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Topolino 3476 - Recensione di Manuel Crispo

È la fine degli anni Novanta. In TV danno Friends. Su Topolino ci sono Bruno Enna e Francesco Guerrini. Va tutto bene. Meme a parte, risulta davvero impossibile non rilevare il sapore “antico” di questo numero 3467, a partire dal primo episodio della storia lunga intitolata Megaricchi che ci accompagnerà per altre tre settimane. Dopo le interessanti Paperino Paperotto e il volo dell’albatro e Amelia e le 7 streghe vulcaniche, Enna sembra tornato stabilmente sulle pagine di Topolino, cosa della quale sono molto felice. Sarà anche il titolo (davvero poco accattivante) ma non avrei sperato di trovarmi di fronte a una storia così frizzante e, al contempo, dal sapore così classico. Enna mette in campo tutta la propria esperienza portando in scena personaggi che sono ormai iscritti nel suo DNA di sceneggiatore: tutto il variopinto cast dei Paperi si muove con estrema naturalezza, le loro interazioni sono credibili e tutto scorre liscio (anche grazie ai disegni del bravo Alessandro Perina, uno dei miei artisti preferiti tra quelli attualmente in forza al Topo) con tanto di tipico inseguimento finale. Unica nota stonata, al momento, il personaggio di Red Duckan, di cui da tempo sento parlare gran bene. La frase che sento ripetere più spesso è: “Ha un ottimo potenziale”. Riuscirà Bruno Enna a tirare fuori il potenziale di questo personaggio che, giunto alla propria settima apparizione, ha ancora tutto da dimostrare? Se ho compreso la macrostruttura che Enna ha voluto imporre a questa storia, mi aspetto un focus su di lui nel terzo episodio; spero che l’autore sardo riesca a fare di lui qualcosa di più interessante di un banale McGuffin. A parte il suo passato di batterista dei Pooh A seguire, un altro gradito ritorno: Giuseppe Zironi con il suo Topolino giramondo. Topolino e la sabbia di luna inizia in medias res, presentandoci un Topolino legato e imprigionato in un luogo buio, insomma in guai seri; stavolta si troverà a fronteggiare una banda di ladri di sabbia, che riuscirà a sconfiggere grazie all’aiuto delle vulcaniche sorelle Norma e Ester. Al di là della storia in sé, molto divertente, mi sono ritrovato a vestire i panni del giornalista investigativo per cercare di determinare dove esattamente si trovassero Topolino e le sue amiche. Perché sì, per quanto possa sembrare strano, dall’inizio alla fine della storia non viene mai nominato alcun luogo a eccezione del Golfo di Luna, sulle cui coste selvagge e incontaminate si svolge tutta l’azione. Zironi, evidentemente intenzionato a stuzzicare la curiosità del lettore, sparge indizi qui e là: il mare di smeraldo, la sabbia candida, il legno di olivastro (ovvero l’olivo selvatico, tipico della vegetazione costiera del Sud Italia). A meno che non mi sbagli di grosso, ci troviamo in Sardegna, e precisamente a Cala Luna, dove Lina Wertmüller girò il suo celebre Travolti da un insolito destino. Luogo meraviglioso e unico al mondo. Il fatto che non l’isola non sia citata in alcun modo mi è parso curioso e anche controproducente: apparire in maniera esplicita sulle pagine del settimanale a fumetti più famoso d’Italia avrebbe portato molti abitanti di Dorgali, Baunei e della Sardegna tutta ad accaparrarsi questo numero. Suppongo che, anche se non sono in grado di comprenderne il motivo, esista una sorta di impedimento al citare località esistenti su Topolino. A questa ennesima stranezza, come alle numerose altre, tocca probabilmente rassegnarsi. Nemmeno un nuraghe all’orizzonte Anche la storia seguente, una breve “quasi muta” dedicata al personaggio del Gran Mogol, nonostante dalle premesse potesse sembrare abbastanza trascurabile, risulta simpatica grazie al capovolgimento finale. Un plauso a Davide Aicardi e a Giulia Lomurno per essere riusciti a dare un po’ di luce a un non-personaggio come il leader delle Giovani Marmotte. Segue la classica Paperino cercatesori fai-da-te di Pier Giuseppe Giunta e del già citato Francesco Guerrini. Potrebbe sembrare una caccia al tesoro come ne abbiamo lette tante, ma riesce a spiccare grazie all’inedita coppia di protagonisti: Paperino e Paperina. Un soggetto semplice, nobilitato dai meravigliosi disegni di Guerrini, che è sempre un piacere ritrovare sulle pagine di Topolino. Sul terzo episodio di Foglie rosse: Un lungo inverno non ho molto da dire non avendo mai amato la serie, al punto che ho difficoltà a ricordare gli eventi delle precedenti storie. La trama sembrerebbe un campionario di luoghi comuni di un certo tipo di cinema e di serialità televisiva, con tanto di frasi a effetto che recuperano la struttura sintattica americana. Ci sono gli alieni buoni, gli alieni cattivi, gli uomini del governo, chitarre usate come armi, robot dalle fattezze retrò e, mi sembra, davvero poco altro. Claudio Sciarrone recupera la gabbia a vignette lunghe orizzontali che era tra i suoi marchi di fabbrica ai tempi di PK2 ma senza affollare troppo le tavole, con un effetto molto migliore rispetto all’antecedente del 2001. Il colore a volte funziona, altre volte decisamente no. Si tratta senz’altro di un esperimento interessante, ma forse un po’ fine a sé stesso. Chiude l’albo in bellezza la tavola autoconclusiva di Enrico Faccini appartenente alla serie Stile da vendere, nella quale l’autore ligure parafrasa a metrica libera nientemeno che il celeberrimo e violentissimo sonetto S’i’ fosse foco di Cecco Angiolieri. Al netto di un Faccini evidentemente a risparmio energetico (ci sono quattro vignette identiche) mi ha divertito moltissimo, al punto da farmi sperare che l’autore citi più spesso opere letterarie nelle sue brevi, come già ha fatto a suo tempo con L’uomo di neve di Hans Christian Andersen.

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Topolino 3476

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Manuel Crispo
Sceriffo di Valmitraglia
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PolliceSu
    Topolino 3476
    Risposta #15: Lunedì 11 Lug 2022, 12:00:37
    Recensione Topolino 3476


     È la fine degli anni Novanta. In TV danno Friends. Su Topolino ci sono Bruno Enna e Francesco Guerrini. Va tutto bene.

     Meme a parte, risulta davvero impossibile non rilevare il sapore “antico” di questo numero 3467, a partire dal primo episodio della storia lunga intitolata Megaricchi che ci accompagnerà per altre tre settimane. Dopo le interessanti Paperino Paperotto e il volo dell’albatro e Amelia e le 7 streghe vulcaniche, Enna sembra tornato stabilmente sulle pagine di Topolino, cosa della quale sono molto felice. Sarà anche il titolo (davvero poco accattivante) ma non avrei sperato di trovarmi di fronte a una storia così frizzante e, al contempo, dal sapore così classico.

     Enna mette in campo tutta la propria esperienza portando in scena personaggi che sono ormai iscritti nel suo DNA di sceneggiatore: tutto il variopinto cast dei Paperi si muove con estrema naturalezza, le loro interazioni sono credibili e tutto scorre liscio (anche grazie ai disegni del bravo Alessandro Perina, uno dei miei artisti preferiti tra quelli attualmente in forza al Topo) con tanto di tipico inseguimento finale.

     Unica nota stonata, al momento, il personaggio di Red Duckan, di cui da tempo sento parlare gran bene. La frase che sento ripetere più spesso è: “Ha un ottimo potenziale”. Riuscirà Bruno Enna a tirare fuori il potenziale di questo personaggio che, giunto alla propria settima apparizione, ha ancora tutto da dimostrare? Se ho compreso la macrostruttura che Enna ha voluto imporre a questa storia, mi aspetto un focus su di lui nel terzo episodio; spero che l’autore sardo riesca a fare di lui qualcosa di più interessante di un banale McGuffin.

     
    A parte il suo passato di batterista dei Pooh

    A seguire, un altro gradito ritorno: Giuseppe Zironi con il suo Topolino giramondo. Topolino e la sabbia di luna inizia in medias res, presentandoci un Topolino legato e imprigionato in un luogo buio, insomma in guai seri; stavolta si troverà a fronteggiare una banda di ladri di sabbia, che riuscirà a sconfiggere grazie all’aiuto delle vulcaniche sorelle Norma e Ester.

     Al di là della storia in sé, molto divertente, mi sono ritrovato a vestire i panni del giornalista investigativo per cercare di determinare dove esattamente si trovassero Topolino e le sue amiche. Perché sì, per quanto possa sembrare strano, dall’inizio alla fine della storia non viene mai nominato alcun luogo a eccezione del Golfo di Luna, sulle cui coste selvagge e incontaminate si svolge tutta l’azione.

     Zironi, evidentemente intenzionato a stuzzicare la curiosità del lettore, sparge indizi qui e là: il mare di smeraldo, la sabbia candida, il legno di olivastro (ovvero l’olivo selvatico, tipico della vegetazione costiera del Sud Italia). A meno che non mi sbagli di grosso, ci troviamo in Sardegna, e precisamente a Cala Luna, dove Lina Wertmüller girò il suo celebre Travolti da un insolito destino. Luogo meraviglioso e unico al mondo.

     Il fatto che non l’isola non sia citata in alcun modo mi è parso curioso e anche controproducente: apparire in maniera esplicita sulle pagine del settimanale a fumetti più famoso d’Italia avrebbe portato molti abitanti di Dorgali, Baunei e della Sardegna tutta ad accaparrarsi questo numero. Suppongo che, anche se non sono in grado di comprenderne il motivo, esista una sorta di impedimento al citare località esistenti su Topolino. A questa ennesima stranezza, come alle numerose altre, tocca probabilmente rassegnarsi.

     
    Nemmeno un nuraghe all’orizzonte

     Anche la storia seguente, una breve “quasi muta” dedicata al personaggio del Gran Mogol, nonostante dalle premesse potesse sembrare abbastanza trascurabile, risulta simpatica grazie al capovolgimento finale. Un plauso a Davide Aicardi e a Giulia Lomurno per essere riusciti a dare un po’ di luce a un non-personaggio come il leader delle Giovani Marmotte.

     Segue la classica Paperino cercatesori fai-da-te di Pier Giuseppe Giunta e del già citato Francesco Guerrini. Potrebbe sembrare una caccia al tesoro come ne abbiamo lette tante, ma riesce a spiccare grazie all’inedita coppia di protagonisti: Paperino e Paperina. Un soggetto semplice, nobilitato dai meravigliosi disegni di Guerrini, che è sempre un piacere ritrovare sulle pagine di Topolino.

     Sul terzo episodio di Foglie rosse: Un lungo inverno non ho molto da dire non avendo mai amato la serie, al punto che ho difficoltà a ricordare gli eventi delle precedenti storie. La trama sembrerebbe un campionario di luoghi comuni di un certo tipo di cinema e di serialità televisiva, con tanto di frasi a effetto che recuperano la struttura sintattica americana. Ci sono gli alieni buoni, gli alieni cattivi, gli uomini del governo, chitarre usate come armi, robot dalle fattezze retrò e, mi sembra, davvero poco altro.

     Claudio Sciarrone recupera la gabbia a vignette lunghe orizzontali che era tra i suoi marchi di fabbrica ai tempi di PK2 ma senza affollare troppo le tavole, con un effetto molto migliore rispetto all’antecedente del 2001. Il colore a volte funziona, altre volte decisamente no. Si tratta senz’altro di un esperimento interessante, ma forse un po’ fine a sé stesso.

     Chiude l’albo in bellezza la tavola autoconclusiva di Enrico Faccini appartenente alla serie Stile da vendere, nella quale l’autore ligure parafrasa a metrica libera nientemeno che il celeberrimo e violentissimo sonetto S’i’ fosse foco di Cecco Angiolieri. Al netto di un Faccini evidentemente a risparmio energetico (ci sono quattro vignette identiche) mi ha divertito moltissimo, al punto da farmi sperare che l’autore citi più spesso opere letterarie nelle sue brevi, come già ha fatto a suo tempo con L’uomo di neve di Hans Christian Andersen.



    Voto del recensore: 4/5
    Per accedere alla pagina originale della recensione e mettere il tuo voto:
    https://www.papersera.net/wp/2022/07/11/topolino-3476/


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      Re:Topolino 3476
      Risposta #16: Lunedì 11 Lug 2022, 18:26:12
      Numero piuttosto noioso fra i documentari di Topolino Giramondo e i marziani di Foglie Rosse. Se le lunghe topesche non mi hanno convinto anche una delle due brevi papere lascia il tempo che trova. L'unica storia che ha stimolato il mio interesse è MegaRicchi che, pur non avvalendosi di vignette panoramiche, orizzontali rosse o mute, prende un plot, quello dello scontro fra tycoon, valido per tutte le stagioni se ben raccontato. 

      MegaRicchi - Una poltrona per tre   (episodio 1)
      Rockerduck deve darsi una ripulita tra le varie scorie accumulate in carriera, non ultima quella della collaborazione coi Bassotti.
      E Paperone riesce sempre a giustificare i suoi rari slanci di generosità (in questo caso quello nei confronti di Filo Sganga dovrebbe tenere a bada Brigitta). In tutto ciò Red Duckan deve mostrarsi meno altezzoso e più alla mano, 'il miliardario della porta accanto': dubito che ci riuscirà. Prosegue bene questa storia ufficialmente alla sua prima puntata ma in realtà già alla seconda, considerando il lungo Prologo. La coppia Enna-Perina da garanzie per un ulteriore buon proseguimento.
      Topolino e la sabbia di luna
      Questa serie 'Giramondo' mi pare più un docufumetto che un giallo vero e proprio: c'è una sorta di 'base buonista' anche nelle scene che dovrebbero essere più pericolose. Mickey è un mix tra Alberto Angela e la Signora in Giallo e anche i personaggi positivi e negativi che lo circondano sembrano più attori da documentario che vere e proprie turiste o veri e propri malfattori. Nella sua recensione Manuel scrive che i luoghi reali non vengono citati sul libretto: forse in questa particolare serie e magari per iniziativa dello stesso Zironi (i cui disegni mi convincono più dei soggetti). Nel caso particolare nominare la località poteva sembrare uno spot per il turismo in  Sardegna (vista la stagione) ma in realtà ci sono sempre stati casi innumerevoli di località reali sparse nel mondo e raggiunte da paperi e topi.
      Il Gran Mogol e la divisa da cerimonia
      Breve muta convincente (al contrario delle ultime di vari autori): Davide Aicardi ci presenta una serie di 'fisse' di Bertie McGoose che alla fine vengono stravolte dall'ArciMogol , personaggio che mi sembra sempre più presente in queste storie delle GM.
      Paperino cercatesori fai-da-te
      Nonostante le illustrazioni di Guerrini questa breve non mi ha convinto: l'ingenuità e il pressapochismo di Paperino (oltre ad una strana fortuna) mi sono sembrati esagerati, visti anche i molteplici precedenti. E' vero che la linea temporale del fumetto disneyano è un eterno presente però c'è anche la continuity che un pochino lo 'destabilizza' nel suo procedere: in questo caso Donald, memore di tante iniziative passate, poteva essere un pochino più accorto.
      Foglie Rosse - Un lungo inverno   (episodio 3)
      Tutta l'enfasi, l'importanza, la profondità che i protagonisti danno a questa situazione meriterebbero degli esseri alieni un po' meno primitivi, nel loro aspetto coccodrillesco e triocchiuto. Un po' come in Pk gli evroniani, tutti uguali e tutti dall'aspetto piuttosto primitivo. A parte questo, lo Sciarroneverso (al contrario di altri universi autoriali) non mi entusiasma per nulla (e non parlo solo delle Foglie) e trovo anche i ruoli di Topolino e nipotini poco convincenti, sia nei ruoli che in un aspetto fisico troppo simile (più che zio e nipoti sembrano tre fratelli di cui uno maggiore).
      « Ultima modifica: Lunedì 11 Lug 2022, 21:33:58 da Cornelius Coot »

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        Re:Topolino 3476
        Risposta #17: Lunedì 11 Lug 2022, 18:53:05
        Scusate, ma sapete se il Topolino con Paperone in edicola è blisterato?

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          Re:Topolino 3476
          Risposta #18: Lunedì 11 Lug 2022, 19:57:40
          Scusate, ma sapete se il Topolino con Paperone in edicola è blisterato?

          Ne ho visti 3 al supermarket e 2 all’edicola, tutti non blisterati
          Quantità Topolino n.2574 in soffitta
          più 30 Variant (2301-2351-2717-3019-3023-3102-3110-3111-3112-3113-3146-3208-3259-3302-3309-3311-3336-3337-3355-3388-3396-3407-3407(PK)-3416-3441-3465-3471-3476)

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            Re:Topolino 3476
            Risposta #19: Lunedì 11 Lug 2022, 20:21:36
            Ok, grazie.

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              Re:Topolino 3476
              Risposta #20: Martedì 12 Lug 2022, 09:37:49
              Nonostante le illustrazioni di Guerrini questa breve non mi ha convinto: l'ingenuità e il pressapochismo di Paperino (oltre ad una strana fortuna) mi sono sembrati esagerati, visti anche i molteplici precedenti. E' vero che la linea temporale del fumetto disneyano è un eterno presente però c'è anche la continuity che un pochino lo 'destabilizza' nel suo procedere: in questo caso Donald, memore di tante iniziative passate, poteva essere un pochino più accorto.
              Se fosse stato più accorto, non sarebbe stato Paperino! ;)
              Dai, non cerchiamo la continuity anche dove non serve! :-)
              Io son nomato Pippo e son poeta
              Or per l'Inferno ce ne andremo a spasso
              Verso un'oscura e dolorosa meta

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                Re:Topolino 3476
                Risposta #21: Martedì 12 Lug 2022, 10:00:58
                Dai, non cerchiamo la continuity anche dove non serve! :-)

                Beiamoci quando c'è ed è ben strutturata in storie correlate tra loro, ma pensiamo anche che alcune storie debbano essere lì per divertire il pubblico ed essere più indipendenti. Il topo deve avere un mix del genere a mio parere.
                La Soffitta di Camera Mia è un canale youtube che tratta di fumetti.
                Ogni Venerdì il video sul Topolino della settimana.

                https://www.youtube.com/lasoffittadicameramia

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                  Re:Topolino 3476
                  Risposta #22: Martedì 12 Lug 2022, 11:50:49
                  Ok il discorso per i bambini ma da adulto mi è sembrato di leggere la millesima storia del genere che mi ha annoiato (fortuna che c'erano i disegni di Guerrini!) Però capisco che per essere letto da 1 a 99 anni il libretto si deve 'diversificare' e che le nuove generazioni, in fondo, sono sempre le stesse a quella età, sotto certi aspetti. Ovviamente ci sono state altre situazioni del genere ma questa in particolare (sarà che i disegni di Guerrini sembrano promettere sempre 'il meglio') mi ha 'destabilizzato'.
                  « Ultima modifica: Martedì 12 Lug 2022, 11:52:54 da Cornelius Coot »

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                  Manuel Crispo
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                    Re:Topolino 3476
                    Risposta #23: Martedì 12 Lug 2022, 17:33:54
                    Nella sua recensione Manuel scrive che i luoghi reali non vengono citati sul libretto: forse in questa particolare serie e magari per iniziativa dello stesso Zironi (i cui disegni mi convincono più dei soggetti). Nel caso particolare nominare la località poteva sembrare uno spot per il turismo in  Sardegna (vista la stagione) ma in realtà ci sono sempre stati casi innumerevoli di località reali sparse nel mondo e raggiunte da paperi e topi.

                    Certo, lo so. A un certo punto citare luoghi reali era diventato un vero e proprio tratto distintivo di alcune serie, come DoubleDuck - da cui la mia sorpresa. Cosa è cambiato? Ora, non mi assumo meriti che non ho: sono stato in Sardegna a giugno per cui mi è stato semplice identificare il luogo. C'è da dire che se googli "golfo della luna" il primo risultato che ti esce è proprio Cala Luna. Quindi insomma, non proprio difficile arrivarci.
                    Per quanto riguarda lo spot, beh, non vedo il problema. In Italia abbiamo luoghi meravigliosi che non tutti conoscono, che male ci sarebbe a farvi un po' di pubblicità?
                    Non sto dicendo che ogni storia di Topolino debba essere ambientata in un luogo reale e "farvi pubblicità", è che in questo caso specifico poteva essere una buona idea.
                    “O con amore o con odio, ma sempre con plutocratica sicumera”.

                     

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