Avete mai letto un libro (o guardato un film/una serie TV) che a primo impatto non vi è piaciuto, ma che avete rivalutato dopo una rilettura/seconda visione qualche tempo dopo?
O che, al contrario, qualcosa che al primo impatto vi è piaciuto e una seconda volta no?
Per il primo caso, ho due serie che ho letto alle elementari/medie: la trilogia di
Geno scritta da Moony Witcher e la quadrilogia di
Oliver Blue scritta da Morgan Rice. Le ho rilette un po' di tempo fa, e mi sono accorta di averli sopravvalutati: il primo si incentrano quasi completamente sul protagonista, e sembra che esista solo lui, anche in momenti dove la narrazione non si sta focalizzando sul protagonista, compresi interi paragrafi in cui un'intera organizzazione si divide principalmente per causa sua. Inoltre ho notato vari errori, probabilmente dovuti a fretta o disattenzione, nel terzo libro, come se anche l'autrice avesse fretta di sbarazzarsi della serie. Anche nella seconda saga che ho citato la centralità del protagonista è troppo ripetitiva, come dimostrano i tanti personaggi che lo odiano/fanno affidamento su di lui o l'eccessiva fiducia che a volte viene riposta sul protagonista.
Nel secondo caso non ho rivalutato un libro, bensì un genere, la fantascienza. Quando ero più piccola tendevo a evitarla, ma soprattutto grazie a PKNA ho cominciato a leggere e apprezzare alcune opere, come la saga di Norby di Isaac Asimov.
I grandi si concentrano su come spiegare la morte, dimenticandosi di un altro problema: dopo la morte cosa succede ai vivi? Chi muore va in cielo, su una nuvola. Nessuno che dica dove dovrebbe andare chi resta, quando le nuvole si sporcano di fango e il senso dell orientamento si perde chissà dove