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Topolino 3583
 - Aperto da Cornelius, Mercoledì 24 Lug 2024, 14:31:23
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Re:Topolino 3583 (# 15)

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Re:Topolino 3583 (# 15) Ultima modifica: Venerdì 26 Lug 2024, 10:38:07 di tang laoya

Anche io fra i delusi dal Miliardo, forse per un eccesso di aspettative (certo non indotto ma auto-indotto e per cui chi è causa del suo mal...) nate da un potenziale binomio con la storia, per me e per la mia vita, seminale di Martina e Scarpa: Marco Polo, Venezia, la Cina, maestro e allievo, divenuto poi a sua volta maestro, ero decisamente in rampa di lancio da una settimana in attesa di questo numero, complici anche gli imminenti festeggiamenti per l'apertura della grande mostra Marco Polo 700 a Beijing e della visita fra pochi giorni del Presidente del Consiglio a Shanghai, ma il risultato non é stato sicuramente quello da me auspicato. Di fondo il mio maggior problema qui è che la storia mi risulta totalmente innocua, sopra si è parlato di "lavoro minore" e non posso che concordare con questa definizione, una (modesta) caccia al tesoro in salsa tartara che ha spogliato di tutta la sua meraviglia sia il modello letterario sia il precedente scarpiano.
Ho definito storia per me seminale il Marco Polo degli anni '80 forse perché (come si evince facilmente dal mio avatar) devo all'immaginario in me creatosi fin da ragazzino, guardando e riguardando quelle tavole sui topolini di mia sorella, molte delle passioni che hanno diretto le mie scelte fino a oggi, sicuramente ne trovo traccia in una fascinazione per l'oriente che mi ispira da sempre, nel desiderio di vivere a Venezia, nell'ambizione di diventare un sinologo, e ancora sono convinto di far risalire a quella storia (non saprei dire in quanta parte, ma sicuramente in una parte rilevante) i miei ormai venti anni trascorsi in Cina e la mia felicissima unione con mio marito Yulong (qui forse hanno avuto un loro ruolo anche i fascinosi occhi del bel Kim Don-Ling delle Paperolimpiadi).
E quella storia per me ha decisamente resistito al tempo, non è solo un commosso ricordo di me bambino, ma la meraviglia che si respira a ogni piè sospinto ancora mi emoziona, la magia dell'olio nero, la spasmodica salita alle reliquie dell'Arca, l'incomparabile potere della Tavola del Girifalco, la grande scena dell'agnizione dei Polo con la Nonna, dolcissima Euriclea, che unica sa riconoscere i suoi, lo sceneggiatore, Martina, che riflette le frustrazioni di uno scrittore nel suo alter-ego Topolino in un rapporto fra autore-editore con Paperone, la costruzione a incastro a cornici concentriche con Martina che racconta che Topolino racconta che Paperino racconta...costruzioni letterarie che traggono dalle Mille e una Notte, da Manganelli, da Calvino...
Ecco, arrivare con un simile bagaglio emozionale alla lettura del Miliardo non poteva che farmi sbattere il naso contro la Grande Muraglia proprio come il ribelle Caidù...
Mi avevano dato le mappe del percorso, ma nessuna idea circa i bizzarri paesaggi che avremmo attraversato durante lunghi mesi. - Per Nettuno Capitano! Con questa luna di sghimbescio gli sgombri cremisi fluttuano flessi!

Re:Topolino 3583 (# 16)

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    Re:Topolino 3583 (# 16) Ultima modifica: Venerdì 26 Lug 2024, 11:57:28 di Cornelius

    Citazione di: Apatico Volontario il Giovedì 25 Lug 2024, 22:43:24Detto ciò, chiaramente la parodia (che poi non è una vera parodia) del Milione già esisteva (anzi, ce ne sono almeno tre), per cui davo per scontato che questa volta l'opera originale sarebbe stata giusto un pretesto
    In effetti questo Miliardo ha avuto diverse location (Paperopoli, Venezia, Trebisonda, Pagan, Xanadu) e le situazioni più divertenti e interessanti sono avvenute nella città dei paperi: la brillante idea dei due Club, la figura del presidente dei Milionari, il particolare ruolo di Rockerduck... Non che durante il viaggio Paperone non abbia avuto incontri interessanti (a cominciare dal nipote ritrovato a Venezia) o fatto scoperte importanti (senza contare i rimandi alla storia di Marco Polo), ma la storia di Nucci è tutta un'altra rispetto a quella di Martina. Giusto impostarla così, non solo perché il confronto sarebbe stato 'complicato' ma anche per non riproporre qualcosa che avevamo già visto.
    Citazione di: Apatico Volontario il Giovedì 25 Lug 2024, 22:43:24Non mi aspettavo che la vera identità del cattivo fosse quella (un po' gratuita), pensavo che invece Rocker ricoprisse un ruolo più importante. Ma essendo l'anno del marinaio, non ci si poteva esimere dal riprenderlo.
    In questo caso non sono d'accordo con Apatico: il ruolo di Rockerduck è basilare, non solo per il particolare (e molto antipatico) ruolo di riscossore degli affitti del Club dei Milionari (essendo egli proprietario dell'immobile) ma anche per la sfida lanciata a Paperone ("Chi è milionario resta milionario!") che mette in moto tutta la sceneggiatura. Anche la sua bombetta è protagonista nella 'storicizzazione' del suo caratteristico ruolo.

    Re:Topolino 3583 (# 17)

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    Re:Topolino 3583 (# 17)

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    Tra i doveri di un esploratore c'è anche quello di capire quando farsi da parte. Sto solo facendo ciò che devo!
    [chiudi]
    Queste affermazioni così profetiche negli stessi giorni dell'addio di una grande quercia come Biden, mi hanno dato un brivido lungo la schiena. Una scena potente.
    Mi avevano dato le mappe del percorso, ma nessuna idea circa i bizzarri paesaggi che avremmo attraversato durante lunghi mesi. - Per Nettuno Capitano! Con questa luna di sghimbescio gli sgombri cremisi fluttuano flessi!

    Re:Topolino 3583 (# 18)

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    Re:Topolino 3583 (# 18) Ultima modifica: Domenica 28 Lug 2024, 04:30:21 di tang laoya

    Aggiungo un plauso enorme a quella che è, secondo me, la migliore copertina dell'anno e sicuramente una delle iconograficamente più colte di sempre: una citazione pregevolissima e quasi calligrafica dalla miniatura del retto del foglio 218 del manoscritto trecentesco Bodl. 264, conservato a Oxford presso la Bodleian Library* che rappresenta la partenza da Venezia dei Polo.
    Bellissime in particolare le increspature delle onde nel Bacino di San Marco e il fondale ad arazzo del cielo.
    La zampata del maestro si riconosce nelle gustose discrepanze dall'originale, come nel caso del cigno nero sostituito da simpatiche oche.
    Può dare invece adito a qualche incertezza la scelta di rappresentare Palazzo Ducale per ben due volte: l'originale riporta fedelmente il Palazzo e la Basilica (riconoscibile dai quattro cavalli) entrambi sul lato della Piazza, nella riproposizione di copertina invece la residenza ducale, come immaginata dal manoscritto, è posta al di là del Rio di Palazzo, e un nuovo Palazzo Ducale, certo più realistico, è posto sul lato di Piazza. Forse una scelta inconsapevole, forse un escamotage per evitare un simbolo religioso quale la Basilica.

    *https://digital.bodleian.ox.ac.uk/objects/ae9f6cca-ae5c-4149-8fe4-95e6eca1f73c/surfaces/699adfb3-a5da-4b09-9759-41eee3713bc3/

    Mi avevano dato le mappe del percorso, ma nessuna idea circa i bizzarri paesaggi che avremmo attraversato durante lunghi mesi. - Per Nettuno Capitano! Con questa luna di sghimbescio gli sgombri cremisi fluttuano flessi!

    Re:Topolino 3583 (# 19)

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    Re:Topolino 3583 (# 19)

    in addio giovani marmotte ci viene presentato il padre del gran mogol, che però era già apparso qui https://inducks.org/story.php?c=I+GM++++2-3 !

    Re:Topolino 3583 (# 20)

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    Re:Topolino 3583 (# 20)

    Una nota veloce per il miliardo.

    La storia non è brutta ma è un pugno in un occhio per chi ha letto la saga di don rosa, come altri hanno notato prima di me.

    Paperone diventa miliardario nel klondike (capitolo 9). Arriva a Paperopoli e costruisce il deposito praticamente subito (capitolo 10).

    Paperino incontra per la prima volta Paperone a neanche 7 anni (capitolo 11), per poi non incontrarlo più fino al famoso natale su monte orso (con Paperino ormai adulto nel capitolo 12).

    Un Paperino che odia suo zio o, quantomeno, non ne vuole sapere di lui.

    Insomma, incoerenze parecchio gravi e, secondo me, sgradevoli, oltre che ingiustificate.

    Re:Topolino 3583 (# 21)

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    Re:Topolino 3583 (# 21)

    Sì, però la $aga non è il Vangelo a cui tutte le altre storie devono riferirsi, e guai se non sono coerenti!
    Se uno vuole raccontare una storia un po' diversa, può e deve farlo; poi, se la storia è bella o brutta, è un altro discorso (ma nel caso del Miliardo, almeno a mio parere, la storia non è male)...

    (PS: per me la $aga è uno dei 5 fumetti più belli in assoluto, insieme all'Eternauta, al Porto Proibito, a Watchmen e alla Seconda guerra mondiale di Gino D'antonio e Ferdinando Tacconi!)
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    Re:Topolino 3583 (# 22)

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    Re:Topolino 3583 (# 22)

    Più che altro, mi spiace per l'occasione sprecata: nell'immaginare Kublai Khan e i Polo, Paperone avrebbe potuto "farsi un'idea" delle loro fisionomie e quindi renderli uguali a come Scarpa li tratteggiò diversi anni fa, lanciando un appiglio a quella magnifica storia e creando un ponte che potesse dire "quando diversi anni dopo Paperone rivisiterà il Milione, ricorderà le fisionomie che aveva immaginato all'epoca". Il Khan del miliardo é un po' 'anonimo'.
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    Re:Topolino 3583 (# 23)

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    Re:Topolino 3583 (# 23) Ultima modifica: Martedì 30 Lug 2024, 12:35:12 di Sommo Zotnam

    Citazione di: Dippy Dawg il Martedì 30 Lug 2024, 10:52:59
    Sì, però la $aga non è il Vangelo a cui tutte le altre storie devono riferirsi, e guai se non sono coerenti!
    Se uno vuole raccontare una storia un po' diversa, può e deve farlo; poi, se la storia è bella o brutta, è un altro discorso (ma nel caso del Miliardo, almeno a mio parere, la storia non è male)...

    (PS: per me la $aga è uno dei 5 fumetti più belli in assoluto, insieme all'Eternauta, al Porto Proibito, a Watchmen e alla Seconda guerra mondiale di Gino D'antonio e Ferdinando Tacconi!)

    Io potrei anche convenire in parte sul fatto che la Saga, e la produzione di Don Rosa in generale, non debbano essere un vangelo al 100%: è chiaro che se si vuole far collimare Don Rosa (che su alcuni personaggi ed eventi, financo l'esistenza di Paperoga o Topolino, pone paletti a volte troppo rigidi) con la produzione fumettistica Disney italiana è lecito essere flessibili su alcuni punti (ad esempio, se vogliamo inserire Paperotto nel canon, possiamo fingere che Paperone si sia temporaneamente riappacificato col nipote, magari usando l'assist della storia di Fantomius di Gervasio dove Scrooge scrive alle sorelle aiutandole, solo per poi rompere nuovamente i rapporti più avanti). Quindi, con elasticità mentale, possiamo fingere che alcuni balloon di dialogo non esistano, che alcuni eventi siano avvenuti in maniera leggermente diversa ecc.

    MA

    1) non sarà il vangelo, ma è comunque un punto di riferimento, l'opera più completa e precisa se si vuole parlare di origini. Si può essere flessibili su alcuni dettagli, ma non sconfessarla in toto come avvenuto con Il Miliardo.

    2) non l'ha ordinato il dottore di riscrivere costantemente millemila origini contraddittorie (tanto più che Nucci sembra contraddire addirittura storie scritte da lui stesso!). Ci si può muovere liberamente nel presente o addirittura nel passato approfondendo cose che non sono state già stabilite da altri autori. Perché continuare a ravanare nel passato già stabilito? È necessario?

    3) a questo punto però autori e direzione del Topo dovrebbero prendere...una direzione chiara. Perché è proprio negli ultimi anni che Bertani, Nucci, Gervasio e praticamente il 90% degli sceneggiatori citano Don Rosa in praticamente ogni numero, spesso a sproposito, ostentando una presunta fedeltà agli eventi della Saga. Insomma, quando gli fa comodo, Don Rosa è vangelo eccome, e ne attingono a spron battuto per valorizzare le loro storie. Anche qui, non glielo ha ordinato il dottore di farlo, è una scelta editoriale ben precisa, è "la linea". Si poteva essere vaghi, si poteva scegliere di ignorare Rosa e inventarsi una propria continuity (opinabile, ma legittimo). E invece no, da un lato si agita il santino di Rosa e dall'altro lo si sconfessa (e non per minuzie, ma per elementi importanti tutt'altro che trascurabili). Un Don Rosa a targhe alterne, fino ad arrivare a questa storia che contemporaneamente cita la Saga e demolisce la Saga. Si decidessero, glielo chiedo con affetto, perché mi sembra un po' ambigua e "schizofrenica" come posizione.

    4) riallacciandomi al punto precedente, è una questione di coerenza. Ma anche di credibilità.

    Se vogliamo fare "liberi tutti, niente paletti, creatività senza punti fermi" ok, lo si espliciti e lo si faccia.

    Se si vuole fare una via di mezzo, si espliciti quando un'opera è canon o quando si fanno esercizi di stile in "Elseworlds" con passati alternativi per vedere l'effetto che fa (con Il Miliardo, ma anche le storie di Paperone nel Klondike con le origini alternative di Cuordipietra e Nonno Bassotto).

    Se si vuole invece avere l'ardire di fare canon, di andare a scavare nel passato, almeno che si sia coerenti. Non puoi parlare di libertà creativa e poi andarti a impelagare nelle origini di un personaggio, specie se sono state già scritte, magari pure meglio, da altri autori in passato. Non si può avere l'arroganza dello zio Keno senza avere la sua precisione per compensare. A furia di trovarmi millemila origin story che contraddicono le precedenti (non solo quelle di Rosa, ma persino altre scritte pochi mesi prima) il giocattolino si rompe. Perché il Topo ha scelto come linea quella di farmici credere, in un mondo coerente con passato e presente, origini ecc. Poteva scegliere diversamente, poteva fare un "liberi tutti, godetevi le storie pazze dei nostri funny animals senza troppep  pippe" e ok. Invece ha scelto di puntare sulla storia, con la s minuscola e maiuscola. E se dopo averci scommesso così tanto poi inciampi così, io non ci credo più. E presto anche il lettore occasionale, disattento o giovane inizierà a sentire scricchiolare qualcosa. Se vuoi che ci creda, agisci di conseguenza.

    Re:Topolino 3583 (# 24)

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    Re:Topolino 3583 (# 24) Ultima modifica: Martedì 30 Lug 2024, 12:37:35 di repallido

    Citazione di: Dippy Dawg il Martedì 30 Lug 2024, 10:52:59
    Sì, però la $aga non è il Vangelo a cui tutte le altre storie devono riferirsi, e guai se non sono coerenti!

    Anche perché la $aga stessa contraddice sia Martina (che è arrivato prima), sia Carl Barks (che oltre a essere arrivato prima, è il punto di riferimento di Don Rosa; quindi se le contraddizioni con Martina le possiamo giustificare perché quest'ultimo non ha creato Paperone e perché, essendo italiano, era sconosciuto a Rosa, le contraddizioni con Barks non hanno minimamente senso).

    Citazione di: Sommo Zotnam il Martedì 30 Lug 2024, 12:16:273) a questo punto però autori e direzione del Topo dovrebbero prendere...una direzione chiara. Perché è proprio negli ultimi anni che Bertani, Nucci, Gervasio e praticamente il 90% degli sceneggiatori citano Don Rosa in praticamente ogni numero, spesso a sproposito, ostentando una presunta fedeltà agli eventi della Saga. Insomma, quando gli fa comodo, Don Rosa è vangelo eccome, e ne attingono a spron battuto per valorizzare le loro storie. Anche qui, non glielo ha ordinato il dottore di farlo, è una scelta editoriale ben precisa, è "la linea". Si poteva essere vaghi, si poteva scegliere di ignorare Rosa e inventarsi una propria continuity (opinabile, ma legittimo). E invece no, da un lato si agita il santino di Rosa e dall'altro lo si sconfessa (e non per minuzie, ma per elementi importanti tutt'altro che trascurabili). Un Don Rosa a targhe alterne, fino ad arrivare a questa storia che contemporaneamente cita la Saga e demolisce la Saga. Si decidessero, glielo chiedo con affetto, perché mi sembra un po' ambigua e "schizofrenica" come posizione.

    Su questo punto effettivamente non ho nulla da obiettare e ammetto che fa molto strano anche a me.

    Re:Topolino 3583 (# 25)

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    Re:Topolino 3583 (# 25) Ultima modifica: Martedì 30 Lug 2024, 14:00:44 di V

    Citazione di: Dippy Dawg il Martedì 30 Lug 2024, 10:52:59
    Sì, però la $aga non è il Vangelo a cui tutte le altre storie devono riferirsi, e guai se non sono coerenti!
    Se uno vuole raccontare una storia un po' diversa, può e deve farlo; poi, se la storia è bella o brutta, è un altro discorso (ma nel caso del Miliardo, almeno a mio parere, la storia non è male)...

    (PS: per me la $aga è uno dei 5 fumetti più belli in assoluto, insieme all'Eternauta, al Porto Proibito, a Watchmen e alla Seconda guerra mondiale di Gino D'antonio e Ferdinando Tacconi!)

    Capisco che il fumetto disney non abbia mai puntato sulla continuity, ma ormai don rosa è imprescindibile. Trovo che Nucci potesse inventare qualche facile scappatoia narrativa per evitare questo minestrone abbastanza incoerente.

    Citazione di: repallido il Martedì 30 Lug 2024, 12:33:40

    Anche perché la $aga stessa contraddice sia Martina (che è arrivato prima), sia Carl Barks (che oltre a essere arrivato prima, è il punto di riferimento di Don Rosa; quindi se le contraddizioni con Martina le possiamo giustificare perché quest'ultimo non ha creato Paperone e perché, essendo italiano, era sconosciuto a Rosa, le contraddizioni con Barks non hanno minimamente senso).


    Don Rosa non poteva conoscere in alcun modo Martina, visto che non è mai stato tradotto in inglese prima del 2000 (la saga è del 1994). Martina che, comunque, non ha mai scritto nulla di davvero coerente nella sua produzione, dato che non era il suo interesse farlo (al contrario di Nucci, che cerca di collegarsi al materiale proprio).

    Non ho capito invece quali siano le contraddizioni di Rosa verso Barks. Rosa è infatti noto per la sua maniacale e fin esagerata ricerca del rispetto assoluto dell'opera di Barks, che non ha mai contraddetto (se non in un paio di dettagli che lo stesso Barks contraddiceva a sua volta).

    Grazie mille :)

    Re:Topolino 3583 (# 26)

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    Re:Topolino 3583 (# 26) Ultima modifica: Martedì 30 Lug 2024, 14:20:20 di Cornelius

    Sommo Zotnam ha ragione ma ne avrebbe di più se la storia in cui si contraddicono eventi passati fosse parte di un ciclo, di una serie o collegabile comunque ad altre. In questo caso Il Miliardo di Nucci mi pare fine a se stesso, un soggetto ambientato nel passato recente degli anni 1930' con agganci a quello remoto del 1200. Se alcune cose del Miliardo le avessimo viste nella saga di Fantomius sarebbe stato sicuramente più grave perché in quel caso la narrazione è ben più ampia, completa, costante, precisa e interagisce più volte con quella di Don Rosa. Se Life & Time può essere considerata 'bibbia', anche il Fantomius di Gervasio comincia ad esserlo (se non lo è già).

    Anche a me, inizialmente, diverse cose del Miliardo non hanno convinto ma poi, continuando a leggere una storia comunque piacevole, divertente e 'fine a se stessa', ho lasciato da parte certi risentimenti apprezzando comunque il lavoro di Nucci la cui perla resta la creazione del Club dei Milionari contrapposto a quello dei Miliardari. Se c'è una cosa di questo soggetto da non lasciar perdere è proprio questo improvviso e nuovo dualismo che sarebbe interessante proporre nelle storie di (stra)ordinaria quotidianità presente, dove ai noti miliardari tipo Paperone, Rockerduck, Cuordipietra e Red Duckan potrebbero essere contrapposti nuovi personaggi 'milionari' che tentano disperatamente di raggiungerli nel loro status supremo (fra questi potrebbero esserci anche Filo Sganga e Brigitta, perché no?).

    Certo, l'ideale sarebbe che anche nelle storie meno collegabili alle varie 'bibbie' si mantenesse una certa coerenza, sui tempi come sui fatti e sui personaggi, smarcandosi quando 'si può' o dando spazio a nuove situazioni che non cozzino clamorosamente con quelle storicizzate. Nel caso specifico del Miliardo tutti i battibecchi brillanti e ironici fra zio e nipote non sarebbero potuti avvenire se Paperino fosse stato un piccolo paperotto (per quanto fisicamente lo stava diventando grazie alle matite 'ringiovanenti' di Cavazzano). In questo caso la 'deviazione' di Nucci può essere compresa. In altri casi meno perché non così basici nella struttura della storia, come il Deposito che poteva anche essere lasciato lì dov'era: inventarsi una origine alternativa non mi è parsa una gran cosa.

    Re:Topolino 3583 (# 27)

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    Re:Topolino 3583 (# 27) Ultima modifica: Martedì 30 Lug 2024, 14:39:22 di Cornelius

    Citazione di: V il Martedì 30 Lug 2024, 13:57:07Non ho capito invece quali siano le contraddizioni di Rosa verso Barks. Rosa è infatti noto per la sua maniacale e fin esagerata ricerca del rispetto assoluto dell'opera di Barks, che non ha mai contraddetto (se non in un paio di dettagli che lo stesso Barks contraddiceva a sua volta).
    Forse la più grande contraddizione di Rosa verso Barks è l'aver anticipato di mezzo secolo la costruzione del Deposito. Scelta direi 'obbligata' considerando le varie fasi della vita del giovane Scrooge. Se Barks decide di introdurre il Money Bin 'solo' nel suo presente di autore che è il 1951, è perché in precedenza lo zione viveva in lussuose ville e il numeroso contante era probabilmente stipato in diversi 'depositi' anonimi o comunque in luoghi diversi da quello che poi risulterà essere il 'canonico'.

    Al contrario di altre situazioni che arrivano improvvise ma narrativamente è come se ci fossero sempre state, l'arrivo del Deposito è ufficializzato da Barks con tanto di storia ad hoc e splash page iniziale con l'edificio in costruzione e con i nipoti che commentano la cosa. E da quel momento in poi, complici anche i Bassotti, diventerà un luogo fisso delle commedia barksiana. 'Retrocedere' tutto ciò a mezzo secolo prima, con scenari e personaggi del tutto diversi, è stato un vero 'terremoto', un 'colpo di scena' considerando l'ortodossia donrosiana in merito. Però 'necessaria' per dare un senso più logico a quella saga dove la presenza di quel cubo di cemento era comunque fondamentale.

    Re:Topolino 3583 (# 28)

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    Re:Topolino 3583 (# 28)

    Citazione di: V il Martedì 30 Lug 2024, 13:57:07Don Rosa non poteva conoscere in alcun modo Martina, visto che non è mai stato tradotto in inglese prima del 2000 (la saga è del 1994). Martina che, comunque, non ha mai scritto nulla di davvero coerente nella sua produzione, dato che non era il suo interesse farlo (al contrario di Nucci, che cerca di collegarsi al materiale proprio).

    Non ho capito invece quali siano le contraddizioni di Rosa verso Barks. Rosa è infatti noto per la sua maniacale e fin esagerata ricerca del rispetto assoluto dell'opera di Barks, che non ha mai contraddetto (se non in un paio di dettagli che lo stesso Barks contraddiceva a sua volta).

    Grazie mille :)

    - Infatti è quello che dicevo io quando scrivevo "essendo italiano, [Martina] era sconosciuto a Rosa"  :tongue: Per quello dicevo che le contraddizioni con Martina sono giustificate, a differenza di quelle con Barks (per quanto siano comunque un precedente per cui secondo me la $aga non dovrebbe necessariamente essere un punto fermo per tutti gli autori).

    - In "Paperino e il feticcio" Paperone sostiene che il Gongoro lo abbia scambiato per Paperino perché settant'anni prima era più giovane e aveva lo stesso aspetto che il nipote ha oggi. Nella $aga scopriamo che quegli eventi sono avvenuti meno di settant'anni prima e che Paperone si era solo "truccato" per sembrare qualcun altro, ma non aveva affatto un aspetto più giovanile.

    Re:Topolino 3583 (# 29)

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    Re:Topolino 3583 (# 29) Ultima modifica: Martedì 30 Lug 2024, 19:00:20 di V

    Citazione di: Cornelius il Martedì 30 Lug 2024, 14:37:39
    Citazione di: V il Martedì 30 Lug 2024, 13:57:07Non ho capito invece quali siano le contraddizioni di Rosa verso Barks. Rosa è infatti noto per la sua maniacale e fin esagerata ricerca del rispetto assoluto dell'opera di Barks, che non ha mai contraddetto (se non in un paio di dettagli che lo stesso Barks contraddiceva a sua volta).
    Forse la più grande contraddizione di Rosa verso Barks è l'aver anticipato di mezzo secolo la costruzione del Deposito. Scelta direi 'obbligata' considerando le varie fasi della vita del giovane Scrooge. Se Barks decide di introdurre il Money Bin 'solo' nel suo presente di autore che è il 1951, è perché in precedenza lo zione viveva in lussuose ville e il numeroso contante era probabilmente stipato in diversi 'depositi' anonimi o comunque in luoghi diversi da quello che poi risulterà essere il 'canonico'.

    Al contrario di altre situazioni che arrivano improvvise ma narrativamente è come se ci fossero sempre state, l'arrivo del Deposito è ufficializzato da Barks con tanto di storia ad hoc e splash page iniziale con l'edificio in costruzione e con i nipoti che commentano la cosa. E da quel momento in poi, complici anche i Bassotti, diventerà un luogo fisso delle commedia barksiana. 'Retrocedere' tutto ciò a mezzo secolo prima, con scenari e personaggi del tutto diversi, è stato un vero 'terremoto', un 'colpo di scena' considerando l'ortodossia donrosiana in merito. Però 'necessaria' per dare un senso più logico a quella saga dove la presenza di quel cubo di cemento era comunque fondamentale.

    Ma lo stesso Barks si contraddice, dato che dopo la "ghiacciata dei dollari " (1951), il deposito viene sempre presentato come un edificio presente fin dagli albori di paperopoli.

    In una storia del 1956 - i guai del progresso https://inducks.org/story.php?c=W+US+++15-05 - Paperone afferma che il deposito è sulla collina da 70 anni, su un terreno comprato dove non c'era nulla tutto attorno se non un forte.

    Ergo, don rosa ha sistemato le cose cambiando date ma sottolineando come il deposito sia stato uno dei primi edifici di Paperopoli.

    Citazione di: repallido il Martedì 30 Lug 2024, 15:18:06

    - In "Paperino e il feticcio" Paperone sostiene che il Gongoro lo abbia scambiato per Paperino perché settant'anni prima era più giovane e aveva lo stesso aspetto che il nipote ha oggi. Nella $aga scopriamo che quegli eventi sono avvenuti meno di settant'anni prima e che Paperone si era solo "truccato" per sembrare qualcun altro, ma non aveva affatto un aspetto più giovanile.

    Martina è un autore poco attendibile e non può essere preso a modello per fare un canone, dato che lui stesso si contraddice spesso e volentieri, al contrario di don rosa, che è sempre coerente.

    Sul feticcio, è lo stesso Rosa a spiegare come abbia giustificato la "giovinezza" di Paperone nella storia del gongoro con un abile cammuffamento. E riguardo alla data, l'ha effettivamente ignorata.

    Ma, anche in questo caso, era inevitabile. Barks non era sempre coerente, specie nelle prime storie del personaggio (il feticcio è del 1949, con un Paperone ben diverso da quello del 1951).

    Nucci, al contrario, ha tutte le fonti disponibili, e ha tutti i modi per raccontare una storia mantenendo una coerenza di fondo, senza dover reinventare la ruota su fatti che sono acclarati sia da Rosa che da Barks.