Recensione Topolino 3680
Nel corso della sua storia editoriale, soprattutto nei tempi più recenti,
molti sono stati i contatti fra i cosiddetti vip e il settimanale Topolino: spesso raffigurati in copertina, a volte protagonisti dell’azione a fianco di topi e paperi, più raramente chiamati a partecipare alla sceneggiatura di alcune avventure. Mai prima d’ora però, si era verificato quanto accade oggi su
Topolino 3680: ovvero che
il direttore del libretto cedesse la sua poltrona per un giorno – anzi, per meglio dire, per un numero – ad un ospite illustre.
Anche
Topolino partecipa quindi ad una tipologia di evento sempre più frequente nel mondo contemporaneo; basti pensare per esempio ai vip “direttori per un giorno” visti all’opera su alcuni quotidiani. Sul libretto, peraltro, un tale cambio al vertice assume una valenza ancora più eccezionale, considerando come
in quasi 80 anni di pubblicazione si siano avvicendati solamente sei direttori, più uno
ad interim (
rimandiamo in proposito al panel organizzato dall’Associazione Papersera durante Napoli Comicon 2026, ndr).
Ricapitolate quindi queste premesse, che più del solito hanno acceso i riflettori su
Topolino 3680, non resta che ricordare chi abbia spodestato questa settimana Alex Bertani dal suo ruolo,
ovvero, il cantante Max Pezzali. Chi scrive confessa di essere stato presente al suo concerto tenutosi a S. Siro per i trent’anni di carriera e di avere in tasca il biglietto per una data prevista durante il suo tour 2026: pertanto, non sarò certamente io a poter avanzare obiezioni rispetto alla sua designazione.

Uno di noi
A lettura conclusa, però, cosa possiamo dire del
Topolino diretto da Max Pezzali? Innanzitutto,
che si tratta di un gran bel numero.
In quasi tutte le storie
ritroviamo echi delle sue canzoni più famose: d’altra parte, possiamo facilmente affermare come nei suoi più importanti successi si possa ravvisare
una evidente componente narrativa. Inoltre, emergono piuttosto chiaramente alcuni elementi sicuramente noti al fan di lungo corso:
il bar come luogo di ritrovo, l’esistenza di un solido gruppo di amici, la passione per le moto, per il calcio, per le lettere cartacee. Tutti aspetti che qualificano il racconto che Max Pezzali ha fatto di se stesso attraverso la propria musica in questi decenni di onorata carriera e che
gli autori chiamati all’opera sul libretto sono riusciti a tradurre sapientemente in vicende dal sapore assolutamente disneyano.
Tito Faraci e
Alessandro Perina, in
Paperino e il suono del tempo, oltre ad introdurre a modo la trasposizione papera del “direttore”, ce lo mostrano intento a ricordare gli esordi tra cantine fatiscenti e strumenti di fortuna ma anche, pur affermato, vivere il presente con grande tranquillità e normalità. Nella seguente
Chilometri di lettere, invece,
Marco Nucci e
Davide Cesarello lasciano parlare le immagini e restituiscono al lettore paesaggi splendidi in grado di regalare un’atmosfera
on the road assolutamente affascinante.

Scorre piano piano la statale 526…
Manetta e la squadra che vince sempre, di
Roberto Gagnor e
Luca Usai, è forse la storia più fedele ad una delle canzoni “simbolo” di Max Pezzali, da lui citata anche nell’intervista presente all’interno del settimanale, ovvero
La dura legge del gol, qui declinata ottimamente in ambito disneyano riprendendo anche le divise giallonere che caratterizzavano l’omonimo album, che vedeva raffigurato in copertina lo stesso
frontman degli 883 intento a compiere l’iconica rovesciata Panini. Possiamo quindi dire che oggi si chiuda un ciclo!
La successiva
Il Paperotto che leggeva Rider Duck è un atto d’amore verso il fumetto ed il suo collezionismo, con la speranza che il passatempo che tanto ci appassiona, narrato in questa occasione da
Francesco Pelosi e
Giampaolo Soldati, sopravviva anche nelle difficoltà che lo caratterizzano in questi tempi moderni. Nell’ultima storia del libretto, invece,
Corrado Mastantuono, con
Vecchia storia, stessi amici, sfrutta il microcosmo relativo al suo Bum Bum Ghigno per realizzare una deliziosa avventura con cui riesce a mostrarci il senso più profondo dell’amicizia e dell’intesa fra innamorati. Completano il quadro, infine, quattro simpatiche autoconclusive opera di
Claudio Sciarrone.

Cosa importa chi vincerà? Perchè in fondo lo squadrone siamo noi…
Un numero, quindi, che pur improntato su Max Pezzali, non soffre affatto della presenza del vip di turno, ma, anzi, se ne avvantaggia;
le avventure che lo compongono propongono al lettore le grandi passioni del direttore per un giorno, trasmettendogli una serie di suggestioni che, seppure già note al fan delle sue canzoni, non potranno che essere apprezzate anche dall’abituale lettore del libretto.
(…
CONTINUA?)
1 In effetti,
Topolino 3680
non si esaurisce con il pur ricco menu finora illustrato, ma ci offre una ulteriore storia:
Paperino e la lunga giornata dell’eroe, sceneggiata da
Marco Nucci per i disegni di
Andrea Maccarini. Per restare in ambito musicale, è quasi una sorta di
bonus track, essendo l’unica vicenda apparentemente non collegata a questo
concept number del settimanale; e ne è, in effetti, il completamento ideale. Un’avventura piazzata un po’ a sorpresa, con la quale
viene celebrato però nel migliore dei modi il 92° compleanno di Paperino. La narrazione, decisamente dinamica, riesce a ricordarci come, a dispetto della sua fama di scansafatiche nullafacente, siamo davanti ad un personaggio straordinario, di fronte al quale diventa
impossibile non rispecchiarsi e non partecipare alle sue disavventure. Una piccola chicca, da non tralasciare, all’interno di un libretto finalmente riuscito.

Voto del recensore:
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