Max Allegri ha giocato nel Milan di Capello quello degli invicibili, anche se per una sola estate quella del 1993. Da calciatore non era un campione ma allenarsi per 3 mesi con Costacurta, Baresi, Tassotti, Filippo Galli, la forza di quel Milan era la difesa 14 goal presi in 34 giornate. Era il 1993, quel calcio non é sorpassato secondo me, perché oggi squadre come lo Zaire, l,Egitto il Senegal, voglio fare la costruzione dal basso, poi perdono palla e prendono goal, il catenaccio della Norvegia è inguardabile oppure ci hanno battuti nel girone e sono ancora in corsa al mondiale.
Se per la rete di Wirtorld hanno tolto il golfino goal come ha vinto Marcello Lippi l'ottavo di finale contro l'Australia nel 2006 un catenaccio fuorilegge e una rete di Grosso alla fine di una partita inguardabile ma efficacecissima, quello è il DNA del nostro calcio, Luis Enrique si preso il terzo portiere del Milan, Longoni, perché è italiano e perché gioca bene con i piedi. Quella è la nostra scuola e non si cambia facilmente. Oggi non funziona più perché ci vogliono i grandi attacchi e le difese inpenetrabili, anche per vincere difendendo ci voglio i campioni. Altrimenti non fai che ritardare la sconfitta, come il Giappone o il Congo.
Quella Juventus aveva grandi difensori poteva permetterselo, ma se lo fai al Napoli è al Milan di oggi hai dei problemi, Gabbia non è un marcatore. Ha detto bene l'agente Di Gregorio è stato preso come capro espiatorio di tutta la stagione della Juventus, che l'anno precedente era stato il miglior portiere italiano, perché ti ha sbagliato in Champions e bene il grande Milan gli immortali di Arrigo Sacchi vinceva in Europa con Pazzagli in porta, questo perché Braida e Ramaccioni sapevano che se hai una grande difesa va bene anche un portiere normale" viceversa è inutile.