Un po' di chiarezza sulla fondazione di Topolinia ci voleva!
Bravo Francesco Vacca, che imbastisce una storia semplice ma godibile, come suo solito ripescando storie passate (in questo caso unificando due versioni differenti circa l'identità del fondatore). Gli altri "easter egg" quali la presenza di Nataniele Ragnatele e una citazione allo storico Eco del Mondo si inseriscono non forzatamente nella trama, anzi rendono la vicenda più plausibile, più calata nella continuity topolinese.
L'unica nota che, da studente di beni culturali, mi fa sollevare un sopracciglio è che la dottoressa Vestigia, dopo aver interrotto gli scavi degli operai, chiami ad aiutarla Topolino e Pippo, due passanti qualsiasi senza alcuna licenza. Ma è un dettaglio da poco, può anche darsi che abbia sentito delle loro imprese in campo archeologico assieme a Indiana Pipps ed Eurasia Tost, se non Zapotec.
Parlando di Zapotec, mi aspettavo il solito viaggio nel tempo per svelare questo mistero, ma lo svolgimento e la soluzione mi sono comunque piaciuti molto. Per quanto riguarda il mio personale headcanon, accetto questa come la versione ufficiale.
Stupendo il primo episosio di Paperone in Atlantide. Per ora non si può dire molto, ma ho adorato questo Paperino, particolarmente borioso davanti ai nipotini, ma al tempo stesso insicuro quando è solo. L'ho trovato impeccabile, anche perché le sue uscite mi hanno fatto spesso ridere, alleggerendo la tensione altrimenti accumulata dal dramma apparente.
Comunque non credevo che venisse ripubblicato il prologo, avendolo visto soltanto settimana scorsa ed essendo privo di dialoghi. La scelta mi lascia assai perplesso, ma le tavole sono superbe in entrambe le versioni (specie la doppia col titolo!) percui non mi lamento.
Mi ha lasciato un po' freddo la breve faraciana, ma la salvo per i disegni morbidi ed espressivi di Percoco, ottimi.
La storia di PP8 è quella che mi è piaciuta maggiormente (dato che Paperone in Atlantide è appena iniziata), come d'altronde un po' mi aspettavo. La sceneggiatura di Enna è al solito divertente nel suo pur semplice gioco d'equivoci, il mestiere che va ad apprendere ciascuno dei suoi amici non è mai casuale ma s'incastra nello scioglimento dell'intreccio e Butticè fa un ottimo lavoro sui paperotti (proprio a voler essere pignoli, il disegnatore dimentica di fare a Betty Lou gli occhi azzurri, ma li fa neri come quelli degli altri).
Le espressioni dei personaggi nella vignetta finale mi hanno fatto genuinamente ridere!
Al paperotto è dedicato anche il Fumettando subito dopo, curiosamente di una sola puntata stavolta.
Simpatica la tavola autoconclusiva di Coppola, per quanto mi riguarda in questo caso molto più del Che aria tira...