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Topolino 3503 - Recensione di Guglielmo Nocera

Finisce con Zio Paperone e la spirulinas furtiva la serie di quattro avventure (più prologo) dedicate da Fabio Celoni a Paperon de’ Paperoni e alla sua ricchezza, pubblicate con il titolo collettivo Il destino di Paperone. Paperone, che ha in pugno la vittoria in forma di un sacchetto di lenticchie, è improvvisamente e urgentemente deviato verso una nuova avventura, dal formato molto simile alle precedenti ma dalle implicazioni ancora più pesanti. Il popolo vegetale qui introdotto è al contempo ladro e vittima, e tiene viva la vicenda con un coefficiente di bizzarria che anima positivamente tutta la narrazione. Ma più in generale, Celoni disvela una vis comica molto godibile, sobria, a volte inattesa, perfettamente amalgamata con il taglio addirittura drammatico della vicenda di fondo. Se le precedenti puntate potevano dare un’impressione di ripetitività, e soprattutto di scarso feeling con l’idea, non originalmente contemplata, di legare il ciclo a Paperino e le lenticchie di Babilonia, questa per forza di cose è venata più profondamente di un’aura da resa dei conti. È un Paperone che dimostra la sua età di personaggio, sacrificando le proprie chances di rivalsa con una rassegnazione, una rapidità anche, che mostrano tutta l’evoluzione subita da quello storico 1947. Celoni, grazie ai suoi tocchi di umorismo e a un uso dei dialoghi tutt’altro che sprovveduto, fa dribbling con saggezza fra le possibili derive retoriche della faccenda, serbando l’innalzamento stilistico per la fine. La decisione di isolare Paperone in ogni momento in cui parla con il fantasma è perfetta per asciugare l’atmosfera, rarefarla, renderla credibile. La conclusione, così, si tiene sotto la soglia della melensa agiografia del personaggio, pur sfiorandola, e centra l’obiettivo di restituirci un Paperone inesauribile, cosciente della propria forza, proiettato verso nuove storie. Buon compleanno, Paperone! I disegni, stupendi, mostrano un Celoni più fumettista che illustratore: non c’è, in un artista pur così virtuoso, il continuo autocompiacimento dei propri guizzi grafici, tanto da sacrificare alcune potenziali scene d’impatto (ad esempio nello spazio) per portare avanti una narrazione spedita e avvolgere il finale dell’episodio in un momento di grazia artistica, tanto nella componente drammatica quanto (e forse soprattutto) in quella delle espressioni più fini e meditabonde. Il principio per cui se tutto deve lasciare a bocca aperta nulla lo fa davvero sembra guidare il Celoni autore completo, ed è un principio quanto mai salutare a tutti i livelli. A livello di colori, pur godibili soprattutto nella resa del finale e nelle vignette spaziali, c’è qualche fastidio: ad esempio, non sempre l’idea di colorare anche i tratti a china negli sfondi (anziché lasciarli in nero) funziona: certamente contribuisce a far emergere meglio i personaggi, ma talvolta crea un senso di indistinto dietro di essi che certamente i disegni non prevedevano; tanto più che i colori di questi sfondi, fortemente legati come sono ai vari luoghi della vicenda (blu-verde per la prima parte, rosso-arancione per la seconda), spesso offrono poche variazioni e corrono il rischio di saturare. Segue nell’indice Topolino e la notte della civetta (Artibani/Perina): il titolo, sciasciano un po’ a sproposito ma evocativo, introduce una vicenda in effetti tutta centrata sulla “notte dei cucibocca“, tradizione lucana qui veicolo di una breve storia di sabotaggio imprenditoriale. La storia funziona grazie alla scelta del navigato Artibani di intrecciare trama e pretesto senza eccedere con le ambizioni, in modo da massimizzare l’effetto tanto del contesto (gli inquietanti cucibocca e la festa di paese) quanto dell’elemento di disturbo (la minacciosa civetta). I minacciosi cucibocca lucani È un Danilo Deninotti letterarizzante quello che decide di impostare l’ennesimo episodio dell’interazione fra Newton e Pico (Newton e Pico in viaggio nel sapere: Dolce stil papero) sulla scoperta dello Stilnovo fiorentino e di Guido Guinizelli. L’irrompere della canzone Al cor gentil rempaira sempre Amore fra le pagine di Topolino è piacevolmente inattesa, e la sua sommaria contestualizzazione di fatto esaurisce la storia. Il pretesto, una cotta di Newton, si specchia in una inedita passione dello stesso Pico. Certo il fatto che tutto si incentri sempre sul tentativo del maschietto di turno di impressionare la controparte (perché mai il contrario? Ma soprattutto, perché non altro?) annoia un poco, e priva lo spunto di una cornice più originale e più meritata. Simona Capovilla, dal canto suo, mostra bei segnali di scioltezza e originalità (molto buffo e inatteso un suo Pico “alla Faccini”); giusto talvolta, almeno a parere di chi scrive, alcuni dettagli ancora affollano più che arricchire. È l’appena evocato Enrico Faccini a riprendere Miao cronache Feline (Tick-Tock il titolo dell’episodio), una serie che infonde nella consueta vena paradossale facciniana una lentezza e una gestione dei ritmi forse più da cartoon muto che da fumetto; ma tant’è. L’ultima storia, scritta da Alessandro Gatti e disegnata dal redivivo Alessandro Pastrovicchio, è Time Machine (Mis)adventures: Paperino e la finale scomparsa. Lo spunto, già visto più volte altrove (qui Paperino torna nel passato e inavvertitamente cancella l’esistenza del calcio), è contestualizzato in maniera bizzarra (la moda dei baffi a manubrio) ma non abbastanza da far funzionare tutto; anche la tavola finale sembra lasciare inespresso qualche dettaglio che dovrebbe celare un effetto sorpresa. Molto disinvolto Pastrovicchio, che dimostra di star sperimentando in maniera interessante con il volto di Paperino. Chiudiamo menzionando l’anteprima di una nuova storia del ciclo Le avventure del Capitano Nemo di Francesco Artibani e Lorenzo Pastrovicchio, condita da una breve intervista ai due autori.

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Topolino 3503

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Grande Tiranno
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PolliceSu   (1)

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PolliceSu   (1)
    Topolino 3503
    Mercoledì 11 Gen 2023, 15:59:56
    Indice:
    Copertina (disegno: Andrea Freccero, colori: Mario Perrotta)
    Che aria tira a... Paperopoli (testi e disegni: Silvia Ziche)
    Il destino di Paperone - Zio Paperone e la spirulinas furtiva (episodio 4) (storia, disegni e chine: Fabio Celoni, colori: Luca Merli)
    Topolino e la notte della civetta (storia: Francesco Artibani, disegni e chine: Alessandro Perina, colori: Putra Shah Bin Bin Abd Jalil)
    Newton e Pico in viaggio nel sapere - Dolce Stil Papero (storia: Danilo Deninotti, disegni e chine: Simona Capovilla, colori: Gaetano Gabriele D'Aprile)
    Miao, cronache feline - Tick Tock (storia, disegni e chine: Enrico Faccini, colori: Giulia Castoldi)
    Time machine (mis)adventures - Paperino e la finale scomparsa (storia: Alessandro Gatti, disegni e chine: Alessandro Pastrovicchio, colori: Edizioni BD)
    Paperoga pasticci d'autore - Grandi ispirazioni (storia, disegni e chine: Alessio Coppola, colori: Valentina Mauri) - storia da una pagina



    L'albo ha 164 pagine (compresa copertina, seconda, terza e quarta di copertina e costa €3,20. In allegato opzionale c'è il raccoglitore dei Topodollari con la moneta di Gambadilegno al prezzo di €6,50.

    Ciao!

    Il Grande Tiranno
    « Ultima modifica: Mercoledì 11 Gen 2023, 17:55:38 da Grande Tiranno »
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      Re:Topolino 3503
      Risposta #1: Mercoledì 11 Gen 2023, 17:54:48
      E Celoni non deluse. Non deluse neppure me che non amo le cose "troppo" fantasy. E tutti gli episodi lo sono stati. Ma non ha mai perso di vista la centralità di Paperone, dandocene un nuovo spaccato perfettamente in linea con ciò che era.

      Forse non è per tutti i palati, proprio per il suo genere che fatico ad apprezzare, ma è una grandissima storia con un comparto grafico veramente strepitoso, epico nel trasmettere qualsiasi emozione trasudasse da ogni singolo personaggio.

      Signori, applausi: abbiamo già una candidata a storia dell'anno, anche se si sviluppa su due.

      Bellissima anche la trasferta lucana dl Topolino: il tratto meno arzigogolato di Perina è perfetto per rendere certe atmosfere, e Artibani fa il resto.

      Buone le brevi, la dpw sarebbe anche carina, non fosse che è in debito totale di frittola con "Il mondiale scomparso" di Sarda-Sciarrone del 1998. Ma in debito esagerato e pesantissimo. Peccato. Alessandro Pastrovicchio è un altro fenomeno da tenere d'occhio almeno quanto suo fratello!

      Due storie su tutte, e disegni in tutte che si fanno adorare. Insomma un buon numero. Ma questa serie della Macchina del Tempo apocrifa è proprio necessaria? Proprio proprio? Su, direttore, ci pensi bene: non lo è affatto, mi dia retta... ;D ;D ;D
      « Ultima modifica: Mercoledì 11 Gen 2023, 18:36:29 da Photomas2 »

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        Re:Topolino 3503
        Risposta #2: Mercoledì 11 Gen 2023, 18:08:54
        Buone le brevi, la dpw sarebbe anche carina, non fosse che è in debito totale di frittola con "Il mondiale scomparso" di Concina-Sciarrone del 1998.
        Però, la storia del "Mondiale scomparso" l'ha scritta Bruno Sarda e non Concina.  ;)

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          Re:Topolino 3503
          Risposta #3: Mercoledì 11 Gen 2023, 18:36:03
          Buone le brevi, la dpw sarebbe anche carina, non fosse che è in debito totale di frittola con "Il mondiale scomparso" di Concina-Sciarrone del 1998.
          Però, la storia del "Mondiale scomparso" l'ha scritta Bruno Sarda e non Concina.  ;)

          Pardon. la memoria mi frega troppo spesso. Rimedio subito..

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            Re:Topolino 3503
            Risposta #4: Venerdì 13 Gen 2023, 15:11:22
            Mi si è soffocato il fiato in gola per un breve infinito istante nel corso della pregnante scena dell’agnizione finale quando Paperone trionfando disvela l’identità del formidabile antagonista: grande sensibile penna quella dell’autore e, se possibile, ancor più grande matita, sublime nel tratteggiare quel durissimo schiaffo all’ego, quella dolorosa presa d’atto che sola può far superare le paure più recondite.
            Una prodigiosa terribile arcata sorregge un impianto narrativo fulminante, la presunta inutilità della vecchiaia, l’abisso di una vita senza ricordi nella condanna a un ineluttabile oblio, l’umanità spezzata dal destino, o dalle scelte sbagliate, o da entrambe e la condanna all’incomunicabilità “perché quando si muore, si muore soli” anche con le persone più care. Attingendo dalle migliori tradizioni disneiane, da Barks (sua indubbiamente la soluzione delle migliaia di palloni che di colpo svalutano il trofeo del re) e al Cimino delle innumerevoli “città invisibili” o ancora a Scarpa che non è presente solo in quanto pretesto delle lenticchie ma che vive in ispirito fra le pieghe di tutta la narrazione, Celoni riesce a trascenderle, a sublimarle in un’ulteriore unità stilistica che apre a innumerevoli spunti tratti da altre forme artistiche: si pensi, un esempio fra tutti, alla rielaborazione del conradiano Kurtz di Cuore di Tenebra nella figura di Goliath Dyingwood (emblematico che il “nonno” si chiamasse David), rapace signore di un popolo dimenticato nel cuore della giungla.
            Sono molti i punti in cui questo ciclo narrativo ne interseca un altro a me altrettanto caro, L’Ultima Avventura, simili nell’ambiziosa opera di tessitura che ritrae un insperato riscatto a seguito di una dolorosissima caduta, dove trovano spazio infiniti personaggi, dove eventi naturali e trascendenze fantastiche di incontrano e coabitano, dove la Storia si mescola alla mitologia e ne sortisce un effetto straniante. Ancor più pregnanti sono forse le differenze che rendono entrambe le opere, ognuna a modo proprio, altissime: le matite di Perina ispirano il calore familiare, incarnano fin da subito il pensiero di Artibani che la chiave di volta della redenzione individuale passi esclusivamente dal sostegno comune del gruppo, del nucleo familiare, del clan, laddove in Celoni una vera e propria barriera comunicativa impedisce al singolo di ricorrere a forze esterne nel cercare la propria assoluzione e quindi il proprio riscatto, la forza va trovata in se stessi. Paperone potentemente dantesco quello di Celoni, sempre e solo e irriducibilmente se stesso, tutto parte, si trasforma, ritorna a lui, unico eroe sulla scena, percosso, vilipeso, e infine trionfante: ai presunti nemici non è quasi dato nemmeno l’onore della scena, la vera battaglia da vincere è proprio quella contro se stesso.
            Mi avevano dato le mappe del percorso, ma nessuna idea circa i bizzarri paesaggi che avremmo attraversato durante lunghi mesi. - Per Nettuno Capitano! Con questa luna di sghimbescio gli sgombri cremisi fluttuano flessi!

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            Grande Tiranno
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              Re:Topolino 3503
              Risposta #5: Venerdì 13 Gen 2023, 15:58:44
              E dire che volevo scrivere un post riguardo a quel capolavoro che è Il destino di Paperone... Ma ora come faccio?!

              Ciao!

              Il Grande Tiranno
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                Re:Topolino 3503
                Risposta #6: Venerdì 13 Gen 2023, 16:19:36
                E dire che volevo scrivere un post riguardo a quel capolavoro che è Il destino di Paperone... Ma ora come faccio?!

                Ciao!

                Il Grande Tiranno
                Coraggio penso che ce ne sia davvero per tutti tanto la storia si dimostra ricca di spunti e di idee! :D
                Mi avevano dato le mappe del percorso, ma nessuna idea circa i bizzarri paesaggi che avremmo attraversato durante lunghi mesi. - Per Nettuno Capitano! Con questa luna di sghimbescio gli sgombri cremisi fluttuano flessi!

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                  Re:Topolino 3503
                  Risposta #7: Venerdì 13 Gen 2023, 19:17:47
                  Due punti del quarto episodio del Destino di Paperone non mi sono molto chiari: appena giunti
                  Spoiler: mostra
                  sulla cometa degli Spirulini, Paperone e compagnia vengono fermati dai cani robot. Perché ad un certo punto questi cani smettono di essere aggressivi verso Paperone? Forse perché sono programmati a riconoscere i vegetali, e dunque lo scambiano per una pianta, come faranno di lì a poco gli spirulini, che lo riterranno una pianta matura?

                  Inoltre: come mai Paperone
                  Spoiler: mostra
                  teme di aver perso la sfida, dopo aver donato al popolo spirulinico le lenticchie di babilonia germogliate, se ancora attende il messaggio del suo agente, e quindi ha ancora la fondata speranza, poi realizzatasi, di poter riconquistare il suo impero anche senza le famose lenticchie?

                  *

                  conker
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                    Re:Topolino 3503
                    Risposta #8: Sabato 14 Gen 2023, 11:27:09
                    Coraggio penso che ce ne sia davvero per tutti tanto la storia si dimostra ricca di spunti e di idee! :D

                    non credo riusciremmo mai a essere così eleganti e interessanti  :D

                    comunque è stato un viaggio immaginifico, sulla superficie terrestre, nelle profondità del pianeta e anche nello spazio, tra creature variegate e bizzarre e affascinanti, in cui abbiamo visto Paperone risollevarsi e man mano ricostruirsi, affrontando ogni difficoltà e ritrovando sé stesso, certamente con il supporto (indispensabile) della sua famiglia ma il percorso interiore è certamente individuale

                    e sì, questo era davvero l’avversario più temibile che lo zione abbia mai dovuto affrontare, non c’è altro villain che possa reggere il confronto… tra l’altro, un avversario che ognuno di noi si trova presto o tardi ad affrontare nella vita reale e, similmente a Paperone, rischiamo anche noi di esserne sopraffatti

                    non posso non pensare che vi sia molto di personale in quest’opera

                    abbiamo potuto apprezzare suggestioni cinematografiche (che erano care anche a Scarpa) sin dal prologo (Citizen Kane) e influenze dei grandi scrittori Disney (oltre ai già citati Barks, Cimino e Scarpa, io aggiungerei anche Martina), nonché un comparto grafico, disegni e colori, che dimostra tutto l’amore e la dedizione degli autori per questi personaggi

                    già solo la varietà di espressioni ed emozioni del protagonista nell’arco di tutta la storia è straordinaria, restituendoci una complessità decisamente umana

                    è già stata annunciata l’edizione in volume anticipata (questa primavera), forse anche con alcuni aggiustamenti che la rendano ancora più aderente alla visione originale dell’autore… non vedo l’ora
                    "Remember: when people tell you something's wrong or doesn't work for them, they are almost always right. When they tell you exactly what they think is wrong and how to fix it, they are almost always wrong." - NG

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                      Re:Topolino 3503
                      Risposta #9: Sabato 14 Gen 2023, 12:36:18
                      Pardon. la memoria mi frega troppo spesso. Rimedio subito..

                      Bhè, con questo nickname, mi stupirei del contrario  :crazy:

                      Scherzi a parte...

                      I brividi, solo brividi. Lavoro esemplare per l' "esordiente" Celoni ("E' nuovo, vero? La sua prima storia  :P "). Mi ha stupito quante volte mi ha fatto cambiare idea sulla struttura narrativa della storia. Prima della pubblicazione, il dubbio di voler metter mano ad uno dei finali più belli della Storia Disney, quello delle lenticchie. Poi l'idea di aver usato quel pretesto come framestory per quattro storie che avrebbero funzionato benissimo anche da sole. E infine, il triplo finale: quello che chiude le quattro storie, quello che chiude la vicenda Bassotti, e quello che chiude con il fantasma. Ognuno lascia qualcosa dentro, ti entusiasma, mentre i tuoi occhi sono perduti dal tratto elegantemente barocco di Fabio e dai colori di Luca Merli.

                      Spoiler sul finale:
                      Spoiler: mostra

                      Come non voler commentare il confronto con i Bassotti? La "spacconata" di Paperone "Il mio impero me lo sono ricomprato", mi ha lasciato senza fiato. Essere ripartito da uno spicciolo e ritornare sulla vetta del mondo dimostra, per l'ennesima volta, che Paperone non è lì per fortuna, ma per ispirazione, lavoro e... destino.

                      E il fantasma? Avevo visto giusto sull'essere una proiezione di un sentimento di Paperone, ma ho avuto torto su quale: pensavo fosse la voglia di riscatto e rivincita, che si sarebbe infine congratulato con Paperone per la vittoria. Invece era la Paura... un vero antagonista, che è stato necessario sconfiggere. In una tavola che definirei magistrale, sia per il disegno che per il messaggio. Mai come adesso un "demone interiore" ha avuto manifestazione così bella nel settimanale.


                      Mia considerazione sul fantasma e sulla libertà di espressione nel mondo Disney:
                      Spoiler: mostra

                      Metto spoiler perché riguarda l'identità del fantasma, che mi ha portato a fare una riflessione: dalla prima volta che l'ho visto fino a poco prima dello svelamento, ero sicuro che non avremmo mai visto la faccia sotto il mantello, e nella mia testa lui poteva benissimo essere una versione disneyiana del tristo mietitore. Mi aspettavo un teschio sotto il mantello, che non avremmo mai ovviamente visto... Scoprire un "doppio" di Paperone ha ovviamente senso, ed è stato a mio avviso più impattante e mi ha fatto veramente piacere vedere come un stereotipo sia stato evitato creando una scena dal più forte valore simbolico. Fabio se volesse (e avesse il permesso di farlo) potrebbe creare personaggi mostruosi meravigliosi, ed ammetto che una rappresentazione della Morte in versione Disney sarebbe incredibile.
                      In ogni caso, la perdita dei ricordi è comunque un tema molto difficile: avevo capito che i ricordi in gioco fossero gli oggetti veri e propri: quando i nipoti dicono che gli racconteranno i suoi ricordi quando lui non li ricorderà più mi si è stretto tanto il cuore. Veramente tanto.


                      E, piccolo appunto finale: la prima storia come sceneggiatore di Fabio Celoni si lega alla storia di esordio di Vito Stabile: anche lui parlò del "Crollo di Zio Paperone", che uscì mentre Artibani presentava l' "Ultima Avventura". Incredibile quanto sia attraente per uno sceneggiatore la forza di riscatto che Paperone ha insito nel suo carattere  :D
                      The Alby87 Project
                      Pinball Own: T*Z

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                        Re:Topolino 3503
                        Risposta #10: Sabato 14 Gen 2023, 17:00:17
                        Due punti del quarto episodio del Destino di Paperone non mi sono molto chiari: appena giunti
                        Spoiler: mostra
                        sulla cometa degli Spirulini, Paperone e compagnia vengono fermati dai cani robot. Perché ad un certo punto questi cani smettono di essere aggressivi verso Paperone? Forse perché sono programmati a riconoscere i vegetali, e dunque lo scambiano per una pianta, come faranno di lì a poco gli spirulini, che lo riterranno una pianta matura?

                        Inoltre: come mai Paperone
                        Spoiler: mostra
                        teme di aver perso la sfida, dopo aver donato al popolo spirulinico le lenticchie di babilonia germogliate, se ancora attende il messaggio del suo agente, e quindi ha ancora la fondata speranza, poi realizzatasi, di poter riconquistare il suo impero anche senza le famose lenticchie?


                        Relativamente alla prima questione
                        Spoiler: mostra
                        La tua risposta è sicuramente corroborata dagli eventi che seguono. Se Tuttavia si volesse osare un’interpretazione più arrischiata penserei forse all’antica legge di simpatia che regolerebbe l’universo imponendo l’attrazione del simile con il simile: Paperone riconosce nel materiale costitutivo dei robot il ferro dei propri lampioni di Ocopoli, ne rivendica dunque il possesso, sebbene sotto altra forma, e i cani, attraverso il fiuto riconoscono il loro signore. Lo Zione ha esercitato anche in numerosi altri contesti un potere attrattivo mei confronti dei metalli, anche se solitamente si è concentrato su quelli più nobili e non certo sul misero ferro..per quanto riguarda i Paperini hanno sbullonato qui e là seguendo le indicazioni sempre inappuntabili del manuale.


                        Sulla seconda questione
                        Spoiler: mostra
                        Ritengo che tutta la giustificazione di questa epopea risieda nel fatto che Paperone veramente ritenga estremamente improbabile fino all’ultimo momento di poter rientrare in possesso del deposito, cadrebbero altrimenti i presupposti della lotta interiore e il grande affresco marlowiano scivolerebbe in una tartufesca pantomima borghese. Va accettato che nei giorni in cui si trova sulla cometa, Paperone sia già rientrato in possesso della periferia del suo vecchio impero, industrie, catene di negozi, finanziarie e quant’altro, ma che ancora non abbia la certezza, e anzi che nutra fortissimi dubbi, di poterne riavere il cuore, il Deposito e il suo contenuto, ovvero non semplicemente i soldi ma I SUOI SOLDI, uno per uno. È pur vero che prima o poi  avrebbe saputo riconquistare il deposito anche dopo la scadenza dell’ultimatum, ma mi piace pensare che Paperone si sia posto una meta altissima, ottenere quanto perduto esattamente nei tempi stabiliti, senza procrastinazioni consolatorie.
                        « Ultima modifica: Sabato 14 Gen 2023, 17:03:21 da tang laoya »
                        Mi avevano dato le mappe del percorso, ma nessuna idea circa i bizzarri paesaggi che avremmo attraversato durante lunghi mesi. - Per Nettuno Capitano! Con questa luna di sghimbescio gli sgombri cremisi fluttuano flessi!

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                          Re:Topolino 3503
                          Risposta #11: Sabato 14 Gen 2023, 18:18:36
                          Io nel Destino di Paperone ci ho visto anche
                          Spoiler: mostra
                          una metafora del morbo di Alzheimer, soprattutto nella straziante scena dove i nipotini dicono al loro zio che i suoi ricordi glieli racconteranno loro.


                          Ciao!

                          Il Grande Tiranno
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                            Re:Topolino 3503
                            Risposta #12: Domenica 15 Gen 2023, 11:27:39
                            Ieri pomeriggio, dopo avere terminato la lettura del numero di questa settimana, ho approfittato della fine della storia del "Destino di Paperone" per rileggerla tutta d'un fiato, dal prologo alla sua conclusione.
                            L'effetto della rilettura della saga nella sua interezza è stato semplicemente delizioso.
                            Mi sono trovato di fronte a 190 tavole di fumetto che hanno dalla loro un racconto pregno di eventi, di vicissitudini, di avventure, di incontri, di sfide da raccontare.
                            Ho avuto modo di apprezzare (in modo continuativo e senza stacco nell'attesa settimanale da un episodio all'altro) la preziosa penna del novello sceneggiatore Disneyano Fabio Celoni che confeziona un esordio alla narrazione sulle pagine di Topolino davvero d'impatto.
                            Forte di una scrittura intrigante e scorrevole, l'autore consegna al lettore una storia dal ritmo incalzante, che tiene ancorato alla lettura senza far mai perdere smalto, freschezza e brillantezza alla narrazione del racconto.
                            Mi è piaciuto molto come si sia insistito sul tema avventuroso che lega i quattro episodi della saga, nella miglior tradizione del filone delle storie con protagonisti i Paperi nato nella carta stampata del fumetto disneyano da Carl Barks e poi proseguito con successo in Italia da eccellenti autori quali, su tutti, Romano Scarpa e Rodolfo Cimino.
                            Bella la varietà che contraddistingue ogni episodio, con l'incontro di popolazioni peculiari e dai tratti somatici fortemente diversi le une dalle altre. Dai canappioni al popolo cristallino, dai mesopopotami agli spirulinici.
                            La conclusione della lunga avventura si rivela pregevole e mantiene le alte premesse ed aspettative che nutrivo in merito alla storia sin dal suo accattivante prologo. La resa dei conti con i Bassotti, la riappropriazione di tutto ciò che Paperone aveva guadagnato nel corso della sua vita densa di avventure e fiuto per gli affari che lo hanno reso il "Numero Uno", il papero più ricco del globo ed infine lo scontro definitivo con il Fantasma del proprio Destino mi hanno restituito una conclusione ammirabile di tutto l'arco narrativo imbastito dall'autore.
                            Si è partiti dalle Lenticchie di Babilonia per parlare di tutt'altro, rendendo lo scontro di Paperone con sé stesso, le proprie paure, lo spettro di non farcela, quel Fantasma del proprio destino il centro nevralgico dell'essenza di questa grande e pregevole storia.
                            Spettacolare sotto tutti i punti di vista, per sceneggiatura, disegni e colori.
                            Accanto alla meravigliosa "Ultima Avventura" di Francesco Artibani e Alessandro Perina (già meritatamente ricordata da Tang Laoya) con questo racconto ho trovato un'altra, ammirevole, epopea con protagonista il papero in ghette cilindro.
                            L'epopea di un piccolo, grande papero che riparte dal suo fallimento più clamoroso e di come, di avventura in avventura, da un solo decino guadagnato fortunosamente riesce a rialzarsi con fierezza non più pauroso riguardo al proprio Destino.
                            Un destino che dimostra non essere già scritto né ineluttabile per chi crede nella forza che alberga in sé stesso, nella propria essenza più forte e gagliarda, e che forgia da sé, con il suo carattere e la sua grinta...il proprio domani! 

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                              Risposta #13: Domenica 15 Gen 2023, 13:06:59
                              Recensione Topolino 3503


                               Finisce con Zio Paperone e la spirulinas furtiva la serie di quattro avventure (più prologo) dedicate da Fabio Celoni a Paperon de’ Paperoni e alla sua ricchezza, pubblicate con il titolo collettivo Il destino di Paperone.

                               Paperone, che ha in pugno la vittoria in forma di un sacchetto di lenticchie, è improvvisamente e urgentemente deviato verso una nuova avventura, dal formato molto simile alle precedenti ma dalle implicazioni ancora più pesanti. Il popolo vegetale qui introdotto è al contempo ladro e vittima, e tiene viva la vicenda con un coefficiente di bizzarria che anima positivamente tutta la narrazione.

                               Ma più in generale, Celoni disvela una vis comica molto godibile, sobria, a volte inattesa, perfettamente amalgamata con il taglio addirittura drammatico della vicenda di fondo. Se le precedenti puntate potevano dare un’impressione di ripetitività, e soprattutto di scarso feeling con l’idea, non originalmente contemplata, di legare il ciclo a Paperino e le lenticchie di Babilonia, questa per forza di cose è venata più profondamente di un’aura da resa dei conti.

                               È un Paperone che dimostra la sua età di personaggio, sacrificando le proprie chances di rivalsa con una rassegnazione, una rapidità anche, che mostrano tutta l’evoluzione subita da quello storico 1947. Celoni, grazie ai suoi tocchi di umorismo e a un uso dei dialoghi tutt’altro che sprovveduto, fa dribbling con saggezza fra le possibili derive retoriche della faccenda, serbando l’innalzamento stilistico per la fine.

                               La decisione di isolare Paperone in ogni momento in cui parla con il fantasma è perfetta per asciugare l’atmosfera, rarefarla, renderla credibile. La conclusione, così, si tiene sotto la soglia della melensa agiografia del personaggio, pur sfiorandola, e centra l’obiettivo di restituirci un Paperone inesauribile, cosciente della propria forza, proiettato verso nuove storie.

                               
                              Buon compleanno, Paperone![/size][/i]

                               I disegni, stupendi, mostrano un Celoni più fumettista che illustratore: non c’è, in un artista pur così virtuoso, il continuo autocompiacimento dei propri guizzi grafici, tanto da sacrificare alcune potenziali scene d’impatto (ad esempio nello spazio) per portare avanti una narrazione spedita e avvolgere il finale dell’episodio in un momento di grazia artistica, tanto nella componente drammatica quanto (e forse soprattutto) in quella delle espressioni più fini e meditabonde. Il principio per cui se tutto deve lasciare a bocca aperta nulla lo fa davvero sembra guidare il Celoni autore completo, ed è un principio quanto mai salutare a tutti i livelli.

                               A livello di colori, pur godibili soprattutto nella resa del finale e nelle vignette spaziali, c’è qualche fastidio: ad esempio, non sempre l’idea di colorare anche i tratti a china negli sfondi (anziché lasciarli in nero) funziona: certamente contribuisce a far emergere meglio i personaggi, ma talvolta crea un senso di indistinto dietro di essi che certamente i disegni non prevedevano; tanto più che i colori di questi sfondi, fortemente legati come sono ai vari luoghi della vicenda (blu-verde per la prima parte, rosso-arancione per la seconda), spesso offrono poche variazioni e corrono il rischio di saturare.

                               Segue nell’indice Topolino e la notte della civetta (Artibani/Perina): il titolo, sciasciano un po’ a sproposito ma evocativo, introduce una vicenda in effetti tutta centrata sulla “notte dei cucibocca“, tradizione lucana qui veicolo di una breve storia di sabotaggio imprenditoriale. La storia funziona grazie alla scelta del navigato Artibani di intrecciare trama e pretesto senza eccedere con le ambizioni, in modo da massimizzare l’effetto tanto del contesto (gli inquietanti cucibocca e la festa di paese) quanto dell’elemento di disturbo (la minacciosa civetta).

                               
                              I minacciosi cucibocca lucani[/size][/i]

                               È un Danilo Deninotti letterarizzante quello che decide di impostare l’ennesimo episodio dell’interazione fra Newton e Pico (Newton e Pico in viaggio nel sapere: Dolce stil papero) sulla scoperta dello Stilnovo fiorentino e di Guido Guinizelli. L’irrompere della canzone Al cor gentil rempaira sempre Amore fra le pagine di Topolino è piacevolmente inattesa, e la sua sommaria contestualizzazione di fatto esaurisce la storia.

                               Il pretesto, una cotta di Newton, si specchia in una inedita passione dello stesso Pico. Certo il fatto che tutto si incentri sempre sul tentativo del maschietto di turno di impressionare la controparte (perché mai il contrario? Ma soprattutto, perché non altro?) annoia un poco, e priva lo spunto di una cornice più originale e più meritata.

                               Simona Capovilla, dal canto suo, mostra bei segnali di scioltezza e originalità (molto buffo e inatteso un suo Pico “alla Faccini”); giusto talvolta, almeno a parere di chi scrive, alcuni dettagli ancora affollano più che arricchire.

                               È l’appena evocato Enrico Faccini a riprendere Miao cronache Feline (Tick-Tock il titolo dell’episodio), una serie che infonde nella consueta vena paradossale facciniana una lentezza e una gestione dei ritmi forse più da cartoon muto che da fumetto; ma tant’è.

                               L’ultima storia, scritta da Alessandro Gatti e disegnata dal redivivo Alessandro Pastrovicchio, è Time Machine (Mis)adventures: Paperino e la finale scomparsa. Lo spunto, già visto più volte altrove (qui Paperino torna nel passato e inavvertitamente cancella l’esistenza del calcio), è contestualizzato in maniera bizzarra (la moda dei baffi a manubrio) ma non abbastanza da far funzionare tutto; anche la tavola finale sembra lasciare inespresso qualche dettaglio che dovrebbe celare un effetto sorpresa. Molto disinvolto Pastrovicchio, che dimostra di star sperimentando in maniera interessante con il volto di Paperino.

                               Chiudiamo menzionando l’anteprima di una nuova storia del ciclo Le avventure del Capitano Nemo di Francesco Artibani e Lorenzo Pastrovicchio, condita da una breve intervista ai due autori.



                              Voto del recensore: 3.5/5
                              Per accedere alla pagina originale della recensione e mettere il tuo voto:
                              https://www.papersera.net/wp/2023/01/15/topolino-3503/


                              Ora è possibile votare anche le singole storie del fascicolo, non fate mancare il vostro contributo!


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                              Samu
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                                Re:Topolino 3503
                                Risposta #14: Domenica 15 Gen 2023, 18:56:56
                                Così come ho avuto modo di apprezzare la prima storia ambientata in Basilicata vergata dalla penna di Francesco Artibani e pubblicata sul numero 3494 del settimanale, anche la nuova storia di questo ciclo "lucano" raccontato sul numero attualmente in edicola (e sempre a firma dello stesso Artibani) mi è piaciuta.
                                Topolino e la notte della civetta si rivela essere infatti una gradevole lettura, con protagonisti Topolino, Pippo e il bisnonno di Rock, Pietro Sassi.
                                L'autore si sofferma il giusto sugli elementi folkloristici che caratterizzano le feste di paese della terra in cui è ambientata la storia - con particolare attenzione riguardo alle figure tradizionali dei Cucibocca - e racconta una piacevole indagine la cui conduzione è affidata al sempre dinamico Topolino che mai si sottrae di fronte alla possibilità di aiutare chi vive un momento per niente tranquillo e sereno, con il nostro protagonista che si lancia sin da subito in azione, con piglio vivace, per risolvere il mistero che gli si para davanti.
                                Mi è piaciuto l'alone di intrigo e di circospezione che si respira nel corso dell'indagine all'aperto, in cerca del villain di turno per le strade del paese, la qual cosa viene ben trasmessa dalle vignette mute che si vedono a pagina 75 e che inquadrano il camminare di Topolino in mezzo ai passanti e le sue riflessioni, a mente, in solitaria.
                                La già ottima prova ai testi di Francesco Artibani viene accompagnata graficamente dai disegni di un Alessandro Perina che rientra tra i miei artisti Disney preferiti in quanto a morbidezza del tratto e per espressività e recitazione dei personaggi e le cui tavole rappresentano per me sempre una gioia ed un piacere da guardare in parallelo alla lettura del racconto. 

                                 

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