Commento, anche qui, in ritardo.
- "Sotto Copertura (Topolino e l'Arte del Mistero): Episodi 1 e 2 di 2": una storia che, finalmente, osa un pochino di più, mettendo Topolino altrove (quasi come in MMMM, seppur in maniera iper-depotenziata, ma ci si accontenta) e dandogli un discreto set di comprimari; alcuni di loro (la vecchina) mi hanno abbastanza convinto nella loro caratterizzazione e interazione con gli altri comprimari/con Mickey. Anche se, chiaramente, siamo ben lontani dai livelli di MMMM. Mentre gli altri comprimari rischiano ancora di essere troppo anonimi o superflui, nonostante i tentativi di evitare ciò rendendoli rumorosi, tramite l'innervosirsi reciproco o con Topolino. Seppur siamo a livelli migliori rispetto a quelli di cicli di storie come quelli legati a Cavezza.
La storia è un semplice assaggio, una introduzione a qualcosa d'altro che verrà, un tastare il terreno, ma trovo la cosa assolutamente positiva. Spero che, nei prossimi episodi, si voglia osare molto di più.
4/5- "La disfida dei pacchi (Galaxy Quack):" anche qui ho respirato aria degli inizi del 2000 e non credo che sia un caso. Mettere Paperino, come Topolino nella precedente storia di questo numero, in un tempo e contesto completamente diverso dal solito è un qualcosa che non vedevo da diversi anni e ne sono felice.
La storia è semplice, ma non sai dove andrà a parare fino alla fine. Mi è piaciuta molto.
4/5- "I Tre Forchettieri
Episodio 2 di 2": mi è piaciuto ancora meno del primo episodio perché ha sviluppato tutti i problemi che aveva già preannunciato. Se il comparto disegni rimane ottimo e anche la storia, tutto sommato, è ben sviluppata, quello che pesa come un macigno è la questione del focus sul cibo. Sembra davvero di essere davanti a quegli anime di inizio 2000, stile pokemon o yu-gi-oh, in cui ogni conflitto, anziché tramite cazzotti o armi, veniva risolto con il tipo di sfide su cui era costruito quell'intero universo.
Spoiler
Ti tentano un colpo di stato? Una bella sfida a carte... pardon... a chi mangia di più, con gli antagonisti che si arrendono solo perché non possono mangiare quanto te. Non è credibile e rovina il complesso della vicenda.
Altri problemi che ho trovato sono quelli legati all'uso degli altri moschettieri che, in questo episodio, sono utilizzati pochissimo e male, tolti di mezzo in modo che ho trovato non all'altezza e fatti ricomparire in maniera similmente non brillante.
Peccato, perchè aveva le potenzialità per essere una bella parodia, specie nel suo uso non banale di Ciccio.
1/5- "Il Tesoro di una vita (Zio Paperone, il papero più potente della Terra) Ultimo Capitolo": questa volta, il comporto grafico è molto migliorato e non solo sul lato italico. Tuttavia, si tratta di un finale che sarebbe potuto arrivare già 2 episodi fa, senza lungaggini. L'idea del nascondiglio etc è buona. Non è nemmeno malaccio lo sviluppo finale e il ritorno alle avventure. L'idea sul come sbarazzarsi degli alieni è altrettanto buona. Il problema è che, pure se Paperone vieni qui toccato in certe fondamentali corde del suo carattere, il risultato non è davvero convincente. È come se Aaron avesse studiato il personaggio solo attraverso Don Rosa e nemmeno così a fondo. C'è la sete di emergere che rimane sempre uguale, la sete di nuove avventure. E basta. Un Paperone legato ai suoi ricordi, ma questi ricordi lasciano pochissimo spazio a quella componente umana e calda a cui siamo stati abituati in passato. È come se ci si fosse fermati alla superficie: arricchirsi, senza arrendersi mai, e volontà di vivere nuove avventure. Fine.
Spoiler
Solo la rinuncia alle monete in nome della salvezza dei parenti e del pianeta sembra mostrare quel lato umano di cui dicevo. Cosa che ho apprezzato. Ma tutto questo viene, poi, messo da parte. E Paperone torna ad essere interessato solo a se stesso — cosa ben simboleggiata dal fatto che 3/4 della intera trama di questo ciclo di episodi siano caratterizzati da un rapporto di Paperone con gli infiniti se stesso — e ad emergere, dimenticando la ragione per la quale ha perso tutto (ovvero, per amore dei suoi cari).
La scena della pulizia dei piedi aveva il potenziale di essere significativa, ma la si è voluta rendere nel peggiore dei modi, buttandola sulla puzza e sul mozzamento della intera sequenza di azioni, per arrivare subito al risultato finale dei piedi già puliti. Si sarebbero potuti usare quei momenti di strofinio per dialoghi più significativi.
Inoltre, questa storia appare davvero come un enorme fan service per i donrosiani, categoria che — secondo gli americani — riassumerebbe tutti i fan di PdP europei o non. Per carità, niente da dire contro il Maestro (Don Rosa), ma PdP è anche molto altro. Sembra quasi che Aaron cerchi di strizzare l'occhio verso un lettore imbarazzato.
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Lo stesso fatto che, per 3 episodi di 4, le persone sulla Terra siano totalmente assenti dalle vignette e ricompaiano solo alla fine delle vicende mostra quanto il focus fosse solo il fan service donrosiano: tutto era concentrato sulla citatologia. Il tema della rinuncia al passato, citandolo tutto. Ma proprio tutto, a favore di presunta lacrimuccia.
Concludo dicendo che non ho apprezzato per niente le botte stile supereroi marvel. Un modo di risolvere le cose che ha impedito soluzioni narrative molto più interessanti e intessute della normale fragilità a cui siamo abituati noi lettori europei.
2/5 Copertina assai bella e con un bel gioco di colori.