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Topolino 3570

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di Fabrizio Fidecaro

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Topolino 3570

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    Re:Topolino 3570
    Risposta #45: Domenica 5 Mag 2024, 21:34:44
    rendere il Piùbarone Orbes un giovane Macchia Nera non avrebbe avuto il minimo senso, per quanto mi riguarda, e questo al di là del fatto che non c'era nulla nella prima parte della Spectralia Antartica che lo suggerisse, ma perché incastrare questo spunto sul villain dal nero mantello avrebbe creato casini, sia in termini anagrafici per il personaggio, sia in termini di revisionismo. Perché scoprire ora, nel 2024, che Macchia era originariamente Maestro delle Lepri Viola e con un forte interesse per Atlantide era una nozione davvero troppo specifica e ingombrante da digerire, e avrebbe portato il lettore a farsi numerose domande sul perché questa cosa non fosse mai emersa prima.
    Per questo la storia sarebbe diventata un capolavoro: le difficoltà che tu elenchi sono tali e tante che riuscire a superarle avrebbe richiesto un colpo di genio come raramente si son visti nell'universo disneyano. Tuttavia è chiaro che anche un autore bravissimo difficilmente ci sarebbe riuscito, per cui forse è meglio che alla fine Casty non ci abbia provato, magari riservando il colpo di genio per un finale coi controfiocchi.
    Perdonami, ma devo nuovamente dissentire.
    Non riesco a capire perché la storia sarebbe diventata un capolavoro se ci fosse stato questo collegamento con Macchia Nera. Una storia è bella perché avvincente, scritta bene, gestita coi giusti ritmi narrativi, senza forzature e con un coerente e buon uso dei personaggi. E sì, anche con dei bei colpi di scena che ci sorprendano... ma inerenti alla trama, non calando un asso avulso da tutto il resto per il gusto di fare un audace collegamento con un personaggio noto del cast disneyano, svelandone le origini.

    Capisco che gli ultimi anni ci abbiano abituato a una gestione che abbraccia per la prima volta un approccio inedito per la narrativa disneyana, figlio anche di quelle dinamiche più omnicomprensive tra lore e worldbuilding, ma occorre anche ricordare che il fumetto mainstream supereroistico è pieno di storie fondamentali per la continuity o che svelano un sorprendente risvolto su un dato personaggio, che sono però tutt'altro che dei capolavori o anche solo delle belle letture; il ragionamento per cui quindi un disvelamento a sorpresa delle origini di Macchia Nera avrebbe automaticamente promosso la storia a capolavoro, a prescindere dall'abilità nel mettere tale idea nero su bianco, continua a lasciarmi quantomeno confuso, pur ovviamente rispettando questa tua visione.

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      Re:Topolino 3570
      Risposta #46: Domenica 5 Mag 2024, 22:02:33
      il ragionamento per cui quindi un disvelamento a sorpresa delle origini di Macchia Nera avrebbe automaticamente promosso la storia a capolavoro, a prescindere dall'abilità nel mettere tale idea nero su bianco, continua a lasciarmi quantomeno confuso, pur ovviamente rispettando questa tua visione.
      Non ho scritto nulla del genere. Ho scritto che il capolavoro ci sarebbe stato solo se lo sceneggiatore, con un colpo di genio, avesse superato le difficoltà che hai elencato. La prima volta non ho specificato che ci sarebbe voluto il colpo di genio, ma queste difficoltà sono tali e tante che le ho date per scontate e sottintese. E sono il primo a pensare che la minima forzatura avrebbe nuociuto alla storia,
      "I social danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Ora hanno lo stesso diritto di parola dei premi Nobel"

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        Re:Topolino 3570
        Risposta #47: Domenica 5 Mag 2024, 22:55:31
        Mah! non credo che Orbes sia Macchia Nera, anche perche andrebbe a riscrivere la storia di uno dei personaggi piu vecchi e iconici della Disney
        A latere, non vedo nemmeno come questa idea avrebbe da sola permesso alla storia di sfiorare il capolavoro... anzi,  personalmente la vedrei come una retcon del tutto gratuita
        Questi messaggi mi inducono a pensare che siano uscite storie che abbiano narrato le origini di Macchia Nera. Non dovrei giudicarle senza averle lette, ma tendo a pensare che essermele perse sia stato un bene.
        Deduzione errata, mi spiace averti indotto in errore.
        A memoria solo Topolino e il segreto della pecora bianca di Tito Faraci e Andrea Ferraris aveva scavato nella storia famigliare di Macchia Nera, ma senza imporre in alcun modo una lore al personaggio, e infatti non ci fu mai nessuna ripresa di quei personaggi e di quelle nozioni.
        https://inducks.org/story.php?c=I+TL+2792-1
        https://inducks.org/story.php?c=I+TL+2878-1
        ^^ Traduzione automatica dall'inglese (automatic translation from English)

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          Re:Topolino 3570
          Risposta #48: Domenica 5 Mag 2024, 23:27:16
          https://inducks.org/story.php?c=I+TL+2792-1
          https://inducks.org/story.php?c=I+TL+2878-1
          Non sono solito espormi sull'attendibilità delle storie, ma quelle che hai linkato sono palesemente scanon per svariati motivi (non ultima la causa che porterebbe il criminale a chiamarsi Macchia Nera e a indossare gli scuri abiti che ben conosciamo)...

          Oltre alla storia che cita Bramo, dovrebbe comparire un fratello (!) di Macchia Nera in questa storia, ma non sono mai riuscito a recuperarla. Poi, vabbè, ci sarebbe la figlia in una breve storia americana del 1990, ma anche questa versione è un po' discutibile... Non escludo che Macchia possa avere una figlia, l'età c'è e mi sembra un uomo maturo, solo che la bimba in questione è stata rappresentata incappucciata proprio come lui, nel suo lettino, e questo mi fa un po' storcere il naso. Lascio un'immagine come testimonianza.


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            Re:Topolino 3570
            Risposta #49: Domenica 5 Mag 2024, 23:32:58
            https://inducks.org/story.php?c=I+TL+2792-1
            https://inducks.org/story.php?c=I+TL+2878-1
            Oltre alla storia che cita Bramo, dovrebbe comparire un fratello (!) di Macchia Nera in questa storia, ma non sono mai riuscito a recuperarla.
            Corretto. Entrambi sono raffigurati come bambini, con indosso una tunica.  :ghost:
            ^^ Traduzione automatica dall'inglese (automatic translation from English)

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              Re:Topolino 3570
              Risposta #50: Lunedì 6 Mag 2024, 12:16:42
              Francamente, questa è roba che se anche non fosse mai stata pubblicata non sarebbe stato un problema, anzi! Men che meno considerarla canone! :minishock:
              Io son nomato Pippo e son poeta
              Or per l'Inferno ce ne andremo a spasso
              Verso un'oscura e dolorosa meta

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                Re:Topolino 3570
                Risposta #51: Lunedì 6 Mag 2024, 12:31:58
                Francamente, questa è roba che se anche non fosse mai stata pubblicata non sarebbe stato un problema, anzi! Men che meno considerarla canone! :minishock:
                Bisogna anche vedere chi è che scive: lo sconosciuto americano è una cosa, Scarpa, Casty, Nucci un'altra.
                "I social danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Ora hanno lo stesso diritto di parola dei premi Nobel"

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                  Re:Topolino 3570
                  Risposta #52: Lunedì 6 Mag 2024, 15:47:59
                  Francamente, questa è roba che se anche non fosse mai stata pubblicata non sarebbe stato un problema, anzi! Men che meno considerarla canone! :minishock:
                  Bisogna anche vedere chi è che scive: lo sconosciuto americano è una cosa, Scarpa, Casty, Nucci un'altra.
                  Beh, oddio... "lo sconosciuto americano" ha lavorato alla serie televisiva Gargoyles ed è stato nominato due volte per l'Eisner Award ("l'Oscar dei fumetti"), perciò ci andrei piano con certi paragoni (con tutto il rispetto per gli autori di Topolino). Certo, quella storia di Macchia Nera non è particolarmente memorabile e la rappresentazione della figlia non mi convince per la ragione che ho motivato. Per quanto riguarda le storielle calcistiche, sono evidentemente inconciliabili con qualsivoglia canone e credo che Secchi lo sapesse bene quando le ha scritte.

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                    Re:Topolino 3570
                    Risposta #53: Lunedì 6 Mag 2024, 18:39:51
                    un altra storia in cui si rovista sul passato di macchia nera è questa https://inducks.org/story.php?c=I+TL+3098-4

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                      Re:Topolino 3570
                      Risposta #54: Lunedì 6 Mag 2024, 18:45:50
                       :ot:
                      Luca Giacalone

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                        Re:Topolino 3570
                        Risposta #55: Mercoledì 15 Mag 2024, 20:11:28
                        - Come se non avesse mai smesso o interrotto.... :inLove:
                        Casty parte con questa nuova saga atlantidea e fa viaggiare il lettore con Topolino, Pippo ed Eurasia attraverso dialoghi ficcanti e ambientazioni particolari. Tutto ci riporta in quel "contesto felice" delle sue opere maggiori dove l'azione e l'avventura fanno mirabilmente rima con leggerezza e sarcasmo. Quando poi ci sono queste macchinazioni segrete e degli avversari temibili vado in brodo di giuggiole...
                        - Buon finale per le Streghe di Enna che arrivano al punto più saliente con un buonissimo crescendo di climax e una soluzione intelligente e plausibile.
                        La trama laterale di Paperone e Archimede è stata un po' sacrificata, pur essendo fondamentale per la risoluzione del tutto, ma era preventabile data la tanta "carne al fuoco".
                        Giudizio finale su Facciotto che esce da questa saga come uno dei migliori in rampa di lancio. Davvero ottimo !
                        - "Zio Paperone e il risparmio in bolletta" è una storia di quotidianità all'interno del deposito che basa il suo focus sulla taccagneria dello zione e lo fa sfruttando un buono stratagemma. Divertente.
                        - Cosa che invece non ho ritrovato ne "Gli allegri mestieri di Paperino" dove Faraci costruisce una sequela di luoghi comuni sul papero sfortunato e vessato che non risplendono della minima ilarità. Nulla hanno potuto nemmeno i disegni di Faccini....
                        - Con "La casa delle storie" Marco Bosco costruisce un'avventura delle GM che racchiude storia, arte ed un bel mistero. Ma quello che risalta maggiormente sono i disegni di Blasco Pisapia (chi se non lui),  tavole che trasmettono tutto il calore, le abitudini e le atmosfere della regione Campania. Mirabile la signora intenta a stendere i panni sui fili di pagina 129  :heart:
                        Numero veramente molto buono che raggiunge con facilità le 4 stelle
                        Io sono un cattivo... e questo è bello! Io non sarò mai un buono e questo non è brutto! Io non vorrei essere nessun altro... a parte me.

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                          Topolino 3570
                          Risposta #56: Martedì 4 Giu 2024, 15:44:20
                          Recensione Topolino 3570


                           Sette anni e mezzo. Tanto abbiamo dovuto attendere perché fosse dato alle stampe il nuovo capitolo di uno dei cicli disneyani più apprezzati, quello del continente perduto. Era l’ottobre del 2016 quando usciva Topolino e il raggio di Atlantide, terza avventura della serie ideata da Casty dopo Topolino e il Colosso di Rodi (agosto 2005, unica disegnata da Giorgio Cavazzano) e Topolino e le miniere di Fantametallo (febbraio 2011).

                           Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti, e gli appassionati cominciavano seriamente a temere che una quarta storia non vedesse mai la luce. Per fortuna, non è stato così, e siamo più che lieti di questa improvvisa e favorevole congiunzione astrale.

                           Il primo episodio di Topolino e la Spectralia Antartica occupa il posto d’onore del numero, con tanto di copertina dedicata da Corrado Mastantuono (la variant realizzata in occasione di Napoli Comicon 2024 è invece opera dello stesso Casty). Compiuti diversi passi indietro nel tempo rispetto al prologo in medias res della scorsa settimana, l’autore goriziano introduce subito alcuni nuovi personaggi, accompagnandoci per mano alla loro conoscenza.

                           Nelle sei pagine iniziali, che si svolgono “parecchi anni fa” sull’isola Cinerea, vediamo il menobarone Blandau contattato, tramite il servitore Minuzio, da tre scienziati, cui intima di procedere a un delicato esperimento. Esso non sortisce gli effetti sperati, conducendo al veemente risveglio del vulcano e addirittura all’inabissamento del territorio. Su tutto aleggia l’ombra minacciosa del carismatico piubarone Orbes, cugino di Blandau, del quale solo più tardi scopriremo le fattezze, in un racconto per immagini simile a un cinegiornale d’epoca, reso oltremodo suggestivo e inquietante anche dall’azzeccato utilizzo delle tonalità di grigio.

                           
                          L’esperimento non ha funzionato. O meglio, ha funzionato troppo![/size][/i]

                           Torniamo poi ai giorni nostri, con Topolino, Pippo ed Eurasia Tost in trasferta a Tierralinda, in Argentina, dove il professor Vespez, un ricercatore locale, ha informazioni riservate su Atlantide da comunicare all’archeologa. Come sappiamo, però, la Società delle Lepri Viola dispone ovunque di strategiche diramazioni e, guarda caso, Bixby, l’affabile direttore del Museo di storia naturale, è una di esse. Destreggiandosi in qualche maniera con il risponditore automatico dell’apposito call center (!), questi riesce a parlare al telefono con Blandau, divenuto piubarone in seguito all’inesplicabile scomparsa di Orbes, informandolo di ciò che sta avvenendo sotto i suoi occhi. E qui, ovviamente, le Lepri Viola rientrano di prepotenza in gioco…

                           Casty appare in gran forma. Lasciato libero di scegliere e miscelare gli ingredienti a proprio piacimento, è sempre in grado di sfornare le leccornie prelibate cui ci aveva abituato. Già questa puntata appaga il palato, lasciando comunque l’acquolina in bocca per ciò che verrà.

                           Vi sono, in dosi calibrate, mistero, azione, avventura, qualche citazione sottile (a Scarpa ma anche a se stesso), l’inconfondibile humour. A tratti l’atmosfera è da brivido, ma non manca mai, in perfetto stile gottfredsoniano, quel tocco ironico che stempera la tensione al momento giusto (a titolo esemplificativo, l’intera pag. 40, da «Rumingo è un lazzarone!» in poi, è irresistibile), riaccendendola, però, con maestria quando occorre. I bei disegni dall’impronta classica, alcune vignette di forte impatto e l’ottima colorazione di Manuel Giarolli (senza dimenticare le chine della fida Michela Frare) fanno il resto.

                           Fin qui, insomma, l’agognato ritorno di Casty al kolossal è stato senz’altro all’altezza delle enormi aspettative. La curiosità per come procederanno gli eventi, e per capire chi sia e che ruolo abbia Orbes, è fortissima.

                           Giunge all’epilogo Il Mondo di Ghiaccio – Amelia oceanica contro le streghe vulcaniche. Nella quarta e ultima puntata, Bruno Enna miscela con abilità azioni e spiegazioni, risolvendo l’intrigo magico da par suo, senza lasciare alcunché in sospeso. Almeno per il momento…

                           
                          Nomi e fisionomie da assimilare

                           Prosegue con successo l’approfondimento psicologico di Amelia, che sta spalancando dinanzi alla fattucchiera che ammalia orizzonti finora inesplorati. Va detto che, tra un colpo di scena e l’altro, comprendere in pieno ogni accadimento non risulta impresa semplice. Più che il ritmo frenetico, il montaggio alternato o la costruzione spesso non lineare delle tavole, aspetti cui il lettore moderno è gradevolmente avvezzo, a far perdere talvolta il filo della narrazione è l’uso massiccio di personaggi nuovi (o quasi), pur ben caratterizzati sul piano grafico, con frequenti rimandi ai loro nomi nei dialoghi, come fossero ormai assimilati. Prestando attenzione, comunque, la storia si rivela godibile e il messaggio di pace tra le due fazioni colpisce nel segno. Tutto ciò grazie anche alle dinamiche matite di Giuseppe Facciotto, che conferma il buon lavoro svolto nelle puntate precedenti, lanciandosi persino in vignette a tutta pagina con le streghe raffigurate in stile Avengers.

                           Impegno doppio, questa settimana, per Marco Bosco, che firma la breve Zio Paperone e il risparmio in bolletta e la più articolata Qui, Quo, Qua e l’avventura in archivio. Se la prima è una simpatica gag allungata, resa con efficacia da Valerio Held, la seconda inaugura un nuovo ciclo, La Casa delle Storie, dedicato ad alcune vicende che prendono l’abbrivio da documenti emersi negli archivi storici. Le Giovani Marmotte agiscono in Campania, e chi meglio di Blasco Pisapia poteva ritrarne i magnifici paesaggi? In effetti, certi scorci, a partire da quello rappresentato nella vignetta d’apertura, lasciano senza fiato, impreziosendo una sceneggiatura di stampo didattico che vede i nipotini, accompagnati dal Gran Mogol, muoversi tra varie location in una sorta di caccia al tesoro. Nulla di particolarmente elaborato e originale, ma una storia piacevole e ben congegnata, seppure dalla risoluzione fin troppo rapida. Tutto sommato, si tratta di un debutto che lascia ben sperare in vista dei prossimi appuntamenti.

                           
                          Siamo in Campania… e si sente![/size][/i]

                           Tra le due opere di Bosco troviamo Servizio compreso, per la serie Gli allegri mestieri di Paperino. Realizzata da Tito Faraci ed Enrico Faccini, narra le peripezie di Donald nelle vesti di tuttofare in un ristorante di lusso PdP. Ambientata in orario serale (ma anche a fine turno il cielo tende all’azzurro chiaro…), la storia strappa un sorriso qua e là, richiamando alla mente, a chi abbia nel curriculum qualche esperienza nel settore, situazioni analoghe vissute in prima persona.

                           Ad aprire e chiudere l’albo sono il consueto Che aria tira di Silvia Ziche, con Pippo (a quanto pare spostatosi a Paperopoli…) che ci delizia con le sue perle di filosofia, e Date, one page della serie Battista maggiordomo esistenzialista, scritta da Roberto Gagnor e Simone Tempia, disegnata da Carlo Limido.

                           In sintesi, un numero già piuttosto valido è nobilitato dalla prima parte di una storia che, mantenendo il livello attuale, si staglierebbe tra le vette assolute della produzione disneyana recente.



                          Voto del recensore: 4/5
                          Per accedere alla pagina originale della recensione e mettere il tuo voto:
                          https://www.papersera.net/wp/2024/06/04/topolino-3570/


                          Ora è possibile votare anche le singole storie del fascicolo, non fate mancare il vostro contributo!


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                          Dippy Dawg
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                          PolliceSu

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                          PolliceSu
                            Re:Topolino 3570
                            Risposta #57: Martedì 4 Giu 2024, 16:16:01

                            Nomi e fisionomie da assimilare
                            Da assimilare anche per l'autore (o per il letterista), visto che quella incastrata è Grilla e non Circe... :tongue:
                            « Ultima modifica: Martedì 4 Giu 2024, 17:39:34 da Dippy Dawg »
                            Io son nomato Pippo e son poeta
                            Or per l'Inferno ce ne andremo a spasso
                            Verso un'oscura e dolorosa meta

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                            Maximilian
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                              Re:Topolino 3570
                              Risposta #58: Sabato 8 Giu 2024, 18:13:59
                              A tratti l’atmosfera è da brivido, ma non manca mai, in perfetto stile gottfredsoniano, quel tocco ironico che stempera la tensione al momento giusto
                              Secondo me stemperare la tensione tramite la comicità non fa parte dello stile gottfredsoniano.
                              In ogni caso in questa prima puntata non ci sarebbe niente da stemperare, dal momento momento che, fino all'arrivo al relitto dell'Incombentz, la tensione manca.

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                                Re:Topolino 3570
                                Risposta #59: Sabato 15 Giu 2024, 12:31:23
                                A tratti l’atmosfera è da brivido, ma non manca mai, in perfetto stile gottfredsoniano, quel tocco ironico che stempera la tensione al momento giusto
                                Secondo me stemperare la tensione tramite la comicità non fa parte dello stile gottfredsoniano.
                                In ogni caso in questa prima puntata non ci sarebbe niente da stemperare, dal momento momento che, fino all'arrivo al relitto dell'Incombentz, la tensione manca.

                                Ma è letteralmente la cifra stilistica delle strip di Gottfredson  :rolleyes:
                                W la Disney e Dumas!
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