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Topolino 3487 - Recensione di Luigi Sammartino

Il maestro internazionale di scacchi Anatolij Karpov ha detto: «Negli scacchi c’è tutto: amore, odio, desiderio di sopraffazione, la violenza dell’intelligenza che è la più tagliente, l’annientamento dell’avversario senza proibizioni. Poterlo finire quando è già caduto, senza pietà, qualcosa di molto simile a quello che nella morale si chiama omicidio». Non sempre è facile giocare e vincere agli scacchi, e Topolino ne sa qualcosa. La frase è utile per introdurre la storia principale di questo nuovo albo, Scacco matto a Topolino (Di Gregorio/O. Panaro), primo episodio di quattro che pone il nostro protagonista, assieme a Pippo e agli altri comprimari del commissariato di Topolinia, in un thriller, o presunto tale. La minaccia di colpire Topolinia, per il rifiuto di giocare una partita a scacchi, sembra un buon presupposto per dare suspense, tensione e avere una trama che voglia impressionare. Ma evidentemente non è questo il caso. La storia, che pure sembra avere uno svolgimento abbastanza lineare, fa fatica a decollare: la tensione non è avvertibile, e anche la minaccia dello Scacchista (di cui viene rivelato il volto alla fine di questo primo episodio) è poco più di una burla. Se queste sono le premesse, altre tre puntate di questa storia rischiano di allungare un brodo già annacquato (e il pun è voluto, visto il danno provocato nella storia stessa). I disegni di Panaro a tratti sembrano richiamare uno stile ubeziano di inizio anni Novanta e, pur essendo lineari, non permettono di avvertire la tensione che la storia voleva effettivamente dare, ma anzi la addolciscono. Vignetta che forse rappresenta la chiave per capire l’intera storia Da una storia che sembra mancare il proposito, a una che non sembra avere un proposito. Road to World Cup: Una canzone per Dawson (Nucci/Intini) non fa altro che mettere al centro il solito citazionismo alla saga donrosiana, ma si ferma lì. Il filo logico della storia è appena percepibile, ma non si capisce se propenda per la vittoria della partita senza imbrogli o se voglia rievocare l’ennesimo sentimentalismo per i luoghi in cui Paperone ha vissuto le sue avventure. Al contempo, è una storia che spezza la continuity recente, dato che affianca una Nuova Dawson a quella del periodo della corsa all’oro (e che invece sembrava essere stata completamente sostituita da edifici e strutture nuove nella recente storia di Gervasio e Zanchi). I disegni di Intini sono forse l’unica nota positiva: tondeggianti e ironici al punto giusto, intrattengono comunque rispetto ai testi. A seguire (dopo un breve editoriale sul gioco degli scacchi), la coppia Nucci/Intini ci offre anche quattro tavole autoconclusive su Eta Beta, in accompagnamento dell’editoriale di Barbara Garufi per celebrare il 75° anniversario dalla prima apparizione in Topolino e l’uomo del 2000. Una serie di brevi, appunto, che comunque cerca di strappare un sorriso, e in alcuni casi ci riesce. Stona un poco vedere un Eta Beta inforcare gli occhiali da lettura, ma forse è parte del mood ironico in cui viene calato. I misteri di Paperopoli: Paperino e il Museo Ducktrip (Sarda/Fecchi) è invece di ben altro tenore rispetto alle precedenti. Una storia che, come le altre della serie, cerca di mettere al centro un “protagonista silenzioso” del panorama paperopolese, ovvero un luogo o un monumento che sia stato testimone di storie da raccontare. Ma è anche una vicenda che rievoca uno stile datato, e forse per questo apprezzabile. Sarda confeziona una trama semplice, ma efficace, e il colpo di scena dell’erede avido di Ducktrip dà proprio la sensazione di essere tornati indietro di trent’anni e di leggere quelle storie che riuscivano a coinvolgere. Una notte al Museo Ducktrip Coinvolgere, sì, ma il protagonista di questa avventura (il museo, appunto) pare comunque messo sullo sfondo e solo per alcune vignette è possibile conoscere quale sia davvero il mistero che custodisce. Un segreto che, pare, sia la chiave per capire “l’armonia e la concordia” che regna a Paperopoli (ci crediamo?). Interessante anche il fatto di ritrovare Paperino come custode museale, che rimanda a Paperino e il cimiero vichingo di Barks. I disegni di Fecchi presentano un tratto molto pulito, benché il dinamismo sia proprio quello delle storie classiche e quindi risulti essere molto macchinoso e bloccato. Tutto sommato, è un buon “tuffo nel passato”. Da una salita, a una discesa. PippoSpot: Il testimonial (Gagnor/Cabella) non dà alcuna sensazione, se non mettere al centro l’ennesima propensione di Pietro Gambadilegno alla menzogna e alla ruberia, benché star degli spot e quindi con tutti i riflettori puntati addosso. I disegni di Cabella, invece, mostrano una certa eleganza nel presentare sia Pippo che Gambadilegno. E di nuovo si risale con Time Machine (Mis)adventures: Il tesoro di Capitan Tiburon (Artibani/D’Ippolito). Storia che apre una nuova serie di autoconclusive legate da una trama orizzontale che si preannuncia interessante. Benché il topos della macchina del tempo sia ormai scontato nel mondo Disney (e non solo per il mondo dei Topi, come ha tenuto a precisare lo stesso Artibani sui social, che ha omaggiato quella sferica della serie danese Time Machine, riproposta recentemente su Paperfantasy), la storia scorre agilmente, ponendo basi molto semplici e curiose. L’accuratezza storica che viene qui proposta è anche utile per usare i paradossi temporali, che dai tempi del romanzo di Wells (o da Ritorno al futuro, per usare un esempio cinematografico) sono al centro di ogni storia di questo tipo. Divertente, interessante soprattutto perché gli stessi paradossi temporali non risultano essere pasticciati; vi è anche un concetto di worldbuilding iniziale che sarebbe interessante fosse spiegato nelle successive storie, ovvero come si è arrivati ad avere città orbitanti e una simile Terra. I disegni di D’Ippolito, inoltre, conferiscono alla storia una grafica di tutto rispetto; anche il reimpiego di un personaggio “one shot” come Jay-J dall’universo di Doubleduck conferisce ulteriore preziosità. Ecco la macchina del tempo delle storie dei Paperi. Chissà dove ci porterà… L’albo sembra palesare l’ennesima tendenza ondivaga degli ultimi periodi. Benché vi siano storie e editoriali che riescano anche a colmare lacune notevoli di interesse, nel complesso sembra di assistere ad una nuova caduta, forse dettata anche dagli sforzi fatti in precedenza. La storia principale muove passi molto goffi, mentre soltanto il tocco di autori “classici” riesce a migliorare una situazione altrimenti non sufficiente. Va comunque dato merito anche alla redazione di aver rinnovato il comparto grafico dell’indice e del next a fine albo, riportando un certo ordine che sembrava essere stato accantonato da almeno venticinque anni a questa parte. Sono stati confermati anche i numeri di puntate in cui verranno sviluppate alcune delle storie a puntate degli albi, permettendo così al lettore di potersi orientare. In definitiva, la nuova veste grafica presenta uno stile rinnovato e ordinato. L’albo in sé, come proposta di storie, meno.

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Topolino 3487

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SalvoPikappa
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PolliceSu   (1)

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    Topolino 3487
    Mercoledì 21 Set 2022, 09:28:29
    STORIE
    - Scacco matto a Topolino (Episodio 1 di 4)
    Storia di Giovanni Di Gregorio
    Disegni e chine di Ottavio Panaro
    Colore di Monica Rossi
    20 tavole

    - Road to World Cup - Una canzone per Dawson
    Storia di Marco Nucci
    Disegni di Stefano Intini
    Chine di Stefano Intini e Roberta Zanotta
    Colore di Manuel Giarolli
    32 tavole

    - I misteri di Paperopoli - Paperino e il museo Ducktrip
    Storia di Bruno Sarda
    Disegni e chine di Massimo Fecchi
    Colore di Chiara Bonacini
    27 tavole

    - Pippospot - Il testimonial
    Storia di Roberto Gagnor
    Disegni e chine di Sergio Cabella
    Colore di Nicole Serra
    10 tavole

    - Time machine (mis)adventures - Il tesoro di Capitan Tiburon
    Storia di Francesco Artibani
    Disegni e chine di Francesco D'Ippolito
    Colore di Edizioni BD
    10 tavole

    - Paperi siderali - Emergenze
    Storia di Roberto Gagnor
    Disegni e chine di Federico Franzò
    Colore di Valentina Mauri
    1 tavola

    COPERTINA
    Questo numero è abbinabile ai pedoni bianchi degli scacchi, al prezzo di 6,90 euro

    Disegni di Andrea Freccero - Colori di Andrea Cagol

    SERVIZI e RUBRICHE
    - Bianchi o... neri? - Che cosa state per leggere (Barbara Garufi)
    - Direzione Canada! - Ricapitolando... (Barbara Garufi)
    - P... come Eta Beta! - Anniversari (Barbara Garufi)
    - Ritorno... al passato! - Che cosa state per leggere (Barbara Garufi)
    - Tutti sulla luna! - Anteprima fumetto (Barbara Garufi)
    - Scacchi, atto secondo! - Il gadget da non perdere!

    Nessuno è povero, quando può fare ciò che gli piace quando gli piace!... A me piace tuffarmi nel denaro, come un pesce baleno, e scavarci gallerie, come una talpa, e gettarlo in aria e farmelo ricadere sulla testa!

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    Photomas2
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      Re:Topolino 3487
      Risposta #1: Mercoledì 21 Set 2022, 15:05:28
      Numero che mi ha lasciato abbastanza deluso.

      Spero che la prima storia, per ora ingiudicabile, si traduca in un vero bel giallo costruito bene indizio dopo indizio, con spiegazioni logiche e funzionali a tutto quel che accade (come fa il colpevole a fare esplodere un pezzo di Topolinia? Come si è preparato il tutto se era in carcere? Spiegazioni a manetta, grazie...), altrimenti temo una storielluccia senza sugo né senso tipo Vertigo.

      Giusto carina la nucciana sul calcio, anche se vorrei capire da quando Pennino da del voi a Paperone che, in un modo o nell'altro, è pur sempre zione anche suo (Juan Brozzi e Byron Moreno non si redimettero così facilmente, però)...

      Quella del museo non mi ha detto nulla, mentre PippoSpot in fondo mi ha strappato un sorriso come suo dovere.

      Infine, Artibani crea un filone di macchina del tempo anche per i paperi. Per quanto la storia, DPW e non IP, quindi con uno standard qualitativo e di target diverso dal consueto, scorra ed abbia un suo perché (si è letto ben di peggio in giro, sia chiaro, e di Artibani ricordo in trent'anni di carriera giusto un paio di storie brutte, quindi una garanzia assoluta), la sensazione che apra un ciclo inutile da affiancare a quello di Marlin e Zapotec ci sta tutta.

      Insomma, abbiamo avuto ben di meglio, caro Bertani. Molto bello il restyling, però: questo è assolutamente approvato, perché più lineare, pulito e leggibile.
      « Ultima modifica: Mercoledì 21 Set 2022, 16:41:32 da Photomas2 »

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      Cornelius Coot
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        Re:Topolino 3487
        Risposta #2: Mercoledì 21 Set 2022, 17:54:32
        Scacco Matto a Topolino   (prima puntata)
        Storia collegata al gadget allegato in 4 parti (e 4 puntate) che vede un nuovo nemico per Topolino, Lahman lo scacchista, chissà se one shot o all'esordio di un ciclo. Di Gregorio utilizza bene Pippo rendendolo protagonista di un mondo, quello degli scacchi, che ha avuto in un suo bis-bis un maestro. E il pronipote non sembra da meno. Il Commissario Basettoni mi pare abbia più spazio del solito (caratterizzato anche lui da quegli sguardi 'altezzosi' tipici di Ottavio Panaro) e poi c'è questo nuovo character che vedremo se saprà conquistarsi una sua 'continuity' fra i nemici 'storici' del topo.
        Una canzone per Dawson
        Secondo episodio di una storia cominciata un po' di tempo fa (Road to World Cup) la cui frammentarietà rende difficile il collegamento, nonostante il riassunto della Garufi. Si continuerà con questi balzi? A che pro? Interessante il coinvolgimento di Soapy Slick (apparentemente meno invecchiato di Paperone) con tanto di familiari al seguito anche se l'attuale Dawson non corrisponde a quella vista due mesi fa in 'ZP re del Klondike' dove la Bolla d'Oro era diventata un albergo sempre gestito da Doretta Doremì. In questa storia, invece, la parte vecchia della città è staccata dalla nuova ed è decrepita tipo le 'ghost town' del West. Il famoso locale è anch'esso abbandonato (altro che albergo con il quadro della Bella Addormetata ben in vista all'ingresso) e di Doretta non vi è traccia (se non musicale e quasi onirica). In un periodo di precisa continuity (anche e soprattutto orizzontale) questo 'dislivello' appare incomprensibile.
        Paperino e il Museo Ducktrip
        Location 'familiare' per Paperino e ispiratrice di storie sempre interessanti come quest'ultima di Bruno Sarda. Conosciamo un grande mecenate e viaggiatore della Paperopoli del passato (tale Ron Ducktrip) e un suo pronipote di nome Nat, fisicamente ben delineati dall'ottimo Massimo Fecchi. Quest'ultimo 'Mistero' meriterebbe di essere pubblicamente svelato e l'oggetto in questione potrebbe fare bella mostra di se all'interno del museo ma temo che non sarà così. Paperino sembra tenerci molto ad avere un Mistero 'tutto suo', sempre che al pronipote non torni la memoria.
        PippoSpot - Il testimonial
        Breve in cui Cabella disegna un 'Gancetto' più simile a Gancio che a Bruto. Tra i look da rivedere hanno una certa urgenza quelli dei due corvi, diventati troppo simili: Gancio ha perso il suo caratteraccio e le sue provocazioni 'adulte' (anche nell'aspetto, più bonario) avvicinandosi 'pericolosamente' al suo figlioccio, in quest'ultimo caso più grande del solito.
        Time Machine (mis)Adventures - Il Tesoro di Capitan Tiburon
        Storia 'americana' per Artibani ma non per questo meno attraente: l'autore romano sembra giocare con le 'scatole cinesi' del Tempo, collegando passato, presente e futuro con Paperino, Zio Paperone e Archimede. Non so se che questa storia potrebbe aprire un ciclo tipo quello della Macchina del Tempo con Zapotec e Marlin, come teme l'Avvocato: è anche vero che l'editore è diverso e dall'impostazione del titolo la cosa potrebbe anche starci.
        Eta Beta, l'uomo del 2022
        Segnalo le quattro One Page scritte da Marco Nucci e disegnate da Stefano Intini per il 75° di Eta Beta: davvero simpatiche e ironiche, all'interno di un bel redazionale di Barbara Garufi.
        « Ultima modifica: Lunedì 26 Set 2022, 10:37:28 da Cornelius Coot »

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        Luca255
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          Re:Topolino 3487
          Risposta #3: Mercoledì 21 Set 2022, 18:44:23
          Io invece al contrario ho apprezzato particolarmente l'albo.

          Per ora non posso dare un'opinione sull'intera "Scacco matto a Topolino", ma questo primo episodio mi è piaciuto molto. In sole 20 pagine viene esposta la situazione iniziale con l'evasione di questo "Scacchista" che sfida Topolinia a una partita a scacchi... ora, non sono di certo esperto di scacchi e metà delle espressioni scacchistiche non le avevo mai sentite, ma almeno dal punto di vista dei pezzi e delle mosse la partita è per ora realistica. Spero veramente che con il progredire della storia la partita a scacchi si possa sviluppare in modo realistico (quindi senza trovare da una tavola all'altra situazioni a livello di scacchiera incompatibili l'una con l'altra); riconosco che sia difficile che abbiano pensato a una vera partita, ma se così fosse la storia ne gioverebbe moltissimo.
          Tra l'altro, Giovanni di Gregorio è quasi al suo esordio tra le pagine del topo: 5 sue storie pubblicate contando anche quest'ultima che è la seconda pubblicata in tempi recenti, dopo Pa-Pering e la pergamena di giada.

          Non sono per nulla appassionato di calcio, ma questo ciclo della "Road to world cup" di Marco Nucci mi sta piacendo molto. Avevo già espresso i miei apprezzamenti per la precedente storia con la partita contro la squadra del Salsedonia, e allo stesso modo sono soddisfatto di questo nuovo episodio. Pazzesco che da una storia dedicata al calcio possa uscire uno scontro tra Paperone e Soapy Slick, con tanto di ricordi della corsa all'oro (vedi La Bolla d'Oro o il Fosso dell'agonia bianca) e un'apparizione di Doretta Doremì, nei ricordi di Paperone e forse non solo, dato che il finale lascia a più di un'interpretazione. Ha però ragione Cornelius sul mancato rispetto della continuity, evidentemente gli sceneggiatori non hanno avuto modo di confrontarsi.

          Mi esprimo anche sul redazionale dedicato all'anniversario di Eta Beta, dato che ho apprezzato l'alternanza di pagine dense di informazioni con brevi storie da una pagina molto carine. Piuttosto originale come impostazione per un redazionale!

          E sono soddisfatto anche del nuovo episodio del ciclo de "I musei di Paperopoli", in particolare mi piace molto che la vicenda si svolga totalmente all'interno del museo di Paperopoli, raccontando di una nuova caccia al tesoro in un luogo visitato quotidianamente da numerose persone. In generale comunque la storia è molto scorrevole e piacevole da leggere.

          Carina anche la nuova di "Pippospot" con Gambadilegno, forse un po' scontata ma per essere di sole 10 tavole più che promossa.

          "Il tesoro di Capitan Tiburon" è stata l'unica storia del numero che non mi ha fatto impazzire. Le premesse del ciclo sono anche interessanti: in sostanza, un lontano nipote di Archimede torna nello studio di quest'ultimo (ancora in piedi dopo un millennio?) e trova vecchie vicende "in tubetto" legate a una macchina del tempo inventata da Archimede. Però francamente: 1) come si può pensare che la perdita del carico di una singola nave spagnola possa aver bloccato l'arrivo del pomodoro in... Europa? 2) Ma nemmeno il commerciante del Calisota, in America, ne ha mai sentito parlare... possibile?
          Va bene che la storia è stata pensata per il mercato estero, ma la vicenda è fin troppo poco realistica per i miei gusti.

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          Cornelius Coot
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            Re:Topolino 3487
            Risposta #4: Mercoledì 21 Set 2022, 19:43:14
            1) come si può pensare che la perdita del carico di una singola nave spagnola possa aver bloccato l'arrivo del pomodoro in... Europa?
            2) Ma nemmeno il commerciante del Calisota, in America, ne ha mai sentito parlare... possibile?
            Avevo pensato anch'io che quella della storia non sarebbe stata certo l'unica nave spagnola tra le centinaia che all'epoca solcavano l'Atlantico. Invece non avevo pensato al fatto che in Calisota i pomodori sarebbero comunque arrivati (se non erano già coltivati dai nativi del posto), visto che si trova in Nord America ed è stato comunque inglobato nell'impero spagnolo dell'epoca e successivo (il Vicereame della Nuova Spagna che nel suo estremo nord-ovest terminava proprio con lo stato di paperi e topi). Considerando che la storia targata DPW avrà (o ha già avuto) un suo mercato americano , l'errore sembrerebbe ancor più grave.

            « Ultima modifica: Mercoledì 21 Set 2022, 19:55:28 da Cornelius Coot »

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            Anapisa
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              Re:Topolino 3487
              Risposta #5: Giovedì 22 Set 2022, 22:42:55
              Dopo un bel po' di numeri che non mi hanno soddisfatta molto, trovo piuttosto gradevole il Topolino di questa settimana.
              A me son piaciute tutte le storie, l'unico appunto che mi sento di fare è nella Scacco matto a Topolino, perché non si capisce come sia possibile che un evaso possa, in un lasso di tempo che a me è sembrato brevissimo,mettere in atto un piano con tanto di esplosioni e apparecchi elettronici.Forse verrà spiegato più avanti?Forse non ho ben compreso dei passaggi io? Comunque,a parte questo appunto, questo primo episodio funziona bene, sono arrivata a fine lettura con la curiosità di sapere cosa verrà dopo,i personaggi (Pippo in primis) sono ben caratterizzati e permane per tutto l'episodio la sensazione di suspence..
              Road to World Cup - Una canzone per Dawson - lo ho già detto, non mi piacciono le storie di calcio,ma queste,Si!!! Nonostante la partita sia il fulcro della storia, la vicenda che si crea intorno ci fa viaggiare indietro nel tempo,ci fa incontrare vecchi nemici e rivivere delle magiche sensazioni nei ricordi di Paperone.Soapy Slik era un buon antagonista e continua egregiamente ad esserlo.
              I misteri di Paperopoli - Paperino e il museo Ducktrip sperando che a qualcuno non torni più la memoria  ;:) una buona vicenda, con un Paperino che torna fare il custode notturno, motivato dalla facilità del lavoro (apparentemente) di tutto riposo.
              Simpatica la
              PippoSpot - Il testimonial , con appunto un testimonial d'eccezione, che cerca di unire l'utile (il nuovo lavoro) al dilettevole (il vero scopo di quel lavoro).
              Time Machine (mis)Adventures - Il Tesoro di Capitan Tiburon , anche questa nuova serie mi ha intrigata parecchio, una bella storia del futuro che parte per andare nel passato,passando a fare visita a dei pirati.Ha anche una colorazione particolare che richiama la novità,spero di veder pubblicate tutte le storie della serie.
              Piccolo apprezzamento anche per il redazionale riguardante il compleanno di Eta Beta,con una impostazione differente a quello a cui siamo abituati di solito,in quanto è intervallato a delle tavole quasi autoconclusive, che mi hanno fatto sorridere ad ogni pagina letta  ;D

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              GiBy_
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                Re:Topolino 3487
                Risposta #6: Sabato 24 Set 2022, 10:47:04
                Speravo da tempo un restyling grafico del Topolino. Finalmente un nuovo Sommario. Mi piace molto.
                In più sono cambiati i nomi di alcune rubriche storiche. La posta dei lettori di Topolino ora si chiama "L'angolo dei lettori".
                Carina l'idea della nuova rubrica "Prima della Copertina"

                Scusate cosa vuoldire DPW? Questa nuova saga Time Machine è il continuo della storia di Paperino, Qui, Quo e Qua presente su Paper Fantasy (tra cui il 9 ottobre 2022 dovrebbe essere l'ultimo numero)?
                « Ultima modifica: Sabato 24 Set 2022, 10:50:29 da GiBy_ »

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                Luca255
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                  Re:Topolino 3487
                  Risposta #7: Sabato 24 Set 2022, 11:31:49
                  DPW sta per Disney Publishing Worldwide, a indicare che è destinata a un mercato estero. La trovi qua https://inducks.org/story.php?c=XPW+TMA+1

                  Che sia il continuo della storia che dici tu non lo so con certezza perché non la conosco, ma su INDUCKS questa è indicata come prima storia del ciclo quindi non penso.

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                    Re:Topolino 3487
                    Risposta #8: Sabato 24 Set 2022, 14:32:52
                    Riguardo a "Una canzone per Dawson, anch'io" sono molto delusa. Dopo aver letto l' ultima storia del ciclo, eccitata per l'ultima tavola che preannunciava il ritorno di Slick, non vedevo l'ora di leggere la storia successiva. Solo dopo averla riguardata, però, mi accorsi che Dawson era raffigurata come vecchia e decrepita,  mentre è in realtà una cittadina rinnovata e abbastanza "moderna" anche nella realtà. Inoltre, la Bolla d'oro non era diventata un albergo, come descritto nella versione di Don R. Decisi di lasciare perdere questo dettaglio, apprezzando molto l'autore Marco Nucci, di cui mi aveva stupito la stupefacente "Sipario" in attesa di una nuova storia. Poi è arrivata "Zio Paperone Re del Klondike" e i miei dubbi si sono intensificati. Arriva poi, qualche giorno fa, il nuovo topolino, leggo la storia e... accidenti, io speravo fosse solo un errore.  Senza contare che non amo particolarmente il disegnatore Stefano Intini. Il continuity è spezzato e le scene di calcio, in genere molto più appassionanti,  sono state ridotte e accorciate. Può darsi però che Nucci avesse in mente il continuo della storia già prima che Gervasio scrivesse " Re del Klondike". Essendo un ciclo, appunto, potrebbe avere scritto il soggetto di queste storie tutti insieme, o almeno alcune, trasformandoli solo successivamente in sceneggiature. Trovo che sia una delle spiegazioni più plausibili e tutto questo avrebbe impedito agli autori di mettersi d'accordo. Riguardo a Pennino che dà del lei a zio Paperone, credo che sia sensato, perchè il ragazzino potrebbe essere figlio di Abner "Chiarafonte" Duck, adottato poi dallo zio, Paperoga, che lo ha messo sulla sua strada, ovvero quella del caos. Non sono quindi parenti stretti, se immaginiamo che lo zione non abbia mai incontrato Abner. Le altre storie, non posso ancora commentarle, in quanto, tra scuola iniziata e tutto, non le ho ancora lette. Vi farò sapere.
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                      Re:Topolino 3487
                      Risposta #9: Lunedì 26 Set 2022, 09:58:25
                      "Scacco matto a Topolino" mi ha preso. Mi ricorda quelle storie giallo di qualche anno fa e anche i disegni di Ottavio Panaro si rifanno a quell'atmosfera. Vediamo come andrà a finire, ma per ora posso dire che ha la mia attenzione.

                      Ho sempre odiato le storie sul calcio ma devo dire che Nucci in questi anni è riuscito a farmele apprezzare. Credo però di essere arrivato di nuovo al limite di gradimento con "Una canzone per Dawson". L'ho trovata un po' "fuori luogo", nel senso che usare l'ambientazione di Dawson con tutti i personaggi "pesanti" che si porta dietro per una storia calcistica sia quasi un sacrilegio. Sicuramente è un mio limite mentale... La storia in sè non è male anche se avrei fatto scelte diverse.
                      Come altri anch'io non ho potuto fare a meno di notare un certo stridere con la continuity. Capisco sia molto difficile gestirla in ambito fumetto Disney ma una volta che la si butta sul tavolo non la si può più riprendere in mano e ora ci si aspetta che le storie la rispettino o quanto meno non la contraddicano.

                      "Pippospot - Il testimonial" carina e simpatica. Non sono un grande fan di questa serie ma come storia a metà dell'albo ci sta.

                      Arrivando infine a "Time machine (mis)adventures" devo dire che non è malaccio ma è una serie che non capisco. Cioè: non capisco come lettore, ma so che è stata fatta per essere venduta su un mercato mondiale. Insomma, non bastano e avanzano le storie della Macchina del Tempo? Le storie per il mercato estero sono di solito di qualità più bassa e spesso molto infantili, Artibani e Ippolito fanno comunque un lavoro ben al di sopra della media ma è una serie di cui onestamente avrei fatto a meno.

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                        Re:Topolino 3487
                        Risposta #10: Martedì 27 Set 2022, 10:49:51
                        Salve a tutti,

                        scacco matto riscuote il mio interesse, l inizio mi è piaciuto (avevo anche una passione per gli scacchi ..mai 'concretizzata' veramente), speriamo in una buona evoluzione. quattro episodi mi son sembrati troppi a prescindere ma ovviamente il gadget 'tira'.

                        Molto carina la calcistica

                        Pippospot la metto insieme alle altre pippospot cioè "nulla da fare non riesce a piacermi"

                        La time machine replico quello scritto da tenebroga nel non capirne lo scopo. Mi pare si fosse già detto molto con quelle di topolino e pippo per quanto lo scopo dei viaggi fosse ben diverso.
                        Grazie Babbo anche per quella volta nel 1980 in cui sei tornato a casa con un Topolino in mano chiedendomi se mi andava di leggerlo...non ho più smesso.

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                          Topolino 3487
                          Risposta #11: Martedì 27 Set 2022, 17:26:57
                          Recensione Topolino 3487


                           Il maestro internazionale di scacchi Anatolij Karpov ha detto: «Negli scacchi c’è tutto: amore, odio, desiderio di sopraffazione, la violenza dell’intelligenza che è la più tagliente, l’annientamento dell’avversario senza proibizioni. Poterlo finire quando è già caduto, senza pietà, qualcosa di molto simile a quello che nella morale si chiama omicidio». Non sempre è facile giocare e vincere agli scacchi, e Topolino ne sa qualcosa.

                           La frase è utile per introdurre la storia principale di questo nuovo albo, Scacco matto a Topolino (Di Gregorio/O. Panaro), primo episodio di quattro che pone il nostro protagonista, assieme a Pippo e agli altri comprimari del commissariato di Topolinia, in un thriller, o presunto tale. La minaccia di colpire Topolinia, per il rifiuto di giocare una partita a scacchi, sembra un buon presupposto per dare suspense, tensione e avere una trama che voglia impressionare. Ma evidentemente non è questo il caso.

                           La storia, che pure sembra avere uno svolgimento abbastanza lineare, fa fatica a decollare: la tensione non è avvertibile, e anche la minaccia dello Scacchista (di cui viene rivelato il volto alla fine di questo primo episodio) è poco più di una burla. Se queste sono le premesse, altre tre puntate di questa storia rischiano di allungare un brodo già annacquato (e il pun è voluto, visto il danno provocato nella storia stessa).

                           I disegni di Panaro a tratti sembrano richiamare uno stile ubeziano di inizio anni Novanta e, pur essendo lineari, non permettono di avvertire la tensione che la storia voleva effettivamente dare, ma anzi la addolciscono.

                           
                          Vignetta che forse rappresenta la chiave per capire l’intera storia

                           Da una storia che sembra mancare il proposito, a una che non sembra avere un proposito. Road to World Cup: Una canzone per Dawson (Nucci/Intini) non fa altro che mettere al centro il solito citazionismo alla saga donrosiana, ma si ferma lì. Il filo logico della storia è appena percepibile, ma non si capisce se propenda per la vittoria della partita senza imbrogli o se voglia rievocare l’ennesimo sentimentalismo per i luoghi in cui Paperone ha vissuto le sue avventure.

                           Al contempo, è una storia che spezza la continuity recente, dato che affianca una Nuova Dawson a quella del periodo della corsa all’oro (e che invece sembrava essere stata completamente sostituita da edifici e strutture nuove nella recente storia di Gervasio e Zanchi). I disegni di Intini sono forse l’unica nota positiva: tondeggianti e ironici al punto giusto, intrattengono comunque rispetto ai testi.

                           A seguire (dopo un breve editoriale sul gioco degli scacchi), la coppia Nucci/Intini ci offre anche quattro tavole autoconclusive su Eta Beta, in accompagnamento dell’editoriale di Barbara Garufi per celebrare il 75° anniversario dalla prima apparizione in Topolino e l’uomo del 2000. Una serie di brevi, appunto, che comunque cerca di strappare un sorriso, e in alcuni casi ci riesce. Stona un poco vedere un Eta Beta inforcare gli occhiali da lettura, ma forse è parte del mood ironico in cui viene calato.

                           I misteri di Paperopoli: Paperino e il Museo Ducktrip (Sarda/Fecchi) è invece di ben altro tenore rispetto alle precedenti. Una storia che, come le altre della serie, cerca di mettere al centro un “protagonista silenzioso” del panorama paperopolese, ovvero un luogo o un monumento che sia stato testimone di storie da raccontare. Ma è anche una vicenda che rievoca uno stile datato, e forse per questo apprezzabile. Sarda confeziona una trama semplice, ma efficace, e il colpo di scena dell’erede avido di Ducktrip dà proprio la sensazione di essere tornati indietro di trent’anni e di leggere quelle storie che riuscivano a coinvolgere.

                           
                          Una notte al Museo Ducktrip

                          Coinvolgere, sì, ma il protagonista di questa avventura (il museo, appunto) pare comunque messo sullo sfondo e solo per alcune vignette è possibile conoscere quale sia davvero il mistero che custodisce. Un segreto che, pare, sia la chiave per capire “l’armonia e la concordia” che regna a Paperopoli (ci crediamo?). Interessante anche il fatto di ritrovare Paperino come custode museale, che rimanda a Paperino e il cimiero vichingo di Barks. I disegni di Fecchi presentano un tratto molto pulito, benché il dinamismo sia proprio quello delle storie classiche e quindi risulti essere molto macchinoso e bloccato. Tutto sommato, è un buon “tuffo nel passato”.

                           Da una salita, a una discesa. PippoSpot: Il testimonial (Gagnor/Cabella) non dà alcuna sensazione, se non mettere al centro l’ennesima propensione di Pietro Gambadilegno alla menzogna e alla ruberia, benché star degli spot e quindi con tutti i riflettori puntati addosso. I disegni di Cabella, invece, mostrano una certa eleganza nel presentare sia Pippo che Gambadilegno.

                           E di nuovo si risale con Time Machine (Mis)adventures: Il tesoro di Capitan Tiburon (Artibani/D’Ippolito). Storia che apre una nuova serie di autoconclusive legate da una trama orizzontale che si preannuncia interessante. Benché il topos della macchina del tempo sia ormai scontato nel mondo Disney (e non solo per il mondo dei Topi, come ha tenuto a precisare lo stesso Artibani sui social, che ha omaggiato quella sferica della serie danese Time Machine, riproposta recentemente su Paperfantasy), la storia scorre agilmente, ponendo basi molto semplici e curiose.

                           L’accuratezza storica che viene qui proposta è anche utile per usare i paradossi temporali, che dai tempi del romanzo di Wells (o da Ritorno al futuro, per usare un esempio cinematografico) sono al centro di ogni storia di questo tipo. Divertente, interessante soprattutto perché gli stessi paradossi temporali non risultano essere pasticciati; vi è anche un concetto di worldbuilding iniziale che sarebbe interessante fosse spiegato nelle successive storie, ovvero come si è arrivati ad avere città orbitanti e una simile Terra. I disegni di D’Ippolito, inoltre, conferiscono alla storia una grafica di tutto rispetto; anche il reimpiego di un personaggio “one shot” come Jay-J dall’universo di Doubleduck conferisce ulteriore preziosità.

                           
                          Ecco la macchina del tempo delle storie dei Paperi. Chissà dove ci porterà…

                           L’albo sembra palesare l’ennesima tendenza ondivaga degli ultimi periodi. Benché vi siano storie e editoriali che riescano anche a colmare lacune notevoli di interesse, nel complesso sembra di assistere ad una nuova caduta, forse dettata anche dagli sforzi fatti in precedenza. La storia principale muove passi molto goffi, mentre soltanto il tocco di autori “classici” riesce a migliorare una situazione altrimenti non sufficiente.

                           Va comunque dato merito anche alla redazione di aver rinnovato il comparto grafico dell’indice e del next a fine albo, riportando un certo ordine che sembrava essere stato accantonato da almeno venticinque anni a questa parte. Sono stati confermati anche i numeri di puntate in cui verranno sviluppate alcune delle storie a puntate degli albi, permettendo così al lettore di potersi orientare. In definitiva, la nuova veste grafica presenta uno stile rinnovato e ordinato. L’albo in sé, come proposta di storie, meno.



                          Voto del recensore: 3/5
                          Per accedere alla pagina originale della recensione e mettere il tuo voto:
                          https://www.papersera.net/wp/2022/09/27/topolino-3487/


                          Ora è possibile votare anche le singole storie del fascicolo, non fate mancare il vostro contributo!

                          Archiatra giuridico dell'Ufficio Sinistri.

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                            Re:Topolino 3487
                            Risposta #12: Lunedì 7 Nov 2022, 21:23:38
                            Due cose rapide su questo numero:

                            1) Sulla macchina del tempo: credo sinceramente che la direzione Bertani sia più a suo agio con i paperi che con i topi. In questo caso l'intenzione credo sia adattare ai paperi un format (quello dei viaggi del tempo) che è tipico dei topi (i paperi si muovono molto più nello spazio). La prima puntata è divertente ma lo spunto, come già sottolineato, presenta diversi buchi

                            2) Su Road to world cup: ma che senso ha mettere le puntate una a venti numeri di distanza dall'altra? Cioè, come se uno andasse a ricordarle e non dovesse riprenderle di volta in volta; è una scelta che mi lascia perplesso.
                            Inutile litigare, siamo tutti fessi uguali

                             

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