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Topolino 3484 - Recensione di Simone Devoto

Come il numero della settimana precedente, Topolino 3484 appare diviso nettamente in due parti: la prima dedicata al grande kolossal che ci sta facendo compagnia da svariate settimane, il ciclo del Pianeta Ramingo, e la seconda dedicata a un racconto di ambientazione storica in due puntate, con uno spartiacque costituito da una produzione Egmont. Come vedremo, tuttavia, il risultato non riesce a essere all’altezza dell’ottimo livello mostrato da Topolino 3483. Ma andiamo con ordine. In apertura troviamo il terzo episodio di Minaccia dallo spazio, che ci porta infine nel vivo dell’azione. Sono ben tre infatti le missioni spaziali in partenza: quella di Topolino, che si attiene al piano iniziale del Professor Enigm e Archimede di distruggere il pianeta; quella egoistica di Cuordipietra, con il solo obiettivo di salvarsi la pelle senza alcun riguardo per la sua immagine pubblica; infine, quella organizzata con interessato altruismo da Paperone in questo episodio come exit strategy nel caso il piano “scientifico” dovesse fallire. Molti sono però gli imprevisti: Topolino troverà un’accoglienza inaspettata sul pianeta ramingo e la spedizione di Paperone subirà un dirottamento dell’ultimo minuto. Ottima la resa delle atmosfere nei disegni di Casty, anche se si dimostra ancora un po’ acerbo nella rappresentazione dei Paperi. L’iniziativa di spalmare una storia evento su così tanti numeri, e su diversi racconti, è particolarmente ambiziosa, ma sta portando i suoi frutti. La trama è coinvolgente, con una tensione che raramente si osserva nella produzione recente del settimanale, e i numerosi crossover tra universi narrativi che siamo abituati a percepire come diversi, nonostante siano stati accolti con un po’ di iniziale scetticismo, si integrano tra loro in maniera naturale e riescono a dare un’idea di coesione interna completamente inedita. Questa settimana tocca a Macchia Nera-Darkenblot entrare in scena, e una particolare affermazione di Paperino ci lascia facilmente immaginare a chi toccherà nel prossimo episodio. Darkenblot scende in pista La seconda storia, Newton Pitagorico e il rigeneratore soporifero, come l’avventura delle Giovani Marmotte delle settimane precedenti, è un piccolo spin-off in stretta continuità con Minaccia dello spazio, che lo completa mostrandoci gli eventi dal punto di vista dei nipotini. In questa storia viene sviluppato nel dettaglio quello che nell’avventura principale è solo un piccolo cameo di Newton, seguendo la sua vena creativa nel tentativo di inventare un “rigeneratore” richiesto da Edi per le esauste streghe vulcaniche. Si tratta di una breve un po’ sottotono rispetto ad altre cui ci ha abituato il settimanale rispetto a questo personaggio, con dei buoni guizzi ma, allo stesso tempo, con alcune caratteristiche del piccolo genietto un po’ troppo esasperate. Il punto più debole della storia, tuttavia, è la resa delle atmosfere. Mentre nel caso de Le Giovani Marmotte e il bislacco coacervo faunistico delle scorse settimane la tensione dei protagonisti era palpabile, soprattutto nel finale, stavolta troviamo una storia simile a qualunque altra del settimanale, solare e senza pensieri, che ritrae la popolazione impegnata a portare avanti la propria vita senza preoccupazioni, in forte contrasto con quanto mostrato nella storia di apertura con cui si voleva creare un universo coeso. A metà albo troviamo l’ormai abituale appuntamento con Finestra sul mondo, che questa settimana ci porta in Norvegia con Paperino, Qui, Quo, Qua e il tesoro del Nord. Nordberg confeziona una simpatica caccia al tesoro basta sugli equivoci, in cui è interessante osservare una rappresentazione di un Paperino molto più naive e credulone del pigro ma astuto supereroe in borghese a cui ci ha abituato la tradizione italiana. A spiccare sono gli ottimi disegni di Midthun, che riesce a affiancare in maniera naturale dettagliate rappresentazioni realistiche degli uccelli che costituiscono la fauna locale ai nostri cartuneschi e dinamici uccelli antropomorfi preferiti. Paperi e Papere A chiudere il numero troviamo infine Paperino e i pirati di Tangheria, un nuovo episodio del rilancio del Ciclo Paperingio. Molti sono però i punti di debolezza di questa storia, che fatica a rendere omaggio ai grandi classici di Chendi e Bottaro. Laddove le avventure del paladino Paperino erano ambientate in una versione, per quanto disneyana e fantastica, del Medioevo, in Paperino e i pirati di Tangheria troviamo un minestrone di epoche diverse: in poche pagine i disegni di Marco Palazzi mescolano paladini e sovrani medievali, castelli fiabeschi dalle sembianze orientali, corti francesi(?) e pirati sei-settecenteschi, in un modo che stona ancora di più messo così a breve distanza dall’ottimo rigore storico mostrato da Sisti in L’Esilio dei Van Coot. Il nutrito cast concorre inoltre a rendere la trama piuttosto confusa. Tutti i personaggi della serie sono presenti ma alcuni, come Archimede e lo scudiero Ciccio, non riescono a ritagliarsi un ruolo all’interno della storia che giustifichi veramente la loro presenza; le numerose new entry, come il nostromo Salmastro e il capitano dei pirati Pepita, non ricevono invece l’approfondimento che meriterebbero per renderle in qualche modo memorabili. Anche il numero di pagine risulta troppo basso per la densità di avvenimenti prevista da Carlo Panaro, così che molti passaggi appaiono affrettati se non, addirittura, semplicemente raccontati da una didascalia. È il caso, per esempio, della battaglia navale con i pirati, in cui un gigantesco mostro evocato da Archimede viene misteriosamente sconfitto off screen nella didascalia della vignetta successiva, e dell’immediato e difficilmente giustificabile ravvedimento dei pirati di Tangheria nel finale. Topolino 3484 risulta un numero piuttosto deludente, soprattutto messo a confronto con il precedente, che mostrava tematiche simili ma con una resa migliore: Il bislacco coacervo faunistico ha mostrato come gli spin-off di una grande saga principale possano funzionare dando un’idea di coerenza, mentre invece con Il rigeneratore soporifero avvertiamo un forte stacco nelle atmosfere; L’Esilio dei Van Coot ha mostrato come anche oggi sia possibile creare storie in costume avvincenti, mentre I pirati di Tangheria non restituisce una rappresentazione chiara di un’epoca senza neanche costruire un vero e proprio Medioevo cavalleresco. Risulta invece sempre ottima e coinvolgente la continuazione Minaccia dallo spazio, e questa settimana è molto azzeccata la scelta della storia di produzione straniera. La prossima settimana seguiremo ovviamente ancora le pericolose peregrinazioni del Pianeta Ramingo e avremo un inatteso ritorno: quello delle Cronache degli Antichi Regni.

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Topolino 3483

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    Re:Topolino 3483
    Risposta #30: Martedì 30 Ago 2022, 13:54:37
    Sono l'unico ad avere avuto l'impressione che la storia di Cornelius Coot possa essere l'anteprima di una nuova serie?
    Speriamo.

    Più che la fondazione di Paperopoli (che ormai è stata raccontata settanta volte), sarebbe interessante vedere una mini saga della sua gioventù, analoga a quella attuale di Korhonen sul giovane Paperone: piccoli stralci di qua e di là. Considerando che i suoi genitori arrivano a New York nel 1786 e la storia è ambientata nel 1804, Cornelius ha qui meno di diciotto anni, perciò credo ci sia molto ancora da scoprire.
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      Re:Topolino 3483
      Risposta #31: Martedì 30 Ago 2022, 14:23:04
      Sono l'unico ad avere avuto l'impressione che la storia di Cornelius Coot possa essere l'anteprima di una nuova serie?
      Speriamo.

      Più che la fondazione di Paperopoli (che ormai è stata raccontata settanta volte), sarebbe interessante vedere una mini saga della sua gioventù, analoga a quella attuale di Korhonen sul giovane Paperone: piccoli stralci di qua e di là. Considerando che i suoi genitori arrivano a New York nel 1786 e la storia è ambientata nel 1804, Cornelius ha qui meno di diciotto anni, perciò credo ci sia molto ancora da scoprire.
      Io sono quasi sicuro che faranno altre storie, perché questa dà proprio l'impressione di essere una specie di prologo...
      Anzi, mi sto quasi esaltando all'idea di una Storia del West in ambito disneyano (tra l'altro, l'anno è lo stesso, quello della spedizione Lewis & Clark!), dove oltretutto Cornelius potrebbe anche incontrare qualche antenato di Topolino, perché no! :D
      Di spunti ce ne sarebbero a volontà...

      ... il problema, è sempre lo stesso: le maledette censure!
      Cosa potrebbero raccontare del West, senza poterci mettere gli indiani, i cacciatori di pellicce, i cowboy, le armi, ecc.?

      Rimaniamo in attesa speranzosi, ma temo che l'esaltazione sia destinata a spegnersi presto... :sad:
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        Re:Topolino 3483
        Risposta #32: Martedì 30 Ago 2022, 16:00:33
        La giacca si sbottona solo quando ci si siede, che se no non sta bene (almeno così mi hanno insegnato), ma visto che "L'Esilio dei Van Coot" non vi è dispiaciuto e che lo chiedete.... be', in effetti Cornelius qui è ancora un ragazzino, di quello che gli è successo prima d'arrivare sulla sponda opposta degli Stati Uniti cose da raccontare ce ne sarebbero. A chi molto carinamente obbietta "speriamo che non sia una storia ogni tanto" mi dispiace però far notare che ho solo due mani. Ho fatto domanda per averne di più, ma pare non sia possibile e poi sceneggiature come questa impongono molto lavoro di ricerca, perché lo sfondo è rigorosamente storico. Insomma, farò del mio meglio. Intanto, come sempre, grazie di cuore. Con un sostegno come quello che mi sapete offrire, sforzarsi di far bene, oltre a essere obbligatorio, diventa più facile. 

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          Re:Topolino 3483
          Risposta #33: Martedì 30 Ago 2022, 16:57:23
          Mi unisco anche io ai complimenti per questa ottima storia, tra le migliori di quest' anno. L'ambientazione storica era davvero ben curata e anche i disegni ben fatti.
          Non vedo l'ora di leggere un eventuale seguito che tratti le avventure di Cornelius come pioniere.
          ... il problema, è sempre lo stesso: le maledette censure!
          Cosa potrebbero raccontare del West, senza poterci mettere gli indiani, i cacciatori di pellicce, i cowboy, le armi, ecc.?

          Rimaniamo in attesa speranzosi, ma temo che l'esaltazione sia destinata a spegnersi presto... :sad:


          Beh, nella storia di questa settimana il cattivo aveva una pistola, forse c'è stato qualche cambiamento sulla presenza delle armi.

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            Re:Topolino 3483
            Risposta #34: Martedì 30 Ago 2022, 17:26:03
            Veramente bella la storia dell’Esilio dei Van Coot, sia la trama che i disegni sono di altissimo livello, è stata proprio una piacevole sorpresa, spero anch’io in futuri seguiti, anche perché dopo aver creato tutti questi nuovi personaggi presenti nella storia, sarebbe veramente un peccato non conoscerne la loro evoluzione.

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              Risposta #35: Martedì 30 Ago 2022, 22:12:46
              Rientro dopo una lunga assenza e diversi numeri arretrati da recensire ma che ho letto solo di recente. Ad ogni modo ho avuto la priacevole impressione di un miglioramento del livello qualitativo almeno per quanto riguarda le trame.  :-)

              Mia recensione di questo numero:

              Che aria tira a... Paperopoli

              Ormai è diventato un irrinunciabile classico.

              Le GM e il bislacco coacervo faunistico - episodio 2

              La storia più debole dell'albo e il personaggio di Newton comincia un po' a stancarmi, da piccolo genio in erba ancora inesperto rischia ora di diventare uno stupido geniale o viceversa. Voto 6.

              Minaccia dallo spazio - episodio 2

              Ho sempre sognato una storia a largo respiro che coinvolgesse più personaggi disneyani, anche i più distanti, e la mia paziente attesa è stata alfin premiata. In aggiunta storie apparentemente slegate che finiscono con il convergere fra loro. E credo sia la prima volta che Casty disegni anche i paperi e con ottimi risultati. Voto sospeso con una sola piccola critica: secondo me si è persa la magnifica occasione di riproporre la fattucchiera Nocciola e le ormai dimenticate Maga Magò (che era sempre in coppia con Amelia) e la sessantottina Roberta, la strega esperta di Cavazzano dei primissimi anni '70. Peccato.

              Zio Paperone e la caccia al tesoro gastronomica

              Non sono un cultore degli autori disneyani fuori dall'Italia e dagli Stati Uniti ma ammetto che questa piccola serie mi diverte. Nulla di memorabile ma storia simpatica, anche se un po' irrazionale (parlia di un piatto indimenticabile e poi non si ricorda dove lo aveva preso?). Un plauso ai disegni, dalle chine più precise e marcate, di gran lunga migliori di certi autori nostrani che sembrano aver dimenticato le nozioni più elementari della prospettiva e della profondità (peccato solo le orrende stradine in lontananza della vignetta di apertura). Voto 8.

              Cornelius - L'esilio di Van Coot

              Anche qui finalmente una storia degna di essere letta, dalla trama lineare e rispettosa dei personaggi d'origine. Pure i disegni mostrano una certa ricercatezza e si vede che Sisti si è degnato di studiare le ambientazione dell'America dei primi dell'800. Idem i colori. Solo un dettaglio mi suona stonato ovvero l'anno in cui è ambientata la storia: 1804. Sappiamo che Paperone è nato nel 1867 (uso il calendario di Don Rosa che comunque è pertinente e si sposa con tutte le storie del maestro Barks) e aveva acquistato il podere da Cornelius nel 1900 circa. E Cornelius era giovane o cmq non molto più vecchio di Paperone. Pertanto secondo me la storia avrebbe dovuto essere ambientata almeno nel 1860-70 visto che il protagonista è un giovanotto sui diciotto anni. Voto 9 1/2.

              Paperi siderali - Primati

              Anche qui ormai irrinunciabile storia di chiusura ma in genere meno riuscite di quelle zichiane.

              Nel complesso un albo che finalmente vale i soldi spesi.

              GioReb

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                Re:Topolino 3483
                Risposta #36: Martedì 30 Ago 2022, 23:06:23
                Solo un dettaglio mi suona stonato ovvero l'anno in cui è ambientata la storia: 1804. Sappiamo che Paperone è nato nel 1867 (uso il calendario di Don Rosa che comunque è pertinente e si sposa con tutte le storie del maestro Barks) e aveva acquistato il podere da Cornelius nel 1900 circa. E Cornelius era giovane o cmq non molto più vecchio di Paperone. Pertanto secondo me la storia avrebbe dovuto essere ambientata almeno nel 1860-70 visto che il protagonista è un giovanotto sui diciotto anni.
                Ricordi male: non è stato Cornelius a vendergli la collina, ma suo nipote Casey, figlio di Clinton e fratello di Nonna Papera; quindi, tutto torna!  ;)
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                  Risposta #37: Mercoledì 31 Ago 2022, 11:02:37
                  Ricordi male: non è stato Cornelius a vendergli la collina, ma suo nipote Casey, figlio di Clinton e fratello di Nonna Papera; quindi, tutto torna!  ;)

                  Accidenti, hai ragione!!!  :embarrassed:

                  Sono andato infatti a ripescare la storia "The sharpie of the Culebra Cut" laddove Casey (il cui nome non è citato nel racconto) vende per 200 dollari la proprietà del nonno pioniere ovvero Fort Duckburg.

                  In effetti la cosa non mi tornava e ti ringrazio per la correzione.

                  E a questo punto modifico il voto in 10.  :thankYou:

                  Ciao

                  GioReb

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                  Cornelius Coot
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                    Re:Topolino 3483
                    Risposta #38: Mercoledì 31 Ago 2022, 12:21:26
                    Sicuramente il fondatore di Paperopoli merita altre storie come questa anche perché hanno un valore storico che ci racconta gli Stati Uniti dell'800 (nei limiti di un fumetto per ragazzi sottoposto ad una certa censura, come ricordato da Dippy Dawg). L'intervento molto gradito di Alessandro Sisti fa ben sperare a tal proposito.

                    La narrazione di Coot sarebbe diversa da quella di Zio Paperone: se in quest'ultimo caso abbiamo un vecchio papero vivente, ultramiliardario, fautore dello sviluppo di Paperopoli, che ricorda e rammenta periodi della sua gioventù, qui potremmo trovare un personaggio spesso evocato (visto il ruolo che ha avuto nella storia della città) e comunque deceduto (l'elastico del tempo disneyano ha un limite) raccontato nei suoi anni giovanili e magari anche maturi, approfondendo un tempo ancor più sconosciuto come quello della sua maturità nella seconda metà del XIX° secolo.

                    Un po' come per Fantomius, se vogliamo, prima evocato da Martina, poi raccontato dei suoi 'anni ruggenti' da Gervasio chissà fino a dove e fino a quando. Un'altra grande narrazione storica sarebbe quella di Cuordipietra, immersa nel Sudafrica dell'oro e dei diamanti, anche in questo caso dalla fine dell'800 ad oggi. Ed anche qui, come per Cornelius e Zio Paperone, potremmo trovare qualche 'intoppo censorio' (vedi colonialismo ed apartheid) che potrebbe essere comunque raccontato in maniera 'alternativa', possibile per un fumetto destinato ai giovanissimi (che certe cose le studiano comunque a scuola e non vedo perché non dovrebbero saperle attraverso il fumetto).
                    « Ultima modifica: Mercoledì 31 Ago 2022, 12:48:04 da Cornelius Coot »

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                      Re:Topolino 3483
                      Risposta #39: Mercoledì 31 Ago 2022, 15:52:20
                      Io ho personalmente amato questa storia, come già fu per Paperin Pigaffeta e per altre storie a sfondo storico. Ho visto, al di là della trama ben congegnata, una sapiente ricerca di eventi e fatti storici, una sapiente indagine sulle storie precedenti e una buona adesione alla realtà (in tempi in cui citare la Sardegna in una storia di Topolino Giramondo appare fantascienza, mentre invece puoi menzionare l'Alaska e lo Stretto di Bering, per dire).
                      Ovviamente, non sono qui a reclamare un numero spropositato di storie sul fondatore di Paperopoli, ma già avere una continuity che viene sviluppata dove praticamente nessuno si è avventurato così tanto (eccetto forse qualche piccolo rimando da parte di Barks, Rosa, Nucci e altri, compresa la storia olandese su Cornelius che retrodata di parecchio la sua avventura) è un nuovo stimolo di lettura, migliore rispetto a vedere il solo mero citazionismo a continuity precedenti.
                      I disegni e gli sfondi (e anche l'attenzione ad alcuni particolari), poi, fanno da cornice perfetta a questo bel esperimento.
                      Grazie, quindi.
                      Archiatra giuridico dell'Ufficio Sinistri.

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                        Re:Topolino 3483
                        Risposta #40: Venerdì 2 Set 2022, 20:14:37
                        sono tremendamente in ritardo nella lettura dei topolino, ho appena completato questo e sono rimasto davvero entusiasta dalla lettura della storia di coot: un punto in più perché non è decisamente il mio genere di storie preferito ne un personaggio che mi intrigava parecchio ma cavoli che storia, che disegni e speriamo sia la prima di una serie (senza esagerare nella cadenza!) che avrà il duro compito di reggere il livello di questa.  Davvero complimenti a direttore, autore disegnatore (che vedrei bene anche in storie più dark alla 'dracula' ) inchiostratori etc

                        Il piatto forte per me rimane minaccia dallo spazio, incontro i miei gusti è disegnata da casty, è corale e fa un po il disaster movie su carta. Leggerò dopo la prossima puntata... poi aspetterò il 'copertina rigida con poster di casty in 120x 180cm.

                        Gran Bel numero solo per queste due, la GM l ho trovata carina e ben inserita nel 'contesto'. Ottima pure la copertina davvero.

                        Soddisfatto appieno
                        Grazie Babbo anche per quella volta nel 1980 in cui sei tornato a casa con un Topolino in mano chiedendomi se mi andava di leggerlo...non ho più smesso.

                         

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