A me, da bambino, colpì molto il
numero 1412, uscito in vista del Natale 1982.
Un libretto dalla foliazione decisamente inconsueta (ben 288 pagine secondo la copertina, 294 da Inducks) e un prezzo a essa proporzionato: la bellezza di 1500 lire (il precedente ne costava 700, il successivo segnò l'aumento a 800)! Ricordo che all'epoca, data la cifra spropositata, temetti che i miei non me lo comprassero, ma per fortuna non andò così!
In apertura c'era il
Canto di Natale scritto da Guido Martina e disegnato da José Colomer Fonts: settanta tavole inquietanti e commoventi, con Paperone-Scrooge tormentato dal fantasma di Rockerduck-Marley. Una storia cupa ed emozionante, che mi affascinò e turbò al tempo stesso, mettendomi a contatto per la prima volta con le atmosfere dickensiane.
A metà numero si concludeva
La storia di Marco Polo detta Il Milione, capolavoro di Romano Scarpa (coadiuvato dallo stesso Martina ai testi). Un quarto episodio memorabile, nel quale spiccava la splendida caratterizzazione della principessa Kokacin, interpretata (almeno nelle intenzioni...) da una Paperetta mai così affascinante. In un passaggio davvero toccante, il protagonista s'imponeva un enorme sacrificio, rinunciando a lei per il bene del suo popolo: dopo un iniziale attimo di confusione, Kokacin comprendeva e gli lasciava un ultimo ricordo indelebile di sé... Impossibile non ricordare anche lo spassoso finale, con Paperina sugli scudi!
Infine, tralasciando le brevi, si chiudeva con la seconda delle tre puntate di
Topolino e la spada di ghiaccio di Massimo De Vita: una pietra miliare del fumetto Disney, della cui qualità mi sembra superfluo disquisire in questo forum. La saga sarebbe stata un appuntamento fisso anche per i due Natali a seguire (e, in verità, la mia avventura preferita sarebbe divenuta quella dell'anno successivo,
Topolino e il torneo dell'Argaar).
Si trattava di un
Topo mastodontico, tanto che il suo dorso risaltava in mezzo alla collezione nella piccola libreria della mia camera. Al di là delle tante pagine, però, ne fui entusiasta perché mai avevo trovato ben tre storie di un tale valore assoluto all'interno della stessa uscita. Di sicuro influì la giovanissima età (avevo sette anni), ma il numero 1412 mi si impresse bene nella mente, tanto che ancora oggi è stato il primo a cui, d'istinto, ho pensato quando ho aperto questo topic.