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Topolino 3660
 - Aperto da Claudia8, Mercoledì 14 Gen 2026, 15:37:30
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Topolino 3660

Claudia8
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    Topolino 3660 Ultima modifica: Mercoledì 14 Gen 2026, 16:07:57 di Claudia8

    Le storie

    Paperino lucidatore a domicilio
    Storia di Vito Stabile, disegni di Francesco D'Ippolito, chine di Lucio De Giuseppe, colore di Manuel Giarolli
    Con la collaborazione di Riccardo Regis che ha coordinato un team di linguisti composto da Daniele Vitali e Roberto Serra (bolognese), Stefano Lusito (genovese), Michele Cosentino (catanzarese) e Fabio Armand (francoprovenzale valdostano).

    Topolino e l'abominevole Dr. Pipps
    Storia di Rudy Salvagnini, disegni e chine di Marco Palazzi, colore di Marco Di Grazia

    In arte Pennino
    Storia di Andrea Malgeri, disegni e chine di Andrea Maccarini, colore di Irene Fornari

    Manetta in: detesto la domenica
    Storia di Francesco Pelosi, disegni e chine di Nicola Tosolini, colore di Debora Grazio

    Paperone in Atlantide - prologo
    Storia e disegni di Fabio Celoni, colore di Luca Merli

    One-page Paperoga pasticci d'autore - Idraulico social
    Storia, disegni e chine di Alessio Coppola, colore di Elisa Braglia

    Copertina di Andrea Freccero

    Articoli
    Quello che state per leggere
    Come dite voi?
    Anno nuovo, nuova offerta!
    Scoperte straordinarie in cinque minuti!
    Ridere o non ridere? Ridere!

    Giochi
    Rincorrendo la giustizia
    Che risate!
    Il mistero più grande
    L'angolo dei lettori


    Questo numero dovrebbe essere distribuito in Valle D'Aosta, Emilia-Romagna, Liguria e Calabria nella variante con la prima storia in dialetto.

    P.S. se dovesse mancare qualche informazione, segnalatemelo e provvederò a correggere questo post.

    Re: Topolino 3660 (# 1)

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    Re: Topolino 3660 (# 1)

    Per declinare 'Paperino lucidatore a domicilio' in dialetto, Panini Comics si è avvalsa della collaborazione di Riccardo Regis - professore ordinario di Linguistica italiana dell'Università di Torino, esperto di dialettologia italiana - che ha coordinato un team di linguisti composto da Daniele Vitali e Roberto Serra (bolognese), Stefano Lusito (genovese), Michele Cosentino (catanzarese) e Fabio Armand (francoprovenzale valdostano).

    Parlando di bolognese, sono contento che l'adattamento in dialetto lo abbia curato Roberto Serra, una garanzia di qualità.

    Re: Topolino 3660 (# 2)

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    Re: Topolino 3660 (# 2)

    Citazione di: rebusX il Mercoledì 14 Gen 2026, 15:53:46Per declinare 'Paperino lucidatore a domicilio' in dialetto, Panini Comics si è avvalsa della collaborazione di Riccardo Regis - professore ordinario di Linguistica italiana dell'Università di Torino, esperto di dialettologia italiana - che ha coordinato un team di linguisti composto da Daniele Vitali e Roberto Serra (bolognese), Stefano Lusito (genovese), Michele Cosentino (catanzarese) e Fabio Armand (francoprovenzale valdostano).

    Parlando di bolognese, sono contento che l'adattamento in dialetto lo abbia curato Roberto Serra, una garanzia di qualità.
    Grazie per la nota, ho aggiunto questi crediti nel post iniziale.

    Re: Topolino 3660 (# 3)

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    Re: Topolino 3660 (# 3) Ultima modifica: Mercoledì 14 Gen 2026, 22:01:38 di Donaldmouse

    Ma il prologo della storia di Celoni è effettivamente un prologo oppure è un estratto dello storyboard della storia effettiva?

    Re: Topolino 3660 (# 4)

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    Re: Topolino 3660 (# 4)

    Spoiler
    ci sono quindi due 'atlantide'? quella del ciclo di Casty ricercata da Topolino Pippo e Eurasia Tost e questa di Paperone? O ci sarà un crossover tra qualche anno?
    [chiudi]

    Re: Topolino 3660 (# 5)

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    Re: Topolino 3660 (# 5)

    ci sono altre storie ambientate in atlantide

    Re: Topolino 3660 (# 6)

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    Re: Topolino 3660 (# 6)

    Citazione di: Donaldmouse il Mercoledì 14 Gen 2026, 16:18:42Ma il prologo della storia di Celoni è effettivamente un prologo oppure è un estratto dello storyboard della storia effettiva?

    Sono esattamente le pagine proposte nel Free Comics Week... sono rimasto abbastanza sconcertato dalla scelta...

    Re: Topolino 3660 (# 7)

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    Re: Topolino 3660 (# 7)

    Citazione di: !G il Giovedì 15 Gen 2026, 10:17:55
    Citazione di: Donaldmouse il Mercoledì 14 Gen 2026, 16:18:42Ma il prologo della storia di Celoni è effettivamente un prologo oppure è un estratto dello storyboard della storia effettiva?

    Sono esattamente le pagine proposte nel Free Comics Week... sono rimasto abbastanza sconcertato dalla scelta...
    Anche per il destino di paperone avevano proposto il prologo sia su topolino che nel free comics week. Però a sto giro non capisco se queste 11 pagine sono delle versioni a matita di pagine presenti nella storia

    Re: Topolino 3660 (# 8)

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    Re: Topolino 3660 (# 8) Ultima modifica: Giovedì 15 Gen 2026, 21:22:06 di Claudia8

    Nella storia d'apertura c'è una costante amarezza nei rapporti tra Paperino e Paperone che mi ha colpita. Il desiderio di rivalsa di Paperino e l'infantilismo dello Zione portano a un continuo oscillare tra il volersi bene e le piccole vendette, e non è mai chiaro se i moventi di Paperone siano solo egoistici o nascondano una punta di amore per il nipote. È una caratterizzazione che può piacere o meno, ma la reputo particolare e anche coraggiosa in ogni caso (ho letto la storia in italiano).

    Il teatro "libero" dell'abominevole Dr. Pipps ha un che di pirandelliano, ma purtroppo la storia non mi ha convinta fino in fondo.

    Manetta in: detesto la domenica ha degli spunti sentimentali apprezzabili, ma purtroppo ho trovato lo sviluppo troppo prevedibile,
    Spoiler
    ho pensato quasi subito che la colpevole fosse Olga. Avrei preferito se il caso poliziesco e gli svaghi domenicali di Manetta fossero rimasti separati, senza precludere la possibilità di uno sviluppo del personaggio, un'evoluzione che va a monte nel finale.
    [chiudi]

    Re: Topolino 3660 (# 9)

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    Re: Topolino 3660 (# 9)

    Chissà se l'interesse artistico di Pennino nella storia di questo numero possa essere un omaggio all'occupazione di Paperoga nelle storie brasiliane.

    Re: Topolino 3660 (# 10)

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    Re: Topolino 3660 (# 10) Ultima modifica: Venerdì 16 Gen 2026, 01:12:26 di Cornelius

    Dopo 5 anni di ruoli secondari, comunque importanti per la 'operazione rilancio' del nipotino di Paperoga (rilancio italiano visto che le storie passate in cui era protagonista erano tutte brasiliane), l'ultimo sembra essere quello buono per il suo passaggio a protagonista principale, sull'esempio di Newton: dopo "In punta di Pennino", uscita 10 mesi fa, ecco arrivare "In arte Pennino"

    L'autore Andrea Malgeri si è recentemente specializzato in 'operazioni impossibili' (tipo quella del Questionabile Que se non dell'ennesimo ritorno di Super Pippo) che sembrano essere comunque riuscite: la prima per la curiosità e i dibattiti che ha suscitato, la seconda per una cura editoriale che ha portato anche a particolari Special Books.

    Non so quanto questo 'personaggino' (termine che Mina usò per Gancio il Dritto in una trasmissione televisiva che parlava di fumetti, alla fine degli anni '60) potrà davvero entrare nel 'giro che conta' ma intanto, dopo le 28 tavole a suo nome dell'anno scorso, è arrivato a 34 in questa settimana. La storia non mi ha particolarmente colpito, anche per le illustrazioni un po' confusionarie di Andrea Maccarini (che fa rima con Intini)

    In generale non capisco perché certi personaggi giovanissimi debbano essere la fotocopia dei loro zii: Qui, Quo e Qua non lo sono nei confronti di Paperino per cui non vedo perché Newton e Pennino debbano avere lo stesso cappello e abito dei loro zii oltre agli stessi capelli: quelli di Newton potevano essere rossi (tanto per distinguerlo un poco) mentre a Pennino potevano evitare quei ciuffetti sparigliati da papero quasi calvo.

                                                                                     

    Re: Topolino 3660 (# 11)

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    Re: Topolino 3660 (# 11) Ultima modifica: Venerdì 16 Gen 2026, 01:53:12 di Cornelius

    La storia di questo numero 'tricolore' che più mi ha colpito e sorpreso è quella di chiusura con protagonista Manetta. Francesco Pelosi imbastisce una trama inizialmente lineare ma che ad un certo punto subisce una svolta. Quella donna che allietava le noiose domeniche del tenente non è esattamente un modello di onestà ma il suo allontanamento da quel parco che frequentavano insieme lo riporta a quella noiosa solitudine che mai avevamo visto, fuori dall'orario di lavoro, in modo così esplicito.

    Si poteva pensare che Manetta fosse un tipo solitario e che non avesse chissà quale vita una volta uscito dal Commissariato di Polizia. Adamo Basettoni ha la moglie Petulia che lo attende a casa (una delle poche coppie Disney sposate e non fidanzate e che comunque vivono sotto lo stesso tetto) mentre Rock Sassi, data la baldanza e l'età ancora giovane, avrà sicuramente molte cose da fare oltre l'orario di lavoro. L'Ispettore Irk ho l'impressione che possa avere una situazione simile a quella del tenente ma è ancora presto per dirlo.

    La signora Olga (fisicamente non così diversa da Petulia) sembrava poter occupare quella casella vuota accanto al tenente che giusto 30 anni fa Romano Scarpa e Giorgio Pezzin modificarono riguardo il commissario. In questo periodo di fertile inventiva autoriale, dove nuovi personaggi diventano fissi (o quanto meno saltuari) più facilmente che in passato, la cosa poteva essere possibile.

    Però lo sviluppo della vicenda mi ha fatto propendere per il solito personaggio one shot (quanti ce ne sono stati in passato, andati persi così, quando potevano essere integrati nelle società paperopolese e topoliniana, arricchendo ulteriormente i loro tessuti antropomorfi e dando più spunti narrativi per nuovi plot). Invece, alla fine, per quanto triste, ho scorto una speranza di 'recupero' per Olga (sociale e narrativo), visto che Manetta non sembra voler rinunciare a lei, nonostante tutto.

    Unica nota stonata, le tavole di Nicola Tosolini. I personaggi sembrano piuttosto inespressivi e rigidi nelle loro posture. Non solo il character principale ma anche gli altri. Soprattutto Rock Sassi non mi ha convinto per niente. Peccato perché la tipologia di storia avrebbe meritato una cornice illustrativa più adeguata ad un contesto in cui diverse emozioni e stati d'animo la fanno da protagonisti.

                                                                               

    Re: Topolino 3660 (# 12)

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    Re: Topolino 3660 (# 12)

    Citazione di: Donaldmouse il Giovedì 15 Gen 2026, 11:45:37Anche per il destino di paperone avevano proposto il prologo sia su topolino che nel free comics week. Però a sto giro non capisco se queste 11 pagine sono delle versioni a matita di pagine presenti nella storia

    Non credo siano presenti anche nella storia. Mi sembra proprio il prologo, che è stato mantenuto a matita per una scelta puramente stilistica (e che, personalmente, adoro!)

    Il resto del numero a mio avviso è molto buono e segue questo nuovo, pregevolissimo trend di offrire sommari variegati, con protagonisti sempre diversi presi da entrambi gli Universi (mentre fino a poco tempo fa, per dire, in un numero di Topolino trovavi una storia su Topolino, una su Paperone e quattro su Paperino). E non solo i soliti grandi protagonisti, ma anche personaggi secondari come Manetta e Pennino trovano il loro perché in due storielle semplici ma gradevolissime (specie quella su Pennino, ha molto cuore).

    Molto colorato il rapporto tra zio e nipote nella storia d'apertura, reso molto bene, in quel modo "classico", fatto di colpi bassi e sottile cattiveria ma mai eccessiva, martiniana, tanto che si risolve tutto con un atto di generosità da parte di Paperone, ovviamente mistificando i suoi reali motivi. Eppure, questo rapporto assume una prospettiva inedita (Paperino contento di seguire le orme dello Zione) e si chiude con un'altrettanto rara vittoria per il nipotastro.
    So che non dico nulla di sorprendente, considerando che a sceneggiare è Vito Stabile, ma vorrei veramente capire come fa ogni volta a trovare modi nuovi per raccontare personaggi di cui si è già raccontato di tutto per decenni!!

    Infine, Topolino e l'abonimevole Dr. Pipps l'ho trovata simpatica, ma proprio quando pensavo che venisse il meglio, cioè che Topolino iniziasse a recitare, è finita.
    Mi ha ricordato questa storia dello stesso Salvagnini, in cui Paperino e Paperoga si trovavano a calcare il palco di un teatro con effetti a dir poco esilaranti. Un vero peccato che stavolta la trama si limiti a Pippo che cerca di convincere Topolino...

    Re: Topolino 3660 (# 13)

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    Re: Topolino 3660 (# 13)

    Della storia di Pennino mi hanno colpito particolarmente le ambientazioni dove i personaggi si muovono e interagiscono: sembra di trovarsi in una periferia più ruvida rispetto a quella delle ordinate villette a schiera dove vivono Qui, Quo e Qua o Newton con i rispettivi zii. Il campetto dalle mura sgarrupate, le cartacce in terra, i bulletti che imperversano, la villa in completo disfacimento di quello che sembrerebbe un omaggio a Buster Keaton, la stessa casa di Paperoga rabberciata e tutta a soqquadro, sembrano evocare un disagio familiare e sociale decisamente più acuito rispetto a quello che si è soliti respirare nella più agiata borghesia paperopolese. Non saprei se la cosa sia da attribuire allo stile particolare di Maccarini, piuttosto che a una specifica intenzione, tuttavia da parte mia trovo assolutamente interessante e direi quasi appropriata una particolare distinzione fra quartieri della città non solo dal punto di vista urbanistico ma anche sociale.
    Mi avevano dato le mappe del percorso, ma nessuna idea circa i bizzarri paesaggi che avremmo attraversato durante lunghi mesi. - Per Nettuno Capitano! Con questa luna di sghimbescio gli sgombri cremisi fluttuano flessi!

    Topolino 3660 (# 14)

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    Topolino 3660 (# 14)

    Recensione Topolino 3660


     Tornano i dialetti su Topolino 3660. Per la terza volta, il libretto omaggia quattro regioni proponendo una versione in dialetto della storia d’apertura, acquistabile appunto sul territorio regionale: in questo caso, si tratta di Paperino lucidatore a domicilio. I testi in italiano sono di Vito Stabile, i disegni di Francesco D’Ippolito, mentre gli adattamenti sono opera di Daniele Vitali e Roberto Serra (bolognese), Michele Cosentino (catanzarese), Stefano Lusito (genovese) e Fabio Armand (francoprovenzale valdostano).

     La trama vede Paperino, come spesso capita, alle prese con un nuovo promettente mestiere (quello del titolo). Al giorno d’oggi, come in fondo da sempre, tutto sta nell’autopromozione, ed è così che Paperino si fa conoscere in città come lucidatore a domicilio: la processione di oggetti che conosce le sue cure lo porta in breve alla popolarità, ad un certo ritorno economico, e questo non può che ingelosire (o ingolosire) il suo ingordo zio.

     Come da tradizione per lo sceneggiatore, quando si parla di Paperone, non può mancare un twist velatamente sentimentale: eppure, stavolta, si tratta di un tocco discreto, ben incasellato nell’andamento dei fatti, che riesce poi a incamminare la storia verso la conclusione, mantenendo intatta l’aura di schermaglia agguerrita fra zio e nipote che anima tutta la vicenda.

     
    Un ispirato Paperino al lavoro

     La seconda storia del numero è Topolino e l’abominevole Dr. Pipps. I disegni sono di un redivivo Marco Palazzi, mentre i disegni sono di Rudy Salvagnini. Vale la pena soffermarsi un attimo sul ritorno di questo sceneggiatore, volutamente ripescato qualche anno fa dal suo effettivo pensionamento disneyano. E a volersi interrogare sull’effetto di questo recupero, stante oltretutto la cronica necessità di apporto originale al comparto “storie brevi” di Topolino, viene genuinamente da congratularsi. La storia di questa settimana, ad esempio, non è altro che un episodio de I mercoledì di Pippo sotto mentite spoglie: il solito Topolino divertito ma rispettoso (finiti i tempi della superiorità morale e culturale di martiniana ispirazione) segue Pippo nei suoi deliri, stavolta cadendo nella tentazione (o trappola?) di interpretarli in prima persona. Insomma, nulla di nuovo, ma come sempre in questi casi la polpa sta nelle battute, nelle espressioni, nella chimica interna; e spesso in Salvagnini, come stavolta, questo insieme di ingredienti funziona.

     Un Andrea Maccarini in vena godibilmente intiniana, su testi di Andrea Malgeri, è il valore aggiunto di In arte Pennino, simpatica storia che bisticcia vivacemente sul nome del nipotino di Paperoga, trasformandolo in un cocciuto fumettista in erba.

     Inaspettata e riuscita è Manetta in: Detesto la domenica, scritta da Francesco Pelosi e disegnata da Nicola Tosolini: un giallo ben calibrato nel suo condurre il lettore su una pista prevedibile e poi far smottare dolcemente il terreno, fino al garbato colpo di scena finale.

     Chiude il numero una presenza decisamente inedita: undici tavole a matita (ma colorate), e mute, del prologo all’attesa nuova storia di Fabio Celoni, Paperone in Atlantide, in edicola dal prossimo numero. Un modo forse un po’ strano di presentare una nuova avventura (un prologo al prologo, praticamente, per una storia che a sua volta si protrarrà per quattro settimane), bizzarria però compensata dalla bellezza delle tavole.

     
    Fabio Celoni alla scuola di Piranesi[/size][/i]



    Voto del recensore: 3/5
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