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Topolino 3494 - Recensione di Luigi Sammartino

Il rapporto tra il genere umano e la tecnologia è sempre stato molto intricato, fatto di fiducia imperitura e di ripensamenti paranoici. Se è vero che la tecnologia deve aiutare l’esistenza di ognuno e migliorala, è pur vero che il pensiero che la tecnologia “invada” le nostre vite e ad esse si sostituisca è il leit motiv del XXI secolo, soprattutto dopo l’avvio della Rivoluzione Industriale 4.0. La storia Zio Paperone e la P.A.I. Paper Artificial Intelligence (Pezzin/Perina) muove da questi presupposti, ma sembra porsi da un lato con sufficienza e dall’altro con un’esagerazione assurda tipica delle storie umoristiche. La sufficienza dell’approccio alla trama è data soprattutto dalla conoscenza dell’intelligenza artificiale e del suo funzionamento: è pur vero che l’IA apprende continuamente e si adatta, ma anche vero che la configurazione di limiti (l’autorità che deve seguire, e che viene introdotta per limitarla solo nella terza parte della storia) è la premessa originaria con cui si avvia l’intelligenza stessa, che si muoverà secondo schemi e algoritmi precisi; difatti il primo problema è proprio quello di non aver impostato limiti all’algoritmo della P.A.I. L’assurdità deriva, invece, dall’esagerazione che la storia pone in primo piano relativamente al comportamento umano (pardon, papero) di seguire istintivamente tutti i consigli dell’IA, quasi in un crescendo spasmodico di annullamento della propria intelligenza e sottomissione. Difatti, è questo l’elemento che regge la storia in sé: un elemento sci-fi che sembra derivato nemmeno dalla classica letteratura fantascientifica, ma arriva da più vicino, parendo quasi una parodia di un episodio di Black Mirror. Tuttavia, nemmeno questa reference riesce a togliere l’innocenza di questa storia e la rende anche superabile dopo la lettura. Una lettura da classico Topolino. Un nome che non scorderemo facilmente Di sapore classico anche la storia promozionale legata alla città di Matera, capace di far letteralmente esaurire le copie di questo albo in Basilicata, anticipata dalla bella copertina “prospettica” di Stefano Zanchi con i colori di Andrea Cagol. Topolino e il segreto dei Sassi (Artibani/Soldati) gioca molto sulla bivalenza dei nomi, ed in particolare sul nome del co-protagonista (Rock Sassi) e dei quartieri storici della città lucana (i Sassi, appunto), ma che trae la sua origine dalla precedente Topolino, Rock Sassi e Manetta in: Una maglia rosa in giallo e ne conserva la continuity. Storia che parte in medias res, con Topolino e Rock che entrano furtivamente nella casa di famiglia di quest’ultimo, per essere scoperti dai suoi inquilini e rivelare la terribile notizia. Un giallo molto topolinesco, che però presenta molte sfumature sentimentali (soprattutto nel motivo della sparizione del bisnonno di Rock, Pietro) e dinamiche molto energiche tra i contrapposti personaggi. Il finale interviene bruscamente e lascia aperto ad un seguito che potrebbe esplicarsi nelle prossime storie sul punto (come annunciato anche dall’autore stesso). I disegni di Soldati paiono molto freschi e proporzionati, ma si apprezza soprattutto la bella visuale di Matera nella sesta tavola. Miao cronache feline: La cosa più importante (Faccini) gioca ancora una volta sulla parodia (o sull’esplicazione umoristica) del comportamento dei gatti. E lo fa mettendo in scena una simpatica bagarre tra Malachia e un topo teppistello che ha deciso di rubargli tutto quello che possedesse. Tutto ciò che di materiale ci fosse, certo, ma non “la cosa più importante” che lega il gatto al suo padrone. Faccini mostra di essere ancora un potente umorista (soprattutto nel mettere in scena la gag della luce laser e dell’ossessione felina per le stesse), ma lo fa anche con gentilezza e con affetto, dimostrando di essere un grande narratore, sia come sceneggiatore che come disegnatore. La sfida è lanciata! Di tenore diverso Paperino Paperotto e i misteri di Villa Lecoccodé (Vacca/Franzò), che trae spunto da una trama elaborata da una scolaresca e selezionata per apparire su Topolino (come spiegato nell’editoriale di apertura della storia) relativa alla salvaguardia e al recupero del patrimonio cittadino comune. Simpatica la moda della pantomima tra gli abitanti di Quack Town, ma al contempo si gira molto attorno al vero focus della storia (ovvero il mistero della villa stesso) e alla ragione del soggetto appena menzionato (ovvero la valorizzazione del patrimonio cittadino). Una storia che rimane anch’essa gradevole, ma non esaltante. Primo confronto di Franzò con la lore giovanile di Paperino e prova ancora una volta riuscita, con disegni espressivi e dinamici al contempo. Chiude questo albo la terza parte di Topolinia contro (Bertani, Gervasio/Mazzarello), la storia che segue le vicende di Grosso guaio a Paperopoli sulla collaborazione tra Topolino e Paperinik e che mette al centro la vita capovolta del primo. Un atto finale che si ricollega, a mo’ di sequel, a Topolino e le lettere ipnotiche e che prova addirittura a riprenderne l’elemento di svolta della storia, ovvero il rumore che serve ad uscire dalla situazione ipnotica. Finale che intriga e tiene col fiato sospeso, ma che rimane molto verboso nello sciorinare la spiegazione del piano di Wilson Risk. Decisamente fuori luogo, poi, il rancore che Topolino prova verso coloro che gli si sono rivoltati contro, benché consapevole della loro ipnosi. Immagine senza commento Nonostante ciò, l’idea di riprendere la storia del 1974 e portarla avanti (e creare un intermezzo, come si vede dal finale aperto) è interessante, anche per il focus su un autore differente e che non sia il solito Guido Martina. I disegni di Mazzarello paiono migliorati, ma ancora ci sono delle pecche nelle espressioni e nella narrativa grafica complessiva. Tutto sommato, la storia in sé regge bene ed il risultato è apprezzabile. Non potevamo sperare in un albo che tenesse il livello di quelli di poco precedenti, dove la grande qualità ci ha “ubriacato”. L’effetto “Lucca Comics” pare ora dissolversi e molto di quanto avevamo apprezzato sta tornando nella solita media degli albi. In attesa anche di leggere le storie del prossimo mese (dove è annunciata, tra le altre, anche una nuova storia della saga della Spada di Ghiaccio curata da Marco Nucci, come annunciato dal direttore nell’editoriale di apertura e come evidente anche dalla quarta di copertina), questo numero torna nei ranghi e propone storie di media qualità che intrattengono ma affascinano poco. Benché consci del risultato comunque apprezzabile, sicuramente il calo fisiologico giova poco al lettore. L’unica è pensare che tutto ciò ci permetta di esprimere tutta la nostra meraviglia per le storie che verranno.

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Topolino 3493

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camminatadisney
Evroniano
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    Re:Topolino 3493
    Risposta #30: Lunedì 7 Nov 2022, 21:57:41
     :grandpa:


    Circa 'Topolino e il prigioniero di Verdemare'.



    Molto è già stato detto, con sensibilità e competenza, da altri utenti.
    Pur non volendo risultare ridondante, come non ripetere quanto questa avventura sia felicemente riuscita?...

    Artibani e Camboni si confermano Autori di grande talento, che hanno ben introiettato decenni di animazione Disney e non solo.

    Il Mickey Mouse degli esordi, irripetibile oggi, era l' espressione della nuova generazione americana in opposizione alla "generazione di egoisti" contraria al New Deal, dal celebre discorso di Roosevelt del 1933.
    Il Mickey Mouse di Bill Walsh incarnava le inquietudini della stagione del nucleare -ben rappresentate dall' incombente senso di morte presente anche in 'Topolino e la scarpa magica'-.
    Il Mickey Mouse di Francesco Artibani e Silvio Camboni rappresenta un' ulteriore sintesi. Affonda le sue radici nella gottfredsoniana avventura del 1953 mantenendone lo spirito disturbante di fondo ma attualizzandolo ed adattandolo alla sensibilità odierna.

    Il soggetto è un classicissimo topos: il regno, l' usurpatore, la magia, il viaggio dell' eroe, la battaglia, il ritorno allo status quo.
    Il plot fila via come un treno (come quello preso da Topolino nel '53).
    Le strizzate d' occhio all' avventura originaria sono garbate ma inserite come in un meccanismo svizzero: cito solo il riferimento alla mortifera crudeltà di Verdecupo che decide scientemente di rubare gli anni della giovinezza ad un padre e una figlia.

    I disegni rappresentano l' eccellenza del fumetto odierno. 
    I characters non rientrano nei canoni Disney. C' è davvero tanto Miyazaki e non solo, nei temi e nell' estetica.
    Silvio Camboni, che in 'Mickey et l' océan perdu' aveva ripulito i suoi personaggi ottenendo un risultato da accademia, qui raggiunge un' ulteriore sintesi tornando a sporcarli, in un sincretismo illustrativo che tiene conto dell' illustrazione ottocentesca e di Miyazaki, della bande dessinée alla Métal Hurlant e della mimica di certi manga.
    La costruzione della pagina, la capacità riempitiva della singola vignetta, la ricchezza di dettaglio della tavoletta grafica -effettivamente davvero troppo compressa nell' abituale formato del Topolino libretto!-, la colorazione... Tutto è azzeccato, tanto sviluppati sono il talento e la sensibilità di Silvio Camboni.

    Come già di recente il Mickey Mouse di Tito Faraci e di Casty, anche questo Mickey Mouse fa giustizia di decenni di Topolini imbelli ed incolori. A riprova del fatto che grandi storie creano grandi personaggi, e non viceversa, come ben esemplificato dal Mickey Mouse di impronta scarpiana/castyana.
    Francesco Artibani e Silvio Camboni infatti intessono ed illustrano un' avventura riuscitissima in ogni sua componente, ma in cui -mutuando le parole della Gestalt- "il tutto è più della somma delle singole parti".






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    Tenebroga
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      Re:Topolino 3493
      Risposta #31: Mercoledì 9 Nov 2022, 09:35:03
      Ho appena finito di leggere il Topo con soddisfazione. Concordo su tutto quello che è stato detto su "Topolino e il prigioniero di Verdemare". Finita la lettura quello che mi ha stupito di più è che pur avendo una trama "semplice" e lineare è stato fatto un lavoro egregio per massimizzarne l'impatto e il godimento. Pur non essendo il mio genere preferito di storie l'ho apprezzata tantissimo. I miei complimenti agli autori!
      Avrei una piccola nota da dire sulla storia del Papersera. Complessivamente concordo che sia una buona storia con anche tematiche importanti e che forse si vedono poco (anche se 30-40 anni fa usava proporre storie di Zio Paperone con molti più spunti sull'economia reale) ma mi ha lasciato stranito il fatto che i personaggi canonici cioè Zio Paperone e i 2 nipoti si vedono solo in metà delle tavole e fanno "poco". Sia ben chiaro: sono loro a risolvere la situazione ma ho avuto l'impressione che molte cose siano avvenute dietro le quinte. Metà della storia racconta la vicenda di comparse se includiamo anche il sindaco tra di esse.
      Anche questo è già successo (cito ad esempio "Reginella e la minaccia terrestre" che ho appena riletto ma ce ne sono sicuramente molte altre) ma qui l'ho notato un po' di più perché come ho detto sopra i personaggi principali li ho visti sì risolutivi ma un po' "assenti".

      L'Oceano Perduto lo presi subito e mi piacque.
      Quell'altro, La Terra degli Antichi, non l'ho MAI trovato da nessuna parte, né in edicola, né in edicola né in fumetteria. Ho provato anche a farlo ordinare ma invano, tanto da farmi persino dubitare che sia mai uscito in Italia...  :cry:
      Io l'ho comprato sul sito Panini poco dopo l'uscita.

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        Re:Topolino 3493
        Risposta #32: Mercoledì 9 Nov 2022, 09:51:54
        L'Oceano Perduto lo presi subito e mi piacque.
        Quell'altro, La Terra degli Antichi, non l'ho MAI trovato da nessuna parte, né in edicola, né in edicola né in fumetteria. Ho provato anche a farlo ordinare ma invano, tanto da farmi persino dubitare che sia mai uscito in Italia...  :cry:

        Solo volume: https://www.panini.it/shp_ita_it/mickey-e-la-terra-degli-antichi-1wglen004-it08.html
        Volume con cofanetto: https://www.panini.it/shp_ita_it/mickey-e-la-terra-degli-antichi-cofanetto-con-volume-singolo-1wglen004fcv-it08.html
        The Rabbit Hunter! (Copyright by Gancio 08.II.16)


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          Re:Topolino 3493
          Risposta #33: Mercoledì 9 Nov 2022, 14:43:35
          Per la prima volta in vita mia, spero di vedere presto la storia in un formato più grande!
          Il massimo sarebbe una riproposta, nello stesso volume, di entrambe le storie, quella di Walsh e questa di Artibani. La prima è stata già rimontata, più volte, nel classico formato a 6 vignette per pagina ed entrambe le storie si gioverebbero moltissimo dell'accostamento.
          She's going on, without even looking back!

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            Re:Topolino 3493
            Risposta #34: Mercoledì 9 Nov 2022, 15:16:19
            Solo volume: https://www.panini.it/shp_ita_it/mickey-e-la-terra-degli-antichi-1wglen004-it08.html
            Volume con cofanetto: https://www.panini.it/shp_ita_it/mickey-e-la-terra-degli-antichi-cofanetto-con-volume-singolo-1wglen004fcv-it08.html
            OK grazie, vedrò di procurarmelo così, visto che con i sistemi tradizionali è impossibile.

            Commentando il numero, niente da dire sulla storia principale. Conoscendo benissimo la storia di Gottfredson, è stata una goduria. Sinceramente, i commenti di chi ha detto "non sopporto il fantasy e quindi ho ignorato la storia originale" hanno per me lo stesso significato di "non sopporto respirare, quindi non vado al mare". Assolutamente incomprensibile.
            Con un significato tutt'altro che banale la storia del Papersera, molto godibile. Mi ha fatto morire dal ridere il nome del bambino a pag. 87.  ;D
            La storia finale di Topolino mi lascia un po' così. Al di là del mistero di sottofondo e della strada per la risoluzione del caso, diciamo che mi lasciano un po' perplesso i personaggi fuori parte... più o meno come se Cary Grant facesse il cattivissimo o John Wayne un imbelle incapace di affrontare una situazione. Ho trovato simpatico il riferimento a Ellery Queen, per giallofili.

            Ho trovato MOLTO, ma veramente MOLTO, inquietante, l'annuncio della nuova edizione della Spada di Ghiaccio "con contributi di Sio". Nulla da dire sulla riedizione rimasterizzata, ma... Sio?!? che ci azzecca? speravo di essermene liberato per sempre. Sio sta a De Vita come j-ax sta a Beethoven.

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            Dippy Dawg
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              Re:Topolino 3493
              Risposta #35: Mercoledì 9 Nov 2022, 15:28:15
              Ho trovato MOLTO, ma veramente MOLTO, inquietante, l'annuncio della nuova edizione della Spada di Ghiaccio "con contributi di Sio". Nulla da dire sulla riedizione rimasterizzata, ma... Sio?!? che ci azzecca? speravo di essermene liberato per sempre. Sio sta a De Vita come j-ax sta a Beethoven.
              Ma no, niente paura! :tongue:
              C'è solo un articoletto alla fine (due pagine) che parla della Spada di ghiacciolo! Oltretutto, credo che sia solo un riassunto di un articolo pubblicato in qualche pubblicazione passata...
              Io son nomato Pippo e son poeta
              Or per l'Inferno ce ne andremo a spasso
              Verso un'oscura e dolorosa meta

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              brigo
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                Re:Topolino 3493
                Risposta #36: Mercoledì 9 Nov 2022, 15:32:52
                Ho trovato MOLTO, ma veramente MOLTO, inquietante, l'annuncio della nuova edizione della Spada di Ghiaccio "con contributi di Sio". Nulla da dire sulla riedizione rimasterizzata, ma... Sio?!? che ci azzecca? speravo di essermene liberato per sempre. Sio sta a De Vita come j-ax sta a Beethoven.

                Avrei trovato molto più fuori luogo un contributo da Mara Venier, per esempio.
                Scherzi a parte, Sio può non piacere- qualcuno può arrivare persino a detestare i suoi lavori- ma avendo realizzato una parodia della storia in esame, sicuramente un suo contributo è molto più sensato di tantissimi altri, e parlo di nomi ben più blasonati del suo.

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                Bunz
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                  Re:Topolino 3493
                  Risposta #37: Venerdì 11 Nov 2022, 22:22:24
                  Sio può non piacere- qualcuno può arrivare persino a detestare i suoi lavori- ma avendo realizzato una parodia della storia in esame, sicuramente un suo contributo è molto più sensato di tantissimi altri, e parlo di nomi ben più blasonati del suo.
                  Appunto. avendola letta e doverosamente rimossa dal mio subconscio, posso ribadire che sio con La Spada di Ghiaccio NON ha né deve aver nulla a che vedere. Io gli proibirei anche di affacciarsi mai più sulle pagine Disney, per dire. Io mi sarei offeso e indignato se fossi stato "omaggiato" in cotal guisa.
                  Sì: io DETESTO i suoi, chiamiamoli così, "lavori". Io per lavori intendo esattamente gli antipodi.

                   

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