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Cosa ci dà fastidio nelle storie
 - Aperto da MB, Giovedì 4 Dic 2025, 15:50:55
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Re:Cosa ci dà fastidio nelle storie (# 30)

Maximilian
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    Re:Cosa ci dà fastidio nelle storie (# 30)

    Citazione di: Tuta_ il Lunedì 15 Dic 2025, 13:39:48Quando disegnano la bocca a Zapotec, mentre nelle intenzioni di De Vita, che l'aveva concepito, non si doveva mai vedere. Una caratteristica piccola ma che lo rendeva unico
    In realtà in diverse raffigurazioni degli '80, proprio dello stesso De Vita, talvolta la bocca faceva capolino tra la barba. L'idea di nasconderla sempre è arrivata in seguito, immagine gradualmente e senza un accordo esplicito tra i vari disegnatori.
    Citazione di: repallido il Lunedì 15 Dic 2025, 16:54:59E, sempre riguardo a Eta Beta, ho sempre detestato vederlo in contesti spaziali, con lui che arriva da Topolino con la navicella, viaggia nel cosmo ecc., visto che non ha mai fatto niente del genere nelle storie di Gottfredson.
    https://inducks.org/story.php?c=YM+118
    E comunque, non considero un'argomentazione valida "non ha mai fatto niente del genere". Non averlo fatto in precedenza non significa che non possa farlo mai.
    L'innovazione consiste proprio in questo

    Re:Cosa ci dà fastidio nelle storie (# 31)

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    Re:Cosa ci dà fastidio nelle storie (# 31)

    Citazione di: Maximilian il Giovedì 18 Dic 2025, 21:23:21
    Citazione di: repallido il Lunedì 15 Dic 2025, 16:54:59E, sempre riguardo a Eta Beta, ho sempre detestato vederlo in contesti spaziali, con lui che arriva da Topolino con la navicella, viaggia nel cosmo ecc., visto che non ha mai fatto niente del genere nelle storie di Gottfredson.
    https://inducks.org/story.php?c=YM+118
    E comunque, non considero un'argomentazione valida "non ha mai fatto niente del genere". Non averlo fatto in precedenza non significa che non possa farlo mai.
    L'innovazione consiste proprio in questo

    Forse l'utente citato intendeva dire che non apprezza la concezione che vede Eta Beta come un alieno e non come un uomo proveniente dal futuro, che effettivamente rende meno interessante il personaggio.

    Poi, fra parentesi, io penso che "Il pianeta Minorenne" sia la storia meno bella di Walsh e Gottfredson con  Eta Beta, mentre invece la mia preferita è "Il tesoro di Mook" assieme ovviamente alla grandissima "Spia Poeta" :-)

    Re:Cosa ci dà fastidio nelle storie (# 32)

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    Re:Cosa ci dà fastidio nelle storie (# 32)

    - Come detto da qualcun altro, odio che la famiglia vera e propria sia proibita. Solo zii e cugini, mai genitori o fratelli. Anche per questo, non sopporto che non sappiamo chi sia il padre di Qui, Quo, Qua o che fine abbiano fatto i loro genitori (e uguale quelli di Tip e Tap).
    - Similmente, odio il tabù dei matrimoni. Topolino e Minni avrebbero dovuto essere sposati da un pò, uguale Paperino e Paperina.
    - Questo è un discorso che non si limita solo ai fumetti di Topolino, ma odio il tabù che a Natale bisogna parlare solo di Babbo Natale, dell'amicizia, della bontà... e nessun accenno al vero significato religioso della festa (idem per Pasqua e affini).
    - Odio come Paperone maltratti e sfrutti i suoi dipendenti e famigliari ben oltre la soglia dello schiavismo e la cosa viene fatta passare per divertente e accettata perché "gli sono affezionati" e "in fondo gli vuole bene si sa".
    - Come ha detto un altro, non mi piace come le storie non facciano nessuno sforzo (tranne le rare volte in cui serve alla trama specifica) per sembrare di essere ambientate in America. L'ossessione di Paperino, Topolino e tutti i personaggi per il calcio è ridicola, considerando come negli USA il calcio non se lo fila nessuna, è letteralmente considerato un gioco per bambine.
    - Mi infastidiscono i nomi palesemente finti, tipo che so "Mister Perfume" o "Io-So-Tutt" così come cambiano i nomi a città e cose reali per "paperizzarli".
    - Concordo anche con chi ha detto che odia i VIP paperizzati (e più raramente topolinizzati). Sempre odiati, anche Paperica.

    Re:Cosa ci dà fastidio nelle storie (# 33)

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    Re:Cosa ci dà fastidio nelle storie (# 33)

    Citazione di: Uberto Monaldo il Lunedì 29 Dic 2025, 01:02:20
    - Come detto da qualcun altro, odio che la famiglia vera e propria sia proibita. Solo zii e cugini, mai genitori o fratelli. Anche per questo, non sopporto che non sappiamo chi sia il padre di Qui, Quo, Qua o che fine abbiano fatto i loro genitori (e uguale quelli di Tip e Tap).
    - Similmente, odio il tabù dei matrimoni. Topolino e Minni avrebbero dovuto essere sposati da un pò, uguale Paperino e Paperina.
    - Concordo anche con chi ha detto che odia i VIP paperizzati (e più raramente topolinizzati). Sempre odiati, anche Paperica.

    Sono del tutto d'accordo tranne che su Paperica, che mi piace molto. Alcune eccezioni IMHO ci sono.

    Citazione di: Uberto Monaldo il Lunedì 29 Dic 2025, 01:02:20
    - Questo è un discorso che non si limita solo ai fumetti di Topolino, ma odio il tabù che a Natale bisogna parlare solo di Babbo Natale, dell'amicizia, della bontà... e nessun accenno al vero significato religioso della festa (idem per Pasqua e affini).

    Questo invece lo trovo sensato. Realistico soprattutto, trattandosi di personaggi teoricamente americani, quindi appartenenti a una società fortemente laicizzata. Inoltre, parlare di religione in un fumetto così leggero risulterebbe pesante, però non sarei contrario ad accenni o a spunti di riflessione in storie più "profonde".

    Citazione di: Uberto Monaldo il Lunedì 29 Dic 2025, 01:02:20
    - Odio come Paperone maltratti e sfrutti i suoi dipendenti e famigliari ben oltre la soglia dello schiavismo e la cosa viene fatta passare per divertente e accettata perché "gli sono affezionati" e "in fondo gli vuole bene si sa".

    Questo invece a me fa ridere. E' proprio l'uso comico per cui il personaggio è stato creato, e poi almeno si vede che non maltratta solo i nipoti.

    Citazione di: Uberto Monaldo il Lunedì 29 Dic 2025, 01:02:20
    - Come ha detto un altro, non mi piace come le storie non facciano nessuno sforzo (tranne le rare volte in cui serve alla trama specifica) per sembrare di essere ambientate in America. L'ossessione di Paperino, Topolino e tutti i personaggi per il calcio è ridicola, considerando come negli USA il calcio non se lo fila nessuna, è letteralmente considerato un gioco per bambine.
    - Mi infastidiscono i nomi palesemente finti, tipo che so "Mister Perfume" o "Io-So-Tutt" così come cambiano i nomi a città e cose reali per "paperizzarli".

    Non serve più di tanto, che stiano attenti a essere ambientati in america, se non quando devono spostarsi in viaggio. La cosa del calcio la trovo molto meno accentuata di come la percepisci tu, e i nomi palesementi finti non mi fanno ridere ma non li trovo neanche fastidiosi.
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    Re:Cosa ci dà fastidio nelle storie (# 34)

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    Re:Cosa ci dà fastidio nelle storie (# 34)

    Citazione di: Uberto Monaldo il Lunedì 29 Dic 2025, 01:02:20Topolino e Minni avrebbero dovuto essere sposati da un pò
    E perchè? Topolino è un personaggio che non vuole impegnarsi a lungo termine e assumersi troppe responsabilità.

    Re:Cosa ci dà fastidio nelle storie (# 35)

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    Re:Cosa ci dà fastidio nelle storie (# 35)

    Le eccessive paperizzazioni e topizzazioni di luoghi geografici realmente esistenti non mi sono mai piaciute e in questi ultimi anni sembrano prevalere nettamente sulle realtà geografiche, sia urbane che naturali. Al di là del Klondike e di Dawson (per fortuna non paperizzati da Carl Barks e da chi lo ha seguito) e delle trasferte italiane di paperi e topi, sempre più frequenti e, fortunatamente, realistiche (a parte Vigatta che però è collegata a sua volta alla fantasia di Camilleri), è raro se non impossibile leggere storie con riferimenti geografici realistici.

    Forse l'ultima volta è capitato con Double Duck che andava 'veramente' a San Francisco. Anche restando in America, paperi e topi andranno mai a New York o in Arizona? Martina e Scarpa avevano spedito proprio a Tucson Zio Paperone e Paperino, ai tempi della 'Grande Rapina'. Oggi nessuno va più a Hollywood ma a Pollywood. Che ovviamente non si trova a Los Angeles ma a Losangheles ('quasi' accettabile la cosa nella storia natalizia di "Siamo Serie!")

    Re:Cosa ci dà fastidio nelle storie (# 36)

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    Re:Cosa ci dà fastidio nelle storie (# 36) Ultima modifica: Martedì 30 Dic 2025, 17:39:07 di Geena

    Citazione di: Cornelius il Martedì 30 Dic 2025, 13:58:52
    Anche restando in America, paperi e topi andranno mai a New York o in Arizona?
    Riguardo a New York, ricordo una storia dove Topolino narrava la scoperta della baia della città ai suoi nipoti, e non ricordo se era perché era andato al ponte più famoso insieme a Pippo e Tip e Tap. Appena la trovo metto il link INDUCKS.
    I grandi si concentrano su come spiegare la morte, dimenticandosi di un altro problema: dopo la morte cosa succede ai vivi? Chi muore va in cielo, su una nuvola. Nessuno che dica dove dovrebbe andare chi resta, quando le nuvole si sporcano di fango e il senso dell orientamento si perde chissà dove

    Re:Cosa ci dà fastidio nelle storie (# 37)

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    Re:Cosa ci dà fastidio nelle storie (# 37)

    Neanche io ho mai compreso i motivi per cui i nomi di località o personaggi realmente esistiti vengano storpiati, a mio avviso ciò toglie anche atmosfera alle storie.

    Ne approfitto per dire che le continue scampagnate per l'Italia a lungo andare tolgono quell'orgoglio che si potrebbe avvertire nel leggere storie ambientate nel nostro paese (anche se gli autori stessi sono pur sempre italiani); sarei molto felice se venissero esplorati paesi realmente esistenti e che a memoria sono stati sempre trascurati, come Cina, Giappone, Iran, Turchia, Kenya, Nuova Zelanda, Indonesia, Polonia e Russia (in generale l'Europa Orientale, l'Africa ad eccezione dell'Egitto e l'Asia sono escluse per motivi inconoscibili), ma anche varie nazioni sud-americane, e ovviamente diversi stati federati degli USA (come l'Arizona, il Texas o l'Alaska), paese in cui comunque le storie dei nostri si svolgono.

    Re:Cosa ci dà fastidio nelle storie (# 38)

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    Re:Cosa ci dà fastidio nelle storie (# 38)

    Citazione di: Cornelius il Martedì 30 Dic 2025, 13:58:52Le eccessive paperizzazioni e topizzazioni di luoghi geografici realmente esistenti non mi sono mai piaciute e in questi ultimi anni sembrano prevalere nettamente sulle realtà geografiche, sia urbane che naturali. Al di là del Klondike e di Dawson (per fortuna non paperizzati da Carl Barks e da chi lo ha seguito) e delle trasferte italiane di paperi e topi, sempre più frequenti e, fortunatamente, realistiche (a parte Vigatta che però è collegata a sua volta alla fantasia di Camilleri), è raro se non impossibile leggere storie con riferimenti geografici realistici.

    Forse l'ultima volta è capitato con Double Duck che andava 'veramente' a San Francisco. Anche restando in America, paperi e topi andranno mai a New York o in Arizona? Martina e Scarpa avevano spedito proprio a Tucson Zio Paperone e Paperino, ai tempi della 'Grande Rapina'. Oggi nessuno va più a Hollywood ma a Pollywood. Che ovviamente non si trova a Los Angeles ma a Losangheles ('quasi' accettabile la cosa nella storia natalizia di "Siamo Serie!")
    In generale concorderei, ma bisogna considerare caso per caso.
    Magari per una vicenda serve un luogo con caratteristiche che nella realtà non si trovano: molto meglio inventare località di sana pianta (che garantiscono maggior libertà di manovra per gli autori), piuttosto che attribuire a posti esistenti elementi fasulli.
    Diverso è il caso in cui il luogo viene citato brevemente senza ricoprire nessun ruolo nella trama: lì il nome storpiato non si giustifica, a meno che sia divertente.
    Non mi infastidiscono i nome falsi, purchè in qualche maniera camuffati in maniera da suonare realistici.

    Re: Cosa ci dà fastidio nelle storie (# 39)

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    Re: Cosa ci dà fastidio nelle storie (# 39)

    Io ho tante idiosincrasie e ho probabilmente molti più anni di voi, quindi l'elenco di cose che non mi piacciono sarebbe un po' lunghetto e riferito soprattutto a caratteristiche recenti delle storie di Topolino o di Topolino nel suo complesso. Eccone una breve sintesi...
    - non amo le vignette di Ziche a inizio giornalino (non so se ci siano ancora): è Topolino, non è Linus né il Corriere della Sera
    - non amo le storie piene di freddure e freddurine: ne "La spada di ghiaccio", forse la più bella storia mai scritta, non c'è praticamente alcuna battuta, eppure la si ricorda con il sorriso sulle labbra. Quando leggo le storie di Faraci o di... non mi ricordo più come si chiama, ha un nome d'arte di sole tre lettere, piene zeppe di battute, quasi ci fosse un horror serii, una paura di scrivere anche una sola vignetta senza freddura umoristica, mi cadono i gomiti e le ginocchia
    - non amo granché le storie di mezzo dei vecchi Topolino, quelle Usa con Nonna Papera, Cip e Ciop, Ezechiele... Spesso disegnate classicamente bene ma troppo semplicine. Immagino del resto che fossero destinate ai lettori più piccoli e in effetti ho un vaghissimo ricordo di un'epoca lontana lontana nella quale preferivo quelle storie; forse la "linea d'ombra" del passaggio dalla fanciullezza all'infanzia è (era) proprio il momento in cui si iniziavano a preferire su Topolino le storie lunghe rispetto a quelle corte di mezzo...
    - delle vecchie storie di Cip e Ciop detestavo quelle nelle quale i due chipmunk facevano impazzire di rabbia Paperino; non ho mai capito cosa potesse esserci di divertente. Non mi piace neppure la facile ripetitività con la quale tutte le storie di Nonna Papera venivano risolte con l'apparizione dei Bassotti e, similmente, la ripetitività con cui tutte le storie di Ezechiele vedevano il lupo travestirsi per catturare Timmi e Tommi, nonostante li avesse avuti a portata di cattura anche prima del complicato travestimento
    - non amo le graphic novel, quelle con il taglio particolare delle vignette, i "silenzi carichi di significato" e il primo piano degli occhi del personaggio. Siamo su Topolino, mica in un film d'autore!
    - non amo che a inizio storia siano specificati i nomi di disegnatori e sceneggiatori (ultimamente ho visto che è specificato pure l'addetto alla colorazione...); sono storie per bambini e dovrebbero rimanere tali, i creatori dovrebbero rimanere nell'ombra
    - non amo, anzi mi fanno venire l'orticaria, gli editoriali a inizio giornalino (non so se ci siano ancora, compro più i Topolino vecchi che quelli nuovi)
    - non amo Don Rosa e i tanti paletti filologici posti dalla "community donrosiana". Quando leggo cose come "il Calisota" provo un senso di forzato, di poco genuino
    - non amo le storie di Cimino, ma anche qua credo di essere in fortissima minoranza.
    Insomma, sono un po' un rompiscatole, ma garantisco che nel complesso i Topolino mi piacciono comunque molto e li trovo, in tanti casi, dei piccoli libro-capolavori a prezzo straordinariamente contenuto

    Re: Cosa ci dà fastidio nelle storie (# 40)

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    Re: Cosa ci dà fastidio nelle storie (# 40)

    Citazione di: Paperogo il Mercoledì  7 Gen 2026, 16:43:12- non amo che a inizio storia siano specificati i nomi di disegnatori e sceneggiatori (ultimamente ho visto che è specificato pure l'addetto alla colorazione...); sono storie per bambini e dovrebbero rimanere tali, i creatori dovrebbero rimanere nell'ombra
    Okay, trovo divertente che questa sia stata una delle nostre più grandi lamentele riguardo al Topolino arabo.
    Da quando è iniziata la traduzione in arabo nel 1959 non abbiamo MAI avuto i nomi degli scrittori e degli artisti delle storie fino all'anno scorso (perché li abbiamo richiesti) e anche adesso abbiamo notato che per qualche motivo mancano in alcuni numeri. Nessuna coerenza ma è meglio della completa mancanza di essa.
    Voglio sapere chi c'è dietro questa storia, voglio nomi a cui associare le storie, voglio riconoscerli, non mi piace che stiano nell'ombra!

    Inoltre rende molto più semplice la registrazione delle storie su Inducks  ;D

    Re: Cosa ci dà fastidio nelle storie (# 41)

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    Re: Cosa ci dà fastidio nelle storie (# 41) Ultima modifica: Mercoledì 7 Gen 2026, 17:26:29 di Claudia8

    Citazione di: Paperogo il Mercoledì  7 Gen 2026, 16:43:12- non amo che a inizio storia siano specificati i nomi di disegnatori e sceneggiatori (ultimamente ho visto che è specificato pure l'addetto alla colorazione...); sono storie per bambini e dovrebbero rimanere tali, i creatori dovrebbero rimanere nell'ombra
    Su tutte le altre opinioni non discuto, ognuno ha le proprie idee, ma qua mi permetto di evidenziare che mi sembra il giusto riconoscimento agli autori far apparire il loro nome in calce alle storie; dato che in qualsiasi altra forma d'arte i crediti vengono generalmente riconosciuti, non vedo perché ciò non debba estendersi anche al Fumetto.
    Citazione di: Paperogo il Mercoledì  7 Gen 2026, 16:43:12- non amo Don Rosa e i tanti paletti filologici posti dalla "community donrosiana". Quando leggo cose come "il Calisota" provo un senso di forzato, di poco genuino
    Il Calisota però è stato ideato da Barks, non è un'invenzione di Don Rosa.

    Re: Cosa ci dà fastidio nelle storie (# 42)

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    Re: Cosa ci dà fastidio nelle storie (# 42)

    Citazione di: Paperogo il Mercoledì  7 Gen 2026, 16:43:12Io ho tante idiosincrasie e ho probabilmente molti più anni di voi, quindi l'elenco di cose che non mi piacciono sarebbe un po' lunghetto e riferito soprattutto a caratteristiche recenti delle storie di Topolino o di Topolino nel suo complesso. Eccone una breve sintesi...
    - non amo le vignette di Ziche a inizio giornalino (non so se ci siano ancora): è Topolino, non è Linus né il Corriere della Sera
    - non amo le storie piene di freddure e freddurine: ne "La spada di ghiaccio", forse la più bella storia mai scritta, non c'è praticamente alcuna battuta, eppure la si ricorda con il sorriso sulle labbra. Quando leggo le storie di Faraci o di... non mi ricordo più come si chiama, ha un nome d'arte di sole tre lettere, piene zeppe di battute, quasi ci fosse un horror serii, una paura di scrivere anche una sola vignetta senza freddura umoristica, mi cadono i gomiti e le ginocchia
    - non amo granché le storie di mezzo dei vecchi Topolino, quelle Usa con Nonna Papera, Cip e Ciop, Ezechiele... Spesso disegnate classicamente bene ma troppo semplicine. Immagino del resto che fossero destinate ai lettori più piccoli e in effetti ho un vaghissimo ricordo di un'epoca lontana lontana nella quale preferivo quelle storie; forse la "linea d'ombra" del passaggio dalla fanciullezza all'infanzia è (era) proprio il momento in cui si iniziavano a preferire su Topolino le storie lunghe rispetto a quelle corte di mezzo...
    - delle vecchie storie di Cip e Ciop detestavo quelle nelle quale i due chipmunk facevano impazzire di rabbia Paperino; non ho mai capito cosa potesse esserci di divertente. Non mi piace neppure la facile ripetitività con la quale tutte le storie di Nonna Papera venivano risolte con l'apparizione dei Bassotti e, similmente, la ripetitività con cui tutte le storie di Ezechiele vedevano il lupo travestirsi per catturare Timmi e Tommi, nonostante li avesse avuti a portata di cattura anche prima del complicato travestimento
    - non amo le graphic novel, quelle con il taglio particolare delle vignette, i "silenzi carichi di significato" e il primo piano degli occhi del personaggio. Siamo su Topolino, mica in un film d'autore!
    - non amo che a inizio storia siano specificati i nomi di disegnatori e sceneggiatori (ultimamente ho visto che è specificato pure l'addetto alla colorazione...); sono storie per bambini e dovrebbero rimanere tali, i creatori dovrebbero rimanere nell'ombra
    - non amo, anzi mi fanno venire l'orticaria, gli editoriali a inizio giornalino (non so se ci siano ancora, compro più i Topolino vecchi che quelli nuovi)
    - non amo Don Rosa e i tanti paletti filologici posti dalla "community donrosiana". Quando leggo cose come "il Calisota" provo un senso di forzato, di poco genuino
    - non amo le storie di Cimino, ma anche qua credo di essere in fortissima minoranza.
    Insomma, sono un po' un rompiscatole, ma garantisco che nel complesso i Topolino mi piacciono comunque molto e li trovo, in tanti casi, dei piccoli libro-capolavori a prezzo straordinariamente contenuto

    Al di là della questione dei nomi degli autori su cui sinceramente condivido le riflessioni di Eurasia e Claudia, per rispondere ai tuoi dubbi: sì, l'editoriale firmato dal direttore e la vignetta disegnata dalla Ziche sono entrambe ancora presenti ad inizio numero.

    Poi, circa le Storie del Bosco, per quanto ne riconosca la generale mediocre qualità artistica, io le ho sempre apprezzate e, anzi, queste hanno sempre suscitato in me come un sentimento di malinconia, anche se non sarei capace di spiegarne bene i motivi.

    I paletti che ufficiosamente sono stati imposti a seguito del fenomeno Don Rosa non li apprezzo particolarmente neanch'io, così come neanche ho mai molto adorato Cimino, pur riconoscendone il genio.

    L'autore il cui nome è composto da tre lettere a cui ti riferisci penso sia Sio, eil suo stile decisamente non si confà al genere Disney, e lo affermo con grande convinzione se pur io di lui abbia letto soltanto alcune vignette pubblicate su internet; se dopo lo si chiede a me, i suoi "problemi", che in fin dei conti non è che siano proprio tali, sono ben altri, ma lasciamo stare.

    Ah, cosa più importante fra tutte, La Spada di Ghiaccio è decisamente una delle più belle storie a fumetti mai realizzate, come molte altre di De Vita, autore che non sarà MAI abbastanza apprezzato.

    Re: Cosa ci dà fastidio nelle storie (# 43)

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    Re: Cosa ci dà fastidio nelle storie (# 43)

    Comunque nella Spada di Ghiaccio le battute ci sono eccome, basti pensare al cartello sul Picco Inaccessibile, la battuta sull'età della regina di Hel (e sono solo le prime che mi sono venute in mente), oltre a un personaggio come Boz che è strettamente comico.
    Chiaramente qui le gag sono molto sapientemente amalgamate con la componente avventurosa, che è quella principale. Se poi ci aggiungiamo i meravigliosi disegni di De Vita, sì: è un capolavoro.

    Re: Cosa ci dà fastidio nelle storie (# 44)

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    Re: Cosa ci dà fastidio nelle storie (# 44)

    Grazie per le varie risposte e commenti. Provo a rispondere un po' a zig zag, qui e là:

    Calisota: sì, sapevo (forse perché l'ho imparato proprio su questo forum) che fu Barks il primo a parlare di Calisota, ma se ho capito bene ciò avvenne in una sola storia (e non ricordo neppure quale, forse non l'ho mai letta); fino a non molti anni fa nessuno menzionava il Calisota, ora nei Topolino nuovi, in quelli che mi capita di comprare, sembra che nominare il Calisota sia quasi una parola d'ordine per sentirsi "a la page". Qui si va un po' a stima, credo: a Barks io riconosco, super-ampissimamente, l'autorità per creare la vasta serie di personaggi che ha creato; a Rosa, che mi pare autore non eccelso (non eccelso rispetto a Barks, ovviamente, non certo rispetto a me...), non riesco a riconoscere l'autorità per creare punti fermi dell'universo disneyano. Posizione personale.

    Nomi di disegnatori e sceneggiatori: questi artisti meritano certamente di essere conosciuti, ma occorrerebbe secondo me tener conto che Topolino è (o almeno io l'ho sempre inteso così) un giornalino per bambini. Quando a un bambino racconti una favola inizi con "C'era una volta in un paese lontano...", non inizi con "Questa favola fu scritta da Hans Christian Andersen però in questa lettura viene riproposta nella rivisitazione ottocentesca del Fuherling, con la traduzione italiana di Bianca Donisotti; le illustrazioni sono di Corbellini Giovanni". O meglio, lo puoi fare, ma secondo me il bimbo ti guarda strano. Io non amo neppure i titoli di testa nei film, per dire, perché a mio avviso rovinano un poco l'immedesimazione nella storia che sta per iniziare; li porrei alla fine del film. Allo stesso modo metterei a fine Topolino l'elenco con i nomi di disegnatori e sceneggiatori (e se si vuole anche di coloratori e litteringatori) delle varie storie.

    Storie del bosco: sono simpatiche anche a me, i fumetti e i libri ambientati nei boschi Usa (a partire da Tom Sawyer) mi sono sempre piaciuti assai e in particolare mi piace molto come figura il personaggio di Ezechiele (bello anche il nome!), ma quelle storie mi paiono un po' troppo semplici. Quando riprendo in mano un vecchio Topolino non le rileggo quasi mai, le salto. Tra le poche storie corte non italiane che mi piace rileggere ci sono quelle di Ser Lock

    Sì, l'autore del quale mi sfuggiva il nome era Sio. Io lo trovo pure bravo, di creatività ne ha assai, ma non penso sia Topolino il luogo adatto per esprimerla, perlomeno non con quel tipo di comicità. Anche qui forse il "nodo gordiano" è il modo con il quale si guarda a Topolino: se lo si intende (come faccio io) come pubblicazione per bambini le battute in serie di Sio appaiono un po' fuori posto; se lo si intende come pubblicazione per ragazzi o per tutte le età forse anche Sio può trovarvi piena cittadinanza

    La spada di ghiaccio. Come dice bene RebusX, lì le battute divertenti sono "sapientemente amalgamate con la componente avventurosa". Quel 'sapientemente amalgamate' è il punto centrale. I momenti di puro umorismo sono occasionali e al servizio della storia narrata; mi sembra che nei Topolino di questi ultimi anni (generalizzo) avvenga il contrario, cioè talvolta la storia appare al servizio di battute e battutine. E questo non si confà al mio gusto personale