Recensione Topolino 3655Il nuovo Topolino 3655 annuncia in copertina la storia principale, con co-protagonista Albert Quarky, ovvero la paperizzazione di Alberto Angela, eccellente divulgatore culturale (qui il
trailer dell'iniziativa). Il padre, Piero, era stato a sua volta coprotagonista di una
storia del 2018, un caso davvero raro di passaggio nel mondo del fumetto. Peccato che questa occorrenza non sia citata all’interno del numero.
Topolino e l’enigma di Topokli Tepe, scritta da
Sergio Badino e disegnata da
Giampaolo Soldati, è una classica avventura della Macchina del tempo (ambientata in un
reale sito archeologico), che
brilla per soggetto e morale di fondo, ma pecca in dinamismo. Nonostante un paio di azzeccate sequenze d’azione, la storia appare eccessivamente ingolfata da spiegazioni, discussioni e conversazioni, risultando eccessivamente statica.
E’ in compenso da rimarcare come vincente l’idea di fondo, ovvero l’esistenza di un tempio del gioco in cui cercare di trovare la spiegazione ai perchè della vita. Il tutto tramite il disegno e il potere della parola.
Badino sottolinea, giustamente, come il potere delle storie e della curiosità siano il vero motore del mondo, la molla che ci porta a scoprire, a sbagliare e a riprendere il filo della conoscenza.
Ancora una volta ci viene in soccorso Caparezza che, in
Curiosity, canzone del suo ultimo disco con
notevoli riferimenti al fumetto, canta ‘
Ma un uomo senza curiosità è già un uomo morto‘. E ancora:
La curiosità non è un istinto, è un dovere morale
È un dovere morale perché in fondo è tutto scritto

Il potere della fantasia e dell’immaginazione
La missione dei divulgatori come Angela sta proprio in questo:
affascinarci con delle storie, ovviamente basate sui fatti, per spingerci a nuove esplorazioni. Nell’avventura, e nella interessante intervista che segue, si fa accenno anche
al pericolo delle menzogne e delle notizie false cui, purtroppo, molti abboccano facilmente.
Si conclude questa settimana la serie dedicata alla filosofia.
Giorgio Fontana ai testi è la guida per
Newton e Pico in viaggio nella filosofia, in un episodio intitolato
Kant, nella mente del celebre
filosofo prussiano, nato nella – al tempo meravigliosa – Konigsberg nel 1724.
Trecento anni dopo, i suoi pensieri sono ancora di una attualità ammirevole. Fontana realizza un ottimo lavoro nello spiegare con semplicitá argomenti complessi, aiutato dagli efficaci disegni di
Simona Capovilla, che ben rendono i dialoghi tra due personaggi diversi come Newton e Pico.
Kant mette al centro dell’universo la forza morale dell’uomo, tale solo se non si fa imprigionare da vincoli esterni. In tal senso, appare efficace l’esempio dell’intelligenza artificiale, il cui abuso diventerebbe una gabbia per le decisioni personali, rendendo l’uomo ancora più ottuso.

Non fatevi schiavizzare dagli altri, siate liberi!
A serie terminata, possiamo ben dire che sia stato raggiunto un ottimo risultato, partendo da argomenti decisamente complicati.
Facciamo un plauso agli autori (cui aggiungiamo Donald Soffritti) per aver reso la filosofia un qualcosa semplice da capire.
Paperoga e la riconsegna consegnata, con
Davide Aicardi ai testi e
Roberto Vian ai disegni, fa parte di quel filone di storie mute inaugurato anni fa da Enrico Faccini.
La storia soddisfa le aspettative, in linea con altre analoghe vicende brevi, cui si aggiungono i disegni barocchi e dalle inquadrature mobili dell’autore veneto.
Area 15 – Quackbeth! La maledizione del Bardo è infine l’ultima avventura del numero. I testi di
Giulio Gualtieri ci portano nell’affascinante mondo del teatro, tra superstizioni e la difficile arte di rapire lo spettatore in un mondo altro, come può esserlo la
Scozia di Shakespeare.
La trama scorre in maniera regolare, con una conclusione decisamente intelligente e non banale, e che ben si collega al mondo della rappresentazione aul palcoscenico. Ottimi i disegni di
Libero Ermetti, che rendono giustizia ai ragazzi dell’
Area 15, una delle idee migliori della gestione Bertani.

La magia del teatro
A livello di redazionali, il libretto presenta, oltre all’intervista ad Angela: un riuscito approfondimento su Kant; l’ultima parte su come disegnare i personaggi dell’Area 15 con i disegni di Sciarrone (appuntamento ora con Manetta di Petrossi su
Topolino 3658); l’intervista a Badino e Mastantuono che prelude ad un nuovo episodio di
Siamo Serie; un divertente articolo di Sisti sulle superstizioni a teatro (cui non possiamo non aggiungere, per restare in tema, questa
geniale e spassosa storia).
Infine, menzione di merito alla spassosa
Minima Paperalia, dove a
Enrico Faccini basta un pugno di vignette per regalarci un corrosivo sorriso.
Voto del recensore:
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