Recensione Grandi Autori 109 – Massimo MarconiOmaggio a Massimo Marconi

Il nuovo numero di
Grandi Autori, curato sempre da Alberto Brambilla,
conferma la generale buona cura che la testata ha assunto, specie considerando il
precedente volume dedicato a Rodolfo Cimino. Infatti, e lo affermiamo con piacere,
un buon volume antologico è tale solo quando la selezione risulta coerente rispetto ad altre pubblicazioni simili, non propone sovrapposizioni e non risulta schiava di logiche che deprimono la scelta.
In tal senso,
il volume su Marconi è praticamente perfetto. Abbiamo infatti un efficace seguito a
questo volume, con il quale non ci sono doppioni. Inoltre, la scelta delle storie pesca da vari periodi storici, e spazia tra diversi generi, proponendo anche alcune ‘piccole’ perle quasi dimenticate.
Apre il volume
Paperino e le disavventure della "Grat Super", la prima storia di Marconi da sceneggiatore. E lo fa con una trama di taglio classico, in cui gli umani desideri di Paperino, il frenetico desiderio consumistico di Paperina e la pressione della società alla ricerca di
status symbol mettono in moto una serie di divertenti sciagure e catastrofi, di cui il lettore ride con gusto.
Una storia umoristica che si basa su una necessaria dose satirica, ottima erede di Barks ma anche di alcuni toni farseschi degni della commedia all’italiana.

Salvi all’ultimo secondo
Decisamente un’altra storia è
Topolino e il mistero del mundial. Marconi era un grande appassionato di sport (sua la curatela di
Topolino Sport), e
la rievocazione del mondiale di calcio di Messico 1970, collegato a quello contemporaneo del 1986 in corso di svolgimento nella medesima nazione, fa da molla per una serie di gag brillanti. Degna di nota la risoluzione della vicenda, con una gestione elettrica dei tempi degna di
Ritorno al futuro. All’epoca, Marconi aveva proposto tre finali extra, inventati da Enzo Bearzot (che aveva realizzato otto articoli per presentare le 24 squadre partecipanti al torneo proprio a partire da
Topolino 1584), Sandro Pertini e Karl Rummenigge. Per motivi forse legati ai diritti di immagine, i volti degli autori imprestati al fumetto sono stati sostituiti da Paperone, Pico e Archimede fin dalla ristampa successiva.
Paperinik e il mistero di "Tuba Mascherata" mostra in forma smagliante, anche grazie ai disegni di Massimo De Vita (basti vedere la raffinata prima tavola), il Paperinik tipico degli anni Ottanta, a metà tra il supereroe, il pasticcione e il vendicatore. Marconi, in maniera filologica, ripesca, a oltre sette anni dalla sua ultima apparizione italiana, il personaggio di Paperinika e, non contento,
crea una surreale e quasi grottesca identità segreta per zio Paperone, capace di cristallizzarsi nella memoria, nonostante tutto.

Gag slapstick
Topolino e la scatola dei 100 anni è la storia più lunga del volume e, per parere di chi scrive, la migliore: una eccellente scelta, che merita di essere riscoperta.
La vicenda ha i toni del thriller con parecchie venature di commedia, sulla falsariga di alcune commedie americane anni Ottanta divise tra il poliziesco e la battuta facile. Marconi inserisce infatti una serie continua di gag, inseguimenti, scontri, baruffe ed equivoci, tutti a travolgere un frastornato Topolino.
I personaggi non vengono sviliti, e la trama risulta sempre in movimento, anche grazie ai disegni di Camboni, frizzanti e dinamici.
Con
Paperino, Paperoga & Gastone in "L'unione fa la... foto", Brambilla ci propone un esempio di storia promozionale, in cui la macchina fotografica in plastica ricavata dal mais come gadget dell’epoca è un pretesto per una classica vicenda del Papersera, con un giovane Mottura ai disegni.
Indiana Pipps e il problema 4×4 è un’altra storia breve, in cui non succede molto, ma la carrellata di diversi automezzi e la grafica della Gipippa, ben rese da De Vita, risultano decisamente divertenti e memorabili.

Sfilata automobilistica
Topolino e la leggenda filatelica chiude il volume. Si tratta dell’ultima storia di Marconi pubblicata su
Topolino, che in parte si legava ai francobolli allegati in metallo dedicati a Mickey Mouse e disegnati da Cavazzano. Un’ultima storia su commissione, ma che usa lo spunto dei francobolli per una intrigante indagine filatelica, muovendo bene la coppia Zapotec-Topolino (
e approfittiamo di questa occasione per ricordarvi la nostra rubrica dedicata al rapporto tra filatelia e mondo Disney, ndr).
Gli articoli di Brambilla presentano con chiarezza e numerosi spunti la ricca carriera di Marconi, cui il Papersera ha dedicato un
premio nel 2016 (e una
lunga intervista nel 2008). Per quanto riguarda i nei del volume: dispiace molto la dimenticanza della prima tavola della seconda puntata della storia centrale, e avremmo visto con piacere un
paio di
copertine dedicate alle storie.
Pur nel rammarico della circostanza che ha portato alla realizzazione dell’albo, rispetto al volume postumo dedicato a
Sergio Asteriti, il risultato è decisamente migliore, con
una selezione capace di rendere giustizia ad un autore in grado di sfruttare i vincoli redazionali per costruire storie brillanti.
Voto del recensore:
4/5Per accedere alla pagina originale della recensione e mettere il tuo voto:
https://www.papersera.net/wp/2025/12/09/grandi-autori-109-massimo-marconi/