Recensione Topolino 3677
Topolino 3677, uscito in concomitanza con l’apertura del
Salone Internazionale del libro di Torino (ormai un appuntamento tradizionale anche per il pubblico disneyano), ci consegna un indice che alterna ispirazioni letterarie a spunti provenienti da cinema e televisione, per un menu in cui
ogni storia è un evento, piccolo o grande che sia.
Si comincia con
Il viaggio dell’eroe, la prima delle tre parti della
Papereneide, che vede
Francesco Artibani ai testi e
Simona Capovilla alle matite, e a cui è dedicata la copertina dell’edizione
regular del numero. Strano a dirsi, ma
fino ad oggi non era mai stata tratta una versione disneyana dall’Eneide, nonostante la possibilità di replicare il doppio rapporto genitore/figlio Anchise/Enea/Ascanio attraverso i personaggi di Paperone/Paperino/Qui, Quo e Qua, ovvero la scelta di casting operata in questa circostanza. Lo sceneggiatore torna nel mondo latino, dopo
Topolino e la via della storia, e dà vita ad una classica parodia che ripropone le vicissitudini narrate da Virgilio; non viene qui utilizzata la tecnica del
flashback, ma si parte direttamente dalla distruzione dell’antica Ilio.
L’innesco che costringerà i nostri eroi all’azione è dato dalle beghe in atto fra Venere e Giunone: peccato che nella cornice ambientata sul monte Olimpo si scivoli in un
piccolo errore, ovvero quello di presentare Venere come protettrice di Ulisse, quando la dea della bellezza era notoriamente dalla parte dei troiani. A parte ciò, la storia scorre rapidamente, con Paperone che si trova a rivestire un ruolo centrale in questa prima parte del viaggio che porterà Enea sulle coste laziali. Capovilla ci consegna una prova particolarmente ispirata, in cui viene citato anche Barks:
le Arpie del mito sono rappresentate con delle sembianze che ricordano le Larkies di Zio Paperone e il vello d'oro. Il suo tratto viene coadiuvato da una colorazione che riesce a far immergere il lettore nell’ambientazione antica, ad opera di Gaetano Gabriele D’Aprile e Irene Fornari. Rimane alto l’interesse di sapere come proseguiranno le avventure di Paperenea, ora che si troverà ad affrontare gli episodi più iconici del poema epico.

I personaggi Disney si prestano benissimo a replicare l’iconografia classica dell’epica di Virgilio
Da segnalare l’
interessante apparato redazionale dedicato all’
Eneide, in cui lo stesso Artibani intervista esperti in materia: un utile percorso per lettori di tutte le età.
In seconda posizione troviamo
Zio Paperone e il sequel per caso, di
Silvia Ziche, storia che
celebra i trent’anni dalla Papernovela; anche la cover
variant di
Topolino ideata per il Salone del Libro, dedicata a questo anniversario, è stata affidata all’autrice veneta.

Fare un sequel, ma come?
L’idea di realizzare un seguito di questo
instant classic è il cuore di una trama che gioca a livello metatestuale con il pubblico e le sue aspettative, trasportando le meccaniche delle serie dalle logiche della tv tradizionale a quelle dei social e delle piattaforme, in grado di consolidare e nuovamente frammentare l’attenzione degli spettatori verso i fenomeni del momento.
La satira riesce ad essere pungente e sul pezzo, regalando una divertente
reunion che sarà raccolta assieme alla saga anni Novanta in un nuovo
volume celebrativo da libreria.
A seguire ritroviamo la serie di brevi mute
Don't Worry Bum Happy, ad opera di
Corrado Mastantuono, con l’episodio
Duck in Yellow. La storia diverte, in un continuo aumentare la posta in gioco per il nostro Bum Bum degli anni Venti, trasformando un atto di eroismo nell’inizio di una carriera sportiva da classico del cinema di genere, fino ad una conclusione che ribalta completamente la situazione.
Proprio a Bum Bum è dedicato un nuovo episodio della rubrica
Fumettando, in cui Mastantuono spiega come rappresentare al meglio il suo personaggio simbolo.
Con
Topoi e la città del tempo,
Bruno Enna e
Luca Usai iniziano una nuova storia in tre tempi, che riprende le fila da
Topolino e il mistero dei giganti: è la volta di
un nuovo viaggio nel passato della Sardegna, nel quale incontriamo gli stessi personaggi della precedente avventura. Zapotec e Marlin tornano a studiare il passato dell’isola, ma, inavvertitamente, rischiano di creare un grande pasticcio per Topoi, Minnia e Pippeddu, trascinati via dal loro tempo da un vortice spaziotemporale.

I nostri eroi, dispersi in un mondo che non riconoscono
Grazie a questo stratagemma narrativo
si possono così esplorare epoche diverse, continuando il percorso di racconto di un territorio iniziato nel 2024; ottimo il lavoro ai disegni di Usai, in grado di rappresentare in modo molto accurato il contesto storico e architettonico. Il primo episodio si chiude lasciando in sospeso il lettore, che dovrà attendere la prossima settimana per poter leggere il secondo ed il terzo capitolo della vicenda.
In coda al libretto ecco un’altra “parodia”.
Paperino al settimo cielo porta sulle pagine del settimanale la letteratura di Dino Buzzati, in particolare il racconto
Sette piani. L’adattamento è affidato alle mani di
Michele Medda, storica penna Bonelli, qui al suo esordio con i personaggi Disney (ma non con la Disney in senso lato, data la sua collaborazione alla serie in spillati
Kylion, dei primi anni 2000), e di
Stefano Intini. Viene conservato
lo spirito proveniente dall’opera originale che oscilla tra il surreale e l’inquietudine; il tutto, traslato al meglio per adattarlo al contesto di un Paperino molto ben caratterizzato, con tutte le sue idiosincrasie verso le avversità che gli si pongono davanti. Una storia riuscita, quindi, oltre che grazie alla capacità di Medda di calarsi nel mondo paperopolese, anche alla bravura di Intini, in grado di raffigurare tutto lo spettro delle emozioni del nostro protagonista in una vicenda che lo metterà davvero alla prova.

La sorte si accanisce contro Paperino
Il libretto si chiude, poi, con una
one-page Zii e nipoti – Il confronto, disegnata dall’esordiente Gabriele Giovanacci e sceneggiata da Davide Catenacci, che stiamo ritrovando in queste settimane come autore dopo 7 anni di assenza.
Topolino 3677 ci regala quindi un insieme di
storie aventi tutte delle frecce al loro arco per colpire il lettore o anche solo incuriosirlo: dall’umorismo di Ziche e Mastantuono all’angoscia dell’adattamento di Buzzati, dall’approfondimento letterario della
Papereneide a quello storico legato all’ambientazione sarda. Ci si deve augurare che questa striscia positiva continui anche nelle prossime settimane.
Voto del recensore:
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