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Topolino 3486 - Recensione di Paolo Castagno

Si conclude una delle saghe più lunghe degli ultimi anni su Topolino e il giudizio su Minaccia dallo spazio, pur non essendo negativo, non permette di gridare al capolavoro: le storie corali quasi mai riescono ad avere una trama che scorre in maniera fluida e credibile, e spesso soffrono di forzature e cambi di ritmo che ne disturbano la lettura. La saga del Pianeta Ramingo non fa eccezione, sviluppando su un canovaccio di trama ispirato al film Don’t Look Up! una serie di eventi che portano in gioco – come abbiamo visto nelle settimane scorse – un gran numero di personaggi: per ovvi motivi di spazio e di struttura narrativa, molti di loro sono destinati ad un ruolo marginale, ed altri la cui presenza sembra un po’ forzata (esatto, sto pensando all’intervento delle streghe vulcaniche!). Non mancano di contro gli spunti positivi: il coinvolgimento dell’interno pianeta nell’emergenza, la disperazione e la preoccupazione dei personaggi che già dall’inizio sapevano il rischio che si stava correndo, quindi un rischio reale che può essere percepito e magari condiviso dal lettore, non come le fruste imprese dei Bassotti o di Gambadilegno. Di grande effetto l’utilizzo delle vignette mute raffiguranti l’orologio della catastrofe destinate a scandire il passare del tempo. Ripreso dal Nuclear Doomsday Clock di Watchmen (a sua volta citazione del simbolico Doomsday Clock nel mondo reale, che ha appunto il compito di indicare la vicinanza del genere umano all’Armageddon indicato dal raggiungimento della mezzanotte) l’orologio immaginato da Francesco Vacca ha un doppio registro di movimento: dilatato nella percezione di noi lettori destinati ad aspettare di settimana in settimana gli sviluppi degli eventi, veloce o addirittura frenetico nei tempi di narrazione della storia. Oltre alla citazione esplicita di Watchmen, la coralità della storia non può non ricordare, pur con le difficoltà del caso, Crisis on Infinite Earths del recentemente scomparso George Pérez, con l’effetto di avvicinare il mondo dei fumetti Disney a quello DC, e i lettori a tematiche più adulte, abbandonando – si spera in maniera definitiva – il target dei “bambini svegli delle elementari”. Epica e retorica insieme per un maggior effetto di coinvolgimento del lettore I disegni di Casty, che abbiamo scoperto essere a suo agio anche con i Paperi, fatta salva qualche espressione che non riesce ad avere la stessa forza di impatto di quelle che l’autore ci ha abituato a conoscere ed amare, svolgono egregiamente la funzione di coinvolgere emozionalmente il lettore grazie a spettacolari illustrazioni a tutta pagina (o comunque con vignette più ampie alternate a pagine con quattro righe di vignette per velocizzare ulteriormente l’azione) e a non appesantire la lettura, impegnativa per il numero di pagine che compone la storia, riuscendo a comunicarci le sensazioni dei personaggi senza abusare di primi piani. Tornando al parallelo tra questa storia e il film di Adam McKay, ripetiamo la considerazione già fatta in occasione di altre recensioni, e cioè come si sia intrapresa in modo sempre più deciso la strada per collegare il contenuto del settimanale alle preferenze e tendenze dell’intrattenimento televisivo, in modo tale da non restare anacronisticamente legati a modelli di narrazione che evidentemente non hanno più il ritorno di pubblico desiderato. Ma che davero? Per questo forse stonano un po’ le storie seguenti, dove il “teatrino senza memoria” dei personaggi Disney torna ad essere quello disimpegnato e libero da vincoli di qualche anno fa, come nel caso della storia di Massimiliano Valentini e Andrea Malgeri Indiana Pipps e la legenda del tulipano nero. Non so da quale anfratto sia spuntata fuori una storia del genere che sebbene parta da uno spunto storico interessante come la crisi dei tulipani, e da una trovata comica valida con Gambadilegno che tenta goffamente di farsi passare per il cugino di Indiana, si sviluppa come l’ennesima caccia al tesoro dagli enigmi risolti in quattro e quattr’otto. Ma la spallata decisiva alla storia la fornisce “Kranz con la pistola”™, paradigma del finale scontato ed inutile; forse andrebbe bene come tormentone comico, ma né lo “spessore” del personaggio, né lo svolgimento degli eventi che hanno ripetutamente portato ad assistere a questa scena possono essere considerati tali, facendo sembrare anzi che l’autore possa ritenere che i lettori prendano sul serio la minaccia del sedicente avversario di Indiana. Naviga tra alti e bassi Zio Paperone e la pace preistorica, storia scritta da Vito Stabile per celebrare l’ottantesimo compleanno di Marco Rota, presentando alcuni spunti interessanti, a partire dalla resa dei capelli dei tre nipotini dal taglio barksiano una volta tornati indietro nel tempo (si veda l’immagine da Paperino e la gara di nuoto) ed alcune vignette panoramiche che si alternano – ahimè – ad alcune un po’ più legnose; spunti piacevoli anche nella trama grazie all’ormai noto gusto della citazione di Stabile, che riesce ad inserire nella storia una citazione della tavola del potenziale esordio di Rota su Topolino, come descritto nell’interessante articolo che segue la storia. Peccato relativamente all’articolo, l’aver dimenticato l’assegnazione del Premio Papersera all’autore avvenuta nel 2011, compensata però dalla possibilità di osservare – anche se un po’ di sbieco – le illustrazioni realizzate tra il 1978 e il 1980 per tre copertine de Gli Albi di Topolino (i numeri sono 1255, 1359 e 1360). Immancabile, infine, l’autocitazione del disegnatore milanese con il suo “Marks” (date un’occhiata a pagina 47 se non l’avete ancora trovato). Nel 1946 questo taglio era preistorico… Arriviamo quindi a quelle che ritengo le storie più deboli dell’albo: con Zio Paperone e la ricerca a tempo (di Alberto Savini e Marco Mazzarello ed ottimamente colorata da Valeria de Sanctis) la considerazione che viene in mente è che è vero che Paperone è tale perché esagerato, testardo e contro ogni logica quando si mette in testa qualcosa (oddio, mi sembra di parlare di mia moglie…), ma il rischio di trasformarlo da castigamatti a una macchietta comica è sempre presente. E in questa avventura dal ritmo veloce, ma dagli esiti forzati e prevedibili, vedere un Paperone che abbandona per una giornata intera i suoi affari per dedicarsi alla ricerca di un’oggetto “misterioso” (ma che qualunque lettore sa già non essere quello che immaginano Amelia e i Bassotti) non con la sua verve che ne fa un pericolo pubblico, ma con il sorriso sulle labbra, una lieta pedalata e un Paperino che passivamente lo segue senza nemmeno accennare un contrasto con lo Zione… beh, fa crescere il rimpianto per lo Zione esagerato anche nelle sue azioni! Nettamente nella nuova direzione del settimanale Pico de Paperis e l’aggiornamento vocabolarico (di Davide Aicardi e Federico Maria Cugliari). Pensata per sostenere il ruolo e la presenza dei nuovi personaggi come Newton, non riesce però a replicare i successi delle precedenti vicende del duo Pico-Newton, risultando l’ennesimo tentativo di inquadrare/classificare il gergo giovanile, fenomeno che (ammesso lo si riesca a definire e circoscrivere) è in tale e costante mutazione da… sempre, che qualsiasi tentativo di venirne a patti finisce con l’esserne frustrato, a meno che non si tratti di Ragazzi di vita di Pier Paolo Pasolini o dei personaggi di Carlo Verdone (si parva licet componere magnis). Aggiungo – in coda alla recensione – come il voto finale, mai semplice da esprimere, sia stato arrotondato per eccesso grazie alla tavola conclusiva realizzata da Enrico Faccini con il suo illogico, inspiegabile, irrazionale ma splendido stile! P.S.: nessun dubbio: in edicola va scelta la versione in abbinamento con il primo numero della grande collana Disney appena lanciata!

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Topolino 3486

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    Re:Topolino 3486
    Risposta #15: Venerdì 16 Set 2022, 11:41:10
    Non ho voluto dir niente in corso d'opera, ma a giochi fatti direi che questa Minaccia dallo Spazio si è rivelata una storia inutile al 75%.
    il 25% buono era l'idea orginale, il 75% il brodo allungato.
    Rinnovo il mio dubbio... ma alla Panini non hanno un gruppo selezionato di lettori a cui far testare le storie prima della pubblicazione?

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      Re:Topolino 3486
      Risposta #16: Venerdì 16 Set 2022, 12:59:32
      Non ho voluto dir niente in corso d'opera, ma a giochi fatti direi che questa Minaccia dallo Spazio si è rivelata una storia inutile al 75%.
      il 25% buono era l'idea orginale, il 75% il brodo allungato.
      Rinnovo il mio dubbio... ma alla Panini non hanno un gruppo selezionato di lettori a cui far testare le storie prima della pubblicazione?
      La penso uguale. Dopotutto Vacca ha scritto belle storie, guardacaso tutte puntate singole (praticamente solo questa e la saga delle GM non mi sono piaciute).
      Non sono necessariamente contro le storie lunghe (molte delle mie preferite lo sono), ma non è una cosa che puoi forzare! Allungarla un pochino lo posso pure accettare (ne ho lette di storie che avrebbero giovato anche solo di poche pagine in più), ma da singola puntata a 7! Ma al massimo 2 o 3 parti, se proprio si vuole.

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        Re:Topolino 3486
        Risposta #17: Venerdì 16 Set 2022, 13:18:37
        il 25% buono era l'idea orginale, il 75% il brodo allungato.
        Non è detto che il 'brodo allungato' debba essere necessariamente indigesto. Quello di allungare il brodo si sta rilevando una caratteristica narrativa che abbiamo visto in Nucci e vediamo adesso in Vacca (ma forse ho dimenticato altri autori di questi recenti soggetti). Nei primi casi il 'brodo' è servito per approfondire situazioni e carattere di alcuni personaggi, in una narrazione piuttosto 'lenta' mentre quest'ultimo non ha approfondito nulla vista la gran quantità di avvenimenti e protagonisti.

        Dietro tutto ciò vedo sempre lo 'zampino' di Alex Bertani, sia in casi 'denunciati' da lui stesso (vedi Minaccia o soggetti tratti da una sua 'idea'), sia in altri dove credo sia rimasto più dietro le quinte anche a livello mediatico. Non è un mistero che il direttore prediliga le storie lunghe, a puntate, proprio per sottolineare alcuni aspetti ricordati prima. Nella 'Minaccia' si è puntato sull'avventura frenetica all'ultimo respiro (sicuramente non lenta come nei casi di Gastone, Macchia Nera e Mister Vertigo) che, ricostruita e allungata dopo una prima stesura, ha comportato diverse 'falle' o 'passi falsi' che però, nel complesso, non mi pare abbiano danneggiato più di tanto l'emozione della lettura e dell'attesa (almeno riguardo me).

        I lettori più 'tecnici' e 'scientifici' avranno mal sopportato alcune discrepanze del genere, altri alcune situazioni specifiche (a me sono cadute le braccia quando ho visto le raminghe, troppo simili alle vulcaniche), però, alla fine, questo brodo sicuramente allungato non mi è risultato del tutto indigesto, apprezzandone diverse 'cucchiaiate' (una concatenazione di eventi molto articolata ma con una sua logica, una caratterizzazione delle raminghe - e dei raminghi - che mi ha fatto accettare la loro presenza, una collaborazione tra Archimede ed Enigm del tutto nuova ma con due personaggi che si sono capiti al volo ed hanno lavorato bene insieme, come se non fosse stata la prima volta)
        « Ultima modifica: Venerdì 16 Set 2022, 16:10:12 da Cornelius Coot »

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          Risposta #18: Venerdì 16 Set 2022, 13:48:47
          Io trovo ci sia eccessiva severità nei confronti di questa storia. Mi sembra di essere tornato ai tempi dei *DING* in cui si analizzava al microscopio per trovare le magagne, ma perché si VOLEVANO trovare.

          Al di là di alcune ingenuità su cui passo volentieri sopra invece l'ho trovata una storia riuscita. Forse troppo allungata in principio (non mi ha convinto proprio l'utilizzo delle streghe vulcaniche) ma sostanzialmente più che apprezzabile.
           
          Belli i disegni di un Casty che, prima puntata a parte, in cui era un po' insicuro sui paperi, ha mano a mano alzato il livello fino alla splendida doppia splash page che è forse il culmine della saga. Disegni che hanno arricchito una trama ampia e complessa che ha sofferto un po' della sua enorme lunghezza. 

          Elementi interessanti sono l'attesa, la disperazione, la speranza, il sentire forse per la prima volta sulla pelle (o sulle piume) il calore del sole.

           Considerazioni sul si sarebbe dovuto usare questo o quel personaggio non mi trovano concorde: ogni storia fa storia a sé, altrimenti se analizziamo a questa maniera saremmo costretti a rivedere i giudizi su molte storie del passato che sono belle ancorché imperfette.


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            Re:Topolino 3486
            Risposta #19: Venerdì 16 Set 2022, 14:38:05
            Pardonnez-moi, mes amis.

            Se fossi in voi leggerei con attenzione il contacompleanni di oggi, 16 settembre, e mi porrei un qualche interrogativo...

            È lui?  :-?






            Non quello col nome del gruppo innominabile di gente strapagata con finalità forse calcistiche, ma uno degli altri intendo.
            « Ultima modifica: Venerdì 16 Set 2022, 14:41:50 da Photomas2 »

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              Re:Topolino 3486
              Risposta #20: Venerdì 16 Set 2022, 15:49:51
              Sono l'ultima persona al mondo che può scagliarsi contro le saghe e le storie lunghe. Per me, datemi pure Le 7 Meraviglie dei Paperi, La Pietra Zodiacale, Il Mistero dei candelabri e saghe a più storie (La Spada di Ghiaccio!), ci mancherebbe.

              Me un conto sono storie fatte per essere lunghe, un altro sono storie a cui sono state applicate protesi posticce e assolutamente non necessarie.

              A che servivano Gambadilegno e Trudy? O Macchianera? O Famedoro? O le vulcaniche, Newton, Paperino/Paperinik e via dicendo? A che pro l'intero versante papero, volendo dirla tutta?

              Il colpo di stato alieno ci stava anche da sè, bastava il classico ambizioso che approfitta dell'occasione della crisi per scalzare il boss. Si potevano fare giusto 2 vignette che mostravano i vari ricconi e riccastri che se la squagliavano sulle loro scialuppe di salvataggio e ciaone ai poveracci (magari con qualche imbucato tra i furfanti più intraprendenti). Macchianera e Paperinik non necessari. Archimede poteva anche essere arruolato per il principio che due geni is megl che uan, ma si poteva anche qui risolvere con 2-3 vignette e via. E superflue le vulcaniche con tanto di viaggio da Amelia, arruolamento, presentazioni, Newton e inciampi vari, tutto brodo allungato: siamo abituati a vedere le cose più assurde dai vari cervelloni, tra macchine del tempo nei ripostigli, astronavi parcheggiate in cortile e varchi dimensionali che si aprono più facilmente del frigo di casa mia, fai dire a Enigm che lui da solo non ce la fa, prendi Archimede - magari se proprio devi Eta Beta a fare da fornitore di materiale speciale - e via andare.

              Si vede l'ossatura della storia originale, che poteva non essere mirabolante, intendiamoci - nulla più che una storia come tante sull'ennesimo sfiorato disastro del mondo Disney eroicamente sventato dai nostri prodi - ma che si sarebbe fatta leggere tranquillamente. Ma invece che una normale, dignitosa avventura come tante si è voluto ricercare L'EVENTO (tm)  neanche fosse l'ennesima Crisi in casa DC o Marvel... ma un Evento a mezzo servizio, non pianificato in sè ma fatto sorgere dal cadavere di quella storia più vari pezzi assortiti presi dalla continuity attuale come un mostro di Frankestein.

              O se preferite restare in cucina, un minestrone. O una pizza il cui impasto è stato stiracchiato all'inverosimile col solo risultato di farci i buchi.

              E magari è vero, si sta esagerando con le critiche per quella che in fondo è solo un storia. Ma 1) siamo in forum per appassionati, chiedere di non appassionarci nel bene o nel male è un controsenso. 2) E' una storia che ha tenuto banco per un pezzo, tra prequel, storie spin off e via dicendo: avere dedicato tutto sto spazio a qualcosa che a mio personale parere non valeva assolutamente la pena ha anche significato togliere spazio a qualcosa che magari poteva meritare.

              La cosa che a me secca quasi di più è l'uso improprio della continuity tanto ricercata e sbandierata.

              E avviso che a me l'idea della continuity piace, almeno quando si parla di costruire un cast stabile di personaggi.
              Diamo a Qui Quo Qua un gruppo definito di amici e colleghi GM. Ci sono magagne a Paperopoli? Fate indagare il tenente Sheriduck, anche se Paperinik non c'entra niente. Quanti miliardari ci sono in quel club "esclusivo", non possiamo averne di ricorrenti? Con tutti i cervelloni che ci sono, facciamoli pure interagire, siano essi amiconi o inconciliabili rivali.
              Anche fare riferimento a certi avvenimenti invece di farli cadere nel vuoto è cosa buona e giusta.
              Con tutti i furti che capitano a Topolinia, ricordare questo o quello stratagemma visto nella tale avventura ci sta assolutamente. La tale stilista che opera a Topolinia può fare benissimo una sfilata a Paperopoli e viceversa. La famosa scultura esposta in un museo la possiamo trovare in prestito a un altro e così via.

              Ma se l'idea di continuity è infilare personaggi a caso in storie in cui non c'era affatto bisogno di loro solo per dire di averlo fatto, anche no.

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              Bunz
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                Re:Topolino 3486
                Risposta #21: Venerdì 16 Set 2022, 16:21:52
                Beh, avete detto tutto voi praticamente, e più o meno concordo con tutti.
                OK: abbiamo stabilito che lo spunto poteva anche essere non malaccio, certe trovate buone ma la storia un po' pleonastica con intere sezioni inutili o che potevano essere risolte in un paio di vignette.
                La presenza dei villain in alcuni casi trascurabili, in altri del tutto inutili... tuttavia in questo genere di pellicole (fateci caso) c'è sempre un antagonista oltre alla catastrofe incombente. Che so, il classico generale militarizzato, il ricco che non vuole rinunciare a guadagnare o che dice "non possiamo: costa troppo", eccetera.
                Comunque concordo con voi.
                Difficile però digerire molti buchi di sceneggiatura o di credibilità scientifica. Passi il minisole, ma una volta entrato nel sistema solare il pianeta ramingo avrebbe dovuto PER FORZA avere un giorno, in quanto dotato di atmosfera... mentre invece qui ce lo ha solo in prossimità della Terra.
                La presenza dei paperi? Beh, difficile pensare che in una situazione del genere non dovessero essere coinvolti. Mi chiedo se Enigm o Archimede si conoscessero anche prima... forse sì, o almeno avessero notizia l'uno dell'altro dalle amicizie comuni.
                La prova di Casty è al di sopra di ogni critica e, anzi, non penso che nessuno sarebbe stato più adatto. La pagina doppia già citata è emblematica in questo senso.
                Per la cronaca, io ho seguito la storia proprio perché c'era Casty.

                Vedo che nessuno ha minimamente preso in considerazione le altre storie... in effetti il kolossal se le è mangiate tutte.
                Cito solo una cosa in merito a quella dei paperi che scorrazzano in bicicletta: sono arrivati a Topolinia in bici?!? ma quanto distano le due città?
                Una volta si era parlato di un centinaio di chilometri... nel qual caso ci vorrebbero circa 5 ore, anche per i più atletici. Fate un po' voi.

                Riguardo a quella di Rota mi va di citare invece la bellissima tavola di prova presentata dal giovane Rota negli anni '60 a Gentilini e da questi rifiutata... mah. E accettava il povero Gatti?
                « Ultima modifica: Venerdì 16 Set 2022, 16:49:09 da Bunz »

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                  Re:Topolino 3486
                  Risposta #22: Venerdì 16 Set 2022, 17:13:31
                  "Riguardo a quella di Rota mi va di citare invece la bellissima tavola di prova presentata dal giovane Rota negli anni '60 a Gentilini e da questi rifiutata... mah. E accettava il povero Gatti?"
                  [/quote]
                  Gentilini era fatto così. Del resto fece fuori anche il Cavazzano anni '70 (il cui stile, a mio parere, è uno dei migliori della storia del fumetto Disney), solo perché "sperimentale", ritenendo Carpi e Scarpa (immensi, per carità) gli unici meritevoli della sua considerazione.
                  Ma viva la sperimentalità!

                  -Leonardo


                   
                  ''Un cappello pensatore può aiutarmi a creare un cappello spensatore?''

                  ''Disneyamo'', il mio sito interamente dedicato al mondo Disney. News, approfondimenti e curiosità sull'universo disneyano.   

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                    Re:Topolino 3486
                    Risposta #23: Venerdì 16 Set 2022, 17:59:47
                    Gentilini era fatto così. Del resto fece fuori anche il Cavazzano anni '70 (il cui stile, a mio parere, è uno dei migliori della storia del fumetto Disney), solo perché "sperimentale", ritenendo Carpi e Scarpa (immensi, per carità) gli unici meritevoli della sua considerazione.
                    Ma viva la sperimentalità!

                    -Leonardo
                    In che senso Gentilini fece fuori il Cavazzano sperimentale degli anni '70?
                    Il tratto nervoso e "schizzato", tipico del grande autore veneziano di quel periodo lo si è visto più e più volte tanto sul Topo quanto dell'Almanacco, specie nelle storie sceneggiate da Pezzin ma anche nelle ciminiane (penso a perle grafiche come l'errore del Paperzucum, il "Casco respingente", la storia dei Ki-Kongi...)
                    Intendi dire che il direttore di allora chiese espressamente a Cavazzano di "normalizzare" lo stile di disegno, calmierandolo e rendendolo meno nervoso, straripante e (adorabilmente, aggiungo io) sperimentale?
                    Se è andata così, ammetto che non lo sapevo.

                    Parlando del numero in sé, vedo che l'attenzione è stata monopolizzata dalla mega-storia a puntate che ha tenuto banco per settimane tra le pagine del libretto.
                    Qualche commentatore volenteroso che condivide la sua opinione sulle storie restanti ce lo abbiamo?  ;D

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                      Re:Topolino 3486
                      Risposta #24: Venerdì 16 Set 2022, 18:16:25
                      Cito solo una cosa in merito a quella dei paperi che scorrazzano in bicicletta: sono arrivati a Topolinia in bici?!? ma quanto distano le due città?
                      Una volta si era parlato di un centinaio di chilometri... nel qual caso ci vorrebbero circa 5 ore, anche per i più atletici. Fate un po' voi.

                      Questa cosa ha perplesso anche me.

                      Premesso che la geografia del Calisota mi è ignota, ho sempre avuto lìimpressione che le città dei topi e dei paperi fossero belle distanti tra loro, roba da prendere l'aereo.
                      Ocopoli sì che mi sembra di ricordare sia distante da Paperopoli, ma fattibile, ho vaghi ricordi di storie in cui Paperino o chi per lui si ritrova a fare avanti indietro con mezzi vari anche più volte in breve tempo.

                      Ma sta per uscire il plastico/cartaceo Esselunga con il mischione Paperopoli/Topolinia, per cui improvvisamente le due città sono a un tiro di schioppo...

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                        Re:Topolino 3486
                        Risposta #25: Venerdì 16 Set 2022, 19:08:28
                        Quoto tutto l'intervento di Alkja, mi trova d'accordo su tutto (forse io salvo giusto la presenza di Gamba e Trudy. Sono i tipici cattivi non protagonisti che finiscono per rovinare tutto solo per salvarsi la pellaccia). I momenti degni di nota ci sono eccome, non lo nego, ma troppi buchi (alcuni neanche troppo difficilmente risolvibili) e allungamenti inutili. Però concordo anche con chi ha apprezzato i disegni di Casty, perché io davvero non vedo cosa abbiano che non va i suoi paperi (che ricordiamo essere comunque la prima volta che li disegna, schizzi a parte). Personalmente mi ricordano molto il tratto di Giuseppe Dalla Santa (che adoravo).

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                          Re:Topolino 3486
                          Risposta #26: Venerdì 16 Set 2022, 19:37:29
                          Gentilini era fatto così. Del resto fece fuori anche il Cavazzano anni '70 (il cui stile, a mio parere, è uno dei migliori della storia del fumetto Disney), solo perché "sperimentale", ritenendo Carpi e Scarpa (immensi, per carità) gli unici meritevoli della sua considerazione.
                          Ma viva la sperimentalità!

                          -Leonardo
                          In che senso Gentilini fece fuori il Cavazzano sperimentale degli anni '70?
                          Il tratto nervoso e "schizzato", tipico del grande autore veneziano di quel periodo lo si è visto più e più volte tanto sul Topo quanto dell'Almanacco, specie nelle storie sceneggiate da Pezzin ma anche nelle ciminiane (penso a perle grafiche come l'errore del Paperzucum, il "Casco respingente", la storia dei Ki-Kongi...)
                          Intendi dire che il direttore di allora chiese espressamente a Cavazzano di "normalizzare" lo stile di disegno, calmierandolo e rendendolo meno nervoso, straripante e (adorabilmente, aggiungo io) sperimentale?
                          Se è andata così, ammetto che non lo sapevo.

                          Parlando del numero in sé, vedo che l'attenzione è stata monopolizzata dalla mega-storia a puntate che ha tenuto banco per settimane tra le pagine del libretto.
                          Qualche commentatore volenteroso che condivide la sua opinione sulle storie restanti ce lo abbiamo?  ;D
                          Intendo dire proprio che Cavazzano lasciò la Disney per un periodo a causa di incomprensioni con Gentilini. Questo articolo lo testimonia: http://stampacritica.org/2019/04/21/cinecult-intervista-giorgio-cavazzano-la-vignetta-perfetta/

                          -Leonardo
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                            Re:Topolino 3486
                            Risposta #27: Venerdì 16 Set 2022, 20:16:47
                            Cito solo una cosa in merito a quella dei paperi che scorrazzano in bicicletta: sono arrivati a Topolinia in bici?!? ma quanto distano le due città? Una volta si era parlato di un centinaio di chilometri... nel qual caso ci vorrebbero circa 5 ore, anche per i più atletici. Fate un po' voi.
                            'ZP e la ricerca del tempo' è una storia collegata all'Esselunga e al suo Villaggio cartonato che vede paperi e topi abitare insieme.
                            Ha un sapore tutto suo, sia nei disegni (cover compresa) che nei colori e nel soggetto. Savini e Mazzarello non hanno potuto ricreare esattamente quel Villaggio ma 'quasi', avvicinando molto Topolinia a Paperopoli. Una storia 'particolare', quasi 'fiabesca', che non tiene conto di una geografia ormai conclamata: Paperopoli e Topolinia sono due città del Calisota, entrambe affacciate sul Pacifico ma piuttosto distanti fra loro (anche più di 100 km direi).
                            Intendo dire proprio che Cavazzano lasciò la Disney per un periodo a causa di incomprensioni con Gentilini. Questo articolo lo testimonia: http://stampacritica.org/2019/04/21/cinecult-intervista-giorgio-cavazzano-la-vignetta-perfetta/
                            Ho letto l'articolo ma Cavazzano sbaglia le date: nel 1968 (quando dice che Gentilini ricevette una lettera dalla Disney che contestava il tratto dell'autore) aveva ancora una linea molto scarpiana, un po' più 'nervosa' ma molto classica (d'altronde aveva esordito solo l'anno prima come disegnatore). Egli afferma che da quell'anno fino al 1980 (quando Gentilini lascia la direzione di Topolino, 'licenziato' secondo Cavazzano, piuttosto critico anche nei confronti di Scarpa e Gatto) sia stato allontanato dalla Mondadori, tornando solo nei primi anni '80 con il nuovo direttore Capelli. E gli anni '70 della sua fase 'tecno' con Pezzin dove li mettiamo? Oltre ai primi anni '70 ancora 'scarpiani' con le bellissime storie di Cimino? L'autore dice di essere 'emigrato' in Francia ma in quel periodo, oltre che per Mondadori, collabora in Italia anche per altre riviste. Secondo Wiki e Paperpedia le sue esperienze all'estero cominciano dal 1979/80 a seguire (proprio quando Gentilini se ne va), un decennio dopo di quello raccontato a Stampacritica.
                            « Ultima modifica: Venerdì 16 Set 2022, 20:44:37 da Cornelius Coot »

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                              Re:Topolino 3486
                              Risposta #28: Sabato 17 Set 2022, 00:04:11
                              Ahhh il pianeta Ramingo...meno male che si è conclusa, non ne potevo più, e con tanto di morale,così,giusto per sapere - Cit. "quanto tutto ciò che ci circonda sia prezioso"  :james:
                              Poi mi piacerebbe capire come i dollari di Cuordipietra, non abbiano preso fuoco,dopo l'esplosione.. massì,facciamo diventare Famedoro un poveraccio,così ci facciamo un altra storiella sopra..
                              A parer mio, dopo il successo del bianco e del nero,del meganumero di Natale, è stato richiesto di replicare..ma queste cose vanno fatte bene,vanno studiate, i collegamenti devono funzionare, non confondere, non ci possono esser così tante incongruenze..
                              Ah.. oltretutto Casty ha disegnato talmente tante tavole, non so quanto tempo gli sia rimasto per la sua di scrittura.

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                                Re:Topolino 3486
                                Risposta #29: Sabato 17 Set 2022, 00:48:05
                                'ZP e la ricerca del tempo' è una storia collegata all'Esselunga e al suo Villaggio cartonato che vede paperi e topi abitare insieme.
                                o:)
                                Esatto.
                                Del resto il codice storia, ben diverso da un normale IP-3486-#posizionamento, conferma l’origine particolare.
                                « Ultima modifica: Sabato 17 Set 2022, 09:54:50 da Il Savini »
                                Quel che bolle nel pentolone di AmarenaChicStudio è rigorosamente top secret, ma una parte della produzione già edita è in vetrina qui:
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