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Topolino 3665
 - Aperto da Cornelius, Martedì 17 Feb 2026, 17:15:32
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Topolino 3665

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    Topolino 3665 Ultima modifica: Martedì 17 Feb 2026, 17:55:30 di Cornelius

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    I Tre Forchettieri
    Episodio 1 di 2
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    One Page - Il Commissario indaga - Furto d'Arte
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                                                                                                                              SERVIZI  e  RUBRICHE
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    Aspettando Sanremo - Da non perdere  (Antonella Murolo)  Cantanti e canzoni da votare
    Una sveglia... con la cresta! - A caccia di Fake News!  (National Geographic Kids) 
    Divertirsi con lo Snowboard Cross - TopoIntervista a...  Michela Moioli  (Fabrizio Ponciroli)
    A piedi nel Tempo - Alla scoperta di...  (Francesco Pelosi)  La Via Appia
    Un imprenditore intraprendente - Tra 7 giorni su Topolino: Filo Sganga disegnato da Francesco Guerrini
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    Re: Topolino 3665 (# 1)

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    Re: Topolino 3665 (# 1) Ultima modifica: Martedì 17 Feb 2026, 22:19:08 di OswaldTheLuckyRabbit

    Dunque:
    • I Tre Forchettieri parte 1: il maestro Badino apre il numero con un'ottima storia in costume dove finalmente vediamo la versione papera de I Moschettieri. I ruoli non me li aspettavo e sono per la maggior parte adatti ai anche se alcuni non ce li vedo proprio
    Spoiler
    (Ciccio poteva tranquillamente interpretare Porthos data la stazza mentre Paperino poteva essere un Dartagnan perfetto)
    [chiudi]
    I disegni del maestro Perina sono ottimi come al solito
    • Gambadilegno vs Gambadilegno: la migliore del numero, il maestro Eccher riprende Topolino contro Topolino ma dal punto di vista di Gambadilegno e con uno sdoppiamento volontario. Si ride dalla prima all'ultima vignetta e il finale con Plottigat (finalmente lo ripescano) che progetta di andare sulla Luna per scappare dalla furia di Gamba ricorda molto il tipico finale di una storia dell'Universo dei Paperi dove Paperino scappa sulla Luna insieme ad Archimede per fuggire dal vecchio spilorcio dopo un disastro involontario, spero che ci facciano un seguito. Favolosi i disegni del maestro Leoni che è molto migliorato
    • Paperino campione intermittente: bella, molto originale e per niente scontata. Ricorda molto la storia dove Paperino sostituisce quel calciatore brasiliano che anche lui si era fatto male ad una gamba e per una volta
    Spoiler
    il vecchio spilorcio non è arrabbiato con Paperino per la sconfitta
    [chiudi]
    , cosa che dovrebbero fare più spesso. Buoni i disegni di Ferracina e colori carini che ricordano gli acquarelli della buonanima del maestro Chierchini
    • Pippo S.O.S. Buonumore: simpatica riempitiva del maestro Faraci anche se non sbaglio una storia dove Pippo fa ridere una persona depressa c'era già. Belli come sempre i disegni del maestro Palazzi
    • La strada verso il nulla (I Misteri di Paperopoli): la peggiore del numero. Io l'ho trovata davvero noiosa e scontata. Il maestro Michelini ha fatto di meglio ma i disegni del maestro Usai sono molto belli

    Numero molto buono, settimana prossima finisce Il Papero più Potente della Terra e comincia probabilmente una nuova serie che a giudicare dal titolo mi sa di Q Galaxy
    Se esiste qualcosa di più grande dell'universo è soltanto l'imbecillità umana

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    Re: Topolino 3665 (# 2)

    Citazione di: OswaldTheLuckyRabbit il Martedì 17 Feb 2026, 20:42:08Dunque:
    • I Tre Forchettieri parte 1: il maestro Badino apre il numero con un'ottima storia in costume dove finalmente vediamo la versione papera de I Moschettieri. I ruoli non me li aspettavo e sono per la maggior parte adatti ai anche se alcuni non ce li vedo proprio (Ciccio poteva tranquillamente interpretare Porthos data la stazza mentre Paperino poteva essere un Dartagnan perfetto)
    I disegni del maestro Perina sono ottimi come al solito
    • Gambadilegno vs Gambadilegno: la migliore del numero, il maestro Eccher riprende Topolino contro Topolino ma dal punto di vista di Gambadilegno e con uno sdoppiamento volontario. Si ride dalla prima all'ultima vignetta e il finale con Plottigat (finalmente lo ripescano) che progetta di andare sulla Luna per scappare dalla furia di Gamba ricorda molto il tipico finale di una storia dell'Universo dei Paperi dove Paperino scappa sulla Luna insieme ad Archimede per fuggire dal vecchio spilorcio dopo un disastro involontario, spero che ci facciano un seguito. Favolosi i disegni del maestro Leoni che è molto migliorato
    • Paperino campione intermittente: bella, molto originale e per niente scontata. Ricorda molto la storia dove Paperino sostituisce quel calciatore brasiliano che anche lui si era fatto male ad una gamba e per una volta il vecchio spilorcio non è arrabbiato con Paperino per la sconfitta, cosa che dovrebbero fare più spesso. Buoni i disegni di Ferracina e colori carini che ricordano gli acquarelli della buonanima del maestro Chierchini
    • Pippo S.O.S. Buonumore: simpatica riempitiva del maestro Faraci anche se non sbaglio una storia dove Pippo fa ridere una persona depressa c'era già. Belli come sempre i disegni del maestro Palazzi
    • La strada verso il nulla (I Misteri di Paperopoli): la peggiore del numero. Io l'ho trovata davvero noiosa e scontata. Il maestro Michelini ha fatto di meglio ma i disegni del maestro Usai sono molto belli

    Numero molto buono, settimana prossima finisce Il Papero più Potente della Terra e comincia probabilmente una nuova serie che a giudicare dal titolo mi sa di Q Galaxy
    Riusciresti a mettere spoiler anziché il giallo, avendo problemi e non riuscendo a leggere nemmeno evidenziando il testo? Ti ringrazierei.

    Re: Topolino 3665 (# 3)

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    Re: Topolino 3665 (# 3)

    Citazione di: LCV.11 il Martedì 17 Feb 2026, 22:16:00Riusciresti a mettere spoiler anziché il giallo, avendo problemi e non riuscendo a leggere nemmeno evidenziando il testo? Ti ringrazierei.

    Fatto
    Se esiste qualcosa di più grande dell'universo è soltanto l'imbecillità umana

    Re: Topolino 3665 (# 4)

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    Re: Topolino 3665 (# 4)

    Citazione di: OswaldTheLuckyRabbit il Mercoledì 18 Feb 2026, 10:23:15
    Citazione di: LCV.11 il Martedì 17 Feb 2026, 22:16:00Riusciresti a mettere spoiler anziché il giallo, avendo problemi e non riuscendo a leggere nemmeno evidenziando il testo? Ti ringrazierei.

    Fatto
    Grazie! Mi fa piacere poter leggere le opinioni di tutti dopo avere letto il numero.

    Re: Topolino 3665 (# 5)

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    Re: Topolino 3665 (# 5)

    Ho amato moltissimo le atmosfere calde e crepuscolari della storia di Michelini, a tratti nostalgica nello scavare nei ricordi di una socialità ormai un po' perduta, e tuttavia vivacissima nel ritrarre una scolaresca entusiasta alle prese con un progetto di ricerca concreto, curioso e collaborativo. La trama si districa nella soggettività delle impressioni, della memoria, nelle angolazioni diverse e talvolta opposte pur nell'osservazione di un medesimo fenomeno, di uno stesso panorama, la strada comunica a ciascuno ciò che intende leggervi, ciò che desidera, forse ciò che lo consola in quell'ombra di nichilismo che sussurra il nome stesso del tracciato, verso il nulla, o ancora la pargoletta mano che non può che preludere in un empito d'addio alla terra fredda, alla terra negra.
    Mi avevano dato le mappe del percorso, ma nessuna idea circa i bizzarri paesaggi che avremmo attraversato durante lunghi mesi. - Per Nettuno Capitano! Con questa luna di sghimbescio gli sgombri cremisi fluttuano flessi!

    Re: Topolino 3665 (# 6)

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    Re: Topolino 3665 (# 6)

    Per I tre forchettieri sospendo il giudizio, ma tengo a fare i miei complimenti a Badino: non è semplice trovare per ogni nome e situazione un contraltare perfetto per fare giochi di parole riguardanti il cibo! Apprezzo molto anche le matite di Perina.

    La storia di Eccher mi è piaciuta davvero tanto, è un po' prevedibile nello sviluppo ma le situazione sono comiche e anche l'idea di partenza è originale; tutta la sceneggiatura è imbastita in maniera coinvolgente, mi sono proprio goduta questa lettura.

    Anche Paperino campione intermittente mi è piaciuta, l'idea è particolare e, nonostante poi trionfino i buoni valori, c'è non poco gioco sporco che dà brio alla vicenda.

    Citazione di: OswaldTheLuckyRabbit il Martedì 17 Feb 2026, 20:42:08Dunque:
    • Gambadilegno vs Gambadilegno: la migliore del numero, il maestro Eccher riprende Topolino contro Topolino ma dal punto di vista di Gambadilegno e con uno sdoppiamento volontario.
    Secondo me invece la storia di Eccher non ha molto da spartire con la walshana: qua Gambadilegno si è semplicemente
    Spoiler
    duplicato per un errore scientifico
    [chiudi]
    , mentre in Topolino contro Topolino Miklos era una persona separata da Topolino, erano sosia e "doppi" ma il concetto della storia è molto diverso.

    Re: Topolino 3665 (# 7)

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    Re: Topolino 3665 (# 7)

    Note sparse:
    - La strada verso il nulla: interessante che abbiano citato letteralmente Pianto Antico di Carducci senza storpiature umoristica. L'argomento della poesia era molto delicato e poco disneyano (dedicata dal poeta alla morte del suo bambino). Scelta curiosa. D'altra parte si parla di un melograno.
    - Rubrica A piedi nel tempo: pag. 153 di parla della DeLorean dicendo che nel futuro accelerando e nel passato andando in retromarcia, cosa falsa. Sempra la tipica allucinazione da testo scritto con intelligenza artificiale che riempie le sue lacune informative ad intuito. Strano.

    Re: Topolino 3665 (# 8)

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    Re: Topolino 3665 (# 8) Ultima modifica: Domenica 22 Feb 2026, 18:49:23 di Cornelius

                                                                                                             

    Quella che immaginavo fosse 'solo' una ennesima parodia in costume (che ritenevo un po' 'anacronistica') si rivela come una divertente versione 'culinaria' del famoso romanzo di Dumas dove brillanti giochi di parole caratterizzano un soggetto molto curato, nella sua semplicità basica, da Sergio Badino, vero maestro dei dialoghi, sia in salsa cinetelevisiva (Siamo Serie!) che in questa letteraria.

    Un 'neo' l'ho trovato all'inizio, quando il barone Trocadero, vedendo entrare nella sua dimora i protagonisti di questa parodia, li addita come i
    Tre Forchettieri mentre solo qualche vignetta dopo Archimedemis sfoggia la sua ultima invenzione, la 'forchetta', sorprendendo Sfortunathos che non sa cosa sia. Per cui 'forchettieri' lo diventerebbero solo da quel momento e non prima.
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    Si rivela interessante anche il doppio Gambadilegno, non così banale nella sua nuova particolare situazione dovuta ad un errore di Plottigat alle prese con un macchinario di sua invenzione. Da notare che "nessuno dei due è una copia dell'altro", come spiega un infuriato inventore ad un non meno infuriato Pietro.
    _______________________________________________________________________________________________

    Altro lavoro in coppia per Ferrari e Ferracina e sempre per la DPW. Questa volta però nella prima vignetta compare il numero 3665 di questo libretto, al contrario del precedente numero che era più 'enigmatico'. Anche il colorista è sempre Davide Sorio della Arancia Studio, mantenendo quella particolare ombreggiatura molto gradevole che si era già vista nel numero 3664

    Da notare come Paperone escogiti soluzioni poco pulite per far vincere un suo sciatore infortunato, arrivando a coinvolgere anche Paperino.
    Sia lui che il 'vero' sciatore dopo un po' si ribellano mandando su tutte le furie lo ziastro. Per quanto alla fine questi magheggi vengano rivelati pubblicamente, nessuna ammenda sembra raggiungere il tycoon che, anzi, trova un modo alternativo per vendere i suoi ghiaccioli.

    Questo comportamento 'disinvolto' (che fa tornare alla memoria certe storie di Guido Martina) evidentemente è ben 'tollerato' alla DPW, al contrario che in Panini. Il 'controllo' della Casa Madre non dovrebbe essere più 'diretto' con gli editori americani rispetto agli europei?  :-? 
    O forse l'autocensura da noi è più forte che altrove...  :innocent: 
    ________________________________________________________________________________________________

    La Strada verso il Nulla  ci fa conoscere una strana altura molto alta e ripida (visibile nella foto allegata), dove si sale fino alla cima piatta, caratterizzata da un grande albero sotto il quale Qui Quo Qua con i loro compagni di classe e una giovane insegnante si domandano chi abbia realizzato ciò e per quale motivo.

    Personalmente questo non mi è parso un grande Mistero (per quanto 'poetico'), forse il meno 'misterioso' della serie. La storia mi è comunque piaciuta (cercherò quanto prima un modellino che assomigli a questa strana altura, da inserire nel Plastico di Paperopoli) sebbene non mi abbia del tutto convinto all'inizio come alla fine.

    All'inizio perché una città che parla in prima persona mi piace poco: preferisco ci si rivolga a lei in terza.
    Alla fine perché la visione di una Duckburg di 'oltre cent'anni fa' (come specificato nell'ultima didascalia), per quanto toccante, somiglia poco a quella di Fantomius dove il Deposito di Paperone non è certo di legno (se non in Paperut, forse) e dove sicuramente ci saranno state casettine di legno (come capita di vedere anche nell'America odierna) ma anche i grattacieli di una metropoli in forte espansione.

    E' vero che il termine 'oltre' potrebbe significare primi del '900 (sebbene nell'illustrazione finale certi abiti sembrino più degli anni '20) ma anche in questo caso non ricordo un Deposito di legno (magari ricavato dai resti del vecchio Forte) e, soprattutto, una Paperopoli 'villaggio' (per quanto così l'abbia rappresentata Don Rosa). Come giustamente fatto vedere da Kari Khoronen nei suoi Diari, anche a inizio secolo Duckburg, dopo due grandi corse all'oro (1848 e 1896), era già una grande città in pieno sviluppo.

    Re: Topolino 3665 (# 9)

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    Re: Topolino 3665 (# 9)

    Citazione di: Claudia8 il Giovedì 19 Feb 2026, 16:36:00Secondo me invece la storia di Eccher non ha molto da spartire con la walshana: qua Gambadilegno si è semplicemente
    Spoiler
    duplicato per un errore scientifico
    [chiudi]
    , mentre in Topolino contro Topolino Miklos era una persona separata da Topolino, erano sosia e "doppi" ma il concetto della storia è molto diverso.
    Spoiler
    Sì, oltre al fatto che Walsh giocava con il tema del doppio anteponendo a Topolino una personalità opposta, mentre i due Gambadilegno sono l'uno il clone dell'altro.
    [chiudi]

    Molto carina la prima puntata de I tre forchettieri, anche se alcuni giochi di parole sono un po' forzati (per esempio non ha senso che Paperino/Sfortunathos dica a Ciccio/D'artgnam "stai insinuando che io menta", perché Paperino non ha fatto alcuna affermazione, e infatti lo stesso Ciccio non stava ribattendo) e a lungo andare stuccano, anche se fortunatamente non arrivano mai a soffocare la trama come succedeva invece in Siamo Serie.

    Gradevoli anche le storie su Gambadilegno e sulla strada interrotta, nel complesso un ottimo numero. Concordo con Claudia sulla storia di Eccher, per quanto prevedibile è comunque un ottima storia perché ben sceneggiata (e ottimamente disegnata da Leoni; quanto vorrei riaverlo come autore completo...).

    C'è un refuso nella storia di Pippo: "se stesso" non vuole l'accento.

    Re: Topolino 3665 (# 10)

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    Re: Topolino 3665 (# 10)

    Citazione di: repallido il Domenica 22 Feb 2026, 13:04:59C'è un refuso nella storia di Pippo: "se stesso" non vuole l'accento.
    No, ti posso confermare che si può scrivere anche accentato: io lo utilizzo consapevolmente sempre scritto così.

    Re: Topolino 3665 (# 11)

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    Re: Topolino 3665 (# 11)

    Citazione di: LCV.11 il Domenica 22 Feb 2026, 14:04:17
    Citazione di: repallido il Domenica 22 Feb 2026, 13:04:59C'è un refuso nella storia di Pippo: "se stesso" non vuole l'accento.
    No, ti posso confermare che si può scrivere anche accentato: io lo utilizzo consapevolmente sempre scritto così.
    Che io sappia, si può usare la forma accentata solo con "sé stessi" e "sé stesse" per evitare confusione con il congiuntivo, mentre mi hanno sempre insegnato che "sé stesso" e "sé stessa" sono errori gravi.

    Re: Topolino 3665 (# 12)

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    Re: Topolino 3665 (# 12) Ultima modifica: Domenica 22 Feb 2026, 15:44:19 di Hero of Sky

    Come molte cose, dipende dall'uso. Personalmente prediligo segnare sempre le forme accentate, e sono talmente pignolo da segnarlo anche nelle parole omografe ma non omofone; per fare un esempio, oggi taluni considerano la "d" eufonica dinanzi ad una vocale diversa un errore, ma non lo è, è italiano correttissimo, il cui uso generalizzato (tanto che nelle traduzioni la regola è di metterlo solo dinanzi alla medesima vocale) si è perso nel dopoguerra, ma io lo preferisco, è più fine. Per quanto riguarda il caso in oggetto, con una veloce ricerca ho reperito i seguenti articoli, che avvalorano il fatto che in ogni caso nel dubbio metterlo è preferibile: https://pennarigata.it/se-stesso-o-se-stesso/ https://dico.unime.it/ufaq/se-stesso/   https://accademiadellacrusca.it/it/consulenza/accentazione-del-pronome-se-stesso/166

    Spero di essere stato di qualche aiuto.
    Perché di questo mondo siamo solo ospiti, fra i tanti. E non i padroni. Insieme abbiamo dimostrato tante cose, ma la più importante è che non esiste l'impossibile.

    Re: Topolino 3665 (# 13)

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    Re: Topolino 3665 (# 13)

    Citazione di: Claudia8 il Domenica 22 Feb 2026, 15:07:59
    Citazione di: LCV.11 il Domenica 22 Feb 2026, 14:04:17
    Citazione di: repallido il Domenica 22 Feb 2026, 13:04:59C'è un refuso nella storia di Pippo: "se stesso" non vuole l'accento.
    No, ti posso confermare che si può scrivere anche accentato: io lo utilizzo consapevolmente sempre scritto così.
    Che io sappia, si può usare la forma accentata solo con "sé stessi" e "sé stesse" per evitare confusione con il congiuntivo, mentre mi hanno sempre insegnato che "sé stesso" e "sé stessa" sono errori gravi.
    Non ti hanno insegnato correttamente. Qui ad esempio il lemma dall'Accademia della Crusca :
    https://accademiadellacrusca.it/it/consulenza/accentazione-del-pronome-s%C3%A9-stesso/166

    ... In conclusione, sebbene negli attuali testi di grammatica per le voci rafforzate se stesso, se stessa e se stessi non sia previsto l'uso dell'accento, è preferibile considerare non censurabili entrambe le scelte, mancando in realtà una regola specifica che ne possa stabilire il maggiore o minore grado di correttezza. Si raccomanda di tener conto di questa "irrilevanza" specialmente in sede di valutazione di elaborati scolastici e affini.

    A cura di Manuela Cainelli
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    Re: Topolino 3665 (# 14)

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    Re: Topolino 3665 (# 14)

    Citazione di: LCV.11 il Domenica 22 Feb 2026, 15:50:43
    Citazione di: Claudia8 il Domenica 22 Feb 2026, 15:07:59
    Citazione di: LCV.11 il Domenica 22 Feb 2026, 14:04:17
    Citazione di: repallido il Domenica 22 Feb 2026, 13:04:59C'è un refuso nella storia di Pippo: "se stesso" non vuole l'accento.
    No, ti posso confermare che si può scrivere anche accentato: io lo utilizzo consapevolmente sempre scritto così.
    Che io sappia, si può usare la forma accentata solo con "sé stessi" e "sé stesse" per evitare confusione con il congiuntivo, mentre mi hanno sempre insegnato che "sé stesso" e "sé stessa" sono errori gravi.
    Non ti hanno insegnato correttamente. Qui ad esempio il lemma dall'Accademia della Crusca :
    https://accademiadellacrusca.it/it/consulenza/accentazione-del-pronome-s%C3%A9-stesso/166

    ... In conclusione, sebbene negli attuali testi di grammatica per le voci rafforzate se stesso, se stessa e se stessi non sia previsto l'uso dell'accento, è preferibile considerare non censurabili entrambe le scelte, mancando in realtà una regola specifica che ne possa stabilire il maggiore o minore grado di correttezza. Si raccomanda di tener conto di questa "irrilevanza" specialmente in sede di valutazione di elaborati scolastici e affini.

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    Probabilmente sono valide entrambe le forme ufficialmente, ma penso di non essere l'unica cui le regole grammaticali sono state insegnate così.
    Avevo anche letto che la Crusca aveva validato la forma "obbiettivo"; ecco, per me questo è un altro errore grave.

    Re: Topolino 3665 (# 15)

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    Re: Topolino 3665 (# 15)

    Citazione di: LCV.11 il Domenica 22 Feb 2026, 15:50:43
    Citazione di: Claudia8 il Domenica 22 Feb 2026, 15:07:59
    Citazione di: LCV.11 il Domenica 22 Feb 2026, 14:04:17
    Citazione di: repallido il Domenica 22 Feb 2026, 13:04:59C'è un refuso nella storia di Pippo: "se stesso" non vuole l'accento.
    No, ti posso confermare che si può scrivere anche accentato: io lo utilizzo consapevolmente sempre scritto così.
    Che io sappia, si può usare la forma accentata solo con "sé stessi" e "sé stesse" per evitare confusione con il congiuntivo, mentre mi hanno sempre insegnato che "sé stesso" e "sé stessa" sono errori gravi.
    Non ti hanno insegnato correttamente. Qui ad esempio il lemma dall'Accademia della Crusca :
    https://accademiadellacrusca.it/it/consulenza/accentazione-del-pronome-s%C3%A9-stesso/166

    ... In conclusione, sebbene negli attuali testi di grammatica per le voci rafforzate se stesso, se stessa e se stessi non sia previsto l'uso dell'accento, è preferibile considerare non censurabili entrambe le scelte, mancando in realtà una regola specifica che ne possa stabilire il maggiore o minore grado di correttezza. Si raccomanda di tener conto di questa "irrilevanza" specialmente in sede di valutazione di elaborati scolastici e affini.

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    Allora rettifico. Per quanto riguarda le "d" eufoniche in presenza di vocali diverse, personalmente tendo a evitarle, salvo in rarissimi casi (tipo nella locuzione "ad esempio"), perché mi risultano cacofoniche (la sillaba aggiuntiva che si viene a creare rende il discorso più "ruvido", senza le "d" le parole mi scivolano meglio).

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    Recensione Topolino 3665


     
    I Tre Moschettieri per il sottoscritto è uno di quei libri-totem che – letti sin troppi anni fa – sono oggi ammantati da un’aura di sacralità e intoccabilità. Questo, però, non mi ha mai indotto automaticamente al sospetto di fronte a nuove rivisitazioni, adattamenti cinematografici, parodie o versioni più o meno semplificate nello svolgimento degli eventi (invero un po’ troppo dilatati nel testo originario): tutte le riletture che ho avuto modo di incontrare hanno avuto comunque come linea guida il legame di amicizia e la spavalderia che uniscono i quattro protagonisti. Dunque non c’era alcun pregiudizio nei confronti della nuova versione Disney annunciata dalla copertina di Francesco D’Ippolito. Allo stesso modo, non ho avvertito il bisogno di un confronto con la storica interpretazione di Martina e De Vita senior, ormai prossima ai settant’anni, ma solo la curiosità di leggere una nuova avventura con D’Artagnan sugli scudi.

     Eppure, quella che ho letto finora sulle pagine del settimanale, in attesa della seconda parte, è qualcosa di diverso: non ho trovato elementi solidi di trama, quanto piuttosto una sequenza serrata di gag verbali e giochi di parole. A Sergio Badino di certo vanno riconosciuti i meriti per molte trovate felici, a cominciare dai nomi dei protagonisti. Tuttavia, a mio avviso, la lettura ne risente: salti di scena, forzature funzionali alla battuta (senza che se ne costruisca adeguatamente l’attesa, con il risultato di “ingolfare” la macchina comica), qualche vignetta che sembra riadattata in fase di post-produzione e, infine, la scelta di Ciccio – personaggio dal carisma pressoché nullo – nel ruolo centralissimo del guascone D’Artagnan, soluzione che a mio avviso non si è rivelata particolarmente incisiva.

     Anche Alessandro Perina ai disegni non sembra offrire la sua prova migliore: vignette molto dense, inquadrature ravvicinate, alternanza di tavole a vignetta singola e doppia che finiscono per trasmettere una certa sensazione di claustrofobia. Resta la speranza che la seconda parte de I Tre Forchettieri possa riequilibrare il giudizio.

     
    Gambadilegno e… Gambadilegno

     Scorre invece piacevolmente la storia di Giovanni Eccher e Lucio Leoni, che vede Gambadilegno sfruttare gli esiti sorprendenti di un esperimento del cugino Plottigat. Sebbene la caratterizzazione da “simpatico pasticcione” continui a ridurre lo spessore e la credibilità del personaggio, Gambadilegno vs. Gambadilegno risulta una lettura gradevole, impreziosita dai disegni di Leoni, il cui tratto sottile si coniuga bene con la leggerezza della trama.

     Le 25 pagine di Paperino campione intermittente, invece, non sono all’altezza di quanto ci si aspetterebbe dalla testata storica e di punta del fumetto Disney in Italia. La storia dà l’impressione di provenire da un fascicolo promozionale rimasto nel cassetto: trama improbabile, caratterizzazioni improvvisate, forzature poco credibili. Anche lo stile di colorazione – pur tecnicamente interessante – contribuisce a creare uno stacco evidente rispetto al resto del numero. L’idea di realizzare un omaggio alle Olimpiadi invernali, pubblicato in contemporanea su Topolino e su Le più belle storie Disney Pocket, avrebbe probabilmente meritato una miglior fortuna. Se, come mi è sembrato di capire, non dovessero essere previste altre operazioni simili nei prossimi numeri, non la considererò di certo una mancanza.

     
    A dire la verità, neanche io…

     Un po’ sottotono anche la storia di Tito Faraci, Pippo S.O.S. buonumore. Pur apprezzando di norma questo tipo di storie brevi che esasperano un tratto caratteriale del protagonista, devo constatare come in questo caso la vis comica di Pippo appare poco efficace; e nelle sole sei pagine, venuto meno l’aspetto umoristico, resta ben poco su cui soffermarsi.

     Infine, in occasione del decennale della scomparsa di Umberto Eco che ha fatto rifiorire i vari social di suoi articoli ed approfondimenti, mi è tornata alla mente torna alla mente la sua definizione di kitsch come “opera che cerca di commuovere simulando sentimenti prefabbricati”: una falsificazione estetica che, nel tentativo di apparire sublime, rivela la propria natura artificiosa.

     È forse un riferimento eccessivo – e di certo ingeneroso – ma si avvicina all’impressione lasciata da La strada verso il nulla di Fabio Michelini e Luca Usai. Pur riprendendo il titolo di una canzone dei Talking Heads che apprezzo molto, la storia non riesce a trasmettere le emozioni che l’autore espone in modo esplicito: il coinvolgimento corale dei personaggi di Paperopoli, ciascuno con le proprie peculiarità, rende la narrazione molto lineare e prevedibile. La curiosità di scoprire l’origine della “strada verso il nulla” sostiene la lettura, ma la soluzione, relegata all’ultima pagina, lascia la sensazione che l’obiettivo non sia stato pienamente raggiunto.

     Il voto complessivo del fascicolo, dunque, non supera le due stelle, in un 2026 che, almeno per ora, non sembra ancora aver trovato slancio.



    Voto del recensore: 2/5
    Per accedere alla pagina originale della recensione e mettere il tuo voto:
    https://www.papersera.net/wp/2026/02/23/topolino-3665/


    Ora è possibile votare anche le singole storie del fascicolo, non fate mancare il vostro contributo!


    Re: Topolino 3665 (# 17)

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    Re: Topolino 3665 (# 17)

    Per quanto neanch'io ami quando Paperopoli parla in prima persona, La strada verso il nulla a me è piaciuta.
    Naturalmente le migliori del lotto sono le prime due.

    Una parodia forse non troppo avventurosa, ma che preme l'acceleratore sulla comicità come certe vecchie martiniane. Forse fin troppo accelerata a tratti, ma arricchita dai disegni particolarmente fitti e dettagliati, nei costumi e negli ambienti, di un Perina in forma smagliante.

    Originale e divertente anche la storia su- anzi, sui Gambadilegno.
    Anche qui disegni impeccabili, poco da dire. Gustosa anche la finezza del Pietro col maglione blu e quello col maglione giallo che si fondono in un Pietro dal maglione verde (colore secondario risultante dall'unione dei colori primari blu e giallo!)

    Re: Topolino 3665 (# 18)

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    Re: Topolino 3665 (# 18)

    Mah, io di questo numero salvo solo la storia di Gambadilegno sdoppiato, con disegni ottimi e un umorismo ben definito in tutta la storia. La parodia del romanzo di Alexandre Dumas l'ho trovata un po sgangherata, con scene gastronomiche fuori tempo (gli spaghetti nella Francia del 600 ancora non erano entrati nelle tavole, persino da noi si sono diffusi in tutta Italia solo nel dopoguerra). La storia di Pippo non ha né capo né coda, e sembra essere un riempitivo sperimentale dell'autore. L'ultima storia invece l'ho trovata noiosa con i suoi intenti educativi.

    Re: Topolino 3665 (# 19)

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    Re: Topolino 3665 (# 19)

    Concordo su quanto proposto all'interno della recensione, su ogni storia di questo numero.

    Re: Topolino 3665 (# 20)

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    Re: Topolino 3665 (# 20)

    Concordo con la recensione di Paolo... un numero decisamente sotto tono  :lipsrsealed:

    Re: Topolino 3665 (# 21)

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    Re: Topolino 3665 (# 21)

    Concordando con la recensione e per non ripetere cose già dette sposto il focus su un altro argomento.
    Ho notato parecchie differenze tra la copertina e il suo disegno a matita preliminare. A parte alcune trascurabili differenze sullo sfondo come la strada lastricata sostituita da un verde prato, è evidente che tutti i personaggi tranne Paperoga fossero stati inizialmente concepiti con un'espressione ben diversa.
    Paperino e Archimede nell'originale sono molto più battaglieri mentre Ciccio sfoggia uno dei suoi classici sguardi sornioni.
    Nella copertina definitiva invece tutti sono finiti con avere un bel sorriso felice. Non mi sarebbe dispiaciuta la prima versione, se non altro per aggiungere una maggiore eterogeneità alle classiche espressioni da copertina.

    Re: Topolino 3665 (# 22)

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    Re: Topolino 3665 (# 22)

    Citazione di: LCV.11 il Domenica 22 Feb 2026, 15:50:43
    Citazione di: Claudia8 il Domenica 22 Feb 2026, 15:07:59
    Citazione di: LCV.11 il Domenica 22 Feb 2026, 14:04:17
    Citazione di: repallido il Domenica 22 Feb 2026, 13:04:59C'è un refuso nella storia di Pippo: "se stesso" non vuole l'accento.
    No, ti posso confermare che si può scrivere anche accentato: io lo utilizzo consapevolmente sempre scritto così.
    Che io sappia, si può usare la forma accentata solo con "sé stessi" e "sé stesse" per evitare confusione con il congiuntivo, mentre mi hanno sempre insegnato che "sé stesso" e "sé stessa" sono errori gravi.
    Non ti hanno insegnato correttamente. Qui ad esempio il lemma dall'Accademia della Crusca :
    https://accademiadellacrusca.it/it/consulenza/accentazione-del-pronome-s%C3%A9-stesso/166

    ... In conclusione, sebbene negli attuali testi di grammatica per le voci rafforzate se stesso, se stessa e se stessi non sia previsto l'uso dell'accento, è preferibile considerare non censurabili entrambe le scelte, mancando in realtà una regola specifica che ne possa stabilire il maggiore o minore grado di correttezza. Si raccomanda di tener conto di questa "irrilevanza" specialmente in sede di valutazione di elaborati scolastici e affini.

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     :grandpa:

    In realtà l' Accademia della Crusca conferma quanto detto con umiltà da Claudia8.
    Concludendo, questo sì, con un invito ad una certa tolleranza nell' accettare entrambe le accezioni.

    Una interpretazione di comune buon senso, insomma, per chiunque abbia a cuore la cura della lingua italiana senza scivolare "nella riverenza da lontano e nell' inosservanza da vicino" (mutuando le parole di Benedetto Croce).

    Poi si potrà disquisire se la Crusca sia il Verbo sulla Terra, ma così stanno le cose.
    Del resto, specie negli ultimi decenni, essa stessa per prima ha mostrato notevoli, forse addirittura eccessive, aperture verso neologismi e regole linguistiche, consapevole che la tradizione, come direbbe Mahler, consiste nell' alimentare la fiamma e non nel conservare le ceneri.

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    Re: Topolino 3665 (# 23)

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    Re: Topolino 3665 (# 23)

    quelli dell'accademia della crusca sono da censurare... tipo quando scrivono che siccome tutti sbagliano, allora la veersione sbagliata, diventata d'uso comune, va accettata. Questo è un caso tipico!

    Re: Topolino 3665 (# 24)

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    Re: Topolino 3665 (# 24)

    Citazione di: paolobar il Mercoledì 25 Feb 2026, 20:32:20quelli dell'accademia della crusca sono da censurare... tipo quando scrivono che siccome tutti sbagliano, allora la veersione sbagliata, diventata d'uso comune, va accettata. Questo è un caso tipico!

     :grandpa:

    È proprio il concetto di tradizione di Gustav Mahler di cui parlavo.
    La Crusca si piega all' idea che la lingua sia in continua evoluzione e che sia popolare. In quanto tale, deve essere accettata ogni modifica che diventi largamente usata dalla popolazione stessa.

    Di opposto orientamento, per fare un esempio, l' Istituto Treccani, che preferisce custodire le ceneri senza alimentare la fiamma.
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    Re: Topolino 3665 (# 25)

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    Re: Topolino 3665 (# 25)

    Basterebbe leggere un po' più di letteratura per accorgersi che il sé stesso accentato è impiegato correntemente da molti editori. Adelphi, per esempio (solo una delle più raffinate realtà editoriali italiane, che sarà mai), lo adotta di fisso in tutte le sue pubblicazioni, e non certo da ieri.
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    Re: Topolino 3665 (# 26)

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    Re: Topolino 3665 (# 26)

    Dal momento che adoro Adelphi ed ho la casa piena dei medesimi, in pressoché tutte le collane esistenti, ne sono ben consapevole; aggiungo che personalmente ho sempre usato la forma accentata, sia per maggiore eleganza stilistica che per evitare ambiguità di sorta.
    Perché di questo mondo siamo solo ospiti, fra i tanti. E non i padroni. Insieme abbiamo dimostrato tante cose, ma la più importante è che non esiste l'impossibile.

    Re: Topolino 3665 (# 27)

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    Re: Topolino 3665 (# 27)

    Citazione di: Solomon Cranach il Domenica  1 Mar 2026, 18:27:16Basterebbe leggere un po' più di letteratura per accorgersi che il sé stesso accentato è impiegato correntemente da molti editori. Adelphi, per esempio (solo una delle più raffinate realtà editoriali italiane, che sarà mai), lo adotta di fisso in tutte le sue pubblicazioni, e non certo da ieri.
    Va bene la discussione sulla grammatica, che giustamente è un momento di confronto, ma insinuare che altri utenti leggano poca letteratura solo perché sostengono una tesi contraria mi sembra quantomeno irrispettoso.
    Ciò detto, anche la forma non accentata è accettata correntemente.

    Re: Topolino 3665 (# 28)

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    Re: Topolino 3665 (# 28)

    Ma sì, accento, non accento, va bene in entrambi i casi, mi spiace notare che alcune volte si bisticci per queste bazzecole.

    E viva Adelphi (e Feltrinelli).
    Si ricordò dei bambini dei bei vecchi tempi andati, e li vedeva correre per quei giardini mentre la Terra tranquilla girava come sempre attorno al mondo. Ma quelli adulti non erano più quei bambini: erano loro, tutto il contrario, e molto di più.

    Re: Topolino 3665 (# 29)

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    Re: Topolino 3665 (# 29) Ultima modifica: Lunedì 2 Mar 2026, 14:30:14 di repallido

    Citazione di: Solomon Cranach il Domenica  1 Mar 2026, 18:27:16Basterebbe leggere un po' più di letteratura per accorgersi che il sé stesso accentato è impiegato correntemente da molti editori. Adelphi, per esempio (solo una delle più raffinate realtà editoriali italiane, che sarà mai), lo adotta di fisso in tutte le sue pubblicazioni, e non certo da ieri.

    Basterebbe conoscere un po' più le lingue straniere (tipo l'inglese, una delle lingue più parlate nel mondo, che sarà mai!) per leggere i volumi in lingua originale senza bisogno di ricorrere alle traduzioni della Adelphi.

    Re: Topolino 3665 (# 30)

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    Re: Topolino 3665 (# 30)

    Commento in ritardo.

    - "I Tre Forchettieri: Episodio 1 di 2": Non mi ha entusiasmato questo primo episodio, sia per il tema culinario che inonda ogni singolo aspetto della ambientazione e risulta poco credibile (addirittura gli scontri, diventando una specie di gag allungata), sia per la trama non ricca di guizzi che mi abbiano entusiasmato, perlomeno in questa prima puntata; va dato atto del fatto di aver usato Ciccio in maniera meno banale di quanto non sia stato fatto in altre storie dello scorso anno, ma trovo gli altri personaggi non sfruttati appieno. Paperoga, ad esempio, non sembra fare quasi niente di ciò che lo caratterizza.
    Non è una brutta parodia, però. Nel suo complesso fa il suo dovere, anche per via di una certa coerenza interna che, pure nelle gag, non sfocia in certa comicità demenziale piena di anacronismi come visto in altre parodie.
    Belli i disegni.

    2/5


    - "Gambadilegno vs Gambadilegno": davvero bella; un titolo che cita la famosa storia di Gottfredson e Walsh, ma con un intreccio differente e che non scade nella scopiazzatura; un incipit semplicissimo e una trama estremamente lineare e fresca, impreziosita da una recitazione dei personaggi molto dinamica e credibile sia sul lato dei dialoghi che sul lato dei disegni. Non mancano momenti che invitano, implicitamente e in punta di piedi, a riflettere su che cosa sia l'identità di qualcuno e quali confini essa abbia.

    4/5


    - "Paperino campione intermittente": ha molti dei problemi della storia a tema sport invernali della scorsa settimana, seppur sia, forse, caratterizzata da un intreccio di dialoghi un poco più interessante.
    Spoiler
    La soluzione finale del casco non funzionante crea giganteschi problemi di coerenza della trama ed è un espediente che ho trovato molto pigro.
    [chiudi]

    1.5/5


    - "Pippo S.O.S. buonumore": è caratterizzata da un Pippo che che ha tutti i problemi che affliggono la scrittura contemporanea del Pippide e che sono inevitabili con un autore come Faraci, il cui punto forte sono i dialoghi e le battute a parole; ne viene fuori un Pippo la cui comicità è espressa unicamente e solo con battute e surrealtà parlante, ma privato della comicità anche fisica e situazionale che caratterizzava il personaggio nei suoi esordi e non solo.
    A questo si aggiunge il tizio che gli fa da spalla in questa storia, il quale (seppur per un motivo giustificato dalla trama) lo osserva continuamente con sufficienza, quasi come un gargoyle a guardia del "buon senso", una specie di disclaimer vivente ad indicare che quelle di Pippo sono, ovviamente, sonore assurdità, cosa che rompe la sospensione dell'incredulità da parte del lettore.
    Non ho nemmeno amato il finale.
    Spoiler
    Il fatto che il poeta entri totalmente nella mentalità di Pippo non è un'idea malvagia, ma poteva essere resa coinvolgendo anche quest'ultimo in un finale dal tono surreale e in grado di piegare la logica dell'intera situazione. Invece, si vede — di nuovo — un personaggio che assume la medesima funzione di disclaimer-anti-credulità assunta, in precedenza, dal poeta. È come se si volesse perennemente tirare il lettore giù, per fargli piantare i piedi ben saldamente a terra.
    [chiudi]

    1.5/5


    - "La strada verso il nulla  (I Misteri di Paperopoli):" storia che si fa leggere. Ho apprezzato i momenti poetici e il finale che non vuole spiegare tutto a tutti i costi, ma — semplicemente — descrivere stati d'animo e situazioni comunitarie dal tono quasi nostalgico. Mi è piaciuto anche che QQQ non siano stati rappresentati alla maniera solita stile Area 15 (cosa che ho temuto nelle prime pagine) ed è ben resa la carrellata di storie ed ipotesi fatte dal parentado.

    2/5