Reduce dalla lettura di Very Cool. Sarei molto tentato di minimizzare, di derubricarla a breve innocua, a esercizio di stile o a celebrazione un po' goffa. Però no. È una storia sbagliata su diversi livelli, ma elencarli tutti sarebbe stancante, tedioso e, diciamolo, superfluo. Il problema, l'ho già detto, è a monte.
Quello che spaventa di più è la strategia che delinea, infatti. Se allarghiamo lo sguardo a questo trentennale così caotico e sconnesso, il quadro è chiaro. E forse bisognava aspettarcelo già dal 2019, quando all'arrivo del nuovo direttore PK venne letteralmente tramortito.
Io una cosa mi sento di volerla dire al direttore Alex Bertani, che tanta cura ha avuto di personaggi come Newton o Fantomius e che è stato così bravo a coordinare il meteo nevoso del Calisota. Non è una colpa non amare Pk, non a tutti può piacere ogni cosa. Ma è una colpa il farlo detestare a chi un tempo lo apprezzava.
Caro direttore. Quando hai preso in mano il timone, Pk era ancora in qualche modo una saga. C'era una sequenza di storie molto chiara. E c'era una meta, promessa – ironia della sorte – proprio nel corso del ventennale. Ora, dopo dieci anni in cui Pk è stato sballottato, frammentato, liofilizzato, lasciato all'interpretazione del singolo autore, pubblicato in contemporanea sulla Bibbia e sui rotoloni Regina, e dunque inquinato...non sono mica tanto sicuro, che qualcuno si ricordi di giungere a quella meta.
Tradotto: se io investo un considerevole numero di capitali nella lettura di un fumetto seriale, vorrei sentirmi rispettato come acquirente. Altrimenti cesso l'acquisto di pupazzi, variant, spillette, portachiavi, volumi cartonati e tutto l'ambaradan di giocattolini con cui è condito questo trentennale. Se vuoi i miei soldi, io ci devo un po' credere.
Pk era la saga che iniziava con l'urlo di dolore di una misteriosa xerbiana, che raccontava la sconfitta di un impero alieno e del sacrificio di quella xerbiana per il bene del suo popolo. Resuscitare Xadhoom non fu una buona idea, era una delle poche cose che si potevano davvero ritenere chiuse, anche con una certa poesia. Ma è stato fatto, un azzardo che possiamo rileggere in positivo solo in presenza di un secondo esito, una nuova conclusione della sua trama. La cosa più sbagliata sarebbe lasciarla così, incompiuta e rotta, con un cliffanger che persino nel 1999 si ebbe la maturità di evitare.
Non sento il bisogno che mi si scriva il finale di Ok Quack, non penso nemmeno sia utile avere un finale per i Mercoledì di Pippo, né smanio per veder tornare il villain delle Lettere Ipnotiche, che è una storia di cui onestamente non si ricorda nessuno. Ma se si imbastisce una tale celebrazione sull'unica serie Disney con continuity, e il più bel regalo che possa venire di farle è di resettargliela quella continuity, allora forse questa celebrazione non è in buona fede.
E io non mi sento di voler celebrare più nulla.