:27:30
          Non sono d'accordo. Ok, l'umorismo è quello tipico di Gagnor, che piace o non piace, ma ho trovato alcune trovate decisamente sagaci, come
          Spoiler: mostra
          la rivisitazione che fa della contesa per chi fosse la dea più bella, in cui il premio promesso a Gastonaride è "la papera più simpatica e con più personalità"
          , oppure
          Spoiler: mostra
           l'invulnerabilità debitoria di Paperachille
          , o ancora
          Spoiler: mostra
          Briseide Paperett nel ruolo di redattrice delle gesta dell'eroe greco
          . Poi Gagnor narra con la leggerezza tipica del suo stile, ma le allusioni all'età contemporanea, internet etc.etc. sono comunque limitate e l'opera greca viene sì rivisitata, ma non snaturata in quelli che sono i suoi punti cruciali, anche grazie a una buona scelta del cast.
          « Ultima modifica: Mercoledì 15 Giu 2022, 09:58:25 da Atius »
          O Patria, mia solleva il capo affranto / Sorridi ancora, o bella tra le belle / o madre delle madri asciuga il pianto! / Il ciel per te s'accenda di fiammelle / Splendenti a rischiarar ancor la via / Sì che tu possa riveder le stelle! / Dio ti protegga Italia, così sia.

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            Re:Topolino 3473
            Risposta #4: Mercoledì 15 Giu 2022, 09:35:36
            Sono combattuto sulla Paperiliade.
            Da un lato posso dire che mi ha divertito abbastanza (nonostante non impazzisca per la comicità di Gagnor) e ho trovato molto azzeccate certe soluzioni per mantenersi fedele all'opera originale e mantenere il giusto mood disneyano.
            Il problema grosso a mio parere è che manca il pretesto per scatenare questa battaglia. Non c'è una vera motivazione di fondo. Manca totalmente. O meglio ci sarebbe (viene abbozzata, vedremo meglio cosa succederà nella seconda parte) da parte degli Achei che sono partiti all'attacco, ma da parte dei Troiani?
            Spoiler: mostra
            Nell'Iliade infatti non mi pongo il dilemma del perché i Troiani non restituiscano Elena agli Achei per porre fine alla guerra. Qui me lo sono chiesto subito. E a poco mi cambia che ci sia Amelia/Eris a muovere le fila della guerra se non viene fornita una motivazione del perché i Troiani vogliano difendere Elena e sinceramente se la causa fosse che è lei ad avere la Numero Uno come viene suggerito nella storia... perché diamine in dieci anni Amelia non ha provato a prenderla ma ha tentato? O se ha tentato come ha fatto a non riuscirci?


            Per carità c'è sempre la scusante del Pippo Omero aedo smemorato che confonde le cose e quindi chissà come sono realmente andate, però nel corso della storia mi devo appigliare a dei punti fermi per dare un senso a quello che sta avvenendo.
            Magari è una lamentela preventiva, nel secondo libro verrà tutto chiarito, ma per quel che mi riguarda è già troppo tardi.
            « Ultima modifica: Mercoledì 15 Giu 2022, 12:29:45 da Garalla »
            La Soffitta di Camera Mia è un canale youtube che tratta di fumetti.
            Ogni Venerdì il video sul Topolino della settimana.

            https://www.youtube.com/lasoffittadicameramia

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              Re:Topolino 3473
              Risposta #5: Mercoledì 15 Giu 2022, 13:11:17
              Davvero un peccato, a mio avviso, che Paperiliade e Topodissea non abbiano i personaggi Disney negli stessi ruoli, insieme le due storie avrebbero costituito un’opera sicuramente più affascinante.

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                Re:Topolino 3473
                Risposta #6: Mercoledì 15 Giu 2022, 14:37:19
                Sono onesto: pur non essendo puro slapstick (forse valeva usarlo a tutto tondo andando nel demenziale più estremo?), in fondo la Paperiliade è per ora promossa, sperando che non si perda via: gli eroi con figura retorica annessa sono stati davvero divertenti!

                Cosa che non posso dire più di tanto della storia di Gastone sfortunato, perché manca un passaggio chiave, per non dire che cade nel blooper di trama estremo, che temevo, che avevo accennato sul canale di Camera9, e che puntualmente è successo: se già all'inizio Gastone è fortunatissimo, perché la sua fortuna totale non lo protegge "a caso" dalla magia di Amelia, ma si lascia portare via? MI aspettavo che alla fine succedesse un qualcosa che giustificasse questa fortuna che si lascia portare via (con Gastone che concludeva: "Ecco qual era l'obiettivo della mia buona stella nel lasciarsi prendere da Amelia! Mi spiace ma la mia fortuna è invincibile!"), ma non c'è stata. Se poi le riflessioni sulla solitudine di Amelia sono lodevoli e ben descritte, anche lì qualcosa non va: Amelia è superfortunata e non riesce a contrastare le sfortune di Paperino e di Gastone? Finchè ha quell'amuleto,per fare esempio gastoniano, nel crollo della magione avrebbe dovuto trovare tonnellate d'oro nascosto ancora mentre combatteva, pietre preziose, tesori smarriti. E non sto ragionando in modo folle, ma in modo appunto gastoniano se hai la sua fortuna esagerata: quella stessa che alla fine lo spinge a lasciare i soldi a Paperino credendo d'aver fatto un bel gesto, e che invece lo salva dai Bassotti. Allora gli autori avevano chiaro il meccanismo: perché non lo hanno usato al cento per cento??? Mah...A proposito, contrariamente a quel che si dice nella prima parte della vicenda, anche a non contare l'esperienza campagnola di "La solitudine del Quadrifoglio", NON è la prima volta in cui Gastone si è rimboccato le maniche: su, dài, questi sono i fondamentali barksiani del personaggio! Sceneggiatori, non ditemi che non conoscete quella storia, Maremma!!! >:(

                Molto meglio la storia di Salvagnini e Malgeri, che strappa ottime risate, e che mostra un Malgeri in palla ben superiore rispetto al recente Uomo Falena.

                Il meglio però sta dove non te lo aspetti, perché con la storia di Rockerduck ho riso veramente di gusto: ottimo esordio per lo sceneggiatore Fortuna, che in non tantissime pagine imbastisce una storia briosa e divertente a spese (letterali) del povero John Davison (è il cognome della madre!), con un Truz (!) in perfetta forma a fargli da antagonista. Risate senza pensieri, come una storia veramente divertente sa fare. Held mi è sembrato con un tratto sì sempre riconoscibilissimo, ma più "nero" del solito: o è solo una mia impressione?

                *

                Dippy Dawg
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                  Re:Topolino 3473
                  Risposta #7: Mercoledì 15 Giu 2022, 15:06:22
                  La Paperiliade è una tipica gagnorata, che presenta qualche idea carina, qualcuna decisamente imbarazzante (la V.A.R...  :huh:), e qualcun'altra francamente insopportabile (se già non sopporto i troppi inglesismi in una storia di PK, figuriamoci in una ambientata al tempo di Omero! Senza contare certi anacronismi su social e quant'altro, che dovrebbero far ridere, ma a me fanno solo pena... :rolleye: )!
                  Comunque, qualche risata me l'ha strappata, e i personaggi mi sembrano grossomodo azzeccati (e poi mi piace questo scontro tra paperi e topi!); vedremo come proseguirà...
                  Io son nomato Pippo e son poeta
                  Or per l'Inferno ce ne andremo a spasso
                  Verso un'oscura e dolorosa meta

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                  paolobar
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                    Re:Topolino 3473
                    Risposta #8: Mercoledì 15 Giu 2022, 15:27:18
                    La Paperiliade è una tipica gagnorata, che presenta qualche idea carina, qualcuna decisamente imbarazzante (la V.A.R...  :huh:), e qualcun'altra francamente insopportabile (se già non sopporto i troppi inglesismi in una storia di PK, figuriamoci in una ambientata al tempo di Omero! Senza contare certi anacronismi su social e quant'altro, che dovrebbero far ridere, ma a me fanno solo pena... :rolleye: )!
                    Comunque, qualche risata me l'ha strappata, e i personaggi mi sembrano grossomodo azzeccati (e poi mi piace questo scontro tra paperi e topi!); vedremo come proseguirà...

                    visto il successo di gagnor nelle sue ultime realizzazioni, mi chiedo se non fosse il caso che la panini (bertani) creasse un panel statistico di lettori per valutare il gradimento delle nuove storie, un po' come fanno le aziende 'commerciali' prima di immettere sul mercato un nuovo prodotto.

                    *

                    Cornelius Coot
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                      Re:Topolino 3473
                      Risposta #9: Mercoledì 15 Giu 2022, 18:54:40
                      PaperIliade - Libro Primo: l'Ira funesta
                      La doppia tavola iniziale come per le Paperolimpiadi e Le Sette Meraviglie dei Paperi potrebbe far pensare ad una grande opera che al momento non mi pare di intravedere. Sicuramente troppi i rimandi pseudo comico-ironici a mode e manie del nostro presente. Sembra che tutti i paperi achei e i topi troiani stiano pensando a cosa accadrà fra 3000 anni piuttosto che concentrarsi sul loro bellicoso presente. Tutta la vis comica di Gagnor pare incentrata su questo parallelo temporale mentre alcune risate (se proprio bisogna ridere) o anche semplici sorrisi (magari più profondi degli ah,ah,ah...) potrebbero esserci 'estorti' anche su dialoghi ironici e sarcastici inerenti esclusivamente il tempo che vivono i protagonisti. Non si capisce perché Gastone sia l'unico papero troiano (quando la differenza antropomorfa fra le due popolazioni è stata sottolineata più volte) ed è comunque piacevole rivedere Paperetta e Sgrizzo (in coppia con Paperoga, come ai tempi delle Paperolimpiadi).
                      Gastone lo sfortunato   (episodio 2)
                      Amelia è diventata come lo zione, anche in alcune frasi storiche e tipiche di Paperone. Al contrario del tycoon, non riesce a gestire l'improvvisa ricchezza (e fortuna) e tutte le conseguenze che si porta dietro: difese ad oltranza, solitudine, sospetti su tutto e tutti. Nonostante sia diventata ricca (e fortunata) ciò sembra non piacerle in alcuni aspetti. Se Paperone è sempre stato 'convinto' di ciò che voleva, sia quando lo ricercava che quando lo ha ottenuto, lei ha scoperto di non amare più che altro le conseguenze della ricchezza e della fortuna. Anche Gastone, figlio prediletto di quest'ultima, ha avuto recentemente le sue crisi, un po' come Amelia. Ma è riuscito a sconfiggerle anche grazie al fatto che lui, al contrario di DeSpell, non potrà mai liberarsi veramente della Fortuna, anche quando questa mostra i suoi lati negativi. Rassegnazione e 'allenamento' da un lato uniti ad una basica accettazione del fatto (che porta più benessere, privilegi e occasioni rispetto alla 'normalità') fanno si che lui vada avanti comunque, al contrario di una fattucchiera contenta di esser tornata al suo status quo, forse più per le classiche azioni di 'attacco' che per il risultato finale, a questo punto, visto che adesso sa cosa significa essere 'ricca, ricca, ricca'. La Numero Uno è sempre nei suoi pensieri: cosa ne vorrà fare poi resta, adesso, un obbiettivo contraddittorio e incoerente in una narrazione in continuity. Altrimenti un bel colpo di spugna e tutto torna come prima, come se nulla fosse accaduto di quanto abbiamo letto.
                      Topolino e la casetta nel bosco
                      Le tanto evocate creature mostruose del bosco rimbalzano da un posto all'altro con conclusioni fake. Però il finale non mi sorprende affatto: sono molto più realistiche e naturali le creature originali che quelle goffamente imitate dagli umani (antropomorfi). Breve 'animalesca' godibile e leggibile.
                      Rockerduck e la bombetta prediletta
                      Tra i tanti duelli ZP-RK questo non lo è se non in un finale rimembrato: però è sicuramente la storia dove il lettore sta più dalla parte di Rockerduck, vedendo lo ziastro come un antipatico e imbattibile concorrente. La sua oggettiva bravura unita ad una certa fortuna (che aiuta gli audaci, per carità) e ad un proverbiale sarcasmo, in questo caso sono ancor più destabili delle sfacciate fortune mostrate e raccontate da Gastone a Paperino. Insolita la location: il Cucuzzolo del Misantropo con il Sindaco Truz e gli altri 'buzzurri' tranne Dinamite Bla, assente. Divertenti le situazioni fra i due, gestite come possono da un affannato Lusky. Piuttosto mortificante il finale, dove John D. 'sacrifica' (quasi masochisticamente) un oggetto che per lui era stato di immenso valore anche simbolico. Insomma, uno ziastro d'altri tempi, anche solo in poche tavole finali. Tanto lo abbiamo richiesto che alla fine lo abbiamo ottenuto.
                      « Ultima modifica: Mercoledì 15 Giu 2022, 20:41:13 da Cornelius Coot »

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                      Samu
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                        Re:Topolino 3473
                        Risposta #10: Mercoledì 15 Giu 2022, 20:30:18
                        Un Topolino che, lato storie, mi ha soddisfatto in tutte le sue componenti e sono contento di poterlo affermare visto e considerato che il numero della scorsa settimana non mi ha esaltato.

                        Le prime due parti della Paperiliade mi sono piaciute molto perché non ho mai trovato un momento di stanca durante la lettura e questa per me è stata divertente e frizzante.
                        Certo, ci sono parecchi anacronismi come nella precedente Topodissea dello stesso Gagnor e concettualmente preferisco in genere un tipo diverso di umorismo però devo dire che in questo caso mi hanno strappato dei bei sorrisi ed anche qualche sana risata.
                        Queste 40 tavole che costituiscono il primo libro della "Paperiliade" mi sono passate via in modo scorrevole e leggero, puntellato da situazioni e battute che ho trovato simpatiche e che mi hanno restituito dei bei momenti di allegria e spensieratezza.
                        Ottimo come sempre Alessandro Perina ai disegni, tanto nel raffigurare i Paperi quanto i Topi e di lui ho apprezzato particolarmente le due splash-pages che mostrano rispettivamente la presentazione dei personaggi coinvolti all'interno della storia e poi la battaglia tumultuosa e confusa tra i Paperi Greci e i Topi Troiani.

                        A seguire la seconda ed ultima puntata di Gastone, lo sfortunato - storia che segna il debutto dei fratelli Mammucari alla sceneggiatura Disney.
                        La prima parte non mi aveva entusiasmato chissà quanto perché mi aveva dato la netta impressione che si svolgesse in modo troppo veloce ed affrettato.
                        Invece, questa seconda parte mi ha convinto (e coinvolto) decisamente di più.
                        Mi è piaciuto in particolare il focus sul rapporto tra Amelia e Gennarino, protagonista più di quanto mi aspettassi prima di approcciarmi a questo secondo tempo della storia.
                        Ho trovato poi particolarmente affascinante lo stravolgimento nel carattere di Amelia con un piglio particolarmente oscuro e "nero" nell'umore (e non più solo nell'abbigliamento!  ;D) non appena assapora denaro, fortuna e ricchezze varie dimostrando la sua incapacità a saperle gestire senza ritrovarsi completamente isolata da amicizie ed affetti.
                        Così come ho trovato interessante la scelta di muovere insieme, dalla stessa parte, i due cugini che più diversi non si può - Paperino e Gastone - che, per una volta, saranno stranamente complici l'uno dell'altro e pronti a dividersi gioie e soprattutto dolori.
                        Insomma, una seconda parte che mi ha coinvolto molto più della prima e che mi lascia con un bel ricordo della storia e del debutto di questi due fratelli sceneggiatori nel mondo del Fumetto Disney.

                        Molto, molto simpatica la storia di Rudy Salvagnini con il trio di protagonisti formato da Topolino, Pippo e Orazio.
                        La storia si svolge in poche pagine ma è stata una ottima lettura, fresca, guizzante e con un Pippo mattatore della scena con la sua logica inoppugnabile!  :D

                        In questo numero esordisce poi un nuovo autore che, come sua prima prova pubblicata sul settimanale, ha a che fare con il numero due della finanza paperopolese.
                        La storia in questione - Rockerduck e la bombetta prediletta - non sarà certo ricordata come qualcosa di chissà quanto impattante o memorabile ma è stata per me una lettura molto gradevole e simpatica.
                        Una trama leggera ma con un buono spunto di base sull'affetto che il "pivello" dimostra per una sua bombetta in particolare e con un interessante ed originale confronto tra lo stesso Rockerduck e il buzzurro Truz.
                        Graziosi i disegni di Held anche se in qualche espressione facciale (vedi il Lusky della prima tavola) non mi hanno convinto al massimo.

                        Chiude l'albo il "riassuntone" di Foglie Rosse ad opera di Claudio Sciarrone, un sunto di quanto avvenuto nella prima stagione della serie e nel suo Interludio pubblicato lo scorso anno che se da un lato non mi ha aggiunto nulla di nuovo a quanto sapessi già, dall'altro mi lascia curioso per l'esordio della seconda stagione del ciclo.
                        Spero che sia il preludio ad una saga intrigante ed interessante come mi auguro che sia, sul solco della prima serie (e per me ottima) di Foglie Rosse che esordì sulle pagine del Topo nell'Autunno 2019.

                        *

                        Xaen
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                          Re:Topolino 3473
                          Risposta #11: Giovedì 16 Giu 2022, 07:58:27
                          Cantami, o Gagnor del Papero Achille
                          l'avventura lesta che la sua gloria
                          addusse agli Achei, molte referenze
                          sanza tempo travolse la storia,
                          e di sponsor, di VAR e di internetto
                          lor spirito abbandonò (così del direttor
                          l'alto consiglio s'adempìa)
                          da quando primariamente congiunse
                          codesto stile tra Topodissea
                          e Paperiliade nel contar le epiche.

                          *

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                            Re:Topolino 3473
                            Risposta #12: Giovedì 16 Giu 2022, 14:21:44
                            Leggo una tavola a caso della Paperiliade e trovo "Zeus può confermare o ribaltare il risultato". I meme di Facebook che entrano nelle storie, che pochezza (con tutto il rispetto per Gagnor, la cui comicità di solito apprezzo).
                            "Chissà che cosa stava cercando Moby Dick?"

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                              Re:Topolino 3473
                              Risposta #13: Giovedì 16 Giu 2022, 14:40:36
                              Sto cominciando a notare come, allo stato, la Paperiliade si stia rivelando una delle storie più divisive nei gusti dei paperseriani. E la cosa mi sorprende non poco...

                              Perché in fondo fa il suo dovere di strappare qualche risata, e ci fa fare un simpatico ripasso delle figure retoriche che non ci sta mai male... Posso da un lato capire che forse questa comicità non sia nei gusti di tutti (come accennavo sopra, forse io la avrei financo gradita maggiormente se si fosse andati sul demenziale totale), ma una disapprovazione così vasta davvero mi ha stupito... :-? :-?

                                Re:Topolino 3473
                                Risposta #14: Giovedì 16 Giu 2022, 15:16:14
                                Sto cominciando a notare come, allo stato, la Paperiliade si stia rivelando una delle storie più divisive nei gusti dei paperseriani. E la cosa mi sorprende non poco...
                                Perché in fondo fa il suo dovere di strappare qualche risata, e ci fa fare un simpatico ripasso delle figure retoriche che non ci sta mai male... Posso da un lato capire che forse questa comicità non sia nei gusti di tutti (come accennavo sopra, forse io la avrei financo gradita maggiormente se si fosse andati sul demenziale totale), ma una disapprovazione così vasta davvero mi ha stupito... :-? :-?

                                A me la storia personalmente è piaciuta, e ho approfittato per ironizzare sulle critiche che ho letto qui nel topic.
                                Critiche che alla fin fine comprendo, alcune battute e sketch possono essere forse un po' anacronistici e forzati. Tra l'altro sono quasi tutti a tema calcistico, tranne qualcuno  :laugh:

                                 

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