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Topolino 3547

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di Fabrizio Fidecaro

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Cornelius: La fattoria dei bambini

Topolino 3547

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conker
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    Re:Topolino 3547
    Risposta #30: Venerdì 17 Nov 2023, 11:50:44
    Tuttavia mi pare che troppe cose rimangano un po' appese e non spiegate.

    non credo sia necessario che tutto debba avere una spiegazione... alcune cose possono tranquillamente restare alla fantasia del lettore (o magari essere riprese in futuro in eventuali nuove storie)

    una storia può evere intenti molto differenti, così come una fiaba si propone educare con del sottotesto in un contesto fantastico e magari irrazionale, un giallo invece si basa su meccanismi a incastro che devono avere una logica e coerenza... quindi qual era lo scopo di Nucci con questa storia?  :-)
    « Ultima modifica: Venerdì 17 Nov 2023, 11:59:37 da conker »
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      Re:Topolino 3547
      Risposta #31: Venerdì 17 Nov 2023, 12:06:55
      Il finale della terza puntata della Spada Di Ghiaccio l'ho trovato tutto sommato simpatico, mi ha sorpreso il piccolo colpo di scena sul finale, credo che chiuda una specie di cerchio narrativo rimasto troppo aperto. Nulla di paragonabile alla saga originale, sia chiaro, ma comunque fa piacere personalmente rivedere quei personaggi sul Topo.
      Ducktopia invece mi sta sorprendendo; memore della prima saga mesi orsono mi aspettavo tutt'altro, invece la trama è più interessante come anche i disegni!.
      Spoiler: mostra
       Profetico Gambadilegno a pag. 71...forse sapeva già tutto.

      Un plauso finale alla storia di Cornelius, semplice quanto profonda. Si prende il suo tempo e non lascia nulla al caso.
      Direi un numero ottimo, inoltre sul prossimo ritorna Pippospot con Coppola, che bella notizia.

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      Dippy Dawg
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        Re:Topolino 3547
        Risposta #32: Venerdì 17 Nov 2023, 12:20:43
        Io ho notato anche un bel collegamento nella storia di Cornelius...

        Uno dei protagonisti, nonno Tom, ha partecipato alla guerra d'indipendenza come tamburino, proprio come il protagonista di questa storia, che guarda caso si chiamava Tom anche lui!
        E' uno a cui piace raccontare, e Cornelius, che è il nonno di Nonna Papera, ha ascoltato avidamente i suoi racconti: vuoi che non abbia lasciato, a sua volta, qualche racconto alla sua nipotina? :D

        Dopo aver riletto entrambe le storie, e aver visto che la moglie di nonno Tom si chiama Caterina, proprio come la ragazza di cui il tamburino Tom è innamorato, non posso che applaudire a Sisti, e anche a Simona Capovilla per come ha disegnato i due personaggi! :heart:
        Forse si potrebbe obiettare che Tom dovrebbe essere un po' troppo giovane per essere già nonno, ma chi se ne frega!
        « Ultima modifica: Venerdì 17 Nov 2023, 18:03:25 da Dippy Dawg »
        Io son nomato Pippo e son poeta
        Or per l'Inferno ce ne andremo a spasso
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          Re:Topolino 3547
          Risposta #33: Domenica 19 Nov 2023, 02:45:08
          E c'è anche una foto di lui da giovane in una vignetta. Senza dubbio uno dei cenni di continuity più colti, geniali e allo stesso tempo discreti che siano mai stati fatti di questi tempi. Che fuoriclasse, Sisti.

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            Re:Topolino 3547
            Risposta #34: Domenica 19 Nov 2023, 09:25:34
            Letto il resto dell'albo, e devo dire di aver apprezzato anche questo secondo episodio di Ducktopia
            Spoiler: mostra
            in cui come nel cavaliere scarlatto abbiamo un plot twist simile, forse avrebbero dovuto giostrare meglio la pubblicazione delle due storie. Simile anche il fatto che gli eroi superino quasi senza difficoltà le avversità, solo che qui viene data una motivazione dietro migliore. Non mi ha fatto impazzire lo stesso, ma vediamo come prosegue.

            Migliore del numero Cornelius, ancora una volta Sisti riesce a raccontare una storia semplice tramite una sceneggiatura scritta ottimamente, coadiuvato dagli ottimi disegni di Simona Capovilla. E quell'easter egg  :heart:
            Tuttavia mi pare che troppe cose rimangano un po' appese e non spiegate.

            non credo sia necessario che tutto debba avere una spiegazione... alcune cose possono tranquillamente restare alla fantasia del lettore (o magari essere riprese in futuro in eventuali nuove storie)

            una storia può evere intenti molto differenti, così come una fiaba si propone educare con del sottotesto in un contesto fantastico e magari irrazionale, un giallo invece si basa su meccanismi a incastro che devono avere una logica e coerenza... quindi qual era lo scopo di Nucci con questa storia?  :-)
            Però così mi pare pure troppo comodo, bravi tutti a scrivere una storia se tanto puoi pure evitare di spiegate quanti dettagli ti pare. Cioè, si, concordo che spesso certe cose non hanno necessariamente bisogno di essere spiegate, in questo caso specifico per esempio la neve rossa la accetto per quello che è, un modo per dare uno specifico tono alla vicenda. Però
            Spoiler: mostra
             praticamente tutta la vicenda si basa su di una profezia che non si capisce non tanto come dovrebbe avvenire, quanto perché. Ecco, anche il come può rimanere un mistero, è un mondo fantasy con regole particolari. Ma così particolari da fare in modo che da un giorno all'altro Pippo che ha sempre maneggiato la spada, ora facendolo avrebbe distrutto l'Argaar? A me pare un po' più di un dettaglio di poco conto, questo è il genere di cose che andrebbero spiegate.

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              Re:Topolino 3547
              Risposta #35: Lunedì 20 Nov 2023, 12:34:26
              Sono lieto che "La fattoria dei bambini" vi sia piaciuta e mi associo ai complimenti alla sempre più brava Simona.

              Per chi apprezza la parte storico-geografica del cammino di Cornelius, la fattoria si trovava lungo il fiume Mahoning, nell'attuale Ohio, a non molta distanza dalla città di Youngstown (il cui nome mi sembrava di buon auspicio per le sorelline e i fratellini di Marmotta), sorta poco dopo il 1796. Sono dettagli che non inserisco nelle storie per non appesantirle, ma tengo a che il realismo di fondo sia davvero tale.

              A questo riguardo perciò anch'io mi sono fatto qualche domanda sull'età di Nonno Tom e dando per assunto che nella storia di Cimino, a guerra d'Indipendenza conclusa,   fosse un giovanotto abbastanza adulto da prendere in moglie la sua Caterina, m'è parso credibile pensare che nel 1804 avesse fra i cinquanta e i sessant'anni, che considerando che l'aspettativa di vita d'allora era di 49,2 bastano a reputarlo un'anziano, ancorché in forma. Magari ho forzato un pochino la mano, però non di tanto e vi ringrazio d'aver accettato la licenza narrativa.

              Quanto al viaggio del Fondatore, vorrei portarlo avanti per il giusto numero d'episodi senza farlo diventare una vicenda infinita. In queste storie iniziali c'erano cose da raccontare, ma anche se siamo ancora all'inizio del percorso, nella mia visione - sempre per amor di realismo - non tutta la traversata della nazione può essere segnata da eventi memorabili ogni cinquanta chilometri. Se una volta raggiunto Fort Duckburg vi sembrerà che io abbia trascurato qualche passaggio essenziale, troverò il modo di rievocare anche quelli. Magari con un Cornelius non più giovane, che in una sera d'inverno li ricorda per figli e nipoti... in un Racconto intorno al fuoco.

              Grazie davvero, come sempre. 


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                Re:Topolino 3547
                Risposta #36: Lunedì 20 Nov 2023, 13:46:59
                Per chi apprezza la parte storico-geografica del cammino di Cornelius, la fattoria si trovava lungo il fiume Mahoning, nell'attuale Ohio, a non molta distanza dalla città di Youngstown (il cui nome mi sembrava di buon auspicio per le sorelline e i fratellini di Marmotta), sorta poco dopo il 1796. Sono dettagli che non inserisco nelle storie per non appesantirle, ma tengo a che il realismo di fondo sia davvero tale.
                Apprezziamo, eccome! :D

                A questo riguardo perciò anch'io mi sono fatto qualche domanda sull'età di Nonno Tom e dando per assunto che nella storia di Cimino, a guerra d'Indipendenza conclusa,   fosse un giovanotto abbastanza adulto da prendere in moglie la sua Caterina, m'è parso credibile pensare che nel 1804 avesse fra i cinquanta e i sessant'anni, che considerando che l'aspettativa di vita d'allora era di 49,2 bastano a reputarlo un'anziano, ancorché in forma. Magari ho forzato un pochino la mano, però non di tanto e vi ringrazio d'aver accettato la licenza narrativa.
                Ho già detto chi se ne frega e lo ripeto!
                Solamente per amore di discussione, mi sono fatto anch'io due calcoli: la guerra di indipendenza è durata dal 1775 al 1783; ipotizzato che Tom si sia arruolato a 15 anni (che mi sembrano già tanti), possiamo dire che fosse nato nel 1760 o giù di lì, quindi nel 1804 avrebbe avuto circa 45 anni: non pochi sia per essere nonno che per essere "vecchio" in quell'epoca, ma decisamente troppo pochi per avere una nipotina come Greta...
                ... che però, non è detto che sia effettivamente la figlia di un suo figlio: potrebbe essere anche la figlia di un fratello (magari, proprio del bambino che aiuta sua mamma nell'immortale storia di Cimino)! Dopotutto, è normale che il patriarca della famiglia sia chiamato nonno da tutti i parenti, e comunque potrebbe esserlo davvero di uno dei bambini piccoli che si vedono nella storia...
                Quindi, non solo accetto la licenza narrativa, ma ho anche trovato una spiegazione logica! :silly:

                Quanto al viaggio del Fondatore, vorrei portarlo avanti per il giusto numero d'episodi senza farlo diventare una vicenda infinita. In queste storie iniziali c'erano cose da raccontare, ma anche se siamo ancora all'inizio del percorso, nella mia visione - sempre per amor di realismo - non tutta la traversata della nazione può essere segnata da eventi memorabili ogni cinquanta chilometri.
                Attendo ansiosamente tutti gli episodi futuri, tanti o pochi non importa!
                Immagino che in futuro Cornelius incontrerà la spedizione Lewis & Clark, ma temo che sia già troppo a sud per capitare in un certo villaggio di Mohicani dove sono presenti in quel periodo alcune nostre conoscenze...  :tongue:

                Se una volta raggiunto Fort Duckburg vi sembrerà che io abbia trascurato qualche passaggio essenziale, troverò il modo di rievocare anche quelli. Magari con un Cornelius non più giovane, che in una sera d'inverno li ricorda per figli e nipoti... in un Racconto intorno al fuoco.
                Posso dire solo una cosa:  :heart: :heart: :heart:

                Grazie davvero, come sempre.
                Grazie a te, e ancora complimenti! :-)
                Io son nomato Pippo e son poeta
                Or per l'Inferno ce ne andremo a spasso
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                Cornelius
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                  Re:Topolino 3547
                  Risposta #37: Lunedì 20 Nov 2023, 14:00:11
                  Quanto al viaggio del Fondatore, vorrei portarlo avanti per il giusto numero d'episodi senza farlo diventare una vicenda infinita. In queste storie iniziali c'erano cose da raccontare, ma anche se siamo ancora all'inizio del percorso, nella mia visione - sempre per amor di realismo - non tutta la traversata della nazione può essere segnata da eventi memorabili ogni cinquanta chilometri. Se una volta raggiunto Fort Duckburg vi sembrerà che io abbia trascurato qualche passaggio essenziale, troverò il modo di rievocare anche quelli. Magari con un Cornelius non più giovane, che in una sera d'inverno li ricorda per figli e nipoti... in un Racconto intorno al fuoco.
                  Sicuramente interessanti queste ipotesi di continuare il racconto della vita di Cornelius fra la 'diretta' del tempo e la memoria storica di un personaggio più anziano. Tra i racconti 'diretti' che vedono il presente come tempo 'naturale' mi piacerebbe leggere anche una serie (magari la seconda) sui primi anni di Paperopoli, sulle difficoltà di dare vita ad una comunità che, almeno nella narrazione donrosiana, era una enclave prima inglese e poi del privato cittadino americano Coot all'interno di un vasto territorio inizialmente spagnolo e poi messicano (dal 1821) per diventare statunitense nel 1848.

                  Dunque il primo trentennio 1818-1848, dalla fondazione di Duckburg alla sconfitta del Messico nei confronti degli Usa, vede Paperopoli come un'isola indipendente poi inglobata dagli Stati Uniti nel territorio (diventato poi stato) del Calisota. E il passaggio dall'isolamento all'assorbimento nel territorio americano è caratterizzato anche dalla contemporanea corsa all'oro californiana nella quale, secondo me, la città di un Cornelius diventato papero di mezza età (chissà in che ruolo: sindaco, assessore, cittadino 'emerito'?) dovrebbe aver avuto un primo grande sviluppo collegato ad una certa espansione dovuta ai molti 49ers che da tutto il mondo l'avrebbero scelta come base di appoggio e di partenza.

                  Questo anche per smentire una vecchia narrazione che, per quanto donrosiana, non mi ha mai convinto: è cioè che la Paperopoli del 1902 (quella in cui Paperone e le sorelle arrivano per la prima volta) fosse formata da 'quattro case in croce' (come dice uno zione piuttosto perplesso). Possibile che la città fondata da Coot dopo quasi un secolo fosse solo un villaggetto? Tutto l'800 trascorso con due corse all'oro (considerando anche quella del Klondike) ha prodotto solo questo? Se vogliamo anche un demerito per lo stesso fondatore che sembra non essere stato in grado di fare di più, nonostante il lungo tempo trascorso e le varie occasioni 'aurifere' avute (sebbene la seconda immagino se la sia persa per ovvie ragioni di 'mortalità' che dovrebbero farlo arrivare almeno al 1870 circa)

                  Questo grande sviluppo che Don Rosa fa iniziare solo dopo l'arrivo di Paperone ed è dovuto soprattutto a lui (nel trentennio 1902-1930) viene concentrato dal pur bravo Kari Khoronen (nei Diari di Paperopoli) nel solo biennio 1902-1903, al punto che lo stesso zione, tornato in loco l'anno dopo, non riconosce più quel villaggio che si è trasformato in una metropoli in pochissimo tempo e non certo grazie a lui. Entrambe queste narrazioni non mi convincono e il prosieguo della saga di Cornelius potrebbe essere l'occasione per raccontare lo sviluppo di una città più aderente ai fatti reali accaduti in quella zona durante il XIX° secolo.
                  ________________________________________________________________________________________

                  Un'ultima considerazione (non da poco): di Cornelius, padre di almeno un figlio (Clinton) non si è mai conosciuta la moglie o compagna con la quale lo ha messo al mondo. Cosa piuttosto strana che una fanzine ha in qualche modo 'svelato' creando il personaggio di Duckaontas, una papera nativa che sarebbe stata la 'dolce metà' del pioniere per un tempo imprecisato. Capisco che toccare certe tematiche 'personali' sia più delicato rispetto ad altre ma una 'presentazione ufficiale' di questo personaggio non mi dispiacerebbe (anche se i 'fanziniani' potrebbero reclamare dei 'diritti d'autore').

                  Questa eventuale compagna di vita e madre dell'unico figlio avuto (che sia Duckaontas o altra papera potrebbe non avere molta importanza, oltre a risolvere eventuali problemi 'legali') renderebbe ancor più completa la figura del fondatore, visto che molti personaggi disneyani hanno comunque una loro 'fidanzata': perché Cornelius no? Per quanto nella storia 'Quel Tesoro di Cornelius' di Macchetto e Sciarrone compaia una generica papera che veste i panni di una ipotetica moglie nella quotidianità casalinga di Coot, situazione solo accennata nella sceneggiatura di quel soggetto di 24 anni fa dove il plot principale era la ricerca del tesoro del fondatore da parte degli attuali abitanti di Paperopoli
                  « Ultima modifica: Lunedì 20 Nov 2023, 14:37:46 da Cornelius »

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                    Re:Topolino 3547
                    Risposta #38: Lunedì 20 Nov 2023, 14:19:49
                    Solamente per amore di discussione, mi sono fatto anch'io due calcoli: la guerra di indipendenza è durata dal 1775 al 1783; ipotizzato che Tom si sia arruolato a 15 anni (che mi sembrano già tanti), possiamo dire che fosse nato nel 1760 o giù di lì, quindi nel 1804 avrebbe avuto circa 45 anni: non pochi sia per essere nonno che per essere "vecchio" in quell'epoca, ma decisamente troppo pochi per avere una nipotina come Greta...
                    Sì, ho fatto lo stesso calcolo, e se ci sta che a 45 anni o poco più (la storia arriva sino alla primavera del 1805) Tom e la moglie sembrino dei 60enni ingrigiti, cosa abbastanza normale date le condizioni in cui si viveva all'epoca, non c'è alcun modo di spiegare l'età di Greta, almeno 15enne.
                    Citazione
                    ... che però, non è detto che sia effettivamente la figlia di un suo figlio: potrebbe essere anche la figlia di un fratello (magari, proprio del bambino che aiuta sua mamma nell'immortale storia di Cimino)! Dopotutto, è normale che il patriarca della famiglia sia chiamato nonno da tutti i parenti, e comunque potrebbe esserlo davvero di uno dei bambini piccoli che si vedono nella storia...
                    Per quanto molto forzata questa sembra in effetti la sola spiegazione logica. D'altra parte l'intera famiglia dei paperi chiama Elvira "nonna" (a volte lo fa anche Paperone), quindi non sarebbe una novità.

                    Forse - ma vorrei sentire il suo parere - Sisti avrebbe potuto spostare tutto in avanti di una decina di anni, mantenendo al 1818 la fondazione di Paperopoli e spostando anche in avanti la nascita di Cornelius (magari solo di 5 o 6 anni). Ma dubito si sia posto il problema sin dall'inizio.
                    "I social danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Ora hanno lo stesso diritto di parola dei premi Nobel"

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                    Sisti
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                      Re:Topolino 3547
                      Risposta #39: Lunedì 20 Nov 2023, 17:07:12
                      Onestamente non mi sono posto questo specifico problema, tuttavia ho trovato diverse fonti (facciamo finta che la questione sia davvero storica) che vogliono Cornelius nato circa nel 1790. Così ho scelto di farlo nascere con più precisione nel 1788, che quadra con i guai della famiglia Van Coot con la marina inglese che intercetta la nave di Jeroen nel primo episodio (per via delle ex colonie americane, ma anche perché la Repubblica delle Sette Province da cui provenivano è stata in guerra con la Gran Bretagna fino al 1784/85). come pure con i successivi rivolgimenti nelle suddette Sette Province. Da questo punto di vista, spostare in avanti la faccenda di un decennio non avrebbe funzionato. Ciò detto, pure io ho immaginato Tom nato nel 1760 e arruolato allo scoppio della guerra, anche se ne "I Tre Soldi del Destino" sembra decisamente meno che quindicenne... ma tant'è, a volte i conti non tornano e il povero sceneggiatore si deve accontentare. Per cui approvo in pieno e con gratitudine l'ipotesi che Greta - già abbastanza grandicella per una reciproca simpatia con Marmotta - sia figlia del bambino adottato dalla mamma di Tom e solo nominalmente nipote di Tom stesso, che giustamente tutti chiamano "Nonno" per rispetto al capofamiglia. Letto e sottoscritto in Piacenza li 20/11/2023 per conto del Registro Storico Papeopolese  ;D   

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                      Simone Cavazzuti
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                        Re:Topolino 3547
                        Risposta #40: Lunedì 20 Nov 2023, 18:43:53
                        Mi accodo ai complimenti al buon Sisti per la riuscita di questo nuovo episodio, che è l'highlight del numero per quanto mi riguarda, non essendo io un grande amante del fantasy. Rimango in fiduciosa attesa di ulteriori sviluppi di questa serie, che sembra destinata a proseguire sotto una buona stella, accompagnata dal plauso e dall'approvazione dei lettori.

                        Una nota positiva sono anche le brevissime tavole di Giulia Lomurno con Paperina, personalmente apprezzate di più di quelle di Casty con Topolino e Pippo, che (purtroppo) ho sempre trovato abbastanza insapori.

                        *

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                          Re:Topolino 3547
                          Risposta #41: Lunedì 20 Nov 2023, 21:12:56
                          Onestamente non mi sono posto questo specifico problema, tuttavia ho trovato diverse fonti (facciamo finta che la questione sia davvero storica) che vogliono Cornelius nato circa nel 1790. Così ho scelto di farlo nascere con più precisione nel 1788, che quadra con i guai della famiglia Van Coot con la marina inglese che intercetta la nave di Jeroen nel primo episodio (per via delle ex colonie americane, ma anche perché la Repubblica delle Sette Province da cui provenivano è stata in guerra con la Gran Bretagna fino al 1784/85). come pure con i successivi rivolgimenti nelle suddette Sette Province. Da questo punto di vista, spostare in avanti la faccenda di un decennio non avrebbe funzionato.
                          Chiedo ancora all'ottimo Sisti perché non ha invece pensato a trasformare i molti nipoti di nonno Tom in figli: in fin dei conti nelle storie precedenti sono esplicitamente presentate molte famiglie del tipo genitori-figli (e non zii/nonni-nipoti), a partire da quella dello stesso Cornelius, e non penso ci sarebbe stato un veto se "nonno Tom" fosse diventato "papà Tom".

                          Concordo sul fatto che questa storia sia (di gran lunga) la migliore del numero ed una delle migliori dell'anno. Difficile scegliere quale sia la migliore, delle tre uscite sinora: ognuna ha i suoi pregi e non sono mai gli stessi.
                          « Ultima modifica: Martedì 21 Nov 2023, 01:50:17 da Fantasio »
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                            Re:Topolino 3547
                            Risposta #42: Lunedì 20 Nov 2023, 22:37:42
                            Ringrazio il maestro Sisti, sempre gentile nel darci questi background.

                            Mi permetto, se vorrà rispondere, di chiedergli quanti episodi abnia previsto ad oggi, salvi allungamenti.

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                              Re:Topolino 3547
                              Risposta #43: Martedì 21 Nov 2023, 09:17:49
                              - La parte finale della "Spada di ghiaccio" salva un po' il giudizio complessivo sulla storia. Lo stratagemma finale è intelligente e riesce a dare "pepe" ad una trama che per i 2/3 era stata troppo statica e noiosa.
                              Molto buoni, soprattutto in questo finale, i disegni di Canfailla che hanno goduto dell'ottimo lavoro sui colori di Debora Grazio.
                              - La seconda parte di Ducktopia non mi ha suscitato grosse sensazioni. A parte il fatto che unire due storie fantasy con molti punti in comune (la salvezza del luogo fantastico, la ricerca di un manufatto, lo scontro con un avversario) sugli stessi albi non è stata ben ponderata: leggerle una di fila all'altra tende a svilirle entrambe. Poi la sorpresa di
                              Spoiler: mostra
                              "Bocciolo" era veramente troppo telefonata: anche da come era stata disegnata in volto si vedeva da un miglio che sarebbe stata la vera rivale.
                              Rivedere ancora Gambadilegno come antagonista poi....veramente non se ne può più, in ogni dimensione e in ogni genere di storia tirano fuori lui come guastafeste. Ma mai che possa essere lui quello malefico davvero eh....
                              Nota di curiosità: i piccoli mostri che accerchiano Pippo menestrello (per intenderci i "conigli mannari") sono uguali uguali a quelli che Jeff Smith creò in Bone.
                              - Continua l'opera di Blasco Pisapia che con questi itinerari sta facendo proprio un grande lavoro! Questa volta ancora di più perchè in poche pagine riesce a unire tutti quei luoghi misteriosi, spettrali e malefici che si sono succeduti in quasi 100 anni di storie a fumetti. Questa trasversalità di epoche ha donato quel tocco in più che mi ha davvero entusiasmato. Bravissimo Blasco !
                              - Sisti con Cornelius riesce sempre a fare un grande lavoro: confeziona storie all'apparenza semplici ma ricche di risvolti umani. Devo dire poi che la connotazione avventurosa, curiosa ed eternamente propositiva che ha cucito addosso al fondatore è molto azzeccata. In una sequenza di albi che hanno guardato tantissimo al fantasy, ritrovare una storia "classica" del genere è un bel toccasana! Non sto qui poi a parlare di tutto il risvolto ciminiano perchè potrei andare ad inficiare una discussione già perfetta per com'è stata vissuta  :heart:
                              Simona Capovilla sta facendo sempre più passi in avanti: le sue tavole sono vive, piene di particolari e sempre dotate di una minuziosa regia. Davvero brava!
                              Nel totale giudico questo un Topo di medio valore se si fa la media tra la bellissima storia su Cornelius e le due storie fantasy di medio livello. Direi che 3 stelle sarebbe il voto più aderente alla realtà. Ma mezzo punto in più arriva per merito di Pisapia e dei ricordi che ha saputo smuovere. Quindi 3,5 stelle.

                              P. S. Ho l'abitudine di non leggere mai il topic prima di leggere il settimanale per evitarmi delle anticipazioni che possano "rovinare" la lettura. Vedere che le mie sensazioni su Tom e Caterina non erano frutto della mia sola fantasia è stato bellissimo. Ancora più bello poi vedere la discussione che s'è creata con il bravissimo Dippy Dawg ad anticipare il tutto e il generoso Sisti a svelarci tanti risvolti della vicenda attuale e di quelle future. Topic come questo sono il frutto di un "amore comune" che, quando viene vissuto nei modi e nei termini giusti da ambo le parti, lascia delle grandi emozioni. Discussioni come queste andrebbero incorniciate e tramandate ai posteri  :flower:
                              Io sono un cattivo... e questo è bello! Io non sarò mai un buono e questo non è brutto! Io non vorrei essere nessun altro... a parte me.

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                                Topolino 3547
                                Risposta #44: Martedì 21 Nov 2023, 09:35:28
                                Recensione Topolino 3547


                                 Scherza coi fanti e lascia stare i santi, raccomanda la saggezza popolare. O, per dirla in termini disneyani, gioca pure con il lettore, azzarda strade diverse e metti in discussione realtà consolidate, ma evita di toccare qualcosa che – fumettisticamente parlando – gli appassionati percepiscono come sacro. Ad esempio, la Spada di Ghiaccio

                                 Non era facile riprendere in mano, dopo tanto tempo, la mitica saga di Massimo De Vita ed essere all’altezza delle enormi aspettative che inevitabilmente si sarebbero create. Il primo tentativo fatto l’anno scorso, con Marco Nucci ai testi e Cristian Canfailla ai disegni, non aveva sortito gli effetti sperati, lasciando relativamente insoddisfatta l’esigente platea. All’annuncio di un nuovo capitolo, realizzato dal medesimo duo e anticipato a Halloween, non erano mancati, quindi, i mugugni.

                                 Al termine della terza parte di Topolino e la profezia del Cavaliere Scarlatto, possiamo affermare che stavolta l’operazione è riuscita meglio. Le puntate precedenti erano state caratterizzate da alti e bassi, ma l’ingegnoso epilogo dà loro una luce diversa.

                                 Oltre alle doti di Canfailla – che si conferma ottima scelta: riecheggia a tratti lo stile di De Vita, ma ha una propria innegabile originalità – le trenta tavole che aprono il numero 3547 di Topolino mettono in risalto il buon lavoro di Nucci. L’autore ha cesellato qui una sceneggiatura valida, in un’abile commistione tra l’utilizzo di nuovi elementi e il ripescaggio di quelli esistenti (pur un po’ sacrificati in taluni casi).

                                 In questo episodio è piacevole ritrovare, dopo decenni, una figura ironicamente maestosa quale il Vecchio della Montagna, e si rivelano davvero spassose le interazioni dell’ex custode della Stella di Aldebaran con il famelico Lupo che da sempre lo accompagna.

                                 
                                La morale della favola

                                 Lo humour che permea le pagine è ben dosato, e il colpo di scena finale, con il ribaltamento della prospettiva e l’incontro inatteso tra due autentiche leggende dell’Argaar, risulta spiazzante e al contempo credibile, poiché preparato con estrema cura. C’è spazio anche per la “morale della favola”, declinata in maniera irresistibile da Topolino e Pippo, con persino un intervento del venerabile Yor.

                                 Insomma, pur restando inavvicinabili le vette devitiane, il ritorno-bis segna un passo in avanti rispetto al primo esperimento, meno ispirato e convincente. Sulla necessità di continuare a dare seguiti a capolavori del genere si potrebbe aprire un lungo dibattito, ma è chiaro che, almeno in termini di mercato, l’iniziativa sta pagando.

                                 I cultori del fantasy possono gioire perché, al pari della settimana scorsa, assieme alla Spada di Ghiaccio trovano anche l’apprezzato Ritorno a Ducktopia. Magari sarebbe stato preferibile non sovrapporre le due saghe, dalle ambientazioni simili e con alcuni personaggi in comune, come Pippo, che, nel giro di poche pagine, passa senza colpo ferire da Cugino di Alf a Goofunculus.

                                 Nel secondo dei quattro episodi previsti, intitolato L’Imperatrice dei fiori, Francesco Artibani e Licia Troisi proseguono a ritmo sostenuto nella narrazione, separando i “Paperi” e i “Topi”, coraggiosamente pronti a correre seri rischi per salvare il regno di Ducktopia e la Terra, ma assai ingenui nel concedere la massima fiducia al personaggio fin lì ignoto che incrociano sulla loro strada… A questo proposito, il plot twist conclusivo appare piuttosto telefonato, ma d’altronde gli autori si dilettano a disseminare qua e là indizi, su tutti l’inquietante primissimo piano che chiude pagina 51.

                                 Francesco D’Ippolito ha modo di sbizzarrirsi in tavole di sicuro impatto, come la doppia delle pagine 52-53, e spicca anche l’intera pagina 70, che mostra la rocambolesca caduta dalle scale di Topolino assieme a un suo classico antagonista…

                                 Essendo solo a metà del cammino, staremo a vedere in che maniera procederà la saga, che nel capitolo iniziale di due anni fa ha avuto nel sorprendente finale il punto di forza.

                                 
                                Che responsabilità per Topi e Paperi…[/size][/i]

                                 Dopo una scorpacciata di fantasy, restiamo lontani – ormai pare sia una discutibile abitudine – dalla rassicurante “quotidianità” di Topolinia o Paperopoli, e torniamo indietro di un paio di secoli abbondanti, per la precisione al 1804. La fattoria dei bambini, terzo episodio delle avventure di Cornelius Coot, è il piatto più prelibato del numero.

                                 Questo “racconto di frontiera”, come l’ha definito il direttore Alex Bertani, è quanto mai coinvolgente. Sembra davvero di essere lì, con Cornelius e il fedele amico Marmotta, ad affrontare le difficoltà della vita da trapper, nel corso di un itinerario audace ed estenuante, che stavolta li porta “da qualche parte fra la Pennsylvania e l’Ohio”. Siamo in una zona spopolata, perché gran parte delle famiglie ha preferito trasferirsi altrove, in un piccolo centro urbano oltre le colline, e quindi l’isolata fattoria dove i due compagni di viaggio ricevono ospitalità è esposta alle razzie dei fuorilegge.

                                 Si vede nitidamente come Alessandro Sisti stia svolgendo un lavoro certosino nella ricostruzione di atmosfere e sapori dell’epoca. Sono delineati alla perfezione, e inseriti in modo appropriato nel contesto storico, anche i personaggi secondari, come il burbero nonno Tom, che pian piano si scioglie narrando a Cornelius il suo passato di tamburino nella guerra d’indipendenza (molto gradita la reminiscenza ciminiana), la saggia e comprensiva nonna Caterina e la nipote Greta, dolce, sagace e determinata.

                                 Valori quali la solidarietà, la lealtà e l’amicizia emergono limpidi e senza retorica in questo delizioso affresco della vita dei pionieri, che richiama spontanee alla mente remote suggestioni cinematografiche: ad esempio, seppure nel libretto siamo in un periodo antecedente all’epopea del Far West, certe pellicole con John Wayne dirette da John Ford (ma anche il Trinità di Terence Hill!).

                                 
                                 Lo sceneggiatore è coadiuvato ai disegni da Simona Capovilla, che sta sfruttando al meglio l’opportunità offertale fin dal secondo capitolo, Lo stato senza mappa, uscito ad aprile, dopo che il debutto, L’esilio dei Van Coot, con le matite di Ivan Bigarella, era stato premiato con il Topo Oscar quale miglior storia lunga dell’anno scorso. E chissà cosa ci riserverà in futuro questo magnifico percorso, che uno dei nostri eroi dovrà proseguire in solitudine…

                                 Oltre al consueto Che aria tira di Silvia Ziche, il libretto conta anche tre one page. Quella in chiusura, Soluzioni alternative, realizzata nelle vesti di autrice completa dalla promettente Giulia Lomurno per la rinnovata serie Dal diario di Paperina, illustra una gag semplice ma simpatica con Pico. Le altre due sono dedicate al cantautore Mr. Rain, molto amato dai più piccoli, ribattezzato per l’occasione Mr. Piogg nella versione paperizzata di Roberto Gagnor e Alessandro Perina.

                                 In definitiva, il numero non può che incontrare il favore dell’ampia fetta di pubblico amante dei mondi fantastici. È, però, soprattutto la bella storia di Cornelius a nobilitare l’uscita, per una valutazione globale che si attesta sulle tre stelle e mezza.



                                Voto del recensore: 3.5/5
                                Per accedere alla pagina originale della recensione e mettere il tuo voto:
                                https://www.papersera.net/wp/2023/11/21/topolino-3547/


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