Dopo un breve e suggestivo prologo sul numero precedente, da Topolino 3661 di fine gennaio è cominciata la prima storia-evento dell'anno: Paperone in Atlantide, scritta e disegnata da Fabio Celoni. Il Maestro milanese classe '71 torna sulle pagine del settimanale Disney dopo il grande successo del Destino di Paperone con un'avventura che promette di essere ricordata a lungo: «Atlantide è forse la più grande leggenda della storia, una delle più conosciute nel mondo. E Paperone è un cacciatore di misteri, quindi anche lui ne è affascinato. Atlantide è, per sua natura, un limite. È posta al di là, oltre. È il confine tra la realtà e il mito, tra la ricerca e la sorpresa. Raccontarla significa affrontare una sfida tecnica ed emotiva, e dare una forma compiuta a un universo capace di parlare a tutti», racconta l'autore, il cui seme per questo nuovo lavoro è stato piantato addirittura venticinque anni prima della pubblicazione di Paperone in Atlantide: «£ro al mare [in Puglia, nda] e mi è balenata davanti agli occhi la scena di un vecchio pescatore che affrontava l'oceano, con il suo peschereccio, e finiva travolto da una tempesta. E mentre affondava nell'acqua vedeva con l'ultimo lampo degli occhi le rovine di Atlantide. E noi le vedevamo attraverso i suoi occhi, riflesse nella pupilla».
Il direttore Alex Bertani aggiunge: «Paperone in Atlantide è un crogiuolo dove l'autore ha fuso le componenti più disparate: dall'avventura più classica, alla mitologia, dall'introspezione psicologica alle fantasie più immaginifiche. Un crogiuolo sostenuto da un tratto e da una narrazione a loro agio, anche nei repentini passaggi da scene più cupe e drammatiche ad altre pervase invece da toni più leggeri e scanzonati».
Le prime pagine sono state realizzate da Celoni «in una condizione a dir poco improbabile», sul tavolo della cucina di un B&B di Sutri, vicino Viterbo, dove lui e la moglie stavano trascorrendo la notte in attesa di una casa da comprare. «Era notte e non c'era neanche una lampada, mi facevo luce con la torcia del cellulare. Ho passato tutta la notte a disegnare e poi, per poter fare le foto e mandarle a Luca per farle colorare, sono sceso in strada cercando un lampione».
In un primo momento si è valutato la pubblicazione della storia nella sua versione grezza, salvo poi procedere col ripasso a china e i colori dell'esordiente Alessandra Amorotti.