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Topolino 3483 - Recensione di Andrea Pasti

Topolino 3483 è idealmente divisibile in tre parti. Le prime due storie fanno parte della saga del pianeta ramingo, le ultime due danno vita al ciclo di Cornelius Coot. Al centro, una breve storie straniera per la rubrica Finestra sul mondo. Futuro, presente e passato si intrecciano sulle pagine di (spoiler) uno dei migliori numeri dell’anno. Al futuro sono rivolti gli sguardi dei personaggi scritti da Francesco Vacca. Un domani insidioso e inquieto, che inizia ad incombere dapprima sui nipotini e poi su tutto il mondo. Le Giovani Marmotte e il bislacco coacervo faunistico, su disegni di Simona Capovilla, conclude al secondo episodio la sua corsa, con una serie di gag zoologiche che rapidamente lasciano il posto alle conseguenze del fenomeno cosmico che sta sconvolgendo l’universo Disney. Una piccola nota di colore la dà una sequenza che vede come protagonista Alvin, una delle GM che la storia prende in prestito direttamente dal cast dell’omonimo magazine degli anni Novanta. Il revival, avviato già da Nucci con la ripresa del nome proprio del Gran Mogol nella Calisota Summer Cup, chiude finalmente il cerchio, con il cast di giovani esploratori al gran completo. Sul finale, la storia passa il testimone al secondo episodio di Minaccia dallo spazio. Messe all’opera Amelia e le streghe vulcaniche, la storia passa ad una lunga carrellata di reazioni worldwide: da Topolinia a Paperopoli, da Quack Town al Sudafrica, tutto il globo è col naso (o il becco) all’insù e i vari personaggi reagiscono a modo proprio. Se Pico è troppo impegnato ad ostentare le proprie conoscenze per realizzare di star causando il panico, Cuordipietra è invece fin troppo conscio di quanto egoista sia la sua soluzione di fuggire da solo (e col suo maggiordomo Fiorenzo) su un planetoide artificiale. Passi da gigante ha fatto Casty nel giro di poche pagine: se all’inizio dell’episodio precedente i suoi paperi sembravano fare un po’ di fatica, qui sembrano quasi essere la parte migliore del cast: sia i succitati Pico e Cuordipietra, che Paperino e Amelia trasudano espressività e recitazione, sottolineate dalle atmosfere evocative delle scene notturne. Sul finire dell’episodio torniamo al punto di partenza, lasciando poco materiale per il prossimo che, a questo punto, rappresenta un salto nel vuoto: il Doomsday Clock di watchmeniana memoria occupa come sempre l’ultima vignetta, a ricordarci che il tempo scorre. Innegabile il parallelismo grafico tra l’orologio Disney, il Doomsday Clock, l’orologio che segnala quanto manca alla teorica fine del mondo sin dalla minaccia atomica del 1947, e la scelta cromatica di quello presente nella serie Watchmen Come in un intervallo a metà film, lo scorrere del magazine ci trascina fuori verso una breve molto gradevole di Jaakko Seppälä. Gli eccellenti disegni di Zio Paperone e la caccia al tesoro gastronomica ci portano in giro per l’Europa alla ricerca di una leccornia dimenticata da un giovane Paperone. Dalla Torre Eiffel a quella di Pisa, dalla Spagna alla Grecia e alle Alpi, gli innumerevoli scorci del vecchio continente sono anche una scusa per conoscerne le varietà alimentari, fino a sfociare in una vera e propria mappa gastronomica da acquolina in bocca, che sembra quasi invitare il lettore ad esplorare i mille e mille gusti che i bei paperi di Francisco Rodriguez Peinado assaporano avidamente, fino a concludersi con l’immancabile fetta di torta di Nonna Papera. La chiusura della rivista tocca a una storia in due parti poco pubblicizzata precedentemente. Cornelius – L’esilio dei Van Coot nasce dall’idea dell’ormai prolifico Alex Bertani di setacciare il passato di Cornelius Coot, l’etereo fondatore di Paperopoli che da statua ha adornato innumerevoli panoramiche della città, ma che abbiamo raramente visto all’opera di persona. La mirabile sceneggiatura scritta da Alessandro Sisti rappresenta un certosino lavoro di ricostruzione, che oltre a riprendere tradizioni ormai consolidate come il secondo nome Ermogene (dalla prima traduzione italiana di Paperino e il maragià del Verdestan, successivamente ripreso in Paperino e la iella in passerella), mette in scena un perfetto scorcio degli Stati Uniti di inizio Ottocento. Trame politiche dall’Olanda si intrecciano a drammi familiari di parenti distanti la lunghezza d’un oceano, con tutte le complicazioni che la comunicazione e il trasporto “lento” dell’epoca provocava. Cornelius viene rappresentato come il giovane attivo e positivo che abbiamo imparato a conoscere nei pochi scorci affrontati in precedenza, qui accompagnato da personaggi come Perceval de Roquerduc (ipoteticamente parente di Howard e John D. Rockerduck?) e Aloysius Luff, tutti spaccati degli adolescenti dell’epoca, a metà tra la nobiltà morente e il mercato ascendente, desiderosi di costruirsi un futuro. Tra gli altri personaggi da segnalare ci sono i genitori di Ermogene Jeroen e Elis, lo zio Marteen e il capitano Ledoq, novello Javert. Un cast folto, ma perfettamente coordinato. La New York portuale del 1804, con le sue claustrofobie, le sue bellezze, il suo realismo Ai disegni troviamo Ivan Bigarella, artista approdato su Topolino da un paio d’anni, ma che ha rapidamente fatto carriera fino a diventare copertinista prima della testata maestra e poi delle parodie in formato Deluxe. Ciò che sicuramente colpisce di più della sua resa grafica è l’ottima regia di stampo cinematografico, che riesce ad equilibrare la claustrofobia dei tanti personaggi in scena con piccoli scorci di cielo, senza mai distrarre il lettore dalle vicende, e l’uso dei neri d’atmosfera, perfettamente posizionati soprattutto nelle scene notturne. Un’ulteriore nota positiva va al contesto: costumi e ambientazioni, dettagli e paesaggi forniscono uno sguardo al lettore su un periodo credibile, veritiero, che non lascia spazio a fraintendimenti storici. Leggendo, non siamo portati lungo un’aleatoria città del passato Disney, ma in una perfetta New York del primo Ottocento. Da segnalare anche gli splendidi colori di Irene Fornari e di Gaetano Gabriele D’Aprile. Topolino 3483 è, in conclusione, una vera gioia per gli occhi dei lettori, con un livello qualitativo che, sia sul versante delle storie che dei disegni, rappresenta il culmine di un anno che già puntava in alto, ma che così si avvia ad essere uno dei migliori dell’ultimo decennio.

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Topolino 3483

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    Re:Topolino 3483
    Risposta #30: Martedì 30 Ago 2022, 13:13:48
    Citazione
    Spoiler: mostra
    Interessante ipotesi la tua considerando che in un pianeta in viaggio a quella velocità non dovrebbero esserci forme di vita superstiti.

    Spoiler: mostra
    Non tanto perché il pianeta sia "in viaggio a quella velocità", quanto piuttosto per il fatto che era svincolato da un'orbita attorno a una stella che potesse irradiarlo regolarmente di energia.
    "Coi dollari, coi dollari si compran le vallate / Così le mie ricchezze saran settuplicate" (da Paperino e l'eco dei dollari)

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      Re:Topolino 3483
      Risposta #31: Martedì 30 Ago 2022, 13:54:37
      Sono l'unico ad avere avuto l'impressione che la storia di Cornelius Coot possa essere l'anteprima di una nuova serie?
      Speriamo.

      Più che la fondazione di Paperopoli (che ormai è stata raccontata settanta volte), sarebbe interessante vedere una mini saga della sua gioventù, analoga a quella attuale di Korhonen sul giovane Paperone: piccoli stralci di qua e di là. Considerando che i suoi genitori arrivano a New York nel 1786 e la storia è ambientata nel 1804, Cornelius ha qui meno di diciotto anni, perciò credo ci sia molto ancora da scoprire.
      Il mio blog sui fumetti Disney: Eco del Mondo

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        Re:Topolino 3483
        Risposta #32: Martedì 30 Ago 2022, 14:23:04
        Sono l'unico ad avere avuto l'impressione che la storia di Cornelius Coot possa essere l'anteprima di una nuova serie?
        Speriamo.

        Più che la fondazione di Paperopoli (che ormai è stata raccontata settanta volte), sarebbe interessante vedere una mini saga della sua gioventù, analoga a quella attuale di Korhonen sul giovane Paperone: piccoli stralci di qua e di là. Considerando che i suoi genitori arrivano a New York nel 1786 e la storia è ambientata nel 1804, Cornelius ha qui meno di diciotto anni, perciò credo ci sia molto ancora da scoprire.
        Io sono quasi sicuro che faranno altre storie, perché questa dà proprio l'impressione di essere una specie di prologo...
        Anzi, mi sto quasi esaltando all'idea di una Storia del West in ambito disneyano (tra l'altro, l'anno è lo stesso, quello della spedizione Lewis & Clark!), dove oltretutto Cornelius potrebbe anche incontrare qualche antenato di Topolino, perché no! :D
        Di spunti ce ne sarebbero a volontà...

        ... il problema, è sempre lo stesso: le maledette censure!
        Cosa potrebbero raccontare del West, senza poterci mettere gli indiani, i cacciatori di pellicce, i cowboy, le armi, ecc.?

        Rimaniamo in attesa speranzosi, ma temo che l'esaltazione sia destinata a spegnersi presto... :sad:
        Io son nomato Pippo e son poeta
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          Re:Topolino 3483
          Risposta #33: Martedì 30 Ago 2022, 16:00:33
          La giacca si sbottona solo quando ci si siede, che se no non sta bene (almeno così mi hanno insegnato), ma visto che "L'Esilio dei Van Coot" non vi è dispiaciuto e che lo chiedete.... be', in effetti Cornelius qui è ancora un ragazzino, di quello che gli è successo prima d'arrivare sulla sponda opposta degli Stati Uniti cose da raccontare ce ne sarebbero. A chi molto carinamente obbietta "speriamo che non sia una storia ogni tanto" mi dispiace però far notare che ho solo due mani. Ho fatto domanda per averne di più, ma pare non sia possibile e poi sceneggiature come questa impongono molto lavoro di ricerca, perché lo sfondo è rigorosamente storico. Insomma, farò del mio meglio. Intanto, come sempre, grazie di cuore. Con un sostegno come quello che mi sapete offrire, sforzarsi di far bene, oltre a essere obbligatorio, diventa più facile. 

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            Re:Topolino 3483
            Risposta #34: Martedì 30 Ago 2022, 16:57:23
            Mi unisco anche io ai complimenti per questa ottima storia, tra le migliori di quest' anno. L'ambientazione storica era davvero ben curata e anche i disegni ben fatti.
            Non vedo l'ora di leggere un eventuale seguito che tratti le avventure di Cornelius come pioniere.
            ... il problema, è sempre lo stesso: le maledette censure!
            Cosa potrebbero raccontare del West, senza poterci mettere gli indiani, i cacciatori di pellicce, i cowboy, le armi, ecc.?

            Rimaniamo in attesa speranzosi, ma temo che l'esaltazione sia destinata a spegnersi presto... :sad:


            Beh, nella storia di questa settimana il cattivo aveva una pistola, forse c'è stato qualche cambiamento sulla presenza delle armi.

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              Re:Topolino 3483
              Risposta #35: Martedì 30 Ago 2022, 17:26:03
              Veramente bella la storia dell’Esilio dei Van Coot, sia la trama che i disegni sono di altissimo livello, è stata proprio una piacevole sorpresa, spero anch’io in futuri seguiti, anche perché dopo aver creato tutti questi nuovi personaggi presenti nella storia, sarebbe veramente un peccato non conoscerne la loro evoluzione.

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                Re:Topolino 3483
                Risposta #36: Martedì 30 Ago 2022, 22:12:46
                Rientro dopo una lunga assenza e diversi numeri arretrati da recensire ma che ho letto solo di recente. Ad ogni modo ho avuto la priacevole impressione di un miglioramento del livello qualitativo almeno per quanto riguarda le trame.  :-)

                Mia recensione di questo numero:

                Che aria tira a... Paperopoli

                Ormai è diventato un irrinunciabile classico.

                Le GM e il bislacco coacervo faunistico - episodio 2

                La storia più debole dell'albo e il personaggio di Newton comincia un po' a stancarmi, da piccolo genio in erba ancora inesperto rischia ora di diventare uno stupido geniale o viceversa. Voto 6.

                Minaccia dallo spazio - episodio 2

                Ho sempre sognato una storia a largo respiro che coinvolgesse più personaggi disneyani, anche i più distanti, e la mia paziente attesa è stata alfin premiata. In aggiunta storie apparentemente slegate che finiscono con il convergere fra loro. E credo sia la prima volta che Casty disegni anche i paperi e con ottimi risultati. Voto sospeso con una sola piccola critica: secondo me si è persa la magnifica occasione di riproporre la fattucchiera Nocciola e le ormai dimenticate Maga Magò (che era sempre in coppia con Amelia) e la sessantottina Roberta, la strega esperta di Cavazzano dei primissimi anni '70. Peccato.

                Zio Paperone e la caccia al tesoro gastronomica

                Non sono un cultore degli autori disneyani fuori dall'Italia e dagli Stati Uniti ma ammetto che questa piccola serie mi diverte. Nulla di memorabile ma storia simpatica, anche se un po' irrazionale (parlia di un piatto indimenticabile e poi non si ricorda dove lo aveva preso?). Un plauso ai disegni, dalle chine più precise e marcate, di gran lunga migliori di certi autori nostrani che sembrano aver dimenticato le nozioni più elementari della prospettiva e della profondità (peccato solo le orrende stradine in lontananza della vignetta di apertura). Voto 8.

                Cornelius - L'esilio di Van Coot

                Anche qui finalmente una storia degna di essere letta, dalla trama lineare e rispettosa dei personaggi d'origine. Pure i disegni mostrano una certa ricercatezza e si vede che Sisti si è degnato di studiare le ambientazione dell'America dei primi dell'800. Idem i colori. Solo un dettaglio mi suona stonato ovvero l'anno in cui è ambientata la storia: 1804. Sappiamo che Paperone è nato nel 1867 (uso il calendario di Don Rosa che comunque è pertinente e si sposa con tutte le storie del maestro Barks) e aveva acquistato il podere da Cornelius nel 1900 circa. E Cornelius era giovane o cmq non molto più vecchio di Paperone. Pertanto secondo me la storia avrebbe dovuto essere ambientata almeno nel 1860-70 visto che il protagonista è un giovanotto sui diciotto anni. Voto 9 1/2.

                Paperi siderali - Primati

                Anche qui ormai irrinunciabile storia di chiusura ma in genere meno riuscite di quelle zichiane.

                Nel complesso un albo che finalmente vale i soldi spesi.

                GioReb

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                  Re:Topolino 3483
                  Risposta #37: Martedì 30 Ago 2022, 23:06:23
                  Solo un dettaglio mi suona stonato ovvero l'anno in cui è ambientata la storia: 1804. Sappiamo che Paperone è nato nel 1867 (uso il calendario di Don Rosa che comunque è pertinente e si sposa con tutte le storie del maestro Barks) e aveva acquistato il podere da Cornelius nel 1900 circa. E Cornelius era giovane o cmq non molto più vecchio di Paperone. Pertanto secondo me la storia avrebbe dovuto essere ambientata almeno nel 1860-70 visto che il protagonista è un giovanotto sui diciotto anni.
                  Ricordi male: non è stato Cornelius a vendergli la collina, ma suo nipote Casey, figlio di Clinton e fratello di Nonna Papera; quindi, tutto torna!  ;)
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                    Re:Topolino 3483
                    Risposta #38: Mercoledì 31 Ago 2022, 11:02:37
                    Ricordi male: non è stato Cornelius a vendergli la collina, ma suo nipote Casey, figlio di Clinton e fratello di Nonna Papera; quindi, tutto torna!  ;)

                    Accidenti, hai ragione!!!  :embarrassed:

                    Sono andato infatti a ripescare la storia "The sharpie of the Culebra Cut" laddove Casey (il cui nome non è citato nel racconto) vende per 200 dollari la proprietà del nonno pioniere ovvero Fort Duckburg.

                    In effetti la cosa non mi tornava e ti ringrazio per la correzione.

                    E a questo punto modifico il voto in 10.  :thankYou:

                    Ciao

                    GioReb

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                      Re:Topolino 3483
                      Risposta #39: Mercoledì 31 Ago 2022, 12:21:26
                      Sicuramente il fondatore di Paperopoli merita altre storie come questa anche perché hanno un valore storico che ci racconta gli Stati Uniti dell'800 (nei limiti di un fumetto per ragazzi sottoposto ad una certa censura, come ricordato da Dippy Dawg). L'intervento molto gradito di Alessandro Sisti fa ben sperare a tal proposito.

                      La narrazione di Coot sarebbe diversa da quella di Zio Paperone: se in quest'ultimo caso abbiamo un vecchio papero vivente, ultramiliardario, fautore dello sviluppo di Paperopoli, che ricorda e rammenta periodi della sua gioventù, qui potremmo trovare un personaggio spesso evocato (visto il ruolo che ha avuto nella storia della città) e comunque deceduto (l'elastico del tempo disneyano ha un limite) raccontato nei suoi anni giovanili e magari anche maturi, approfondendo un tempo ancor più sconosciuto come quello della sua maturità nella seconda metà del XIX° secolo.

                      Un po' come per Fantomius, se vogliamo, prima evocato da Martina, poi raccontato dei suoi 'anni ruggenti' da Gervasio chissà fino a dove e fino a quando. Un'altra grande narrazione storica sarebbe quella di Cuordipietra, immersa nel Sudafrica dell'oro e dei diamanti, anche in questo caso dalla fine dell'800 ad oggi. Ed anche qui, come per Cornelius e Zio Paperone, potremmo trovare qualche 'intoppo censorio' (vedi colonialismo ed apartheid) che potrebbe essere comunque raccontato in maniera 'alternativa', possibile per un fumetto destinato ai giovanissimi (che certe cose le studiano comunque a scuola e non vedo perché non dovrebbero saperle attraverso il fumetto).
                      « Ultima modifica: Mercoledì 31 Ago 2022, 12:48:04 da Cornelius Coot »

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                        Re:Topolino 3483
                        Risposta #40: Mercoledì 31 Ago 2022, 15:52:20
                        Io ho personalmente amato questa storia, come già fu per Paperin Pigaffeta e per altre storie a sfondo storico. Ho visto, al di là della trama ben congegnata, una sapiente ricerca di eventi e fatti storici, una sapiente indagine sulle storie precedenti e una buona adesione alla realtà (in tempi in cui citare la Sardegna in una storia di Topolino Giramondo appare fantascienza, mentre invece puoi menzionare l'Alaska e lo Stretto di Bering, per dire).
                        Ovviamente, non sono qui a reclamare un numero spropositato di storie sul fondatore di Paperopoli, ma già avere una continuity che viene sviluppata dove praticamente nessuno si è avventurato così tanto (eccetto forse qualche piccolo rimando da parte di Barks, Rosa, Nucci e altri, compresa la storia olandese su Cornelius che retrodata di parecchio la sua avventura) è un nuovo stimolo di lettura, migliore rispetto a vedere il solo mero citazionismo a continuity precedenti.
                        I disegni e gli sfondi (e anche l'attenzione ad alcuni particolari), poi, fanno da cornice perfetta a questo bel esperimento.
                        Grazie, quindi.
                        Archiatra giuridico dell'Ufficio Sinistri.

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                          Re:Topolino 3483
                          Risposta #41: Venerdì 2 Set 2022, 20:14:37
                          sono tremendamente in ritardo nella lettura dei topolino, ho appena completato questo e sono rimasto davvero entusiasta dalla lettura della storia di coot: un punto in più perché non è decisamente il mio genere di storie preferito ne un personaggio che mi intrigava parecchio ma cavoli che storia, che disegni e speriamo sia la prima di una serie (senza esagerare nella cadenza!) che avrà il duro compito di reggere il livello di questa.  Davvero complimenti a direttore, autore disegnatore (che vedrei bene anche in storie più dark alla 'dracula' ) inchiostratori etc

                          Il piatto forte per me rimane minaccia dallo spazio, incontro i miei gusti è disegnata da casty, è corale e fa un po il disaster movie su carta. Leggerò dopo la prossima puntata... poi aspetterò il 'copertina rigida con poster di casty in 120x 180cm.

                          Gran Bel numero solo per queste due, la GM l ho trovata carina e ben inserita nel 'contesto'. Ottima pure la copertina davvero.

                          Soddisfatto appieno
                          Grazie Babbo anche per quella volta nel 1980 in cui sei tornato a casa con un Topolino in mano chiedendomi se mi andava di leggerlo...non ho più smesso.

                           

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