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Topolino 3484 - Recensione di Simone Devoto

Come il numero della settimana precedente, Topolino 3484 appare diviso nettamente in due parti: la prima dedicata al grande kolossal che ci sta facendo compagnia da svariate settimane, il ciclo del Pianeta Ramingo, e la seconda dedicata a un racconto di ambientazione storica in due puntate, con uno spartiacque costituito da una produzione Egmont. Come vedremo, tuttavia, il risultato non riesce a essere all’altezza dell’ottimo livello mostrato da Topolino 3483. Ma andiamo con ordine. In apertura troviamo il terzo episodio di Minaccia dallo spazio, che ci porta infine nel vivo dell’azione. Sono ben tre infatti le missioni spaziali in partenza: quella di Topolino, che si attiene al piano iniziale del Professor Enigm e Archimede di distruggere il pianeta; quella egoistica di Cuordipietra, con il solo obiettivo di salvarsi la pelle senza alcun riguardo per la sua immagine pubblica; infine, quella organizzata con interessato altruismo da Paperone in questo episodio come exit strategy nel caso il piano “scientifico” dovesse fallire. Molti sono però gli imprevisti: Topolino troverà un’accoglienza inaspettata sul pianeta ramingo e la spedizione di Paperone subirà un dirottamento dell’ultimo minuto. Ottima la resa delle atmosfere nei disegni di Casty, anche se si dimostra ancora un po’ acerbo nella rappresentazione dei Paperi. L’iniziativa di spalmare una storia evento su così tanti numeri, e su diversi racconti, è particolarmente ambiziosa, ma sta portando i suoi frutti. La trama è coinvolgente, con una tensione che raramente si osserva nella produzione recente del settimanale, e i numerosi crossover tra universi narrativi che siamo abituati a percepire come diversi, nonostante siano stati accolti con un po’ di iniziale scetticismo, si integrano tra loro in maniera naturale e riescono a dare un’idea di coesione interna completamente inedita. Questa settimana tocca a Macchia Nera-Darkenblot entrare in scena, e una particolare affermazione di Paperino ci lascia facilmente immaginare a chi toccherà nel prossimo episodio. Darkenblot scende in pista La seconda storia, Newton Pitagorico e il rigeneratore soporifero, come l’avventura delle Giovani Marmotte delle settimane precedenti, è un piccolo spin-off in stretta continuità con Minaccia dello spazio, che lo completa mostrandoci gli eventi dal punto di vista dei nipotini. In questa storia viene sviluppato nel dettaglio quello che nell’avventura principale è solo un piccolo cameo di Newton, seguendo la sua vena creativa nel tentativo di inventare un “rigeneratore” richiesto da Edi per le esauste streghe vulcaniche. Si tratta di una breve un po’ sottotono rispetto ad altre cui ci ha abituato il settimanale rispetto a questo personaggio, con dei buoni guizzi ma, allo stesso tempo, con alcune caratteristiche del piccolo genietto un po’ troppo esasperate. Il punto più debole della storia, tuttavia, è la resa delle atmosfere. Mentre nel caso de Le Giovani Marmotte e il bislacco coacervo faunistico delle scorse settimane la tensione dei protagonisti era palpabile, soprattutto nel finale, stavolta troviamo una storia simile a qualunque altra del settimanale, solare e senza pensieri, che ritrae la popolazione impegnata a portare avanti la propria vita senza preoccupazioni, in forte contrasto con quanto mostrato nella storia di apertura con cui si voleva creare un universo coeso. A metà albo troviamo l’ormai abituale appuntamento con Finestra sul mondo, che questa settimana ci porta in Norvegia con Paperino, Qui, Quo, Qua e il tesoro del Nord. Nordberg confeziona una simpatica caccia al tesoro basta sugli equivoci, in cui è interessante osservare una rappresentazione di un Paperino molto più naive e credulone del pigro ma astuto supereroe in borghese a cui ci ha abituato la tradizione italiana. A spiccare sono gli ottimi disegni di Midthun, che riesce a affiancare in maniera naturale dettagliate rappresentazioni realistiche degli uccelli che costituiscono la fauna locale ai nostri cartuneschi e dinamici uccelli antropomorfi preferiti. Paperi e Papere A chiudere il numero troviamo infine Paperino e i pirati di Tangheria, un nuovo episodio del rilancio del Ciclo Paperingio. Molti sono però i punti di debolezza di questa storia, che fatica a rendere omaggio ai grandi classici di Chendi e Bottaro. Laddove le avventure del paladino Paperino erano ambientate in una versione, per quanto disneyana e fantastica, del Medioevo, in Paperino e i pirati di Tangheria troviamo un minestrone di epoche diverse: in poche pagine i disegni di Marco Palazzi mescolano paladini e sovrani medievali, castelli fiabeschi dalle sembianze orientali, corti francesi(?) e pirati sei-settecenteschi, in un modo che stona ancora di più messo così a breve distanza dall’ottimo rigore storico mostrato da Sisti in L’Esilio dei Van Coot. Il nutrito cast concorre inoltre a rendere la trama piuttosto confusa. Tutti i personaggi della serie sono presenti ma alcuni, come Archimede e lo scudiero Ciccio, non riescono a ritagliarsi un ruolo all’interno della storia che giustifichi veramente la loro presenza; le numerose new entry, come il nostromo Salmastro e il capitano dei pirati Pepita, non ricevono invece l’approfondimento che meriterebbero per renderle in qualche modo memorabili. Anche il numero di pagine risulta troppo basso per la densità di avvenimenti prevista da Carlo Panaro, così che molti passaggi appaiono affrettati se non, addirittura, semplicemente raccontati da una didascalia. È il caso, per esempio, della battaglia navale con i pirati, in cui un gigantesco mostro evocato da Archimede viene misteriosamente sconfitto off screen nella didascalia della vignetta successiva, e dell’immediato e difficilmente giustificabile ravvedimento dei pirati di Tangheria nel finale. Topolino 3484 risulta un numero piuttosto deludente, soprattutto messo a confronto con il precedente, che mostrava tematiche simili ma con una resa migliore: Il bislacco coacervo faunistico ha mostrato come gli spin-off di una grande saga principale possano funzionare dando un’idea di coerenza, mentre invece con Il rigeneratore soporifero avvertiamo un forte stacco nelle atmosfere; L’Esilio dei Van Coot ha mostrato come anche oggi sia possibile creare storie in costume avvincenti, mentre I pirati di Tangheria non restituisce una rappresentazione chiara di un’epoca senza neanche costruire un vero e proprio Medioevo cavalleresco. Risulta invece sempre ottima e coinvolgente la continuazione Minaccia dallo spazio, e questa settimana è molto azzeccata la scelta della storia di produzione straniera. La prossima settimana seguiremo ovviamente ancora le pericolose peregrinazioni del Pianeta Ramingo e avremo un inatteso ritorno: quello delle Cronache degli Antichi Regni.

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Topolino 3484

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SilverPK
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    Re:Topolino 3484
    Risposta #15: Sabato 3 Set 2022, 09:39:34
    Se basta mettere falsi momenti drammatici inutilmente esagerati (ne hanno passate di peggiori senza versare nemmeno una lacrima) e riunire quanti più personaggi possibili per rendere coinvolgente una storia, non so che dirti. Io personalmente, tra tempi inutilmente lunghi, piagnistei, personaggi che non fanno nulla, incongruenze e forzature che nemmeno in un fumetto del genere possono essere giustificate (La Gazzetta del Papero ne ha illustrate alcune di questo episodio) la reputo una delle peggiori storie degli ultimi anni (pur difendendo i classicheggianti paperi di Casty). E mi fa male pensare che una futura ipotetica omnia castiana ci ritroveremo questa storia (l'avevo detto pure per quelle di Macchia Nera, ma almeno quelle avevano coerenza e una buona atmosfera, li credibile veramente, con la seconda comunque una più che buona storia).

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      Re:Topolino 3484
      Risposta #16: Sabato 3 Set 2022, 10:49:10
      Finisco di dire la mia sul numero, avendo concluso la lettura di Paperino e  i pirati di Tangheria.
      Storia godibile, che parla di pirati,e nonostante le numerose storie di questi predatori del mare, i pirati dimostrano sempre il loro fascino.Leggibilissima anche da chi non ha mai letto le storie precedenti del ciclo.
      Miglior redazionale del numero quello che segue la suddetta storia, che parla appunto di pirati - e piratesse!

      Mi spiace vedere tante critiche per minaccia dallo spazio e, al contrario, vedere apprezzamento per la storia di Panaro.
      Minaccia dallo spazio, pur con tempi dilatati, mostra una situazione di pericolo credibile, con momenti intensi e drammatici. Inoltre, la buona gestione di una massa corale di personaggi secondo me risulta azzeccata. Sicuramente mi coinvolge e mi rende curioso di leggere la continuazione.


      minaccia credibile, svolgimento che è puro nonsense narrativo
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      brigo
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        Re:Topolino 3484
        Risposta #17: Sabato 3 Set 2022, 11:47:36
        (ne hanno passate di peggiori senza versare nemmeno una lacrima)

        Sono l'unico che quando legge una storia resetta completamente tutto quello che è successo nelle precedenti (a meno che gli autori non ci chiedano diversamente*)?
        Non so, per me i personaggi potranno scoprire 1000 volte Atlantide come se fosse la prima volta, potranno credere o non credere nella magia a seconda dell'occorrenza, e potranno rischiare all'infinito la vita come se fosse una situazione inedita. Per carità, ogni modo per approcciarsi alla lettura di questi fumetti è legittimo e nessuno costringe chicchessia a fare diversamente. Ciò che voglio far capire, è che c'è una frangia di lettori che non trova questa epicità così tanto assurda, e che riesce senza problemi a fare tabula rasa ogni volta: in questo modo ogni storia ne giova in godibilità e il lettore- come me, in questo caso- è felice.

        *Per esempio in questa storia sono evidenti i richiami a storie del passato più o meno recente: si va dallo scetticismo di Pippo per le fattucchiere fino alla presenza delle sette streghe vulcaniche, per dire. Addirittura ci sono richiami a più storie del medesimo numero! Ma se uno dei personaggi non dirà espressamente: "Via, ne abbiamo passate di peggio!" oppure: "Ti ricordi quella volta che...?", per me il peggio che sta accadendo nel momento presente è quello.
        « Ultima modifica: Sabato 3 Set 2022, 12:08:54 da brigo »

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          Re:Topolino 3484
          Risposta #18: Sabato 3 Set 2022, 12:11:55
          Anch'io trovo esagerate le critiche al "Pianeta ramingo" e al suo disegnatore.
          L'avventura è una storia veramente corale in cui si voluti inserire espressamente quanti più personaggi Disney di oggi e di ieri, con rimandi a moltissime storie non solo di oggi, manche di una volta (qualcuno vuol cimentarsi a citarle tutte?), il tutto creando nel lettore molti ricordi e un senso di ansia nel vedere che gli avvenimenti anzichè prendere una piega favorevole, diventano sempre più ingarbugliati e di quasi impossibile risoluzione se non con l'aiuto e il coinvolgimento di tutti, cattivi compresi. Una storia che può stupire, perchè molto originale.Non guardiamo alle singole scene che prese da sole possono sembrare esagerate e impossibili, guardiamo all'insieme e al suo significato.
          Per quanto riguarda i disegni di Casty, a differenza di quanto affermato da alcuni, sono splendidi, non solo per i topi, ma anche per i paperi (dall'inconfodibile stile Scarpiano). Saranno anche un po' differenti dallo stile imperante Frecceriano,
          ma l'originalità (se ben fatta) va premiata.

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          SilverPK
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            Re:Topolino 3484
            Risposta #19: Sabato 3 Set 2022, 12:30:01
            (ne hanno passate di peggiori senza versare nemmeno una lacrima)

            Sono l'unico che quando legge una storia resetta completamente tutto quello che è successo nelle precedenti (a meno che gli autori non ci chiedano diversamente*)?
            Non so, per me i personaggi potranno scoprire 1000 volte Atlantide come se fosse la prima volta, potranno credere o non credere nella magia a seconda dell'occorrenza, e potranno rischiare all'infinito la vita come se fosse una situazione inedita. Per carità, ogni modo per approcciarsi alla lettura di questi fumetti è legittimo e nessuno costringe chicchessia a fare diversamente. Ciò che voglio far capire, è che c'è una frangia di lettori che non trova questa epicità così tanto assurda, e che riesce senza problemi a fare tabula rasa ogni volta: in questo modo ogni storia ne giova in godibilità e il lettore- come me, in questo caso- è felice.

            *Per esempio in questa storia sono evidenti i richiami a storie del passato più o meno recente: si va dallo scetticismo di Pippo per le fattucchiere fino alla presenza delle sette streghe vulcaniche, per dire. Addirittura ci sono richiami a più storie del medesimo numero! Ma se uno dei personaggi non dirà espressamente: "Via, ne abbiamo passate di peggio!" oppure: "Ti ricordi quella volta che...?", per me il peggio che sta accadendo nel momento presente è quello.
            Scoprire Atlantide venti volte o incontrare Babbo Natale per la prima volta 1000 volte però è diverso, semplicemente non si cerca(va) una continuity, ma ognuno usava i personaggi allo stesso modo (seppur qualcuno enfatizzando un po di più certi aspetti). Qui personaggi dipinti milioni di volte come coraggiosi vengono scritti come arrendevoli, e li pone fuori personaggi, per esempio. Ovvio che ogni autore abbia la propria visione, ma bisogna avere un minimo di coerenza e non cambiare i personaggi all'occorrenza. Allora facciamo che Asterix non perda mai la pazienza e Obelix non ha mai fame se serve alla trama, anche se poi non sarebbero loro. Non è una questione di cosa abbiano fatto in passato, ma come abbiano reagito. Non è un caso che io non abbia mai apprezzato troppo nemmeno Martina che rendeva Pippo troppo scemo, Paperino troppo ignorante e Paperone troppo cattivo.
            Tutto questo tralasciando gli altri innumerevoli difetti della storia come gli andirivieni dalla dimensione delta poiché ci sono fin troppe pagine e i personaggi nel mentre non dann cosa fare (o, ripeto, tutte le cose citate da La Gazzetta del Papero).

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              Risposta #20: Sabato 3 Set 2022, 14:17:26
              Qui personaggi dipinti milioni di volte come coraggiosi vengono scritti come arrendevoli, e li pone fuori personaggi, per esempio. [...] Non è una questione di cosa abbiano fatto in passato, ma come abbiano reagito.

              Credo si tratti sempre di una questione di percezione. A me per esempio non sono sembrati eccessivamente arrendevoli, o almeno non tutti... forse un po' troppo melodrammatici, questo sì. Ma i 'soliti trascinatori', chi più chi meno, si stanno dando tutti da fare per cercare una soluzione, e non lo avrebbero fatto se fossero stati completamente annichiliti dalla minaccia. Trattandosi poi di una storia fra le più corali apparse negli ultimi anni, mi sembra esigenza di scena che a prevalere siano coloro che dimostrino maggior spirito di intraprendenza, a discapito di molti che invece sembrano destinati a ricoprire il ruolo di comparse.
              Ricordiamoci inoltre che stiamo parlando di una storia che ancora deve terminare: chissà, magari più avanti tutti quanti si daranno una smossa, non so.  :laugh:

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                Risposta #21: Sabato 3 Set 2022, 16:44:50
                Ma io lo spero, perché se sono molto critico è proprio perché ci tengo. Ammettiamolo, un buon finale può far cambiare idea sulla storia (non ne aggiusta i problemi, ma li mette in secondo piano). Se il problema principale di questa storia è stata allungarla, allora forse il finale rimarrà buono come fosse stata più breve.

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                  Risposta #22: Sabato 3 Set 2022, 17:49:36
                  e poi arriva il ciclo paperingio, che dal nome penseresti di trovarti prima dell’anno mille ma in realtà ci sono galeoni e vascelli e pirati, quindi grossomodo XVII secolo, con paperi in armatura che nuotano come delfini

                  vabbè  :rolleye:
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                    Re:Topolino 3484
                    Risposta #23: Sabato 3 Set 2022, 17:59:18
                    Effettivamente ci sono un bel po' di incongruenze storiche...
                    « Ultima modifica: Sabato 3 Set 2022, 19:43:43 da InfinityDuck »
                    $Fortuna Favet Fortibus$

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                      Re:Topolino 3484
                      Risposta #24: Domenica 4 Set 2022, 09:14:03
                      Mi spiace vedere tante critiche per minaccia dallo spazio e, al contrario, vedere apprezzamento per la storia di Panaro.
                      Minaccia dallo spazio, pur con tempi dilatati, mostra una situazione di pericolo credibile, con momenti intensi e drammatici. Inoltre, la buona gestione di una massa corale di personaggi secondo me risulta azzeccata. Sicuramente mi coinvolge e mi rende curioso di leggere la continuazione.

                      Dall'altro lato la storia dei pirati e banale, gia vista e nulla di speciale. L'ho trovata noiosa e tutto tranne che coinvolgente.
                      Ho la stessa senzasione. Mi sento molto coinvolto da Minaccia dallo Spazio e mi piace almeno per ora anche se capisco alcune critiche e i confronti col passato e vorrei controbattere su alcuni piani:
                      - Piano emozionale: rispetto al passato è vero che alcuni personaggi hanno visto di peggio e che qui sembrano quasi delle pappemolli tuttavia ritengo l'approccio in questa storia più realistico e coinvolgente. Inoltre i personaggi non ne escono sminuiti: ad esempio Topolino compare sì in qualche vignetta melanconica con Minni ma subito dopo parte sul razzo pronto all'azione come ha sempre fatto.
                      - Piano (fanta)scientifico: ci sono alcuni errori, ma ricordiamoci che prima di questa storia ci sono state storie fantascientifiche con molti più ERRORI e errori MOLTO più grandi. Ho visto alieni parlare la stessa lingua dei personaggi, navi superare la velocità della luce, personaggi che respirano nello spazio o su asteroidi, forza di gravità che va e viene, rumorose esplosioni nel vuoto cosmico, ecc. Capisco che si cerchi un certo realismo ma francamente non noto tutta questa distonia in questa storia.
                      - Disegni: i paperi di Casty non sono tutti perfetti (sopratutto i nipotini e soprattutto da certe angolazioni) ma alcuni sono ottimi come Amelia. Mi sembra evidente che ci sia uno sforzo massimo per ottenere il miglior risultato, poi ognuno ha i suoi gusti personali. Faccio un esempio: a me il Paperino di Mottura in copertina non piace. [Mottura mi perdoni, per me resta sempre un grande artista]
                      - Personaggi: avere tanti personaggi è come continuare a buttare soldi nel piatto di una partita a poker. Qui siamo molto vicini al cosiddetto "All in". Solo il finale ci dirà se ne è valsa la pena. Ci sono state altre storie corali in passato soprattutto in occasione di certe eventi o ricorrenze. In molte si percepiva questa reunion come artificiosa mentre qui secondo me è più naturale.

                      A mio modesto parere insomma la storia va bene e per ora è promossa. Al contrario boccio completamente quella sul ciclo Paperingio: sa di vecchio e ci sono un sacco di cose che appaiono fuori vignetta. Ai critici di Minaccia dalla Spazio vorrei far notare che qui ci sono:
                      - Pirati e cannoni in un'ambientazione medievale.
                      - Nonna Papera che è il personaggio più anziano di tutti nella parte di una Principessa. Perché non Regina? Boh.
                      - Paperino che si tuffa in mare con una cotta di maglia e non solo nuota ma salva un marinaio.
                      - Palazzo di Nonna Papera in stile arabo fuori e vittoriano dentro.
                      Ma perché hanno infilato questa storia nel ciclo Paperingio? Non riesco assolutamente a capirne il motivo. Piuttosto avrei fatto un'altra ambientazione in stile piratesco da usare successivamente in altre storie. Fermo restando che a me le storie in costume piacciono poco ma questo è un problema mio.
                      « Ultima modifica: Domenica 4 Set 2022, 09:21:50 da Tenebroga »

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                      Milo
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                        Re:Topolino 3484
                        Risposta #25: Domenica 4 Set 2022, 10:22:54
                        Spoiler: mostra
                        Quindi ora si scopre che il pianeta ramingo è abitato. Vista l'insalata mista di personaggi coinvolti nella storia mi stupisce che non si sia trattato di Pacificus...


                        A parte questo, leggendo gli ultimi topolini ho la stessa sensazione che provai leggendo fear itself. Primo evento Marvel che ho seguito e che ha avuto il merito di essere anche l'ultimo (facendomi risparmiare un sacco di soldi in carta straccia stampata).
                        Che dopo 34 anni sia tempo di interrompere l'abbonamento di famiglia?
                        Milo

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                          Re:Topolino 3484
                          Risposta #26: Domenica 4 Set 2022, 11:35:35
                          Mi spiace vedere tante critiche per minaccia dallo spazio e, al contrario, vedere apprezzamento per la storia di Panaro.
                          Minaccia dallo spazio, pur con tempi dilatati, mostra una situazione di pericolo credibile, con momenti intensi e drammatici. Inoltre, la buona gestione di una massa corale di personaggi secondo me risulta azzeccata. Sicuramente mi coinvolge e mi rende curioso di leggere la continuazione.

                          Dall'altro lato la storia dei pirati e banale, gia vista e nulla di speciale. L'ho trovata noiosa e tutto tranne che coinvolgente.
                          Ho la stessa senzasione. Mi sento molto coinvolto da Minaccia dallo Spazio e mi piace almeno per ora anche se capisco alcune critiche e i confronti col passato e vorrei controbattere su alcuni piani:
                          - Piano emozionale: rispetto al passato è vero che alcuni personaggi hanno visto di peggio e che qui sembrano quasi delle pappemolli tuttavia ritengo l'approccio in questa storia più realistico e coinvolgente. Inoltre i personaggi non ne escono sminuiti: ad esempio Topolino compare sì in qualche vignetta melanconica con Minni ma subito dopo parte sul razzo pronto all'azione come ha sempre fatto.
                          - Piano (fanta)scientifico: ci sono alcuni errori, ma ricordiamoci che prima di questa storia ci sono state storie fantascientifiche con molti più ERRORI e errori MOLTO più grandi. Ho visto alieni parlare la stessa lingua dei personaggi, navi superare la velocità della luce, personaggi che respirano nello spazio o su asteroidi, forza di gravità che va e viene, rumorose esplosioni nel vuoto cosmico, ecc. Capisco che si cerchi un certo realismo ma francamente non noto tutta questa distonia in questa storia.
                          - Disegni: i paperi di Casty non sono tutti perfetti (sopratutto i nipotini e soprattutto da certe angolazioni) ma alcuni sono ottimi come Amelia. Mi sembra evidente che ci sia uno sforzo massimo per ottenere il miglior risultato, poi ognuno ha i suoi gusti personali. Faccio un esempio: a me il Paperino di Mottura in copertina non piace. [Mottura mi perdoni, per me resta sempre un grande artista]
                          - Personaggi: avere tanti personaggi è come continuare a buttare soldi nel piatto di una partita a poker. Qui siamo molto vicini al cosiddetto "All in". Solo il finale ci dirà se ne è valsa la pena. Ci sono state altre storie corali in passato soprattutto in occasione di certe eventi o ricorrenze. In molte si percepiva questa reunion come artificiosa mentre qui secondo me è più naturale.

                          A mio modesto parere insomma la storia va bene e per ora è promossa. Al contrario boccio completamente quella sul ciclo Paperingio: sa di vecchio e ci sono un sacco di cose che appaiono fuori vignetta. Ai critici di Minaccia dalla Spazio vorrei far notare che qui ci sono:
                          - Pirati e cannoni in un'ambientazione medievale.
                          - Nonna Papera che è il personaggio più anziano di tutti nella parte di una Principessa. Perché non Regina? Boh.
                          - Paperino che si tuffa in mare con una cotta di maglia e non solo nuota ma salva un marinaio.
                          - Palazzo di Nonna Papera in stile arabo fuori e vittoriano dentro.
                          Ma perché hanno infilato questa storia nel ciclo Paperingio? Non riesco assolutamente a capirne il motivo. Piuttosto avrei fatto un'altra ambientazione in stile piratesco da usare successivamente in altre storie. Fermo restando che a me le storie in costume piacciono poco ma questo è un problema mio.


                          Ciao Tenebroga,
                          vorrei commentare il tuo post ed quindi, in parte, anche quello di V al quale ti sei collegato.
                          Mi spiace che la mia storia non ti sia piaciuta affatto, ma rispetto i tuoi gusti... non a tutti una storia può piacere, quindi ogni parere merita rispetto. Non mi soffermo su alcuni particolari da te sottolineati, per esempio, non è l'età che determina il titolo nobiliare, ma vorrei semplicemente fare notare a te ed a tutti gli amici del forum che, forse inconsapevolmente, si sta formando una sorta di "lotta tra fazioni": chi apprezza Minaccia dallo spazio non apprezza la mia storia e viceversa. A parte il fatto che "Topolino" contiene anche altre storie, non credo che sia questo il giusto modo di amare e leggere il nostro fumetto preferito: si possono amare anche due storie contemporaneamente, oppure nessuna delle due, senza che l'apprezzamento di una implichi il non gradimento dell'altra e la "caccia all'errore", sottolineando tutte le cose che non ci sono piaciute.
                          Leggete ed amate "Topolino" per la fantasia che regala in TUTTE le sue storie, la sana compagnia che ci fa da tanti decenni, e l'impegno che gli autori ci mettono per regalare un po' di svago.
                          Vi saluto caramente e, come sempre, buon Topolino a tutti! :)

                          *

                          Tenebroga
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                            Re:Topolino 3484
                            Risposta #27: Domenica 4 Set 2022, 12:28:09
                            Gentilissimo Carlo,
                            sono onorato che un autore abbia letto e risposto a un mio post, mi dispiace si trattasse di una critica.
                            Desidero risponderle per chiarire la mia posizione che forse non è ben rappresentata dalle parole del mio post.
                            Il mio scopo non era di fomentare la divisione in fazioni, ma non ho potuto fare a meno di notare che la platea si fosse già polarizzata in questo modo.
                            Volevo solo dire alla mia "fazione opposta" (chiamiamola così per semplicità) che sotto un'attenta analisi entrambe le storie hanno degli "errori" (o forse è meglio dire licenze) come poi ci sono sempre state e sempre ci saranno. Quindi non dovrebbe essere il metodo (o per lo meno l'unico) per bocciare una storia.
                            Detto questo non posso che confermare che la sua ultima storia non combacia con i miei gusti: sarà perché è una storia in costume (che come ho detto gradisco meno) o sarà che sa di già visto. Dispiace anche a me ma sono sinceramente contento che altri lettori l'apprezzino.
                            Concludo dicendo che la critica è sull'opera e non sugli autori che spero di rivedere sul giornale in storie che possa apprezzare maggiormente come già ampiamente successo in passato.
                            Le auguro buon lavoro.

                            *

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                              Topolino 3484
                              Risposta #28: Domenica 4 Set 2022, 15:43:42
                              Recensione Topolino 3484


                               Come il numero della settimana precedente, Topolino 3484 appare diviso nettamente in due parti: la prima dedicata al grande kolossal che ci sta facendo compagnia da svariate settimane, il ciclo del Pianeta Ramingo, e la seconda dedicata a un racconto di ambientazione storica in due puntate, con uno spartiacque costituito da una produzione Egmont. Come vedremo, tuttavia, il risultato non riesce a essere all’altezza dell’ottimo livello mostrato da Topolino 3483. Ma andiamo con ordine.

                               In apertura troviamo il terzo episodio di Minaccia dallo spazio, che ci porta infine nel vivo dell’azione. Sono ben tre infatti le missioni spaziali in partenza: quella di Topolino, che si attiene al piano iniziale del Professor Enigm e Archimede di distruggere il pianeta; quella egoistica di Cuordipietra, con il solo obiettivo di salvarsi la pelle senza alcun riguardo per la sua immagine pubblica; infine, quella organizzata con interessato altruismo da Paperone in questo episodio come exit strategy nel caso il piano “scientifico” dovesse fallire. Molti sono però gli imprevisti: Topolino troverà un’accoglienza inaspettata sul pianeta ramingo e la spedizione di Paperone subirà un dirottamento dell’ultimo minuto. Ottima la resa delle atmosfere nei disegni di Casty, anche se si dimostra ancora un po’ acerbo nella rappresentazione dei Paperi.

                               L’iniziativa di spalmare una storia evento su così tanti numeri, e su diversi racconti, è particolarmente ambiziosa, ma sta portando i suoi frutti. La trama è coinvolgente, con una tensione che raramente si osserva nella produzione recente del settimanale, e i numerosi crossover tra universi narrativi che siamo abituati a percepire come diversi, nonostante siano stati accolti con un po’ di iniziale scetticismo, si integrano tra loro in maniera naturale e riescono a dare un’idea di coesione interna completamente inedita. Questa settimana tocca a Macchia Nera-Darkenblot entrare in scena, e una particolare affermazione di Paperino ci lascia facilmente immaginare a chi toccherà nel prossimo episodio.

                               
                              Darkenblot scende in pista

                              La seconda storia, Newton Pitagorico e il rigeneratore soporifero, come l’avventura delle Giovani Marmotte delle settimane precedenti, è un piccolo spin-off in stretta continuità con Minaccia dello spazio, che lo completa mostrandoci gli eventi dal punto di vista dei nipotini. In questa storia viene sviluppato nel dettaglio quello che nell’avventura principale è solo un piccolo cameo di Newton, seguendo la sua vena creativa nel tentativo di inventare un “rigeneratore” richiesto da Edi per le esauste streghe vulcaniche.

                               Si tratta di una breve un po’ sottotono rispetto ad altre cui ci ha abituato il settimanale rispetto a questo personaggio, con dei buoni guizzi ma, allo stesso tempo, con alcune caratteristiche del piccolo genietto un po’ troppo esasperate. Il punto più debole della storia, tuttavia, è la resa delle atmosfere. Mentre nel caso de Le Giovani Marmotte e il bislacco coacervo faunistico delle scorse settimane la tensione dei protagonisti era palpabile, soprattutto nel finale, stavolta troviamo una storia simile a qualunque altra del settimanale, solare e senza pensieri, che ritrae la popolazione impegnata a portare avanti la propria vita senza preoccupazioni, in forte contrasto con quanto mostrato nella storia di apertura con cui si voleva creare un universo coeso.

                               A metà albo troviamo l’ormai abituale appuntamento con Finestra sul mondo, che questa settimana ci porta in Norvegia con Paperino, Qui, Quo, Qua e il tesoro del Nord. Nordberg confeziona una simpatica caccia al tesoro basta sugli equivoci, in cui è interessante osservare una rappresentazione di un Paperino molto più naive e credulone del pigro ma astuto supereroe in borghese a cui ci ha abituato la tradizione italiana. A spiccare sono gli ottimi disegni di Midthun, che riesce a affiancare in maniera naturale dettagliate rappresentazioni realistiche degli uccelli che costituiscono la fauna locale ai nostri cartuneschi e dinamici uccelli antropomorfi preferiti.

                               
                              Paperi e Papere

                              A chiudere il numero troviamo infine Paperino e i pirati di Tangheria, un nuovo episodio del rilancio del Ciclo Paperingio. Molti sono però i punti di debolezza di questa storia, che fatica a rendere omaggio ai grandi classici di Chendi e Bottaro. Laddove le avventure del paladino Paperino erano ambientate in una versione, per quanto disneyana e fantastica, del Medioevo, in Paperino e i pirati di Tangheria troviamo un minestrone di epoche diverse: in poche pagine i disegni di Marco Palazzi mescolano paladini e sovrani medievali, castelli fiabeschi dalle sembianze orientali, corti francesi(?) e pirati sei-settecenteschi, in un modo che stona ancora di più messo così a breve distanza dall’ottimo rigore storico mostrato da Sisti in L’Esilio dei Van Coot.

                               Il nutrito cast concorre inoltre a rendere la trama piuttosto confusa. Tutti i personaggi della serie sono presenti ma alcuni, come Archimede e lo scudiero Ciccio, non riescono a ritagliarsi un ruolo all’interno della storia che giustifichi veramente la loro presenza; le numerose new entry, come il nostromo Salmastro e il capitano dei pirati Pepita, non ricevono invece l’approfondimento che meriterebbero per renderle in qualche modo memorabili.

                               Anche il numero di pagine risulta troppo basso per la densità di avvenimenti prevista da Carlo Panaro, così che molti passaggi appaiono affrettati se non, addirittura, semplicemente raccontati da una didascalia. È il caso, per esempio, della battaglia navale con i pirati, in cui un gigantesco mostro evocato da Archimede viene misteriosamente sconfitto off screen nella didascalia della vignetta successiva, e dell’immediato e difficilmente giustificabile ravvedimento dei pirati di Tangheria nel finale.

                               Topolino 3484 risulta un numero piuttosto deludente, soprattutto messo a confronto con il precedente, che mostrava tematiche simili ma con una resa migliore: Il bislacco coacervo faunistico ha mostrato come gli spin-off di una grande saga principale possano funzionare dando un’idea di coerenza, mentre invece con Il rigeneratore soporifero avvertiamo un forte stacco nelle atmosfere; L’Esilio dei Van Coot ha mostrato come anche oggi sia possibile creare storie in costume avvincenti, mentre I pirati di Tangheria non restituisce una rappresentazione chiara di un’epoca senza neanche costruire un vero e proprio Medioevo cavalleresco.

                               Risulta invece sempre ottima e coinvolgente la continuazione Minaccia dallo spazio, e questa settimana è molto azzeccata la scelta della storia di produzione straniera. La prossima settimana seguiremo ovviamente ancora le pericolose peregrinazioni del Pianeta Ramingo e avremo un inatteso ritorno: quello delle Cronache degli Antichi Regni.



                              Voto del recensore: 2/5
                              Per accedere alla pagina originale della recensione e mettere il tuo voto:
                              https://www.papersera.net/wp/2022/09/04/topolino-3484/


                              Ora è possibile votare anche le singole storie del fascicolo, non fate mancare il vostro contributo!


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                                Re:Topolino 3484
                                Risposta #29: Domenica 4 Set 2022, 16:25:18
                                I miei complimenti a Carlo Panaro e Marco Palazzi per "I pirati di Tangheria"! Entra immediatamente nell'elenco delle mie storie preferite come trama, personaggi e disegni. Spero davvero di vedere un sequel / prequel / qualunque altra storia con Capitan Pepita. Pare che abbia molto da raccontare!

                                 

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