Recensione Topolino 3654
Un appuntamento mensile imperdibile, tale da mettere il buonumore al solo pensiero. È quello di Paperone con il suo
basettiere di fiducia, ossia colui che, con cadenza periodica, gli spunta le folte basette.
Bonifacio, questo il nome dell’apprezzatissimo artigiano,
è prima di tutto abile ed economico (come potrebbe non esserlo con tale affezionato cliente?),
ma dispone anche di una dote sempre più rara: quella di saper ascoltare. Mentre si affida alle sue cure, lo Zione ama raccontargli le favolose imprese compiute intorno al mondo e lui, al contrario di quel che accade con il
parentame e al Club dei Miliardari, ne è sinceramente interessato. Un brutto giorno, però, Bonifacio scompare nel nulla, e Paperone, preoccupato, si mette immediatamente sulle sue tracce.
È questo lo spunto da cui prende il via
Zio Paperone alla ricerca del basettiere perduto, che apre
Topolino 3654. Come afferma nell’editoriale il direttore Alex Bertani, si tratta di
una storia “dal sapore classico”. Viene spontaneo, considerati il veicolo improbabile, il viaggio in terre sperdute e alcuni piccoli dettagli,
richiamare alla mente la produzione ciminiana, ma l’atmosfera che si respira è anche tipicamente barksiana.
Vito Stabile, profondo conoscitore della psicologia di Scrooge, non si limita, però, a ricalcare gli stilemi degli autori di riferimento, ma vi aggiunge del suo, scrivendo
un soggetto divertente e appassionante, che scalda il cuore senza mai scivolare nel melenso. Assieme a Bonifacio, lo sceneggiatore campano introduce due nuove figure, la governante Clotilde e la nipote Becca, caratterizzandole alla perfezione e portandoci ad empatizzare naturalmente con loro.

Qualcuno è felice di ascoltare i racconti dello Zione!
A nobilitare ulteriormente l’avventura sono i magnifici disegni di
Emmanuele Baccinelli, che, oltre a regalarci deliziosi scorci paesaggistici, eccelle nel ritrarre i personaggi con
uno stile ispirato ai grandi del passato (Carpi su tutti) ma al contempo dinamico e moderno. Grazie anche ai particolari colori di
Irene Fornari, insomma, la collaborazione fra talenti
Made in Papersera genera un risultato altamente positivo, che intrattiene e coinvolge dalla prima all’ultima tavola: anzi, fin dal
titolo, che, come la grafica dello stesso,
cita esplicitamente l’universo DuckTales, che Stabile ama da sempre. È la dimostrazione inequivocabile che, se ben congegnata e sviluppata, una storia non necessita per forza di tante puntate per appagare il lettore.
Il livello scende con lo spazio dedicato alle
6 curiosità natalizie di
Pera Toons, che, per fortuna, il sommario non annovera tra le storie a fumetti. Tralasciando il contenuto, le tre foto che corredano la nuova intervista ad Alessandro Perugini suggeriscono
un parallelo cinematografico… Con affettuosa ironia, Sergio Leone sosteneva che Clint Eastwood disponesse di due sole espressioni: una con il cappello e l’altra senza. Ebbene, il fumettista toscano si spinge oltre: a prescindere dal fatto che indossi o no il berretto da Babbo Natale, tra le immagini non si percepisce alcuna differenza. Così da far sorgere il dubbio che, per una svista, la redazione abbia pubblicato sempre la stessa istantanea… ma, va detto, non parliamo di un attore!
Il libretto spazia poi con agilità
tra la scienza e la filosofia, confermandosi lettura di assoluto spessore per i più giovani, e non solo.
Nel nuovo capitolo della serie
Topolino Comic & Science,
I Bassotti e il bottino quantistico,
Marco Bosco ci introduce al
gravimetro quantistico ad atomi freddi, uno strumento che, in parole povere, come sintetizza Nonno Bassotto, «serve a scovare grotte e simili senza scavare». Ovvio che esso attiri l’attenzione della più blasonata banda di malviventi paperopolese. I lestofanti si impadroniscono del gravimetro e, dopo aver rintracciato il tunnel in cui un
collega ha lasciato un quintale di lingotti d’oro trafugato da una filiale della Dollar Bank, allestiscono un finto cantiere per il recupero. È qui che arriva
l’imprevisto, rappresentato dal classico umarell impiccione…

Un cantiere è sempre un piacere
Dopo una partenza non troppo scorrevole, in cui l’aspetto divulgativo sovrasta un po’ il resto, la storia, cui partecipa anche un azzeccatissimo
Gastone in vestaglia e pantofole, sale nettamente di tono e strappa
diverse risate, complice la spassosa mimica dei personaggi raffigurati dall’ottimo
Luca Usai. A chiarire meglio le funzioni del gravimetro pensano tre esperti fisici di
Nature, nelle sei pagine d’intervista curate da Santo Scarcella.
Prosegue la serie
Newton e Pico in viaggio nella filosofia, che nell’occasione compie uno sbalorditivo salto in avanti di quasi due millenni rispetto all’
episodio precedente (dedicato a Platone), concentrando l’attenzione su
Cartesio.
Giorgio Fontana, coadiuvato nuovamente ai disegni da
Simona Capovilla, tratteggia con poche pennellate ben mirate
la variegata personalità di René Descartes, svelandoci poi l’origine e il significato del suo motto più celebre,
Cogito ergo sum. Segue un valido approfondimento di Francesco Vacca sulle idee del pensatore francese.
In
Topolino e la sorpresa ristretta, incentrata sul
valore dell’amicizia,
Riccardo Pesce sottolinea gli sforzi degli amici di Pippo per reperire il singolare dono da lui desiderato. È una breve simpatica e innocua, con i sempre gradevoli disegni di
Valerio Held.
Termina con la seconda puntata l’horror
Minni… Qualcosa nella pioggia, una storia con zucche mostruose che avrebbe trovato la propria
collocazione naturale in un numero dedicato a Halloween (come, in effetti, accadde quattro anni or sono per
Topolino & Minni in: Qualcosa nella nebbia, di cui è il sequel). Tutti i nodi vengono al pettine, e la protagonista, stavolta senza l’ingombrante fidanzato, risolve brillantemente un caso che, in verità, stenta ad avvincere più di tanto.

Zucche malefiche
Non mancano, comunque, due o tre
jump scare in salsa Disney, che
Pietro B. Zemelo colloca nel momento giusto, cercando di movimentare la trama ed evitando
spiegoni eccessivi. Adatte allo scopo le vivaci matite di
Giada Perissinotto, che con una gabbia più libera dà sfogo alla propria creatività, dipingendo
una Minni forte e decisa, cui non fanno difetto grinta e audacia.
La tavola autoconclusiva
Le tappe dell’evoluzione, per la serie
Re di pasticci, in cui
Enrico Faccini ci mostra come, nel corso delle epoche, siamo giunti al Paperoga odierno, pone il sigillo a un libretto, tutto sommato, nella media, che,
dopo un inizio felice, va un po’ in calando. Logica vorrebbe, dunque, che a
Topolino 3654 si attribuissero tre stelle, ma la prima avventura, ben riuscita sotto ogni punto di vista, gliene fa meritare mezza in più.
Voto del recensore:
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