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Tar Sport: serie A 2025/26
 - Aperto da Paper Bat 82, Lunedì 25 Ago 2025, 19:13:00
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Tar Sport: serie A 2025/26

Paper Bat 82
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    Tar Sport: serie A 2025/26 Ultima modifica: Lunedì 25 Ago 2025, 21:47:53 di Paper Bat 82

    Mi volevo rifiutare di aprire il nuovo topic sul calcio vista la sconfitta casalinga alla prima giornata contro la Cremonese e visto che quest'anno in Serie A ci sono la bellezza di 3 squadre con la casacca nerazzurra a striscie maccheroniche, ma poi questa mattina ho trovato un libro di Carlo Sintini, intitolato: "IL SISTEMA TOTOCALCIO".
    Un libro del 1980 lontanissimo ormai, ma l'introduzione al manuale fa ridere: Ogni settimana gli italiani giocano al Totocalcio una somma che si aggira intorno ai cinque miliardi di lire ( più di 10 milioni di euro) sicchè potremmo dire che lo sport nazionale italiano non è il calcio, bensi il Totocalcio..
    ah ahh aha oggi neanche più quello purtroppo.



    L'ultima vittoria della Cremonese in casa del Milan risale al 1944. Qualche sito importante ha scritto che non aveva mai vinto a San Siro. Dove si giocava nel 1944 ?
    https://lanottereginadelcielostellato.blogspot.com


    La vita è un gioco di energia in cui Tu non partecipi, ma devi lasciarti partecipare...

    Vivi ogni momento come se fosse l'ultimo, muori e rinasci ad ogni istante, non pentirti di nulla, non sentirti in colpa per nulla, vivi totalmente senza guardare giù, senza guardarti in dietro.

    Re:Tar Sport: serie A 2025/26 (# 1)

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    Re:Tar Sport: serie A 2025/26 (# 1)

    Scusate il doppio post, ma la partita contro il Pisa di venerdì 24 ottobre non è per me una partita come tutte le alre e se qualche tifoso rossonero con le ossa se ne intende sa a cosa mi riferisco. Questa piccola squadra toscana che vanta solo 5 partecipazioni in serie A nel 1921 ha rischiato di vincere il titolo di campione d'italia perdendo in finale contro la Pro Vercelli, va bene che era un altro calcio ma non è questo che mi interessa, il ciclo del grande Milan olandese inizia e termina prorio a Pisa, nel Pisa del presidente Romeo Anconetani, siamo al 15 settembre 1987 e il mago di fusignano che non aveva mai giocato a calcio e non aveva mai allenato in serie A debutta nel campionato italiano nella prima giornata a Pisa, tre a uno per i rossoneri con reti di Donadoni, Gullit e Van Basten, portiere del Pisa è Allessandro Nista che sarà lo stesso portiere al quale 6 anni dopo Marco segnerà il suo ultimo goal in carriera. E quattro anni dopo a Pisa il 14 aprile 1991 terminerà il ciclo di Arrigo Sacchi sulla panchina rossonera con uno scudetto, 2 coppe campioni, 2, coppe intercontinentali, 2 supercoppe europee, una supercoppa italiana, giocando a calcio come mai nessuna squadra aveva mai fatto prima di allora.
    14 aprile 1991; Pisa vs Milan 0 a 1 con rete di Maldini di destro nel secondo tempo ed è anche l'ultimo precedende fra queste due squadre.
    Mi viene un tuffo al cuore se penso che il Pisa calcio riesce ad unire il grande Milan del ventesimo secolo a quello di max Allegri di oggi.

    Parentesi sulla nazionale, nel 1975 Jose Altafini che aveva giovato sia per il Brasile che per gli azzurri scriveva un libro: Come si gioca a calcio".
    Nel introduzione dice basta poco una pila di libri per fare gli angoli del campo, una di pietre per le porte e tanta fantasia...
    Sembrano passati 500 anni.
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    Re:Tar Sport: serie A 2025/26 (# 2)

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    Re:Tar Sport: serie A 2025/26 (# 2)

    Il lunedì di Paper Bat 82 

    Non faccio il punto al giro di boa e ne voglio parlare di calcio, ma parlo d'amore una storia d'amore della quale se fosse stato in vita Walt Disney ne avrebbe fatto un film.
    Il 29 dicembre 2022 quando è morto Pelè dissi che per me il più grande calciatore brasiliano di tutti i tempi era stato Garrincha, conoscevo il calciatore per aver visto filmati in bianco e nero, ma la sua vita privata è commovente davvero si sarebbe potuto fare un film disney uno di quelli degli anni sessanti che facevano ridere ma anche piangere e riflettere.
    Lui non è stato solo un calciatore, è stato un destino, che sapeva toccare il cuore e non solo il campo, Pelè è stato il più grande, lui la leggenda.

    Mané Garrincha era chiamato così perché quando correva sembrava che il vento lo portasse via.
    Aveva una gamba più corta dell'altra, un difetto che per chiunque sarebbe stato un limite.
    Per lui, invece, era magia pura: dribblava come se danzasse, come se il mondo fosse leggero.
    Non giocava: incantava.

    Morì povero, dimenticato, in una baracca nel 1983, consumato dall'alcol e dalla tristezza.
    Una fine che sembra uscita da un romanzo ottocentesco più che da una carriera sportiva.

    Ma proprio questa fragilità lo rende eterno.
    Era un uomo che sapeva regalare felicità agli altri, ma non a se stesso.
    Conoscevo il calciatore ma poi sonono venuto a conoscenza della sua storia d'amore con Elza Soares, è stata una poesia tragica fuori dal campo.

    Si incontrarono all'inizio degli anni '60.
    Lei, Elza Soares, era già una voce unica: roca, potente, nata dalla favela e temprata dalla sofferenza.
    Lui, Garrincha, era la gioia del Brasile, l'uomo che dribblava come se il vento lo portasse via.

    Quando si guardarono si racconta che fu come se due anime ferite si riconoscessero.

    La loro relazione fu immediata, magnetica, inevitabile.
    Si amarono come due persone che hanno conosciuto troppo dolore e che, per un attimo, trovano rifugio l'una nell'altra.Ma quell'amore aveva un prezzo altissimo ,la stampa li attaccò ferocemente ,la società li giudicò, la famiglia di lui non accettò Elza el'alcolismo di Garrincha iniziò a peggiorare

    Eppure, nonostante tutto, non riuscivano a lasciarsi.

    Ed è stata la donna che lo amò fino all'ultimo.

    Elza Soares era una donna fortissima.
    Aveva conosciuto la fame, la violenza, la miseria.
    Eppure, con Garrincha, mostrò una dolcezza infinita.

    Lo curò, lo sostenne, lo difese.
    Ma l'alcol era un avversario più grande di lei.


    Gli ultimi anni furono durissimi con lui sempre più dipendente, lei sempre più stanca, la povertà che tornava a bussare, la salute di Garrincha che crollava

    Eppure Elza non lo abbandonò mai davvero.
    Quando lui morì, nel 1983, povero e dimenticatoin una baracca, lei disse una frase che è rimasta nella storia:

    "Garrincha è stato il più grande amore della mia vita.
    E anche il mio più grande dolore."


    Gli aneddoti tra Garrincha ed Elza Soares sono così intensi che sembrano scene di un film neorealista brasiliano: amore, miseria, genio, tragedia

    Quando si incontrarono, Elza era già una cantante famosa.
    Garrincha, vedendola, le disse una frase che lei ricordò per tutta la vita:

    "Che mondo è questo che mette una voce così in un corpo così piccolo?"

    Lei rise.
    Lui si innamorò.

    Fu un colpo di fulmine reciproco, quasi infantile nella sua purezza.

    Garrincha era già schiavo dell'alcol.
    Un giorno si presentò da Elza con una cassa di birra in spalla, come fosse un mazzo di fiori.

    Lei gli disse:

    "Mané, questo non è amore. È un problema."

    Lui rispose:

    "Ma io sono fatto così."

    E lei, invece di scacciarlo, lo abbracciò.
    Era una donna che aveva visto troppo dolore per giudicare.

    Una volta, dopo un litigio, decisero di scappare insieme.
    Salirono su un autobus pubblico, come due ragazzi qualsiasi.

    Quando la gente li riconobbe, fu il caos i giornali, politici, mormoni, cattolici, moralisti tutti a giudicare.

    Ma loro, seduti vicini, ridevano come due adolescenti. Ma un giorno come nelle favole Disney la madre di Elza mori per causa sua.

    Garrincha, ubriaco, ebbe un incidente d'auto.
    Con lui c'era la madre di Elza, che morì sul colpo.

    Fu una tragedia immensa.
    Elza non lo abbandonò, ma da quel giorno qualcosa si spezzò per sempre.

    Lei disse:

    "Ho perso mia madre e ho perso Mané nello stesso istante."

    Quando Garrincha morì, povero e dimenticato, Elza andò a vederlo.
    Lo guardò e disse:

    "Tu sei stato la mia gioia e la mia rovina."

    E poi cantò per lui, piano, come una ninna nanna.
    Nessuno l'aveva chiesto.
    Lo fece perché era l'unico modo che conosceva per dirgli addio.

    Erano due anime ferite che si erano riconosciute.
    Troppo simili per salvarsi, troppo legate per lasciarsi davvero.

    Da calciatore e non da uomo comune invece i brasiliani dicevano che quando lui giocava Dio si sedeva sul ciglio del campo a osservarlo
    Garrincha aveva una gamba più corta di 6 centimetri e le ginocchia storte verso l'interno.

    Qualunque medico avrebbe detto:
    "Non potrà mai giocare."

    Lui invece dribblava come se la natura avesse sbagliato apposta per renderlo unico.

    I difensori non capivano da dove arrivasse il movimento.
    Era come cercare di fermare una farfalla con una rete da pesca.

    Il suo dribbling era così assurdo che i difensori, dopo un po', ridevano dalla disperazione.

    C'è un aneddoto famoso:
    in una partita, Garrincha superò lo stesso difensore tre volte di fila, poi si fermò, lo guardò e gli disse:

    "Vuoi che passi anche la quarta?"


    E lo superò di nuovo.

    Era un bambino che giocava per divertimento, non per vincere.

    Garrincha aveva un dono raro:
    dribblava verso il fondo e poi metteva un cross perfetto, sempre uguale, sempre preciso.

    Pelé diceva:

    "Con lui bastava aspettare il pallone. Arrivava sempre."

    Era come se avesse un accordo segreto con il vento.

    Quando Pelé si infortunò, tutti dissero:
    "Il Brasile è finito." Garrincha rispose in campo, gol di destro, gol di sinistro, gol di testa, assist, dribbling impossibili

    Portò il Brasile al titolo mondiale quasi da solo.
    Fu il suo Mondiale, la sua poesia più alta.

    In campo rideva sempre.
    Era felice solo lì.
    Fuori, la vita lo feriva.
    Dentro il rettangolo verde, invece, era libero come nessuno.

    Il Brasile e il mondo scoprì che quel ragazzo con le gambe storte, nato nella miseria più profonda, riusciva a fare cose che nessun altro essere umano aveva mai fatto con un pallone.

    Non era solo talento.
    Non era solo tecnica.
    Era qualcosa di più sottile, più misterioso, più... spirituale.

    Quando prendeva palla, succedeva qualcosa che non si poteva spiegare con la logica.
    I difensori cadevano, il pubblico rideva, il tempo sembrava rallentare.

    Era come se il calcio, per un attimo, diventasse pura gioia. E allora i brasiliani dicevano:

    "Se Dio ha creato il calcio, quando Garrincha gioca si ferma a guardare."

    Non per giudicare, non per comandare.
    Ma per il semplice piacere di vedere un uomo trasformare la vita in gioco.
    E come per tutti i più grandi era eccentrico nel suo talento e questo lo portava fuori dalle regole, ma chi siamo noi per giudicare davvero, noi non possiamo dire nulla ma è certo che se fosse nato in America e non nel povero Brasile degli anni 60 oggi del suo talento e della sua storia sarebbero nati film e sceneggiature.

    CHIUDO.

    scusatemi...

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    Re: Tar Sport: serie A 2025/26 (# 3)

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    Re: Tar Sport: serie A 2025/26 (# 3)

    Il punto di Paper Bat 82
    ... a meno 8 dal termine della stagione (nazionale non esclusa)


    Il Milan deve crederci !!
    Non lo dico da tifoso ma da appassionato perche se l'Inter dovesse vincere sarebbe la peggiore delle campioni del nostro campionato a girone unico ha perso tutti i derby e fino ad ora non ha vinto uno scontro diretto se non contro la Juventus che non ha mai lottato per il titolo. Che razza di campione d'Italia sarebbe...
    Neanche il Milan è un gran che a dire il vero è una squadraccia piena di pezze al culto, un rattoppo sopra un altro rattoppo senza Modric e Rabiot avrebbe probabilmente 10 punti in meno, però c'è Allegri che da quando a giocato le finali di Champions è diventato uno scalmanato un indiavolato in panchina.
    Sacchi in sette partite riusci a riprendere 5 punti dal Napoli del Maradona, Giordano, Carica. Zuccherini in 7 giornate riusci a riprendere 7 punti alla grande Lazio di Vieri, Salas, Verona.
    Si può fare tutto dipende da Leao se non segni nel calcio è difficile vincere, oggi si assite ad una moria di attaccanti che terhiversano, sanno fare di tutto tranne le cose semplici, buttare la palla in porta quello che conta. E poi dalla parte opposta ci sono difensori che sanno fare tutto pure i centravanti, ma non sanno marcare non sanno tenere un uomo in aerea e si assiste a partite in stile tennis con finali 5 a 2, 7 a 3 e così via lo dicono le partite di Champions legge.
    Quando hanno cambiato la regola del goal in trasferta hanno detto che nel calcio moderno non serviva più era una romanticheria inutile. Sarà come dicono loro ma se ci fosse stata la vecchia regola in Juventus vs Galatasaray una volta firmato il 3 a 0 la rimonta di Spalletti era completa invece no per cercare il quarto goal hanno preso il primo eliminando l'italiana. Per il nostro calcio era già dura prima figuriamoci adesso.
    Per non parlare della nazionale io la vedo dura e non dico niente, quella generazione è finita nel 2006.

    Chiudo tornando al campionato se il Milan di Sacchi era la tesi, quello di Capello l'antitesi è quello di Ancelotti la sintesi.
    Le squadre di Allegri sono le note a pie'pagina.

    Saluti.
    PS: non so se il prossimo anno continuerò a scrivere adesso con l'intelligenza artificiale diventa tutto più difficile per i forum, social e blog la vedo dura a meno che non ci mettiamo a scrivere come automi.

    Telefono ☎️ casa
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    Re: Tar Sport: serie A 2025/26 (# 4)

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    Re: Tar Sport: serie A 2025/26 (# 4)

    Non per pretendere ma, come soleva dire il buon Spencer Rivermud, dove sono quei begli alieni con un disintegratore quando ne serve uno? Ci sarebbero una FIGC da ripulire e un branco di giocatori incompetenti e falliti da castigare.

    Quindi, se qualche alieno di passaggio volesse farci la cortesia, lo ringrazierei volentieri...  >:(

    Re: Tar Sport: serie A 2025/26 (# 5)

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    Re: Tar Sport: serie A 2025/26 (# 5)

    Innanzitutto mi scuso su un forum di fumetti, ma non troppo perché compravo sempre l'album panini dedicato al mondiale, mi piaceva e sapeva di esotico, con le squadre come oggi sarebbe la Bosnia o la Macedonia del nord messe in una sola pagina come i calciatori delle squadre di serie B da noi  superiori dal campionato più bello del mondo.
    E li sento li posso sentire: Arnaldo Mondadori, Gianni Agnelli, Enzo Ferrari, Romeo Anconetani, Costantino Rozzi, Giangiacomo Fertrinelli, Peppino Prisco, Moratti senior, Silvio Berlusconi, che sono nelle loro tombe e si stanno rivoltando come si usava dire una volta a scuola.
    Perché se il calcio è la prima o la seconda azienda del paese, quello che succede nel calcio avviene in maniera molto più diluita come un veleno omeopatico in tutte le altre attività del paese. Perché miei cari signori senza nominarvi uomini o donne che siate gli stranieri vanno aiutati ad integrarsi perché non è colpa loro se hanno la guerra in casa, ma ciò non va fatto a discapito degli italiani vecchi o giovani che siano.
    Perché allora va bene tutto le proprietà straniere se ne fregano degli italiani e della nazionale, a loro non interessa nemmeno vincere in campionato, a loro interessa solo tenere buoni i suppoter e mantenere il bilancio attivo, forse abbiamo venduto agli stranieri la nostra gallina dalle uova d'oro ad un prezzo troppo basso ed abbiamo fatto un cattivo affare illudendoci che quello che è successo alla grande Ungheria alla Jugoslavia ed all'Uruguay sono cose che succedono solo agli altri. Ma alla fine si tratta solo si un gioco e ci sono cose più serie dicono tutti, non può essere vero perché quando c'è di mezzo il portafoglio tutto diventa mortalmente serio persino un gioco.
    Pecunia no oltre!
    I soldi non marciscono.
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    Re: Tar Sport: serie A 2025/26 (# 6)

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    Re: Tar Sport: serie A 2025/26 (# 6)

    Pare che l'album Panini per questi mondiali sia già stato stampato... con le figurine dell'Italia!

    Ormai per giocare le fasi finali bisognerà organizzarlo
    Spoiler
    (e ci sta tutto vista la masnada di corrotti che sono ora al potere e che potranno intascarsi fior fiore di tangenti)
    [chiudi]

    Re: Tar Sport: serie A 2025/26 (# 7)

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    Re: Tar Sport: serie A 2025/26 (# 7)

    Non ne sapevo niente ma se così è stato hanno fatto lo stesso errore che fece Joahn Cruiff a farsi fotografare con la coppa prima della finale.
    Va detto che ci sono anche cose positive nel negativo questa lunga assenza dai mondiali e nel 2030 saranno quasi venti, rende gli insuccessi delle vecchie nazionali ai mondiali come dei trionfi, nazionali ed allenatori criticatissime non sono dalla stampa.
    Penso incredibile Enzo Bearzot ottimo che nel 1982 vince il mondiale eliminando in successione Argentina, Brasile, Polonia e Germania ovest lasciando a casa il capocannoniere del campionato Roberto Pruzzo e lasciando in panchina senza nemmeno un minuto giocato Franco Batesi. Penso all'Italia del criticatissimo Vicini che nella prima partita contro l'Austria a 12 minuti dalla fine la partita a Roma è ancora ferma sullo 0 a 0 quando fa entrare in campo Salvatore Scillacci che nemmeno lui capisce come ci è arrivato in quel mondiale ma che segna e non si ferma più fino alla finale vinta quella del terzo posto perché grazie ad una ingenuità del portiere Walter Zenga che non giochiamo la finale per il primo. Ripenso alla crticatissina Italia di Sacchi che lascia a casa Vialli, Mancini, Bergomi e Walter Zenga per portare il suo Milan in nazionale ed per poco non riesce a vincere anzi perde senza perderla la finale con Franco Baresi rientrato dopo un infortunio di 17 giorni che nei tempi supplementari si lancia da solo in attacco e a 20 metri dalla porta serve Daniele Massaro ma per stanchezza sbaglia. Arriviamo secondi al mondiale ed è stato per allora un mezzo fallimento.
    Penso all'Italia di Cesere Maldini che perde Nesta e che non vuole saperne di schierare Del Piero e Roberto Baggio insieme in coppia e che si permette il lusso di lasciare a casa un 22enne Francesco Totti perché troppo giovane per giocare un mondiale e che lascia a casa un Roberto Mancini perché troppo vecchio per giocare un mondiale. Ci vorrà la Francia futura campione del mondo al St.Denis perché gli italiani alle 17 e 30 del 4 luglio 1998 vedono in nazionale per la prima volta Roberto Baggio ed Alessandro Del Piero in coppia in attacco e bastano solo due minuti per su assist di Del Piero Roberto Baggio manda a lato di un niente nei supplementari la palla che ci avrebbe portati in semifinale. Anche quella volta usciamo ai quarti ai rigori senza mai perdere.
    Penso al 2006 e all'uscita di Fabio Cannavaro contro la Germania l'ultimo difensore azzurro della vecchia scuola dopo forse Chiellini. E nella finale quando dopo il vantaggio francese tutto sembra perduto ci pensa Marco Materazzi a staccare di testa e riportare la partita in pareggio e che stacco sembrava lo stacco di Pele in sospensione a città del Messico.
    Quella volta i rigori ci hanno restituito quello che nel 1994 è 1998 ci avevano tolto.

    Se vogliamo anche la nazionale Brasiliana ha subito un declino altrimenti non avrebbero assunto un allenatore italiano, ma il nostro declino è stato più rapido ed inesorabile.
    In parte dovuto alle scuole calcio, nessuno gioca più in strada e se questi riformatorio sociali incontrassimo Diego Armando Maradona gli direbbero di smetterla con il calcio perché è un bambino troppo basso ed obeso per giocare in quello sport.
    Così come Albert Einstein che fu' bocciato in matematica.
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    Re: Tar Sport: serie A 2025/26 (# 8)

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    Re: Tar Sport: serie A 2025/26 (# 8)

    Pep Guardiola sarà il prossimo commissario tecnico della Nazionale italiana di football.

    Scelta che non condivido perché questioni economiche in questo periodo di grande crisi, ci sono cose più urgenti e poi perché è vero che Lao Chech ed altri Ungheresi hanno allenato la nazionale italiana nel periodo delle due guerre mondiali, ma la nazionale non è un club cosa ci si aspetta da Guardiola che facci giocare l'Italia come il Barcellona ?
    Ma dai sarebbe un ulteriore sconfitta nella disfatta che poi non è neanche tale perché ancora ci sono speranze di ripescaggio e ciò mi ricorda la Danimarca esclusa e poi vincente ad Euro 1992 con Brian Laudrup protagonista.
    Ma l'Italia non deve andare al mondiale per prestigio gli americani sono abituati alla NBE ma il calcio è diverso in 100 anni era cambiata una sola regola quella del retropassaggio al portiere, oggi da quando sono arrivati i campi sintetici ne stanno facendo di tutti i colori, Gordon goal, Silverio goal, moviola, tempo effettivo, 11 minuti di recupero, 5 sostituzioni, cartellino arancione ecc eccetera.
    Ora volevo scrivere nel topic apposito quello che è il mio pensiero il mondo è un villaggio globale dove le guerre non hanno più senso. E il calcio per la quale si dice che se la Jugoslavia avrebbe vinto quel quarto di finale contro l'Argentina ad Italia 90, perso solo dopo 11 rigori, si dice che la guerra nei balcani non sarebbe mai scoppiata, per una stupida partita ? Per un pezzo di stoffa ?
    Si c'era anche il post di chi si interroga sul Futuro ma le guerre ci sono sempre state in 3000 anni il genere umano ha combattuto 5000 guerre piccole o grandi e se ci facciamo il conto non c'è mai stato un giorno senza una faida da qualche parte del mondo. La differenza è che oggi persino un piccolo stato di un milione di abitanti può avere la bomba atomica.
    E l'energia atomica è la cosa più democratica che esista non guarda in faccia a nessuno, povero o ricco, vecchio o giovane, fallito o di successo.

    No non dobbiamo essere ripescati nel mondiale nord americano solo per questioni politiche. E non si deve prendere un allenatore straniero con tutto il ben di dio di allenatori italiani che avevamo ; Stroppa. Sarri, Malesani, Capello, Inzago, Del Neri, Allegri, Bartolomutti, De Zerbi, Zola eccetera eccetera.
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