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Topolino 3553

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di Fabrizio Fidecaro

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Topolino 3553

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    Re:Topolino 3553
    Risposta #30: Martedì 2 Gen 2024, 15:40:29
    Personalmente sono, se non preoccupato, infastidito nel dover constatare come la saga K di Luca Barbieri si confermi, al suo secondo capitolo, essere un brutto e pericoloso precedente.

    Barbieri sbaglia nel metodo e nel merito, secondo me. Mi spiego: è importante chiarire prima il proprio intento e le regole del gioco, in maniera tale che il lettore possa adeguarsi e scegliere se aderire o meno. Vuoi fare una storia scollegata dal peso della continuity? Benissimo, valuterò se mi interessa o meno, se ne vale la pena o meno, la fruirò senza tenere in considerazione quell'elemento. Vuoi inventarti una nuova continuity? Rischioso, potenzialmente dannoso, ma almeno so cosa aspettarmi. Dici di voler fare una storia che rispetta la continuity e che semmai amplia, muovendosi "negli spazi bianchi" tra una storia e l'altra? Allora però lo devi fare bene, perché si tratta di regole che non eri necessariamente tenuto a seguire ma alle quali tu stesso hai deciso di sottostare.

    Tutto questo e poi però mi infili Nonno Bassotto, Cuordipietra Famedoro, Soapy Slick, Doretta Doremì, creando ogni volta incongruenze palesi, evidenti e neanche così facilmente risolvibili.

    Mi viene il dubbio che Barbieri in realtà abbia letto solo una parte della Saga di Don Rosa nel cui solco sostiene di volersi inserire, probabilmente il capitolo 8 ambientato effettivamente nel Klondike...dimenticandosi però che la Saga era composta da 11 altri capitoli, che puntualmente ignora generando errori.

    Ora, io non credo che la continuity sia una zavorra, un peso, un limite, un tabù e tantomeno "lacci e lacciuoli" (espressione che con buona pace di Campanella e Carli, oltre a ricordarmi gli eccessi del liberismo imprenditoriale, mi ricorda di un certo sorridente tycoon diventato per molti anni Presidente del Consiglio, figura perlomeno discutibile, un populista demagogo decisamente non noto per avere a cuore i corpi intermedi della democrazia).

    Penso che a volte anzi sia utile ricordarla per evitare di avere scarsa originalità, allenare la mente aggirando il problema e trovando soluzioni nuove e così via. Uno stimolo, uno spunto, fonte di ispirazione, una preziosa alleata. Uno sprone, come diceva Ruhan, al quale mi accodo. Ma ad ogni modo, sono totalmente d'accordo sul fatto che si possano fare ottime storie senza tenere conto della continuity.

    E il punto è proprio questo: di citare per forza il passato non gliel'ha ordinato il dottore, a Barbieri (ma anche ad altri, è un discorso che vale anche per casi analoghi del passato recente e presente, se non del futuro). Non capisco anzi perché tutti questi autori che vogliono scrivere qualcosa di nuovo e diverso vadano ad impelagarsi in un passato già scritto e sviscerato. Perché non raccontare qualcosa di ambientato nel presente? Chi ve lo vieta? Oppure raccontate qualcosa di nuovo, ambientato nel passato ma con protagonisti personaggi nuovi (che mi rendo conto che non abbia lo stesso appeal di usare Paperone, but still...). Oppure, se volete per forza immischiarvi nella continuity ed è il vostro intento dichiarato, magari non fate il compitino ma leggetevi tutta la storia dentro la quale volete inserirvi, non solo alcune pagine come fosse un menu, scegliendo alcune cose e ignorando altre. O tutto o niente.

    E poi, è proprio necessario A) scrivere una storia ambientata nel passato e B) scriverla facendo errori e contraddicendo altre storie? E se era davvero inevitabile, per cosa è stato fatto? Qual era lo scopo, la grande ambizione dietro? Una storia che, come dice il Grande Tiranno, è un banale divertissement e poco più?

    Il problema di queste storie di Barbieri è che ha scelto di entrare a gamba tesa nella Saga: poteva benissimo infilarsi in maniera indolore, senza toccare ciò che era già stato fatto. Invece ha avuto la superficialità di non informarsi e l'arroganza di voler narrare lui, stavolta, le "origini" di importanti elementi del cast disneyano e della lore paperoniana-barksiana-donrosiana. Prima Nonno Bassotto, ora Cuordipietra Famedoro...tutto ciò cozza un po' con il suo intento di non voler contraddire la Saga. Ci vorrebbe un po' più di umiltà da parte di alcuni autori rampanti. Bisognerebbe mettere da parte l'ego e mettersi al servizio della storia. Oppure, se si hanno ambizioni, scegliere se fare qualcosa di nuovo che si ponga ufficialmente in "competizione" col canone ufficiale (legittimo) o studiare ciò di cui si parla per non fare un lavoro sciatto e superficiale che "cita" solo nominalmente un qualcosa di già stabilito. Se pensi di far di meglio di Barks e Rosa, accomodati, mettiti in gioco ma esplicitalo. Se ti fai scudo con loro dichiarando a parole di rispettarli ma non facendolo nel concreto, allora è una furbata che però è facilmente smentibile e sgamabile, non ci si fa una bella figura. Oppure, si può sempre fare altro, narrare altro. Forse bisognerebbe mettere una moratoria sulle storie ambientate nel passato o nel citare la Saga in ogni numero, se i rischi sono questi.

    PS: Cuordipietra usiamolo nel presente, invece di aggiungere ingombranti pezzi al suo passato: già il buon Gervasio forse ha ecceduto, tra il renderlo un finto professore di latino e poi addirittura un sindaco di Paperopoli, oltre che nemesi fissa di Fantomius. Il futuro di Famedoro penso sia più interessante del suo passato.
    « Ultima modifica: Martedì 2 Gen 2024, 15:52:44 da Sommo Zotnam »

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    Cornelius
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      Re:Topolino 3553
      Risposta #31: Martedì 2 Gen 2024, 17:14:22
      Aggiungo solo che noto anch'io una certa inflazione dell'ambientazione "corsa all'oro", ma soprattutto comincio a vedere un po' troppo inflazionato il personaggio di Cuordipietra! Ormai sta dappertutto e in tutte le epoche!
      PS: Cuordipietra usiamolo nel presente, invece di aggiungere ingombranti pezzi al suo passato: già il buon Gervasio forse ha ecceduto, tra il renderlo un finto professore di latino e poi addirittura un sindaco di Paperopoli, oltre che nemesi fissa di Fantomius. Il futuro di Famedoro penso sia più interessante del suo passato.
      Concordo in parte con questi giudizi: è vero che le presenze di CF in epoche passate sono piuttosto 'variegate' e sicuramente il suo futuro sarà interessante come quello di Paperone (aspetto sempre un terzo atto della ipotetica 'trilogia di Artibani, fra le altre cose). Però è anche vero che, essendo coetaneo dello ziastro, un passato piuttosto 'denso' lo avrà avuto anche lui. Sta agli autori utilizzarlo nei modi e nei tempi giusti. Ad esempio la sua presenza nel Klondike non è 'strana', dal momento che diversi sudafricani dell'epoca vi parteciparono, 'allenati' dalla precedenza esperienza (anche diamantifera) fatta nel loro paese.

      E infatti Barbieri li inserisce fin dal primo capitolo uscito due mesi fa, protagonisti di un regalo fatto allo zione (il diamante Stella del Transvaal) che aveva collaborato con loro e scovato una vena aurifera nella loro concessione fino ad allora poco generosa. Quasi un 'prologo' per l'arrivo di un altro sudafricano con il quale certe collaborazioni sono impossibili. Questa presenza di CF in Klondike, coerente con gli spostamenti del tempo ma inaspettata per la conoscenza diretta e 'certificata' fra i due giovani paperi, ha comunque un senso come potrebbero averlo ancor di più altre situazioni storiche.

      Ad esempio, visto che si parla di corse all'oro, perché non approfondire quella sudafricana appena accennata da Don Rosa nella sua Saga? Vedere come Cuordipietra si sia arricchito fra giacimenti auriferi e diamantiferi, circondandolo di personaggi nuovi, non potendo più utilizzare Paperone per i motivi ben noti (al di là del donrosiano Terrore del Transvaal) in quel triennio in cui visse in Sud Africa. Lo si sta facendo con Cornelius Coot, raccontando la sua epopea giovanile nel passaggio tra la East e la West Coast; perché non farlo anche con Famedoro, 'storicizzando' il suo periodo pionieristico che lo porterà a costruire un Money Bin nella Valle del Limpopo?

      Sicuramente non ne uscirebbe fuori un quadro 'per educande' e se la Saga di Paperone è tutta incentrata su determinati valori, quella di Cuordipietra lo sarebbe su 'altri'. Però potrebbe essere l'occasione per comprendere (non giustificare) diverse sue 'marachelle' (se così vogliamo chiamarle) e comportamenti decisamente scorretti, risalendo magari a forti delusioni avute in gioventù o problemi familiari non del tutto risolti. Il tutto condito da intervalli anche comici oltre che avventurosi, al di là delle cattiverie fatte, tanto per rendere più leggera (e leggibile) una saga che risulterebbe altrimenti troppo pesante per un fumetto che ufficialmente è rivolto ai più giovani.
      « Ultima modifica: Martedì 2 Gen 2024, 17:39:26 da Cornelius »

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      Cornelius
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        Re:Topolino 3553
        Risposta #32: Martedì 2 Gen 2024, 19:14:31
        Dici di voler fare una storia che rispetta la continuity e che semmai amplia, muovendosi "negli spazi bianchi" tra una storia e l'altra? Allora però lo devi fare bene, perché si tratta di regole che non eri necessariamente tenuto a seguire ma alle quali tu stesso hai deciso di sottostare.
        Tutto questo e poi però mi infili Nonno Bassotto, Cuordipietra Famedoro, Soapy Slick, Doretta Doremì, creando ogni volta incongruenze palesi, evidenti e neanche così facilmente risolvibili.
        Riguardo gli ultimi due personaggi non vedo incongruenze palesi (magari sbaglio dimenticandomi alcune cose) anche perché le loro storie sono sempre state legate al Klondike (a parte alcuni soggetti con Doremì a Paperopoli). Il raggio temporale delle loro apparizioni resta, di base, quello circoscritto alla Corsa all'Oro o, nel caso, a periodi successivi e non anteriori.

        Invece riguardo i primi due ci sono effettivamente delle incongruenze: considerando una continuity storica e generalmente accettata, ho ricordato in precedenti post che dieci anni prima i giovanissimi CF e ZP si erano incontrati in Sud Africa e dieci anni dopo gli stessi giovani paperi dovrebbero riconoscersi e ricordarsi dell'accaduto non banale nel quale sono stati protagonisti. NonnoBassotto/Cuornero/Beagle Bob ha avuto a che fare con Paperone nel Mississippi di 17/18 anni prima: non può essere un perfetto sconosciuto.

        Restare ancorato ad una continuity donrosiana cronologicamente passata sarebbe stato non solo più coerente ma anche più stimolante per Luca Barbieri che poteva far rivangare dai protagonisti gli accadimenti non così lontani che li avevano coinvolti. Come scritto in precedenza, di base non disdegno questa frequentazione 'palese' dei due paperi antecedente il Torneo Monetario di Barks (la storia di Barbieri è la prima in tal senso).

        Don Rosa e Marco Gervasio sono stati molto attenti a 'calibrare' i rapporti fra i due (fra generalità non dette e 'sfioramenti' paperopolesi) anche se questa 'tecnica' rende comunque impossibile la continuazione di una rivalità palese, vis à vis, che pure sarebbe stato bello raccontare fin dalla gioventù e non partendo da una classica età anziana che pure tante 'soddisfazioni' ci ha già dato. Un Terrore del Transvaal replicato in anni cronologicamente prossimi, in altri lidi e in altre circostanze, non sarebbe stato male. 

        Sicuramente Paperone e Cuordipietra avranno modo di scontrarsi anche in futuro, come scritto da Sommo, e potremo leggere comunque belle storie. Ma sarebbe stato bello anche dare un passato storico a questa rivalità, a cominciare da quella giovanile, in Sud Africa come in Klondike o nella Paperopoli degli anni '30 (in quest'ultimo caso di 'mezza età').
        E' per questo che non mi scandalizza l'abbattimento (magari unico, fine a se stesso) di un classico 'paletto' barksiano.
        Un 'sacrificio' che potrebbe portare ad uno sviluppo clamoroso di storie inerenti questo nuovo plot. Sperando da parte dei possibili autori di non mettere troppe carte in tavola o, nel caso, di saperle giocare bene.
        « Ultima modifica: Martedì 2 Gen 2024, 19:38:35 da Cornelius »

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          Re:Topolino 3553
          Risposta #33: Martedì 2 Gen 2024, 20:41:13
          Visto l'andazzo dei diari del Klondike nel tirare fuori antagonisti fuori luogo, secondo me in una storia futura salterà fuori anche un giovane Rockerduck.

          Ad esempio la sua presenza nel Klondike non è 'strana', dal momento che diversi sudafricani dell'epoca vi parteciparono, 'allenati' dalla precedenza esperienza (anche diamantifera) fatta nel loro paese.

          E infatti Barbieri li inserisce fin dal primo capitolo uscito due mesi fa, protagonisti di un regalo fatto allo zione (il diamante Stella del Transvaal) che aveva collaborato con loro e scovato una vena aurifera nella loro concessione fino ad allora poco generosa. Quasi un 'prologo' per l'arrivo di un altro sudafricano con il quale certe collaborazioni sono impossibili. Questa presenza di CF in Klondike, coerente con gli spostamenti del tempo ma inaspettata per la conoscenza diretta e 'certificata' fra i due giovani paperi, ha comunque un senso come potrebbero averlo ancor di più altre situazioni storiche.
          Secondo Wikipedia, i quotidiani americani hanno riportato la notizia che è stato scoperto l'oro nel Klondike un anno dopo, ovvero nel 1897. Praticamente lo stesso periodo in cui Paperone ha trovato la petita uovo d'anatra (lo si legge nel quotidiano che appare nel capitolo 9 della saga). Non sappiamo quando la notizia arrivò in Sudafrica, ma credo che se Cuordipietra volesse partire appena gli è arrivata la notizia credo che sarebbe arrivato intorno al 1898, stesso anno in cui Sameul Steele interviene per riportare la legge a Dawson.
          Poi sinceramente non lo ci vedo a fare il cercatore d'oro, secondo me almeno inizialmente la sua ricchezza dovuta ad azioni disoneste.

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            Re:Topolino 3553
            Risposta #34: Mercoledì 3 Gen 2024, 00:32:40
            Condivido le parole di @Sommo Zotnam. E aggiungo qualche notarella sparsa. Come mi viene.

            1) Ha ragione Zotnam, quando dice che il passato — come luogo narrativo — è inflazionato. Non concorderei, se si trattasse di personaggi non-Disney. Ma nel caso dei personaggi Disney, l'impressione è che si scelga di rimescolare il passato per non dover mettere mano al presente e al futuro.
            Insomma: il presente e il futuro del personaggio devono essere pressoché fissi ed eterni. Quindi? Quindi, possiamo sbizzarrirci solo nel passato. Nel passato, i personaggi possono fare questo o quello. Andare lì o là. Fare tutti i tipi di esperienze possibili che, a differenza di quelle presenti, potranno non concludersi nel giro di una trentina di pagine, tornando alla solita normalità, ma che potranno avere conseguenze visibili nel tempo; chiaro: purché siano le conseguenze fissate dal canovaccio! Insomma: purché si tratti di semplici giustificazioni a posteriori di quanto, nel presente, deve rimanere uguale. Perchè? Perchè, in quest'ultimo, deve regnare sovrano il canovaccio eterno.

            Lo sperimentare nel passato è, insomma, un osare "per finta", ormai. Mettere Paperone in varie situazioni passate che, tanto, non toccheranno di una virgola la caratterizzazione presente o futura della vita del personaggio. Un po' perché vanno a toccare cose già fissate dal Don e che hanno già influito sulla caratterizzazione del canovaccio (ormai) eterno. Un po' perché sono semplici (ripeto) giustificazioni di quest'ultimo. Non lo toccano, ma lo giustificano nel passato. Il presente eterno domina incontrastato.

            Bel canovaccio eh. Per carità. Ci sono affezionato anche io. Ma definire un nuovo canone, non nel passato, ma nel presente e nel futuro di Paperone (visto che parliamo di lui), senza sconvolgere il personaggio eh, ma dando nuova linfa, non sarebbe male.
            Lo preferirei, di gran lunga, all'inventare infinite giustificazioni a posteriori riguardo ogni possibile cosa del presente rimasta non giustificata (dal perché Paperone abbia scelto il blu per il deposito, al perché il suo bastone non sia tutto giallo e altre inezie).

            E, invece, non si osa. Quasi mai. E si continua a rimescolare il passato. Unico luogo concesso per qualche variazione. Purché non abbia alcun effetto reale nel presente.


            2) Si vuole proprio ambientarle nel passato queste benedette avventure? Non si resiste alla tentazione? Va bene. Il passato di Paperone è pieno di spazi bianchi. In quegli spazi si può sperimentare e aggiungere. Ma, in primo luogo, serve un autore in grado di assumersi una tale responsabilità e, in secondo luogo, serve INVENTARE da zero. Lasciare perdere i personaggi donrosiani e inventare nuove situazioni.

            Si vuole ignorare Don Rosa? Ma lo si faccia pure. Non mi pare che qualcuno pianga il fatto che PKNA entri in contraddizione con la continuity martiniana di Paperinik. Anzi. È proprio quello l'incipit. Non vedo, allora, perché Don Rosa dovrebbe essere un canone intoccabile. Si può ignorarlo totalmente e creare un canone alternativo o si possono sfruttare gli spazi bianchi lasciati dal canone donrosiano (come dicevo).
            Ma, in entrambi i casi, non si può alloggiare un piede in due scarpe. Non si possono utilizzare i personaggi del Don. Non perché siano sacri. Ma perché sono nati per altro e, ad usarli senza seguire gli incastri del Canone, si finisce per fare pasticci e snaturamenti. Tanto vale inventarne di nuovi. No?
            Si finisce, tra l'altro, per offrire al lettore cose e situazioni trite e ritrite, al gusto di "già visto", ma fatte peggio e in modo più banale (per paura di contraddire troppo il Maestro). Concordo, anche qui, con Zotnam. Bisogna essere chiari e andare avanti per la strada scelta.

            Si vuole inventare un passato — faccio un esempio a caso — nel quale Paperone, per contrastare Amelia, si dà alla magia e diventa discepolo di un vecchio mago inquietante, con situazioni a metà tra il gotico e il fantastico? Ottimo. Lo si faccia. Questo entra in contraddizione con il passato immaginato da Don Rosa? Chi se ne frega! Basta che sia dichiarato e chiaro, senza usarne i materiali e la continuity, ma male o senza alcun rispetto.

            Basterà utilizzare questo episodio per spiegare la presente tendenza di Paperone a ricorrere, invece, a metodi (in maggioranza) non soprannaturali. Magari l'apprendistato si è rivelato un fallimento o un qualcosa di troppo pericoloso, in grado di corrompere Paperone, tanto da fargli trascurare gli affari.

            3) Per quanto mi riguarda — e mi ricollego al punto (1) — gli esperimenti più interessanti sono quelli che introducono qualcosa di nuovo nel presente: nuovi personaggi o nuovi episodi in grado di ripercuotersi nel futuro. Perciò apprezzo molto Casty (ma non solo), nella sua capacità di creare una sorta di continuity nei rapporti tra Topolino e Macchia Nera. Alcuni episodi si fissano più di altri e generano effetti citabili nell'avvenire dei personaggi. Questo è fonte di nuovi incipit. Motore per future avventure, a partire da alcuni punti fissati in precedenza.

            Anche l'introduzione di nuovi personaggi è fecondo. Ad esempio, il Dottor Piuma. Mi pare apparirà nelle prossime storie. Alcuni lo hanno ritenuto prematuro o inaspettato. A me fa ben sperare. Potrebbe serbare bellissime sorprese.

            Insomma: non si tratta di sperimentare per il gusto di sperimentare. Introdurre nuove situazioni, nuovi punti "fermi", nuovi personaggi, nuovi rapporti, nuove avventure in grado di ripercuotersi successivamente, rende possibile avere — in futuro — il "là" per inventare nuove storie, ricollegandosi a quanto accaduto nella nuova "continuity". E questo permette di smuovere un poco le acque e non riproporre sempre le stesse cose, sperando — così — di non sbagliare mai.
            « Ultima modifica: Mercoledì 3 Gen 2024, 01:22:31 da Ruhan »

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              Re:Topolino 3553
              Risposta #35: Mercoledì 3 Gen 2024, 09:38:34
              Io penso (e spero!) che Barbieri sapesse del precedente incontro tra Paperone e Cuordipietra, magari ha dato per scontato che lo Zione non riconoscesse il bovaro perché non ha una fisionomia particolarmente originale. Va da sé che un pensiero del più duro dei duri che esprime un dubbio tipo "Ma a me questo qui è familiare..." sarebbe stato opportuno e avrebbe fugato molti dubbi; inoltre solo un progetto di continuity ben elaborata fa sì che scomodare il sudafricano sia stato effettivamente indispensabile.

              Comunque concordo con chi dice che le pagine bianche nel passato di PdP sono troppo gustose per non infilarcisi a capofitto, ma effettivamente stanno diventando troppo affollate di personaggi già noti all'universo disneyano; qualcuno potrebbe (e dovrebbe?) prendersi la briga di creare nuove entità che magari lì nascono e lì rimangono (mi viene da citare Slick, che - vado a memoria - non ho mai visto sulle pagine del "Topo").

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                Re:Topolino 3553
                Risposta #36: Mercoledì 3 Gen 2024, 12:43:01
                (mi viene da citare Slick, che - vado a memoria - non ho mai visto sulle pagine del "Topo").
                È comparso in "Road to World Cup" e in "Zio Paperone re del Klondike", oltre che naturalmente in "L'ultima slitta per Dawson" (anche se su Zio Paperone).

                Per il resto concordo con Zotnam, invece per rispondere a Ruhan dico che IMHO si potrebbe ignorare Rosa utilizzando personaggi come Doretta o Soapy, che sono stati infatti creati da Barks (Paperino e la stella del Polo e Zio Paperone a nord dello Yukon), ma al di là che queste operazioni come in questo caso spesso lasciano il tempo che trovano, è assolutamente insensato dire di volersi ricollegare e poi contraddire tutto.

                Ah, ti segnalo che il presupposto di PKNA è proprio quello di essere in continuity col Paperinik classico di Martina.  :thankYou:
                Catturamento Catturamento!

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                  Risposta #37: Mercoledì 3 Gen 2024, 12:46:20
                  Concordo in parte con questi giudizi: è vero che le presenze di CF in epoche passate sono piuttosto 'variegate' e sicuramente il suo futuro sarà interessante come quello di Paperone (aspetto sempre un terzo atto della ipotetica 'trilogia di Artibani, fra le altre cose). Però è anche vero che, essendo coetaneo dello ziastro, un passato piuttosto 'denso' lo avrà avuto anche lui. Sta agli autori utilizzarlo nei modi e nei tempi giusti. Ad esempio la sua presenza nel Klondike non è 'strana', dal momento che diversi sudafricani dell'epoca vi parteciparono, 'allenati' dalla precedenza esperienza (anche diamantifera) fatta nel loro paese.

                  E infatti Barbieri li inserisce fin dal primo capitolo uscito due mesi fa, protagonisti di un regalo fatto allo zione (il diamante Stella del Transvaal) che aveva collaborato con loro e scovato una vena aurifera nella loro concessione fino ad allora poco generosa. Quasi un 'prologo' per l'arrivo di un altro sudafricano con il quale certe collaborazioni sono impossibili. Questa presenza di CF in Klondike, coerente con gli spostamenti del tempo ma inaspettata per la conoscenza diretta e 'certificata' fra i due giovani paperi, ha comunque un senso come potrebbero averlo ancor di più altre situazioni storiche.

                  È irrilevante che non sia "strano" dal punto di vista storico. È un errore.

                  Citazione
                  Ad esempio, visto che si parla di corse all'oro, perché non approfondire quella sudafricana appena accennata da Don Rosa nella sua Saga? Vedere come Cuordipietra si sia arricchito fra giacimenti auriferi e diamantiferi, circondandolo di personaggi nuovi, non potendo più utilizzare Paperone per i motivi ben noti (al di là del donrosiano Terrore del Transvaal) in quel triennio in cui visse in Sud Africa. Lo si sta facendo con Cornelius Coot, raccontando la sua epopea giovanile nel passaggio tra la East e la West Coast; perché non farlo anche con Famedoro, 'storicizzando' il suo periodo pionieristico che lo porterà a costruire un Money Bin nella Valle del Limpopo?

                  Sicuramente non ne uscirebbe fuori un quadro 'per educande' e se la Saga di Paperone è tutta incentrata su determinati valori, quella di Cuordipietra lo sarebbe su 'altri'. Però potrebbe essere l'occasione per comprendere (non giustificare) diverse sue 'marachelle' (se così vogliamo chiamarle) e comportamenti decisamente scorretti, risalendo magari a forti delusioni avute in gioventù o problemi familiari non del tutto risolti. Il tutto condito da intervalli anche comici oltre che avventurosi, al di là delle cattiverie fatte, tanto per rendere più leggera (e leggibile) una saga che risulterebbe altrimenti troppo pesante per un fumetto che ufficialmente è rivolto ai più giovani.

                  Questo è diverso e già più apprezzabile. Del passato di Cuordipietra sappiamo poco, quindi le villain origins ci sarebbero bene, un mix tra "Cuordipietra: le origini del male" e "Tutti i milioni di Cuordipietra", una Saga parallela, l'anti-Saga interamente incentrata sul giovane e spregiudicato Cuordipietra e con solo personaggi nuovi (o quasi). Questo sarebbe interessante, originale e soprattutto non farebbe danni.

                  *

                  Tuta_
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                    Re:Topolino 3553
                    Risposta #38: Mercoledì 3 Gen 2024, 13:49:37
                    Non vedevo una copertina così brutta da quella del 3514 con la Paperina di Siamo Serie...
                    L'iniziativa di K non mi ispirava sin dall'inizio, ma man mano che la leggo la mia opinione si abbassa. Ormai Doretta appare più frequentemente di personaggi come Eta Beta o Indiana Pipps, il che secondo me va a minare il suo fascino, dato da poche ma ottime apparizioni, ma lo accetterei nella misura in cui le sue apparizioni fossero all'altezza di un personaggio così complesso, invece di appiattirlo (com'era già accaduto per la povera Reginella) in storielle banali e dimenticabili come queste. E lo stesso dicasi per Famedoro. Non dico che ci si debba attenere per forza alla $aga, ci sta vedere qualcosa di diverso, ma nella mia testa rimane quella del Don la versione "ufficiale" se non altro perchè forniva una spiegazione credibile all'odio profondo che il boero prova per Paperone, e allo stesso tempo a come quest'ultimo abbia indurito il suo cuore e smesso di fidarsi degli altri. Anche al di là dell'inserirsi o meno in continuity con Barks. E' una versione a cui voglio credere, che dà ai due Paperi motivazioni umane e me li fa apprezzare, mentre la scenetta imbastita da Barbieri mi fa provare solo imbarazzo. Rifiuto di credere che lo spietato Famedoro di Barks e di Artibani sia lo stesso "rockerduck qualunque" che si offende perchè Doretta brinda a Paperone. Ripeto: imbarazzante. Va bene porre alternative alla $aga, ma per confrontarsi con un gigante simile occorre esserne all'altezza e francamente in K nè le trame nè (tantomeno) i personaggi lo sono
                    « Ultima modifica: Mercoledì 3 Gen 2024, 13:51:42 da Tuta_ »

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                      Re:Topolino 3553
                      Risposta #39: Mercoledì 3 Gen 2024, 13:59:57
                      Come già scritto da altri mi chiedo se, al di la di personaggi nuovi, spazi bianchi etc etc sia il caso di puntare su ambientazioni simili con cercatori d 'oro, diamanti e compagni bella a 2024 suonato.

                      Posso capire che per il 'peperseriano' siano periodi iconici ma mi provo anche a mettere nei panni di lettori più casuali e con qualche anno in meno di noi magari che non so quanto possano esser attratti da simile tematiche al netto del rispetto o meno dei paletti messi dai mostri sacri.

                      Grazie Babbo anche per quella volta nel 1980 in cui sei tornato a casa con un Topolino in mano chiedendomi se mi andava di leggerlo...non ho più smesso.

                      *

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                        Re:Topolino 3553
                        Risposta #40: Mercoledì 3 Gen 2024, 14:44:54

                        Don Rosa e Marco Gervasio sono stati molto attenti a 'calibrare' i rapporti fra i due (fra generalità non dette e 'sfioramenti' paperopolesi) anche se questa 'tecnica' rende comunque impossibile la continuazione di una rivalità palese, vis à vis, che pure sarebbe stato bello raccontare fin dalla gioventù e non partendo da una classica età anziana che pure tante 'soddisfazioni' ci ha già dato. Un Terrore del Transvaal replicato in anni cronologicamente prossimi, in altri lidi e in altre circostanze, non sarebbe stato male.

                        Sicuramente Paperone e Cuordipietra avranno modo di scontrarsi anche in futuro, come scritto da Sommo, e potremo leggere comunque belle storie. Ma sarebbe stato bello anche dare un passato storico a questa rivalità, a cominciare da quella giovanile, in Sud Africa come in Klondike o nella Paperopoli degli anni '30 (in quest'ultimo caso di 'mezza età').
                        E' per questo che non mi scandalizza l'abbattimento (magari unico, fine a se stesso) di un classico 'paletto' barksiano.
                        Un 'sacrificio' che potrebbe portare ad uno sviluppo clamoroso di storie inerenti questo nuovo plot. Sperando da parte dei possibili autori di non mettere troppe carte in tavola o, nel caso, di saperle giocare bene.

                        Qui però sconfiniamo nella fanfiction. Paperone ha avuto molte nemesi sin da giovane, che sono tornate a tormentarlo (lo stesso Cuordipietra è canonicamente una di esse), non è necessario però che questa rivalità sia proseguita costantemente nel corso degli anni. Alla fine Cuordipietra è la nemesi di Paperone non tanto per la rivalità personale, ma per essere un suo riflesso distorto, ciò che Paperone sarebbe se non avesse amici e famiglia e se avesse ceduto alle tentazioni di farcela "disonestamente". E non dimentichiamo che Famedoro è colui che diede un contributo fondamentale per rendere Paperone cinico, disilluso, diffidente, paranoico, un po' meno innocente e più propenso a cadere preda del lato oscuro come nell'episodio del villaggio del Gongoro...direi che forse basta già questo, no?

                        Io non lo vedo come l'abbattimento di un tabù/paletto, né come un sacrificio. Per due motivi:

                        1) intanto perché io, tutta questa continuity asfittica e crudele che vessa i poveri sceneggiatori, non l'ho vista nel corso degli anni. Cuordipietra per decenni era come se non fosse mai esistito, Zio Paperone è stato per quasi mezzo secolo il fratello di Nonna Papera, Paperino per anni era un orfano il cui uovo era stato trovato dai due sopracitati "fratello e sorella", per non parlare della Storia e Gloria di Martina con Paperone e Rockerduck che si incontrano per la prima volta da neonati sostanzialmente coetanei (!!!) e i loro assurdi genitori.

                        O i Milioni di Paperone di Vitaliano, tutte le storie ambientate nel passato e nel Klondike che fanno confusione tra loro...o anche recentemente con Faraci che fa danni con la storia sul flashback di Monte Orso. O Amelia che ha almeno tre "origini", dal Patto della Luna di Vito Stabile alle Sette Streghe Vulcaniche di Bruno Enna fino alle ultime origini di Maya Astrup (tre storie che forse potrebbero coesistere ma solo dopo un grandissimo sforzo e molte forzature). O la storia di Jones e Anacleto, i due vicini di Paperino, smentita da un'altra storia sempre su di loro...e scritta dallo stesso autore della precedente! O la Dawson del Torneo delle Cento Porte di Nucci con Soapy Slick nel presente e la diversissima Dawson di Gervasio sempre con Soapy Slick nel presente in storie pubblicate in contemporanea sul Topo. O Paperinik di Gervasio che fa finta che PK e la Ducklair Tower non esistano. E potrei fare mille altri esempi recenti.

                        Insomma, io anzi spererei ci fossero più paletti, più lacci e lacciuoli, sia perché non inficiano una buona storia (ma anzi, spesso la migliorano...non credo esista una storia così bella da necessitare di cambiare quanto preesistente, anzi) sia perché aiutano a rendere più credibile e concreto il mondo che leggo su carta, con la sospensione dell'incredulità. Il worldbuilding aiuta a incuriosire e  fidelizzare il pubblico, perché se ci credo abbastanza allora ci tengo anche, ai personaggi e alle loro vicissitudini.

                        Però appunto qui non si abbatte una tirannia, semmai si prosegue sulla falsariga di quanto si è fatto per anni (sbagliando): infischiarsene e fare ognuno come gli pareva. E allora però avrei preferito lo avessero ammesso. Sono paperi e pupazzi su carta, posso avere la flessibilità mentale di leggere roba scollegata e nuove origini. Ma se mi dici che il patto narrativo è quello della Saga e poi non mantieni le promesse, allora c'è mancanza di serietà da parte dell'autore, e mancanza di investimento emotivo da parte del fruitore, che non sente più la connessione con la storia.

                        Insomma, qua non ci sono paletti da abbattere, semmai paletti da mettere. E non per legare, imprigionare o impedire: più che paletti, sono infatti impalcature e fondamenta, e servono a creare basi solide per evitare che ci cada la casa sulla testa con tutto il tetto.

                        E per restare nella metafora, se vuoi farmi qualcosa di slegato, tipo un tavolino, va bene, che sia fatto bene o male non fai danni. Ma se mi lavori sulla trave portante, o lo fai bene o rischi di rendere tutto l'edificio fragile, e si aprono crepe. Meglio volare più basso, allora. A ciascuno il suo mestiere.

                        2) Non è un sacrificio, perché se tutto va bene resterà un caso isolato. Ho già letto su Facebook cosa ne pensa Gervasio in materia (e concordo: se solo ampliasse il suo gervasioverso al nucciverso e bertaniverso e topolinoverso suturando finalmente la ferita della faida con PK...). Questo esperimento di Barbieri verrà presto dimenticato e considerato al di fuori della continuity "ufficiale". Le rivoluzioni si vedono dagli effetti, da quanto effettivamente riescono ad attecchire e ad essere citate.

                        Spider-Man nei fumetti ha avuto diversi reboot e retcon, da origini interamente cambiate a colpi di scena atrocemente imbarazzanti. E non uno di essi è sopravvissuto. Gli autori successivi, le storie successive, hanno fatto da muro, da cuscinetto: se mi consentite una feroce metafora, evitando a quei "virus" di propagarsi e ripristinando il corretto ordine degli eventi. In un caso, il reboot è stato ignorato e si è tornato a citare l'origine classica, mentre in un altro caso si è prima cercato di evitare di menzionare la retcon brutta, poi la si è affrontata per demolirla e rivelare che non era quella la verità. Forse le si è data fin troppa attenzione e bastava davvero ignorarla, ma vabbè.

                        Con Topolino è diverso, ovvio, non ha mai avuto così tanta importanza la continuity nel fumetto Disney, a differenza di quello Marvel. Lo stesso Don Rosa è stato per anni un caso isolato, forse anche eccessivo nel suo chiudersi categoricamente nelle sue convinzioni. Ma ha sicuramente posto basi solide per quello che ora è un "donrosismo light", che unisce Barks, Keno e la tradizione italiana martinian-scarpiana-ecc fino alle nuove leve attuali.

                        Una continuity leggera e sicuramente più flessibile di quanto Don Rosa accetterebbe. Ma è comunque un qualcosa, un traguardo che fino a metà degli anni '90 sembrava un miraggio e che anche fino a pochi anni fa pareva impossibile da raggiungere, tra erroroni, faciloneria e caos (escludendo proprio la felice parentesi di PKNA ecc). Da un po' di tempo si inizia timidamente ad andare verso il passo giusto, e sembra che la regola, l'impostazione di base, sia questa. Prima la continuity era un'eccezione, ora sono gli errori e le licenze poetiche ad essere un'eccezione.

                        Certo, a volte si fanno danni, altre volte è stucchevole il continuo citare la Saga di Don Rosa, Doretta e il Klondike a spron battuto in ogni singola storia anche leggerissima e spesso in maniera forzatissima (motivo per cui proporrei una moratoria anche al continuo citare il Klondike, mo' basta, ve lo buco 'sto Klondike). Ma è un inizio. Col tempo si troverà un equilibrio. Magari integrando anche tutto quel retaggio dell'era Cavaglione che per qualche motivo sembra - quello sì - tabù, nonostante sia stato il precursore del worldbuilding attuale.

                        Quindi, per tornare al discorso concreto, dubito che gli autori vedranno in questa storia di Barbieri un "via libera" con sviluppi clamorosi e la nascita di nuovi plot. Questo perché gli autori bravi e solidi continueranno ad essere il più possibile rigorosi senza danneggiare il passato per ego e arroganza. E perché gli altri...beh, gli errori li facevano già da prima e se ne fregavano già da prima, non hanno bisogno di un Barbieri che dia loro il "La". E la tua speranza è vana: se questi autori già non fanno neanche lo sforzo di leggere ciò che intendono citare, figurati se sapranno giocarsi bene le carte e se non ne metteranno troppe in tavola. Quella di Barbieri è la rottura di una diga che auspico non faccia danni e venga ignorata, se non direttamente riparata. E il miglior modo di evitare ulteriori danni e di risolvere i precedenti è semplice: l'oblio.

                        Io penso (e spero!) che Barbieri sapesse del precedente incontro tra Paperone e Cuordipietra, magari ha dato per scontato che lo Zione non riconoscesse il bovaro perché non ha una fisionomia particolarmente originale. Va da sé che un pensiero del più duro dei duri che esprime un dubbio tipo "Ma a me questo qui è familiare..." sarebbe stato opportuno e avrebbe fugato molti dubbi; inoltre solo un progetto di continuity ben elaborata fa sì che scomodare il sudafricano sia stato effettivamente indispensabile.

                        Comunque concordo con chi dice che le pagine bianche nel passato di PdP sono troppo gustose per non infilarcisi a capofitto, ma effettivamente stanno diventando troppo affollate di personaggi già noti all'universo disneyano; qualcuno potrebbe (e dovrebbe?) prendersi la briga di creare nuove entità che magari lì nascono e lì rimangono (mi viene da citare Slick, che - vado a memoria - non ho mai visto sulle pagine del "Topo").

                        Io non credo che Barbieri lo sapesse: o lo ignorava, o ha deciso di infischiarsene. In entrambi i casi, non un'idea felicissima: magari legittima, ma allora non mi fai una storia sulla Saga se neanche ti metti a leggerla davvero. E a questo punto mi viene meno anche la voglia di trovare una spiegazione per "mettere in continuity" l'errore. Anche basta con il cercare sempre di metterci una toppa o una pezza: se non si è sforzato l'autore, perché dovrei farlo io al suo posto? Meglio direttamente ignorare la storia o ritenerla un elseworld. Caso diverso se la qualità fosse così innegabile da meritare un tale impegno mentale. Ma poiché si tratta di una storia forse carina ma non eccezionale, non ne vedo il motivo.

                        Per il resto, Soapy Slick è apparso anche nel presente, recentemente (come detto anche dal Grande Tiranno). Un esempio clamoroso è proprio in una storia di Nucci-Intini (legata al Torneo delle Cento Porte), "Road to World Cup - Una canzone per Dawson", e in una storia di Gervasio-Zanchi, "Zio Paperone Re del Klondike". Non solo Soapy e Dawson appaiono in due storie diverse e quasi contemporaneamente (entrambi nell'estate 2022), ma ci sono anche piccole incongruenze su Dawson (quella gervasiana riprende quella di Don Rosa, con la statua di Paperone e l'hotel di Doretta al posto della Bolla D'Oro demolita, mentre quella nucciana ha una Nuova Dawson e una Vecchia Dawson che comprende anche il rudere ancora in piedi della Bolla D'Oro). Roba che si poteva evitare, anche se risolvibile. Entrambe ottime storie, comunque: la saga di Nucci è una delle cose migliori degli ultimi anni, anche per chi detesta il calcio, mentre Gervasio addirittura fa la mattata coraggiosa e folle, che personalmente apprezzo e saluto con piacere, di mettere in legame diretto di continuity la Bella Addormentata del Paperinik di Martina con la Doretta Doremì a Dawson di Don Rosa.

                        PS: Per il resto, concordo quasi su tutto con Ruhan, in particolare sull'osare "per finta", sull'interesse per la continuity del presente e su Casty, su nuovi temi e personaggi promettenti come l'ambiguo e misterioso Dottor Piuma, ecc.

                        Ho un unico appunto da fare al suo post:

                        Si vuole ignorare Don Rosa? Ma lo si faccia pure. Non mi pare che qualcuno pianga il fatto che PKNA entri in contraddizione con la continuity martiniana di Paperinik. Anzi. È proprio quello l'incipit.

                        In realtà PKNA al contrario fu un precursore per quanto riguarda worldbuilding e continuity. Fu tra i primi a citare il termine "Calisota" di Barks e Rosa (roba che ora è menzionata praticamente in ogni singolo Topolino, ma che all'epoca pareva una bestemmia), oltre alle storie classiche di Barks e alla Saga. Ed è lo stesso Paperinik ideato da Martina, non entra in contraddizione con esso: è la naturale evoluzione del Paperinik dei vari De Vita e Pezzin, Sarda e Held, Michelini e Carpi, Scarpa e Chierchini ecc, ma anche del Martina delle sue ultime storie paperinikesche, dove si era gradualmente allontanato dal ruolo di diabolico vendicatore delle primissime storie fino a diventare un supereroe vero e proprio, per quanto scalcinato.

                        Poi sì, si potrebbe dire che non è mai stato spiegato, né da Pezzin né dal "tardo" Martina come mai Paperino abbia deciso di cambiare ragion d'essere al suo alter ego, cosa sia successo per fagli cambiare idea e farlo evolvere dall'egoista mezzo criminale del "primo" Martina al generoso eroe di quartiere delle storie successive. E sarebbe anche un tema interessante da sviluppare, secondo me (per quanto mi riguarda, sospetto che dietro ci sia qualche motivazione wholesome tipo l'amore per i nipotini e il timore che seguano le sue orme come esempio negativo, da cui la necessità di ripulire l'immagine di Paperinik). Ma fatto sta che quell'evoluzione non è stata messa in discussione ed è un qualcosa di assodato. Per cui no, PKNA non si pone in contrapposizione con Martina, essendo semplicemente la continuazione delle avventure del Paperinik "classico". Le Nuove Avventure, appunto.

                        (Però sì, magari se in futuro vorranno svelare il mistero del cambiamento del "cuore" di Paperinik, mi incuriosirebbe molto!)
                        « Ultima modifica: Mercoledì 3 Gen 2024, 15:01:53 da Sommo Zotnam »

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                          Re:Topolino 3553
                          Risposta #41: Mercoledì 3 Gen 2024, 15:01:22
                          Ormai Doretta Doremì da grande amore perduto è diventata quasi la vicina di casa di Paperone per quante volte è apparsa negli ultimi anni.
                          "Chissà che cosa stava cercando Moby Dick?"

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                            Re:Topolino 3553
                            Risposta #42: Mercoledì 3 Gen 2024, 15:57:09
                            Non ricordavo che
                            Soapy Slick è apparso anche nel presente, recentemente (come detto anche dal Grande Tiranno). Un esempio clamoroso è proprio in una storia di Nucci-Intini (legata al Torneo delle Cento Porte), "Road to World Cup - Una canzone per Dawson", e in una storia di Gervasio-Zanchi, "Zio Paperone Re del Klondike". Non solo Soapy e Dawson appaiono in due storie diverse e quasi contemporaneamente (entrambi nell'estate 2022), ma ci sono anche piccole incongruenze su Dawson (quella gervasiana riprende quella di Don Rosa, con la statua di Paperone e l'hotel di Doretta al posto della Bolla D'Oro demolita, mentre quella nucciana ha una Nuova Dawson e una Vecchia Dawson che comprende anche il rudere ancora in piedi della Bolla D'Oro)
                            ma comunque sono d'accordo sul fatto che
                            io, tutta questa continuity asfittica e crudele che vessa i poveri sceneggiatori, non l'ho vista nel corso degli anni. Cuordipietra per decenni era come se non fosse mai esistito, Zio Paperone è stato per quasi mezzo secolo il fratello di Nonna Papera, Paperino per anni era un orfano il cui uovo era stato trovato dai due sopracitati "fratello e sorella", per non parlare della Storia e Gloria di Martina con Paperone e Rockerduck che si incontrano per la prima volta da neonati sostanzialmente coetanei (!!!) e i loro assurdi genitori
                            come a dire: ognuno se la intende come vuole. A voler citare nuovamente Spider-Man si direbbe che anche qui esistono vari universi, ma la verità è che qualunque autore ha avuto (forse erroneamente) il via libera su una propria interpretazione del mondo Disney. Ovviamente di Barbieri non convince il dichiarato volersi legare a Don Rosa quando la pratica non corrisponde alla teoria, ma insomma... Penso sia inutile chiudere il recinto quando i buoi sono scappati, è bene leggersi i fumetti col cuore in pace senza farsi troppe domande, specie se si tratta di Paperone, il personaggio più gustoso e, forse anche per questo, più martoriato in quanto a licenze creative.

                            Voglio comunque ringraziare Zotnam perché pensavo di essere l'unico a non aver recepito perché credevo di essere l'unico a pensare che
                            non è mai stato spiegato, né da Pezzin né dal "tardo" Martina come mai Paperino abbia deciso di cambiare ragion d'essere al suo alter ego, cosa sia successo per fagli cambiare idea e farlo evolvere dall'egoista mezzo criminale del "primo" Martina al generoso eroe di quartiere delle storie successive. E sarebbe anche un tema interessante da sviluppare, secondo me (per quanto mi riguarda, sospetto che dietro ci sia qualche motivazione wholesome tipo l'amore per i nipotini e il timore che seguano le sue orme come esempio negativo, da cui la necessità di ripulire l'immagine di Paperinik). Ma fatto sta che quell'evoluzione non è stata messa in discussione ed è un qualcosa di assodato.

                            e invece... sono in buona compagnia  :thankYou:



                            Cambiando argomento per un attimo, trovo davvero inusuale che Faraci abbia ripreso un personaggio non suo dopo essersi creato il microcosmo poliziesco tanto delizioso con l'aiuto dell'amico Cavazzano. Forse, se sulla scena del crimine Topolino non si fosse appacificato con Bolson, il protagonista del nuovo noir sarebbe stato lui? Forse al buon Tito hanno impedito di creare un nuovo poliziotto per dare spago alla continuity che ora, nell'epoca bertaniana, sembra essere una conditio sine qua non? Attendo con impazienza di poter leggere la storia per farmi un'idea più precisa. In ogni caso ho trovato molto carina la pubblicità in versione locandina pubblicitaria apparsa sul "Topo" in esame, credo dovrebbero farne più spesso.
                            « Ultima modifica: Mercoledì 3 Gen 2024, 16:02:10 da il Tommi »

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                            Ruhan
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                              Re:Topolino 3553
                              Risposta #43: Mercoledì 3 Gen 2024, 15:59:00
                              invece per rispondere a Ruhan dico che IMHO si potrebbe ignorare Rosa utilizzando personaggi come Doretta o Soapy, che sono stati infatti creati da Barks (Paperino e la stella del Polo e Zio Paperone a nord dello Yukon), ma al di là che queste operazioni come in questo caso spesso lasciano il tempo che trovano, è assolutamente insensato dire di volersi ricollegare e poi contraddire tutto.
                              Concordo. Anche se, personalmente, trovo che sarebbe ancora meglio inventarne di nuovi di personaggi. Lo si voglia o no, i personaggi da te citati sono stati "sequestrati" dalla continuity donrosiana; più di altri personaggi, intendo. Bisogna essere davvero molto abili nell'usarli, senza ricollegarsi minimamente al canone post-Barksiano di Rosa. Il più delle volte, pare che la tentazione di pescare da Don Rosa sia troppo grande. E, allora — a questo punto — meglio evitare e finirla con le solite storie sul Klondike che vanno tutte a parare verso situazioni già esplorate.


                              Ora, veniamo alla questione PKNA, su cui credo di essermi spiegato malissimo con quel breve accenno.

                              Ah, ti segnalo che il presupposto di PKNA è proprio quello di essere in continuity col Paperinik classico di Martina.  :thankYou:
                              In realtà PKNA al contrario fu un precursore per quanto riguarda worldbuilding e continuity. Fu tra i primi a citare il termine "Calisota" di Barks e Rosa (roba che ora è menzionata praticamente in ogni singolo Topolino, ma che all'epoca pareva una bestemmia), oltre alle storie classiche di Barks e alla Saga. Ed è lo stesso Paperinik ideato da Martina, non entra in contraddizione con esso: è la naturale evoluzione del Paperinik dei vari De Vita e Pezzin, Sarda e Held, Michelini e Carpi, Scarpa e Chierchini ecc, ma anche del Martina delle sue ultime storie paperinikesche, dove si era gradualmente allontanato dal ruolo di diabolico vendicatore delle primissime storie fino a diventare un supereroe vero e proprio, per quanto scalcinato.

                              Poi sì, si potrebbe dire che non è mai stato spiegato, né da Pezzin né dal "tardo" Martina come mai Paperino abbia deciso di cambiare ragion d'essere al suo alter ego, cosa sia successo per fagli cambiare idea e farlo evolvere dall'egoista mezzo criminale del "primo" Martina al generoso eroe di quartiere delle storie successive. E sarebbe anche un tema interessante da sviluppare, secondo me (per quanto mi riguarda, sospetto che dietro ci sia qualche motivazione wholesome tipo l'amore per i nipotini e il timore che seguano le sue orme come esempio negativo, da cui la necessità di ripulire l'immagine di Paperinik). Ma fatto sta che quell'evoluzione non è stata messa in discussione ed è un qualcosa di assodato. Per cui no, PKNA non si pone in contrapposizione con Martina, essendo semplicemente la continuazione delle avventure del Paperinik "classico". Le Nuove Avventure, appunto.

                              (Però sì, magari se in futuro vorranno svelare il mistero del cambiamento del "cuore" di Paperinik, mi incuriosirebbe molto!)
                              Avete ragione entrambi e ho sbagliato a non chiarire cosa intendessi.

                              Quando scrivevo:
                              Non mi pare che qualcuno pianga il fatto che PKNA entri in contraddizione con la continuity martiniana di Paperinik. Anzi. È proprio quello l'incipit.

                              Intendevo riferirmi al fatto che le tematiche e lo stesso legame con Paperopoli — presenti nelle storie classiche di Paperinik — subiscono, in PKNA, una virata abbastanza netta. Di tipo marveliano, nel caso delle tematiche. E, per quanto riguarda il legame alle dinamiche paperopolesi e alle beghe classiche di Paperino, si va da tutt'altra parte, cambiando le carte in tavola definite (nel tempo) da Martina, De Vita, Scarpa etc etc

                              Ma, in effetti, quando ho scritto quell'esempio, stavo più pensando ad un precedente di "continuity alternativa nel presente" che ad uno di "continuity alternativa nel passato". Ho fatto un esempio, insomma, poco azzeccato. PKNA non nega il passato delineato da Martina, ma ne espande (anche cambiandola) la caratterizzazione delineata negli anni (anche da autori successivi). Avete ragione. L'esempio da me utilizzato non era azzeccato per il tipo di discorso che stavo facendo in quel punto e me ne scuso. Lo avevo aggiunto dopo aver già scritto il punto 3 e mi sono confuso ahah


                              « Ultima modifica: Mercoledì 3 Gen 2024, 16:18:40 da Ruhan »

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                                Re:Topolino 3553
                                Risposta #44: Giovedì 4 Gen 2024, 00:32:22
                                - Nuovo racconto dal Klondike che ci mostra alcuni dei primi scontri tra Paperone e Cuordipietra Famedoro (se...proprio così  :sad:). A dire il vero ho trovato tutto molto semplice e poco avvincente. Più che una storia con un suo carisma mi è sembrato un elenco di avvenimenti e poco altro. Molto belli i disegni di D'Ippolito.
                                - "Topolino e la settimana bianca...in giallo" è una breve che lascia davvero poco. Situazione rivista più volte, si salvano almeno i simpatici disegni di Giulia La Torre.
                                - "Orazio e il flagello Curiazio" è invece una simpatica storia di vita quotidiana che ha come protagonista Orazio e i suoi "malesseri" motivazionali. Interessante la figura del cugino Curiazio che è un vero flagello come da titolo. Tutto è reso più coinvolgente dalle sempre simpatiche matite di Lucio Leoni.
                                - "Qui, Quo, Qua e la giungla delle sorprese" è una classica caccia al tesoro che mette in campo piccole varianti sul tema. Storia che si lascia leggere ma nulla di più. Molto belli i disegni di Cavazzano.
                                Insomma nel totale un numero bello bruttino che per me non supera le 2 stelle.
                                Io sono un cattivo... e questo è bello! Io non sarò mai un buono e questo non è brutto! Io non vorrei essere nessun altro... a parte me.

                                 

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