
Fra i dialetti da proporre in futuro (un futuro più prossimo di quanto si possa pensare, visti i risultati di questa 'prima volta') non dimentichiamo il lucano collegato ai parenti di Rock Sassi, tanto per restare aderenti alle serie o alle fiere, se non alle 'scuole' (in questo caso il genovese, il veneziano e il romano sono d'obbligo per il bis). Ero rimasto sorpreso nella lettura di questo topic più incline a parlare di questa operazione piuttosto che delle storie ma in effetti nessuna mi ha preso particolarmente.
Se non per i disegni: molto belle le tavole di Nico Picone (Flight 008), a cominciare da quella d'apertura per poi spaziare in vari schemi di vignette alternate a splash page. Belle anche le colorazioni di Irene Fornari, dai toni freddi a quelli caldi ma sempre 'pacati'. Se penso a quante belle storie del passato hanno avuto una colorazione 'basica' (erano altri tempi, ovviamente) sarebbe davvero bello poterle ricolorare tutte con i toni e le luci di questi ultimi anni. Una collana atta solo alla ristampa di capolavori del passato ricolorati con le tecniche del presente non sarebbe male, per quanto elitaria, per collezionisti e decisamente costosa. In parte queste operazioni sono state già fatte nelle ultime ristampe ma senza una linea precisa e coordinata.
Anche la breve di Newton si distingue per le illustrazioni molto eleganti di Paolo DeLorenzi (che ha giusto un po' ritoccato il suo stile, migliorandolo) e per una colorazione di Chiara Bonacini curata soprattutto nelle scene notturne, con sfumature di luci gradevoli. Discorso simile per Blasco Pisapia: pur avendo un tratto diverso da quello di DeLorenzi, li accomuna una eleganza e una leggerezza sia nelle posture dei personaggi che negli sfondi, curati senza appesantire la tavole. La breve di Gastone è godibile soprattutto per questo.
Marco Mazzarello è molto bravo nel delineare personaggi 'tartufati' come Basettoni e Manetta a cui da una fisionomia convincente. Al tenente il divieto di fumo sta dando ottimi risultati: ha perso molti chili ed ha un aspetto più 'vigoroso'. Anche Alessandro Perina non mi è dispiaciuto sebbene le sue tavole mi sembrino sempre un po' troppo 'pregne', pesanti, nonostante le dinamiche dei personaggi siano animate, brillanti. Immaginare di leggere la sua storia in dialetto appesantirebbe ulteriormente il tutto (fiorentino/toscano a parte che resta il più comprensibile, almeno a me che sono umbro - ma credo un po' a tutti)