Mi sono sembrate tutte storie più o meno riuscite, per quanto 'telefonate' ai successi di Max Pezzali. Ma lo scopo era proprio questo per cui il risultato finale credo sia positivo: il fandom del cantante (e del duo 883, non dimentichiamolo) copre diverse generazioni e credo sia stata soprattutto questa caratteristica a convincere Alex Bertani a lasciare per questa settimana la sua postazione di direttore all'artista in questione.
In comune fra Pezzali/883 e il fumetto c'è la stessa America, dall'Uomo Ragno ai deserti pietrosi ripresi in questa copertina dal loro album 'cardinale' (come ricordava paolobar), gli stessi che troviamo normalmente alle spalle di Paperopoli e Topolinia. Per cui penso che Max si sia trovato veramente a suo agio in questa nuova esperienza.
Cosa mi è rimasto più impresso della maratona 'paperpezzaliana'?
- una Paperina adolescente molto tosta, fin dal trucco e dal fiocco nero laterale e 'alternativo' (come poi avrà optato per quello rosso tradizionale resta un mistero, ancor più grande dopo questo numero del Topo)
- Jack Saltalafila, l'anziano rapinatore chiamato da Paperino "l'umarel del crimine". Sarebbe simpatico rivederlo all'opera, di quando in quando, magari alleato con il coetaneo Nonno Bassotto.
- l'odissea di Raider Duck, da eroe dei fumetti a gadget narrante, vittima di traslochi, tentati falò, ma anche ospite (non a lungo termine) di prestigiose case di intellettuali come di fumetterie.
- Topolino che gioca a calcio con un giovane e moro Basettoni: per quanto intuitivamente adolescente, Mickey neanche doveva esser nato quando il commissario portava quei 'basettoni' scuri.
La storia principale, quella con il Vip paperizzato, al contrario mi ha lasciato poco o nulla. Le solite amicizie adolescenziali 'importanti' di Paperino con il cugino Paperoga in mezzo.
'Chilometri di lettere' mi è rimasta più impressa per la tavole di Davide Cesarello che per il soggetto di Marco Nucci. Se Romano Scarpa era considerato il più americano degli autori italiani, Davide Cesarello è sicuramente il più americano dei disegnatori italiani.
Dagli Evaporati ai 500 Piedi, la sua America rurale e selvaggia, dettagliata fin nei minimi particolari, trova il tripudio (anche di colori) in questa breve coast to coast dove anche la villetta di Minni è riveduta sotto la lente del disegnatore.
Tutto è molto curato e bello da vedere nelle tavole di Cesarello: non solo le grandi visioni panoramiche ma anche il tram, il diner, la moto, i cartelli stradali, le mappe geografiche (dove però il Calisota, lontano 4000 miglia dalla East Coast - secondo un meccanico del luogo - non è segnato come parte settentrionale della California che è visualizzata per intero)