è veramente surreale che a Casty - ormai da qualche anno - non sia concesso di essere il copertinista dei numeri dove appaiono le sue storie, le quali ormai non sono più di una l'anno. Lo trovo inspiegabile in ogni senso possibile del termine, e qualunque giustificazione ufficiale venga addotta, mi sembra che il gioco non valga la candela. In nome dell'omogeneità stilistica sacrifichiamo anche le copertine di Casty, dunque? Lo reputo inammissibile.
Con le dovute proporzioni, mi sembra che - insieme ad altre decisioni come metterlo sulle tavole autoconclusive, come ricorderete - sia come quando Barks fu costretto a lavorare alle storie delle Giovanni Marmotte, sulle quali emise un giudizio irriferibile in questa sede. Mah!
Perché di questo mondo siamo solo ospiti, fra i tanti. E non i padroni. Insieme abbiamo dimostrato tante cose, ma la più importante è che non esiste l'impossibile.