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Topolino 3551

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di Matteo Gumiero

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Topolino 3569

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    Re:Topolino 3569
    Risposta #15: Lunedì 22 Apr 2024, 09:16:51
    Bel Numero davvero.

    Bellissima quella del corsaro sostenuta da disegni e colori che mi son piaciuti moltissimo , speranzoso il prologo di Casty (nel senso che sono io a sperare di legger un nuovo classico) e sto pure apprezzando quella delle streghe. Poche parole per promuovere pienamente il numero che anche solo per la piratesca vale l acquisto per i non abbonati.
    Grazie Babbo anche per quella volta nel 1980 in cui sei tornato a casa con un Topolino in mano chiedendomi se mi andava di leggerlo...non ho più smesso.

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    PolliceSu
      Re:Topolino 3569
      Risposta #16: Sabato 27 Apr 2024, 19:11:26
      Mi sono deciso finalmente a recuperare i tre episodi de Il mondo di ghiaccio: la curiosità era troppa per aspettare fino all'uscita di Topolino 3570, che conterrà l'ultimo episodio. La storia che ho letto finora è davvero avvincente. Ben scritta, soprattutto nei dialoghi, e ottimamente congegnata: è il primo capitolo che leggo, del nuovo ciclo su Amelia e le sue amiche "streghe vulcaniche", eppure nel mezzo di una vicenda elaborata sono riuscito a conoscere e riconoscere subito la pletora di nuovi personaggi che animano il mondo streghesco, di sicuro anche grazie alla loro caratterizzazione fisica, che non è forse opera di Giuseppe Facciotto ma viene da questi magistralmente interpretata.

      Lo stesso è avvenuto con quegli elementi del mondo magico di turno che spesso nei libri fantasy vengono presentati barbosamente e improficuamente. Enna invece è stato capace di inserire nel racconto luoghi, figure, consuetudini e archetipi dell'ambientazione stregata in maniera agile e comprensibile, persino contribuendo ad aumentare in me l'interesse verso la vicenda: non sapete quanto mi appassionano i piccoli dettagli come quelli relativi all'amministrazione della magia, tra Consigli, magistrate, "streghe massime", registri e procedure.

      I disegni, elaboratissimi e stupendi, costringevano ad una, da me ben accolta, interruzione della lettura, che permetteva di fare il punto della situazione sia grafica (stare qualche secondo a guardare i dettagli) sia narrativa (richiamare alla mente la posizione attuale dei personaggi nei numerosi luoghi in cui si svolge la storia). Una menzione d'onore per la resa eccellente di Amelia, perfettamente espressiva, animosa, adulta e umana; di Grilla, nel cui volto mi è sembrato di rivedere Sciarrone, e delle due "vulcaniche" Bruja e Circe.

      Risulta inevitabile tracciare un parallelo tra la storia di Bruno Enna e quella d'apertura. Scritta da Vito Stabile, che si dimostra ancora un po' acerbo nei dialoghi, la vicenda, ambientata nel XVI secolo inglese di Enrico VIII, ricorda una tipica storia in costume ma non lo è: la somiglianza tra lo Zione e Malcolm de' Paperoni permette sostanzialmente di scrivere storie di Paperone, ma in mondi e tempi diversi da quelli del Klondike e della corsa all'oro, ormai abusatissimi: accolgo con piacere una serie su Malcolm, poiché preferisco di gran lunga l'Inghilterra dell'età moderna all'America di fine ottocento, che non sopporto.

      La vicenda scorre e lancia un amorevole e condivisibile messaggio.
      L'ottima regia di Vito è caratterizzata da numerose vignette lunghe e strette, di gusto spiccatamente cinematografico, che permettono una certa agilità nelle scene dialogiche, espressive o con tanti personaggi, e che sembra ci vogliano far abbracciare con lo sguardo il ponte del Falcon Rover, la nave su cui Malcolm è imbarcato. I personaggi di Ferracina soddisfano appieno, le ambientazioni un po' meno: la sala del trono di Enrico VIII è aperta e dà su una Londra dal cielo terso e sviluppata in altezza! Mi hanno stupito, stavolta in positivo, le varie tavole intere e aperte, che assumono l'aspetto di veri e propri quadretti; il duello con le spade a pagina 63, nelle quali si susseguono quattro posizioni di attacco senza la gabbia delle vignette, e quindi con maggiore libertà e resa cinetica; infine, l'ultima tavola, muta, che come ad anello conclude questa storia dov'era iniziata, lasciando un dolce sapore in bocca per una storia non perfetta o eccellente, ma davvero buona.

      La breve di Panaro ha un soggetto interessante ma è forse troppo affrettata e con un Paperoga più simile a Pippo che alla sua originaria caratterizzazione. I disegni di Mazzarello, dai becchi enormi e pieni di dettagli e scritte inutili, appesantiscono una storia che avrebbe dovuto essere molto più scorrevole. Mi ha ricordato Zio Paperone e il mistero di "Persecutor": nella vicenda di questo numero, però, la "mania persecutoria" del povero cugino è dovuta al senso di colpa, mentre in quella di Cimino e Gatto aveva radici più profonde.

      Chiude questo bello e soddisfacente Topolino 3569 il prologo alla nuova storia di Casty, che fa tutto ciò che ci si aspetta da un prologo: riassume le puntate precedenti e stuzzica la curiosità del lettore verso quelle future.
      « Ultima modifica: Sabato 27 Apr 2024, 19:13:01 da ilFumettista »

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      luciochef
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      PolliceSu
        Re:Topolino 3569
        Risposta #17: Lunedì 13 Mag 2024, 09:10:08
        - Vito Stabile amplia le vicende di Malcolm De Paperoni con la storia in due parti "Il Corsaro". La vicenda è interessante e si lascia leggere con piacere. Durante il viaggio la personalità del giovane prende sempre più corpo e le vicissitudini, ma soprattutto la vicinanza di Elaine, lo aiutano a forgiare al meglio il proprio carattere. Buona la trama di fondo del pirata Blackwing.
        Disegni di Ferracina sempre più belli e con una libertà espressiva che sfrutta l'intera pagina in base al momento.
        - Terzo episodio della saga di Enna sulle streghe che innesta davvero la marcia superiore e comincia a macinare consensi. La trama ha un'improvvisa accelerata e tanti misteri stanno trovando una sorta di soluzione, solo per essere però sostituiti da altri ancora più stuzzicanti. Grosse aspettative per il finale !
        - "Paperoga e il rammarico persecutorio" è una breve leggera e senza grosse pretese. Fa il suo lavoro senza particolari guizzi.
        - Bello il prologo e l'intervista a Casty che preparano il lettore ad uno degli eventi clou degli ultimi anni. Hype alle stelle !
        Un buon numero che raccoglie 3 meritate stelle.
        Io sono un cattivo... e questo è bello! Io non sarò mai un buono e questo non è brutto! Io non vorrei essere nessun altro... a parte me.

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        Anapisa
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          Re:Topolino 3569
          Risposta #18: Martedì 14 Mag 2024, 21:41:10
          Breve commento dovuto al mio ritardo nelle letture, avrei potuto risparmiarlo ma ci tenevo a lasciare il mio pieno consenso alla storia del Corsaro, davvero avvincente!! Merita tutto l'albo, iconica la prima tavola contenente il titolo (sembra quasi un manifesto del cinema!) .
          Bel colpo di scena finale per le streghe, buffa e divertente la breve di Paperino e Paperoga e..per Casty non serve scrivere nulla  ;D

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            Topolino 3569
            Risposta #19: Venerdì 31 Mag 2024, 11:26:31
            Recensione Topolino 3569


             Topolino 3569 poggia prevalentemente sulla prima lunga storia, ovvero Le parole giuste, secondo episodio della serie di avventure de Il Corsaro, ovvero il giovane Malcolm de’ Paperoni, antenato creato da Carl Barks nel 1956.

             Vito Stabile dà vita ad una trama interessante, in cui la ciurma di corsari si trova in acque perigliose, avendo a che fare con il temibile Billy Blackwing, terrore delle navi di Sua Maestà. La parte squisitamente avventurosa si mischia con quella maggiormente intimistica, in uno stile ormai tipico del giovane sceneggiatore. Malcolm appare per quello che è: un giovane scalpitante che vuole farsi strada nel mondo. A farne apprezzare il ruolo sono anche i personaggi di contorno, a partire da Elaine e dalla sua melanconica ricerca.

             Il twist narrativo della storia, nonostante una certa flessibilità da un punto di vista storico, appare convincente, così come convincente è l’utilizzo del cattivo. Quella che risulta probabilmente più indigesta è la gestione stessa del ruolo dei corsari. La ciurma di Malcolm deve inevitabilmente essere all’acqua di rose, disarmata e fornita solo di buoni propositi e “della forza della nostra unione”, come ci ricorda il capitano Greenbottle. La necessità di barcamenarsi tra questi due aspetti – armi e buoni propositi – risulta in alcuni casi parecchio straniante.

             
            Teatrali entrate in scena

             Mario Ferracina ai disegni realizza un lavoro maestoso, sbizzarrendosi in splash-pages e vignette dal taglio cinematografico. Particolarmente riuscita la scena finale del duello, che mi ha ricordato la celebre scena finale dell’Amleto di Gianni De Luca. I colori di Emanuele Virzì, dai toni acquarellati, rendono bene sia le atmosfere marinare, sia quelle maggiormente intimistiche, dedicate alle difficoltà di comunicazione famigliare.

             Proprio quest’ultimo punto risulta particolarmente riuscito. Stabile riesce a parlare di un tema non banale – il rapporto con i propri genitori – anche in una situazione temporalmente molto lontana da noi. Ma, dato che si tratta di tematiche sempre attuali, risulta ancor più importante parlarne, specie in una pubblicazione rivolta, in primis, ad un pubblico giovane. Inoltre, ma questa è una suggestione personale, non ho potuto non pensare ad un’altra futura lettera

             
            Reminiscenze potteriane

             Il numero prosegue con la terza e penultima puntata de Il mondo di ghiaccio – Amelia oceanica contro le streghe vulcaniche. Enna prosegue nella costruzione del mondo magico di Amelia, con chiare ispirazioni da Harry Potter. Il dipanarsi del mistero, nonché il carattere dei personaggi, risultano assolutamente credibili e aiutano il lettore ad immergersi nella vicenda e ad essere coinvolto nella lettura. Facciotto prosegue l’eccellente trend grafico della storia, avendo in gran cura sia le inquadrature che, soprattutto, gli sfondi e i costumi, ricchi di dettagli e di credibile realismo.

             La breve Paperoga e il rammarico persecutorio (Panaro/Mazzarello), funziona bene per quello che deve fare. La sua sottile vena inquieta riscatta quella che poteva essere una storiella banale. E ci fa anche riflettere sulle aspettative che riponiamo sugli altri e su come gestire i giudizi altrui. Torna inoltre un’autoconclusiva dedicata a Battista, del ciclo ad opera di Roberto Gagnor e Simone Tempia, per i disegni di Carlo Limido e i colori di Diana Laudando.

             
            Incontri inquieti

             Chiudono il numero, infine, le dieci tavole di prologo a Topolino e la Spectralia Antartica. Casty ritorna da autore completo (con le chine di Michela Frare e i colori di Manuel Giarolli, supervisionati dallo stesso Casty) con una storia in più episodi, a quasi cinque anni di distanza da Topolino e il castello sulla luna. In particolare, l’autore goriziano prosegue la sua personale serie su Atlantide (che potete trovare negli ottimi volumi 2 e 3 della Thriller Collection).

             Il prologo funge da riassunto, ricco di vignette a tutta pagina, delle tre storie precedenti, permettendo al lettore di riconnettersi con la complicata ricerca del continente perduto. Oltre a questo, vediamo i nostri tre protagonisti – Topolino, Pippo ed Eurasia Tost – in una situazione di estremo pericolo, e dunque nella situazione ideale per il lettore di scoprire che cosa succederà.

             Sul versante delle rubriche il numero è completato da un’intervista allo stesso Casty, dalla lezione di Stefano Intini su come disegnare Archimedee da un focus sulle uscite editoriali da presentare al Comicon di Napoli.



            Voto del recensore: 3/5
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            https://www.papersera.net/wp/2024/05/31/topolino-3569/


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