Una cosa è certa: nei primi anni '70 la Abril era molto più politically correct della Mondadori. In effetti, considerando il periodo storico, sembra strano che ci si preoccupasse di occultare una birra (cosa che in Italia, almeno nella specifica storia di Paperinik, non mi pare sia accaduto, al contrario di altre storie successive dove gli alcolici sono stati bannati almeno dalla metà degli '80) o di condannare il comportamento scorretto di Paperino (magari anche il cagnolino Salip sarà stato 'ridisegnato' in occasione del 'volo'?)
In Brasile la 'colpa originale' di Gastone non fu percepita così grave, visto che la fortuna gli è innata e non se l'è andata a cercare. Al contrario le 'colpe' di Paperino (accettare una lettera non indirizzata a lui e giovarsi di una vincita non sua, addormentare Gastone invischiandolo in una situazione in cui non c'entra) sono proprio volute e per questo censurabili.
Però la Abril non teneva conto del fatto che il primo Paperinik era nato proprio per vendicarsi delle fortune sbandierate del cugino, della prepotenza di Zio Paperone, dell'egoismo di Paperina, delle incomprensioni dei nipotini. In pratica il Brasile ci ha preceduto di oltre un decennio riguardo la censura politicamente corretta, arrivata da noi alla metà degli anni '80
Poveri lettori brasiliani! Per quanto possa essere interessante la situazione 'a rischio' di Paperino creata dagli autori della Abril, noi abbiamo avuto il piacere di leggere storie sicuramente più 'vere' e divertenti per tutto quel decennio e oltre. Cosa che si pensava scontata e che invece in altri luoghi già non lo era più (con storie post datate e con tutti gli accorgimenti successivi per rendere la continuity più credibile, oltretutto)