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Topolino 3481 - Recensione di Luigi Sammartino

Viviamo un’epoca di revival, di diverso tipo: da quelli cinematografici e televisivi a quelli letterari e fumettistici. I risultati sono sicuramente altalenanti, ma è la curiosità a spingere anche i più contrari a volersi cimentare in queste nuove trasposizioni. Il Topolino di questa settimana sembra confermare la tendenza rinnovata di riprendere trame e serie d’antan e trasporle nel nuovo contesto del settimanale. E questa tendenza passa anche dal ritorno di una serie di successo negli anni Novanta, I mercoledì di Pippo, scritti dall’istrionico Rudy Salvagnini, che qui propone L’incredibile segreto (coi disegni di Ottavio Panaro). È mercoledì, e al solito Topolino è chiamato da Pippo per ascoltare l’ennesima, balzana trovata letteraria per un suo romanzo. Il protagonista di questo nuovo romanzo (un hard boiled) non è il solito Pippo, protagonista delle numerose storie della serie, bensì Topolino, così introducendo un primo elemento di novità. Tuttavia, rimane molto simile lo sviluppo: le trovate assurde di Pippo per lo svolgimento del suo romanzo non collimano con la logica di Topolino; questo stranamente non obietta come al solito, ed ecco quindi un secondo elemento di novità. Anche Minni sembra essere impiegata nel nuovo romanzo, e agisce da aiutante del protagonista, alle volte da deus ex machina, ma sempre al servizio dello scrittore, che cerca comunque di imbastire un suo intervento mirato. Se è vero che i revival molto spesso rovinano quanto di buono si era fatto in precedenza, qui Salvagnini imbastisce sicuramente una trama curiosa, ma molto meccanica. La storia sembra gradevole, ma i repentini cambi di scena aiutano poco nella lettura. Anche le trovate “illogiche” sembrano forzate: Topolino, infatti, sembra inusitato in questa nuova veste ed è più preda che mezzo della storia di Pippo. Interessante però lo spunto alla Truman Show, o alla Videodrome (per dare un’immagine ancor più immediata), dove il personaggio di Topolino cerca di sfondare la quarta parete televisiva e la storia si sposta spesso in un ambiente neutro e ultroneo rispetto alla trama (il salotto di spettatori curiosi). I disegni di Panaro non sono certamente quelli di Gorlero, ma sicuramente danno una pacatezza ai tanti svarioni che si susseguono. Il primo elemento di novità nel ritorno dei Mercoledì di Pippo Il terzo episodio di Paperinik e la torre d’oro (sempre a firma Bertani–Gervasio/Baccinelli) non sembra risolutivo rispetto alle trame predisposte nelle prime due puntate. Interessante il focus narrativo sugli operai delle ditte edili, incaricati di smontare pezzo per pezzo le torri del castello del Duca Pazzo (già suddivise fra i tre miliardari protagonisti), ma i battibecchi iniziali tra gli stessi appaiono molto fuori luogo. Interessante anche lo svolgimento, in cui ogni giorno il “castello di Penelope” viene disfatto e si ricompone la notte stessa, ma solo grazie ad un apparecchio di Archimede che Paperinik usa nottetempo. Molto forzato il convincimento di Paperinik all’uso del congegno detto, e che porta ad una risoluzione della storia molto semplificata: Paperone capisce che nel castello non vi è traccia di alcun tesoro, costringendo lui e gli altri due miliardari (pardon, giga-mega miliardari) a ripristinare il tutto, ristrutturare il castello e devolverlo alla pubblica utenza. Appare invece straniante il finale della storia, che si ricollega a Paperino e la tempesta di Capo Quack di Carl Barks e che evidenzia un’ulteriore trovata di cui sicuramente si discuterà a lungo. I disegni di Baccinelli, anche in questo caso, sono sontuosi, assolutamente in tema (per quanto riguarda le attrezzature degli operai dei cantieri) e rendono molto piacevole la lettura complessiva della storia. Paperinik alle prese con il bislacco congegno, in qualche senso un “MacGuffin” all’interno della storia Un altro prologo, stavolta focalizzato sul mondo dei Paperi. Paperino e l’amico scomparso (Vacca/Mazzarello) introduce nella nuova saga estiva del Pianeta ramingo anche Paperino e Archimede, chiamati da Enigm nella Dimensione Delta. Interessante lo spunto per coinvolgere la mente brillante di Paperopoli, meno lo svolgimento. Se nella storia della scorsa settimana abbiamo avuto a che fare con la minaccia celestiale sin dall’origine, qui la storia pone la minaccia solo all’ultimo e si evolve molto lentamente con gag spesso inutili; anche il fatto che si utilizzi il laboratorio dell’antenato di Archimede (Copernico Pitagorico) non sembra utile ai fini della trama, se non per dare la sensazione di un fanservice ben orchestrato. Ma se il risultato è arrivare a provocare coinvolgimento nella trama complessiva, allora possiamo sperare che questi espedienti siano solo un passatempo, prima di addentrarci dalla prossima settimana nell’avventura. I disegni di Mazzarello sembrano, però, molto piatti, per quanto ci metta abbastanza dinamismo dove necessario; ma ad esempio, i becchi spalancati dei personaggi parlanti forse sono un tantino stranianti. La copertina dell’albo (realizzata da Francesco d’Ippolito e colorata da Mario Perrotta) ci porta alla prima storia “agostana”, Paperino in vacanza con Gino (Bosco/Franzò). Una storia gradevole, questa volta non solo tesa a raccontare l’ennesima partenza per le vacanze di Paperino, ma che ha un fine preciso: mostrare quanto possa essere importante economicamente una tendenza social come quella dei Toy Voyagers (spiegata in dettaglio nelle cinque pagine di accompagnamento della storia). Storia, comunque, di rara vitalità: Paperino è alle prese con le proprie disavventure per rimediare all’ennesimo caso di malasorte (e il pensiero corre comunque alle storie di Barks, dove ugualmente l’ingegno sofferente del papero guizzava), ma ancor più raro il colpo di fortuna (naturalistico) che lo coinvolge e che gira le sorti della storia. Anche il finale, non scontatissimo, dà una buona sensazione di lettura. I disegni di Franzò funzionano molto bene su questa sceneggiatura e presentano un tratto fermo e al contempo dinamico. Un tempo ci si stupiva degli animali… ora anche i peluche hanno i social! La seconda storia agostana è rievocata già nel titolo: Topolino e il Ferragosto a 3 (Fontana/Lomurno). Una storia breve che non dà alcuna sensazione, se non quella della classica desolazione agostana delle grandi città che si svuotano proprio a metà mese. Malgrado il tentativo di scippo per ravvivare la storia, la vicenda comunque sembra bloccata fino al finale spiazza che il lettore, che rimane di sasso nel vedere i tre personaggi in campo andare via tutti assieme allegramente. I disegni della Lomurno sono molto efficaci ed evocativi, con un retrogusto classico. Paperoga in: Seguire attentamente le istruzioni (Valentini/Zemelo) ripropone le strambe imprese del personaggio. Quasi totalmente muta, la breve sembra congegnare alcune piccole gag, come l’aggiunta di strisce di colore che Paperoga appone al suo maglione, per essere perfettamente in linea con le istruzioni (anch’esse mute) e costruire una cuccia a Malachia. Meno comprensibile il fatto di voler estendere questo adeguamento visivo anche alla finestra retrostante, dove però la gag si scontra con la dura logica del caso. La chiusura con un intervento repentino di Malachia fa immediatamente tornare tutti con i piedi per terra. Buonissima la prova da disegnatore di Zemelo, che entra perfettamente nello spirito comico della storia. Una menzione speciale va riservata alla gag page finale di Faccini. Re dei pasticci – Eccellenza è l’ennesima dimostrazione che l’assurdo e l’ironico possono convivere perfettamente e possono provocare meraviglia. Decisamente felice, come sempre, l’idea di dare spazio all’autore genovese con queste piccole gag. In conclusione, il numero odierno cerca di favorire entrambi i tipi di storie presenti: quelle delle saghe lunghe e le autoconclusive. Il risultato non sempre è soddisfacente, ma si notano comunque spunti molto interessanti tanto a livello di gag che di riuscita complessiva delle storie. Anche alcune storie brevi o autoconclusive vogliono essere uno snodo interessante nella lettura. Rispetto ad altri numeri precedenti, però, è la qualità delle storie in sé che scende, facendoci scivolare verso la classica e tranquilla lettura sotto l’ombrellone.

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Tiratura Topolino

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    Re:Tiratura Topolino
    Risposta #1455: Sabato 18 Apr 2020, 10:28:54
    Che poi la quotidianità, se ben descritta nelle sue varie sfaccettature, può essere vista come plot per adulti mentre i marziani o i viaggi intergalattici, se utilizzati più come fumo che arrosto, come plot per bambini.

    In teoria sì, ma io mi riallaccio a quanto ha affermato il direttore nella recente intervista su The Fisbio Show: i bambini di oggi non sono quelli del Topolino Junior, io per primo che mi ritengo cresciuto a 23 anni, quando ero bambino e compravo il Topo dell'era Muci mi sono disabbonato molto presto, verso i 9-10 anni, perché preferivo le storie dei Classici e Grandi Classici... a quell'età non ero certo un paperseriano edotto che osanna Gottfredson e Barks! I bambini di oggi poi hanno contenuti potenzialmente infiniti a portata di pollice con gli smartphone, sono ben più smaliziati... quindi non dico di adeguarsi allo stile dei video di YouTube, ma banalmente, nei limiti del politically correct, scrivere avventure più complesse, con "più arrosto che fumo" e più messaggi educativi anche (come il buon Bertani auspicava), significa catturare la loro attenzione. Perché di fatto i contenuti dell'internet sono molti, variegati e attirano, ma anche lì manca l'"arrosto", quello che il Topo ogni tanto sa dare!
    « Ultima modifica: Sabato 18 Apr 2020, 10:53:27 da Volkabug »
    ex Paperinik il Templare e Volkabug, inventore dell'Immergrün; prima niubbo, poi lurkatore, adesso utente affezionato; secondo la monetazione antica TEMPLI*PAPERINICUS*E*PAPERIBUS*MIRUM

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      Re:Tiratura Topolino
      Risposta #1456: Lunedì 25 Mag 2020, 17:00:12
      Riferendosi anche all'ottima intervista del buon Fisbio a Bertani, che dice che Topolino ancora vende molto, quanto vende? Quanto secondo voi ha influito il nuovo direttore sulla tiratura e sulle vendite? Ultimamente vedo Topolino sempre più pop, sempre più sulla bocca di tutti che ne parlano, e l'impressione è quasi che stia avvenendo seppur molto tenue una piccola rinascita. E' solo una mia impressione?

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        Risposta #1457: Lunedì 25 Mag 2020, 17:25:15
        Riferendosi anche all'ottima intervista del buon Fisbio a Bertani, che dice che Topolino ancora vende molto, quanto vende? Quanto secondo voi ha influito il nuovo direttore sulla tiratura e sulle vendite? Ultimamente vedo Topolino sempre più pop, sempre più sulla bocca di tutti che ne parlano, e l'impressione è quasi che stia avvenendo seppur molto tenue una piccola rinascita. E' solo una mia impressione?

        Pur non essendo un grande fan di questo nuovo corso, la mia sensazione è comunque che si stia facendo breccia nei cuori dei più piccoli, soprattutto con le nuove saghe di Qui Quo Qua; probabilmente quindi un certo aumento di vendite ci sarà, favorito anche dai numerosi gadget. La sensazione inoltre che ultimamente Topolino sia sulla bocca di tutti la condivido anch'io, sebbene comunque penso che l'isolamento obbligato di questi mesi abbia in un certo senso favorito l'acquisto di un passatempo rilassante e rassicurante come Topolino.
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          Risposta #1458: Mercoledì 3 Giu 2020, 12:52:12
          Sarebbe bello avere dei dati più ufficiali...

          Riferendosi anche all'ottima intervista del buon Fisbio a Bertani, che dice che Topolino ancora vende molto, quanto vende? Quanto secondo voi ha influito il nuovo direttore sulla tiratura e sulle vendite? Ultimamente vedo Topolino sempre più pop, sempre più sulla bocca di tutti che ne parlano, e l'impressione è quasi che stia avvenendo seppur molto tenue una piccola rinascita. E' solo una mia impressione?

          Pur non essendo un grande fan di questo nuovo corso, la mia sensazione è comunque che si stia facendo breccia nei cuori dei più piccoli, soprattutto con le nuove saghe di Qui Quo Qua; probabilmente quindi un certo aumento di vendite ci sarà, favorito anche dai numerosi gadget. La sensazione inoltre che ultimamente Topolino sia sulla bocca di tutti la condivido anch'io, sebbene comunque penso che l'isolamento obbligato di questi mesi abbia in un certo senso favorito l'acquisto di un passatempo rilassante e rassicurante come Topolino.

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            Risposta #1459: Mercoledì 1 Lug 2020, 11:56:04
            In realtà non è difficile comprendere i motivi delle variazioni di tiratura in diverdi periodi dell'anno. Anche in mancanza di contenuti speciali, durante l'estate e le vacanze natalizie (e questo fin dall'anteguerra) si vende abbastanza di più, per ovvie ragioni, perciò è perfettamente normale che la tiratura si adegui.
            Ma quello che vorrei porre alla vostra attenzione è un altro dato, forse passato un po' in sordina: nella sua recente intervista, De Vita ha parlato di 30000 copie: possibile che oggi sia questa la vendita (o, peggio, la tiratura) di Topolino? Se così fosse, vorrebbe dire che dal 2013, anno in cui venne divulgata, se non ricordo male, una diffusione dell'ordine delle 100000/120000 copie, con una vendita verosimilmente non inferiore alle 80000 circa. Se fosse confermato, vorrebbe dire che in tutto sommato pochi anni c'è stato un vero tracollo, superiore alle peggiori aspettative.

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              Risposta #1460: Lunedì 7 Dic 2020, 00:13:33
              Da quanto detto da Alex Bertani dalla live di oggi, la quarantena non ha incrementato particolarmente le vendite però sono aumentati gli abbonamenti a causa della difficoltà a raggiungere le edicole. Mi ha sconcertato quando ha detto che dopo diversi anni sotto Panini, quest'anno il settimanale chiuderà il bilancio in positivo. Significa che prima la situazione era davvero grigia!   :'(

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                Risposta #1461: Lunedì 7 Dic 2020, 02:41:53
                Da quanto detto da Alex Bertani dalla live di oggi, la quarantena non ha incrementato particolarmente le vendite però sono aumentati gli abbonamenti a causa della difficoltà a raggiungere le edicole. Mi ha sconcertato quando ha detto che dopo diversi anni sotto Panini, quest'anno il settimanale chiuderà il bilancio in positivo. Significa che prima la situazione era davvero grigia!   :'(
                Non credo si riferisse ad un bilancio economico negativo (altrimenti la testata sarebbe stata da chiudere), ma ad un trend per cui ogni anno si perdevano acquirenti, pur restando il bilancio positivo, mentre finalmente in questo 2020 se ne sono guadagnati, aumentando le vendite rispetto all'anno scorso.

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                  Risposta #1462: Giovedì 24 Dic 2020, 22:55:22
                  Questo Paese è abituato a tirar su i bambini come ignoranti e/o imbecilli.
                  Non esistono più attività ludico-educative, basta schiaffare i piccoli davanti ad un monitor (vuoi che sia una TV, un PC, un tablet, o cos'altro). Non si insegna più a leggere. Anzi, non si insegna più a VOLER leggere. Perciò, un passatempo che implichi lettura, implica uno sforzo non strettamente necessario, e si preferisce qualcosa di più semplice, ma- ahimè!- anche più lobotomizzante.
                  Siamo diseducati alla lettura fin da piccoli, questo è il problema. Probabilmente anche i contenuti hanno un proprio ruolo in questa discesa vertiginosa, ma credo che si tratti pur sempre di una percentuale esigua.

                  Siamo un popolo che sta allevando gente ignorante, ecco qual è il problema. E anche se non si trattasse del problema maggiore, rimane pur sempre il primo in ordine cronologico. TUTTO dipende dall'infanzia, dalla scuola; un ambiente dove non è più permesso educare, dove la strada più semplice è diventata- chissà perchè- la migliore (ve lo dice uno che ha in casa due maestre che hanno praticamente le braccia legate) e dove da essere insegnanti si è passati all'essere babysitter (con il dovuto rispetto anche per questa categoria).

                  Educhiamo alla lettura. Educhiamo!
                  Così che la gente possa finalmente decidere cosa leggere. Perchè l'importante (ed è ciò che manca oggi) è proprio questo, e lo ribadisco: la voglia di leggere!
                  Scusate il necropost. Da ex bambino che ha iniziato a leggere prestissimo, e con avidità (non avevo ancora cinque anni) mi sento di condividere in toto il tuo post. Infatti spesso non mi riconosco un simile di quelli che descrivi. Il problema è essenzialmente educativo, è verissimo
                  Perchè di questo mondo siamo solo ospiti, fra i tanti. E non i padroni. Insieme abbiamo dimostrato tante cose, ma la più importante è che non esiste l'impossibile. Antidarwinista

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                  Sduck
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                    Risposta #1463: Mercoledì 10 Feb 2021, 23:42:45
                    Ciao dati reali a disposizione ce ne sono stati tutti i mesi sulla tiratura e resi di Topolino libretto fino a circa fine 2014, ma forse lo sapevate già...
                    LA tiratura era a spanne di 180.000 topi di cui circa 70-80mila di resa....  essendo passati altri 6 anni concorderei sul fatto che ad oggi la tiratura sia non superiore ai 140-120mila con reale diffusione di non + di 70mila copie, ma queste invece sono mie congetture e non dati ufficiali.
                    mi viene anche da pensare .. tolti i collezionisti adulti quanti sono davvero i bambini che comprano il topo oggi? si arriverà a 30mila? non credo.
                    « Ultima modifica: Mercoledì 10 Feb 2021, 23:51:42 da Sduck »

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                      Re:Tiratura Topolino
                      Risposta #1464: Mercoledì 24 Ago 2022, 16:51:05
                      Che le tirature e le vendite di Topolino siano basse è oramai un fatto conclamato, ripensandoci però non mi preoccuperei troppo per il futuro della rivista: secondo me Panini usa Topolino come "prodotto bandiera" che di per se non crea alcun profitto (anzi comporta solo dei costi) ma che in compenso genera attorno a sé un'intera linea di prodotti (le riviste Disney in generale) che in alcuni casi oltre ad essere percepite come "collegate" con il libretto, ne prendono in prestito anche molte storie (risparmiando).
                      In generale bisognerebbe prima preoccuparsi di come vadano le vendite di tutte le riviste Disney legate a Topolino, e non credo che da quel punto di vista le cose vadano male, dato il numero di nuove testate che continua ad uscire.
                      Certo, le cose sono cambiate anche per le testate chiamiamole "ausiliarie": una volta uscivano raccolte generiche (per esempio solo con i topi o solo con i paperi, oppure solo con alcuni personaggi), mentre ora vedo che si stanno spostando più su gli autori (che in affetti è naturale, tutti i fumetti oramai mettono al centro gli autori, pure Topolino lo fa ormai da tantissimo tempo); questa cosa potrebbe comportare testate di vita più breve, ma sembra che comunque stiano puntando in generale sul lato "artistico" della rivista (collane su autori, su opere acclamate, su autori stranieri, ecc). Anche osservando gli altri fumetti, questa mi sembra la cosa più giusta da fare e non credo che Topolino sarà in pericolo per almeno una decina d'anni.

                       

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