Un numero con piccole parti di continuity, anche inconsapevoli.
Fa capolino la serie di Topolino Giramondo, con un parterre di personaggi variegato e che mette il nostro, giustamente, in secondo piano. Con un buon flashback si ripercorrono le orme del passato, mentre un'ambientazione nevosa avvolge tutto e riunisce le strade lasciate: buona storia da autore completo di Zironi.
Segue una storia sugli equivoci di Faraci/Mazzarello in pieno stile Paperino, che si ritrova in situazioni davvero anomale: il tutto poi viene risolto in modo abbastanza prevedibile, con un espediente che non ha nulla di rivoluzionario. Al di là di ciò, qualche risata la strappa: carina la morale finale che è anche ironica.
Prosegue il ciclo Newton & Pico sulla filosofia, con la storia che inizia dove la precedente ci aveva lasciato (casualità?). Stavolta alle matite Capovilla prende il posto di Soffritti in virtù di una storia più dinamica delle precedenti del ciclo, ma non per questo più riuscita. Se prima si era riusciti a condensare la componente comica con quella "istituzionale", in questo caso la seconda si perde a favore della prima, ma comunque si recupera nell'editoriale successivo. La storia è caruccia, ma sembra aver perso la premessa del ciclo, secondo me.
Conclude il numero regolare (e non "girato") una storia con Minni protagonista assoluta, di Perissinotto/Zemelo. Qui notiamo l'elemento di continuity a cui alludevo: Topolino che chiama dall'aeroporto, dopo il suo reportage fatto nella prima storia. In generale ci si ritrova di fronte ad una specie di sequel in ritardo, dato che sembra una storia di Halloween, ma comunque è piacevole leggere qualcosa di più lugubre sul Topo. La trama inizia quasi subito e il lettore viene catapultato in una situazione abbastanza assurda, senza spiegazioni. Il mio giudizio è sospeso perché è chiaro che la storia vada giudicata nella sua interezza. Ho apprezzato comunque i disegni e come viene gestita la gabbia.
Infine il piatto che dovrebbe essere quello forte, un altro crossover/storia Marvel. Per quanto l'idea di mescolare autori diversi al disegno possa sembrare stimolante per una storia del genere, che fa chiaramente verso ai supereroi, il tutto risulta confuso, forse perché i personaggi Disney rischiano di cadere un pò nel grottesco in situazioni del genere, a partire da quella iniziale. Ovviamente rispetto il lavoro degli sceneggiatori e dei disegnatori, ma trovo che queste operazioni siano abbastanza forzate. Poi, beh, alcune hanno funzionato e altre no.
In generale un numero nella media che si gioca le sue carte, e che si fa leggere di buon grado.