https://inducks.org/story.php?c=I+TL+2555-1Della vicenda in questione apprezzo l'incontenibile giocosità, dovuta a tutte le forme egli oggetti a cui le banconote danno vita, muovendosi e unendosi tra loro.
La presunta redenzione di Vito replica lo schema del suo debutto, con Doppioscherzo al successo e Topolino sospettoso di lui. D'altronde, essendo soltanto la seconda apparizione del personaggio, è credibile che riesca a convincere la cittadinanza del proprio pentimento, per quanto sia il lettore che il protagonista nutrano dubbi. Per fortuna comunque, dopo questa volta l'idea non è stata ripetuta.
Segnalo anche un certo cinismo: quando Topolino minaccia di bruciare i soldi, un tizio gli spegne l'accendino lasciandolo privo di difese, per evitare che egli incenerisca anche i suoi.
Ho gradito tantissimo la vignetta in cui l'antagonista rivela le sue intenzioni, con quel "Di più..." dove i tre puntini lasciano presagire il seguito della frase. Per quanto i disegni di Camboni non incontrino i miei gusti, quell'espressione è bellissima.
Non mi è piaciuto invece che Topolino fosse l'unico ad avere una proposta valida per fronteggiare la criminalità.