Premessa: mi scuso con chi non riusciva a visualizzare bene il giallo; passo, anche io, all'uso esclusivo dello spoiler.
Intanto, personalmente, trovo che la
copertina sia la migliore dell'anno, per ora. Spero si faccia ancora meglio (chiaramente), ma siamo già a livelli altissimi e difficilmente superabili, almeno per quanto riguardi il mio gusto.
- "Paperone in Atlantide — Episodio 1 di 4" vede un
Celoni unleashed che torna in grande carica dopo un periodo di assenza sul Topo; le premesse sono buonissime, con una situazione inedita: un Paperone che decide di partire in solitaria, scardinando il copione classico a cui siamo abituati, ma — paradossalmente — tornando ad uno Scrooge avventuroso che ricorda molto più quello barksiano, piuttosto che il PdP ad una dimensione che, purtroppo, appare in alcune storie degli ultimi anni (quello ciabattaro, tutto finanza e magheggi economici, ma comodamente da casa, privo — però — delle sapienti ed intelligenti, o geniali, trovate delle storie ciminiane a tema socioeconomico).
Un Paperone ossessionato, catturato da un'idea fissa, disposto a rischiare tutto pur di gettarsi ancora di più in un loop di ipotesi e leggende, in un letterale abisso di storie e visioni.
I disegni sono strepitosi, con pennellate pittoriche che vanno ulteriormente a potenziare la carica espressionista celoniana; il disegnatore/autore utilizza il suo solito stile inconfondibile, con espressioni dei personaggi modellate su archetipi emozionali semplici (come nel cinema espressionista), ma accompagnate da atmosfere che vanno nella direzione dei sentimenti provati dai personaggi in scena, sia dal punto di vista delle chine che dal punto di vista della colorazione tonale, finendo per dare vita ad una espressività composita, prodotta dalla compartecipazione di espressioni facciali archetipiche e ambiente dipinto, il quale sembra quasi un prodotto delle emozioni dei personaggi, un sismografo tonale dei loro pensieri.
Atmosfere calde e fredde si alternano lungo lo svolgersi delle vignette, tra cieli nuvolosi e onde caratterizzate da contorni spessi che danno l'idea di un'acqua dura, gelida, pungente. Un espressionismo che ricorda quello di un
Emil Nolde in certi suoi dipinti di scene marittime con cieli tempestosi.
Tornando alle atmosfere, esse sono gestite utilizzando tonalità fredde o calde spalmate su tutta la vignetta, rendendo — a volte — mare e cielo della medesima tonalità, intensificando la fusione tra i due, in una specie di allucinazione acquosa e liquida che rende molto l'idea di un viaggio ai confini della realtà.
Altre volte, invece, si gioca sull'effetto opposto, dotando il mare e il cielo di tonalità semplici contrarie, magari con un cielo sull'arancione e un mare increspato color azzurro. Questo avviene specialmente nel prologo (che, in questo numero, ha finalmente preso una forma definitiva, quasi come se le visioni captate si fossero fatte più chiare), il quale è reso con tonalità calde e fredde che, addirittura, finiscono per mischiarsi, come in un cangiante caleidoscopio di riflessi, su Paperone o sugli oggetti in scena. Questa presenza dell'arancione e dell'azzurro freddo, a volte quasi grigio, conferisce al tutto l'atmosfera di un sogno pomeridiano fuori dal reale, con l'ultima pagina (prima del titolo) disegnata senza contorni inchiostrati, puramente pittorica, in un gioco di pennellate che trasporta in un tempo fuori dal tempo e nello sguardo di qualcuno che osservasse quei fondali ad occhi aperti, sott'acqua.
Anche gli inizi della storia, dopo il titolo, sono immersi in una tonalità calda che somiglia a quella di un crepuscolo strano e straniante, il quale è come se isolasse i personaggi dal mondo esterno, gettandoli in un'aria di follia e sogno tutta loro. È proprio con un sogno acquatico, in una confusione di tonalità, onde e visioni, oltre che di rassegnati e stanchi sentimenti
Spoiler
(con un Donald che sembra scivolare nella medesima ossessione dello Zio, trascinato nel medesimo letargo irreale)
, che si conclude questo episodio.
È solo un primo episodio, quindi vedremo come evolverà la trama, ma:
Spoiler
anche il personaggio misterioso è ben caratterizzato a livello grafico e il tutto invoglia alla lettura del prossimo, specie perché sospetto che si tratterà di un viaggio davvero ai confini della realtà, con l'incontro di una qualche civiltà che abita sotto i fondali marini o di una città/ambiente sotterranea/o e verso cui, probabilmente, sia PdP e sia i nipoti sono stati risucchiati; motivo per cui sono curioso di vedere dove si andrà a parare, anche per confrontare la cosa con la saga Castyana
Anche i rapporti tra i personaggi mi piacciono abbastanza, con un Paperino che ho trovato old style a livello di caratterizzazione nella sua arroganza buffa etc. e QQQ che mantengono quel livello di contrasto con lo Zio che io apprezzo molto.
La votazione viene fatta tenendo conto che si tratta di una introduzione che fa molto bene il suo lavoro e tenendo conto del piacere massimo provato (personalmente) a livello di comparto grafico.
5/5 - In
"Topolino e il mistero del fondatore", Vacca tenta di dare una soluzione all'enigma creato dalla doppia attribuzione, negli anni, del ruolo di fondatore di Topolinia. La soluzione è carina, ma spero non diventi canonica, permettendo (in futuro e da parte di altri autori) l'esplorazione della questione, magari tenendo maggiormente conto della lore e meta-lore di Mouseville (poi divenuta Mouseton, nel 1990, sulle pagine di
Mickey Mouse Adventures) che qui ho trovato non affrontata quanto e come avrei voluto.
Una cosa che ho amato poco è, come al solito, l'umorismo pippesco-poco-pippesco, ma non voglio ripetermi, dato che ho già scritto abbastanza a riguardo la settimana scorsa e altrove.
Passando ai disegni,
Mazzarello ha uno stile che non è tra i miei preferiti, ma di cui apprezzo la pulizia e precisione, addirittura nelle vignette in cui i personaggi appaiono in piccolo. Lo stile mazzarelliano è spigoloso, ma non nel senso accartocciato lavoradoriano o nervoso guerriniano, bensì in un senso realistico, con articolazioni degli arti e dei corpi rappresentate in modo meno "disneyano" di altri autori e con personaggi che, quando sono magri, vengono rappresentati molto smilzi e con il viso allungato ad accentuare la cosa:
Spoiler
specie l'archeologa, disegnata quasi sempre a bocca spalancata, cosa che ne allunga la faccia, quasi a voler seguire, dinamicamente, la silhouette del corpo intero e dei suoi movimenti
La tavola è disegnata con un tratto netto, molto preciso, anche se non tondeggiante, bensì quasi tendente allo stile di certo fumetto satirico/politico.
Per via della pulizia della tavola e dei particolari dei personaggi (anche in lontananza) sembra di essere davanti ad un foglio di disegno tecnico, ma le cui figure sono dotate di dinamismo (seppur sempre spigoloso), oltre che di un voluto intrecciarsi e apparire in scena di varie figure che creano — proprio attraverso i segmenti di china ben tracciate e non dotate di molte differenze a livello di tratto — una selva di linee chinate pulitissime, ma — al tempo stesso, tramite la loro pluralità nella vignetta — capaci di generare un "cacofonico" contrasto in grado di dare l'idea di una realtà popolata e densa, non vuota.
Insomma, disegni che, pur non essendo nelle mie personali corde, sono — visibilmente — il prodotto di un disegnatore che ha fatto molta ricerca sul proprio tratto, arrivando a sfruttare le proprie caratteristiche a proprio vantaggio. Le influenze dei suoi due maestri Carpi e Scala si vedono e il suo stile appare come una sintesi tra i due, accentuando le spigolosità di entrambi (con un risalto della spigolosità che lo avvicina più ad un certo Scala maturo di cui prende anche l'allungamento delle figure dei personaggi) e contaminando il realismo carpiano attraverso lo stile più umoristico/caricaturale di Scala, assieme al suo protagonismo di linee con tratti non eccessivamente differenziati in quanto a spessore.
La storia, come detto, è carina e la soluzione, per quanto semplicissima, non è scontata o prevedibile e appare "credibile", dando un certo senso di realismo, dato che spesso questo tipo di misteri, nella realtà, sono molto meno ingarbugliati di quanto si ipotizzi. Anche se alcune situazioni vengono concluse con una velocità che non ho amato
Spoiler
si sarebbe potuto sfruttare di più l'elemento truffaldino dei due eredi, dando un po' di adrenalina alla parte finale
2.5/5 - "Filo, Paperoga & il gomito del tennista" è una riempitiva umoristica che fa il suo lavoro:
Spoiler
La vignetta con Paperoga che mette gli annunci al contrario e se ne va trionfante, preceduta da lui che è convinto sia proprio stata l'affissione pubblicitaria a far loro guadagnare clienti, mi ha fatto molto ridere; è questo il tipo di umorismo che preferisco;
Mi ha fatto anche ridere il "FRENAAAA" di Filo, perchè accompagnato dell'assurdo non frenare di Paperoga, nonostante la situazione lo richiedesse; quasi come se Filo stesse attendendo che Paperoga lo facesse da solo, ma il tempo continuasse a passare, senza che lo stranulato papero prendesse iniziativa; forse è solo una elaborazione cerebrale tutta mia, ma mi fanno molto ridere queste situazioni comiche non didascaliche
La soluzione finale è semplice e intelligente e non spiegata attraverso palesi ricostruzioni dei fatti, cosa che ho apprezzato. Le poche pagine hanno impedito di mettere più situazioni assurde e comiche.
Per quanto riguarda
Guerrini, il suo stile è tra quelli che preferisco e che più seguo. Trovo sappia far recitare i personaggi come pochi, col suo disegno spigolosissimo, nervoso, scattante, e l'uso sapiente delle chine e di tutte le componenti fisiche delle figure in scena — con mani e braccia che accompagnano l'espressività dei visi attraverso scatti vigorosi dei segmenti chinati.
3/5- "Gambadilegno & Sgrinfia nel giardino d'inverno" è una breve storia in cui Faraci mette in scena un buon umorismo da sit-com, anche se non l'ho trovato sempre iper-ispirato
Spoiler
ma buona la scena della scala che ricorda certo umorismo pippesco gottfredsoniano, ad esempio nelle tavole domenicali
Percoco ha davvero un bel tratto.
Spoiler
molto belli i disegni degli animali
L'idea è semplice e viene messa in scena attraverso un espediente non spiegato che mostra l'unica volontà di immergere i due personaggi in una situazione assurda, senza spiegoni inutili che avrebbero rubato spazio alla situazione stessa. Si respira una certa aria da corti animati di inizio 2000.
Il finale è lineare e non si sarebbe potuto fare altro, visto lo spazio.
2/5 - "Paperino Paperotto e la stella d'argento" è una buona storia, anche se non mi ha fatto impazzire; le vicende hanno un buon sostegno a livello di sentimenti (seppur semplici, ma tutt'altro che banali!) affrontati
Spoiler
tra gelosie PP8iane e decisioni di vita da parte dello Sceriffo; decisioni prese prima dell'avvicinamento con Witchcraft, la cui presenza ha sconvolto le sue priorità
Ma le situazioni rappresentate non le ho trovate dotate della ricchezza di snodi, disavventure e piani improvvisati che sono solito apprezzare in altre storie di PP8.
Spoiler
Il piano messo in moto è sensato e ben rappresentato, anche attraverso il ping-pong di comunicazioni radio, ma è poco elaborato e, quindi, poco incline a tradursi in guai cui porre soluzione.
In ogni caso, Enna sa gestire la trama, non dando l'idea di una storia che si risolva troppo velocemente e usando sapientemente gli elementi sentimentali (i veri protagonisti) per mettere in scena le motivazioni scatenanti e lo scorrere degli eventi conseguente.
Molto buono lo stile sinuoso di
Butticè, con linee che sembrano sottili scie lasciate dal nuoto veloce di carpe in uno stagno, con curve che, anche quando spigolose, rimangono morbide o quando non lo sono, appaiono scattanti, frutto di una mano sicurissima, capace di passare dal sinuoso al dritto con una sola pennellata, senza interruzioni, e con una inchiostrazione caratterizzata da differenze di tratto che mettono in risalto i protagonisti in scena e la loro espressività (tramite linee più sottili per occhi, palpebre e "rughe"; sottigliezza che permette una non sovrapposizione confusa tra le linee del volto che vengono ad incontrarsi, esaltando la nitidezza dei visi).
Nel complesso, va apprezzata la maturità della vicenda sentimentale, con i dubbi realistici che vengono messi in scena e che sono in grado di sviluppare la questione Marble/Witchcraft in modo intelligente. Questa è la cosa che ho maggiormente apprezzato.
2.5/5 - "Fortuna Avversa: Denaro al vento": una one-shot che non mi ha fatto impazzire a livello di umorismo, per quanto la situazione sia piacevolmente classica, quasi da corto animato. Elemento che ho apprezzato.
1.5/5 Nota: ottimo comparto di rubriche, questa settimana. Piacevoli da leggere e con informazioni non banali o banalizzate.