Finalmente l'ho letto anch'io e mi è piaciuto molto.
Mi conferma quello che ho sempre pensato dall'inizio della run di Sisti: che PK ha bisogno di storie più lunghe, e che la formula iniziale del Fuoriserie (quella di Gagnor) non fosse poi così sbagliata. Il problema dell'episodicità iniziale (a parte le trame discutibili di Gagnor) era il tempo inaccettabile che passava tra un albo e l'altro. Ma nel momento in cui si tratta di aspettare un paio di mesi, ben vengano i cliffhanger. Meglio avere meno storie, ma più lunghe e ambiziose, che trame affrettate e tutto sommato dimenticabili. Non so voi, ma io mi ricordo meglio le trame di alcuni degli albi "minori" di PKNA (quelli che non leggo da anni), piuttosto che storie più recenti come Makemake o Il Maestro del Silenzio.
Ho la sensazione che, combinata con il prossimo numero, quest'ultima storia di Sisti sarà quella più completa e soddisfacente degli ultimi anni. Ed è "bastato" dare a un grande autore un numero di pagine sufficienti per far respirare la trama (un po' come è avvenuto per la storia di Faraci su Topolino). Ovviamente anche il ritorno di Sciarrone aiuta.
Mi spiace solo che, probabilmente, Sisti non sapesse sin dall'inizio di avere solo sette numeri a disposizione. Se lo avesse saputo, secondo me avrebbe potuto intrecciare ancora meglio le trame e creare qualcosa di ancora più memorabile.