A vedere la copertina sembra che Mister Vertigo sia Topolino (e la cosa potrebbe essere, in teoria, 'coerente' con la frammentarietà della sua identità). Questi primi piani, piuttosto frequenti nelle cover degli anni '60/70, tornano clamorosamente in auge per il rilancio di un personaggio-non personaggio, una maschera molto semplice e banale che può essere indossata da tutti, a seconda delle varie situazioni.
E questo ultimo episodio diviso in due parti non smentisce la 'tradizione'. Il successo (eventuale) di questa serie ideata da Marco Nucci e proseguita da Pietro Zemelo sta più nelle azioni create da 'Vertigo' (alias molteplici 'mister X'), sicuramente molto elaborate, che non sulla reale identità del supposto protagonista.
Inequivocabilmente un plot diverso rispetto ai precedenti dei generi giallo e noir che però sembrava aver stancato i lettori qualche anno fa, al punto da sospendere questa serie. L'averla ripresa può suscitare l'interesse di chi la ricordava per vedere se ci sia qualche novità.
Una, nessuna e centomila in un vortice che gira sempre su se stesso. Fino ai prossimi sbadigli dei lettori e alla prossima interruzione della saga.
Che riprenderà, a sua volta, fra qualche anno con un'altra copertina 'invitante'. Mister Vertigo è un incubo non solo per Topolino e Basettoni ma, temo, anche per i lettori.
__________________________________________________________________________________________Niccolò Testi scrive una 'Architettura da spiaggia' vista in altre occasioni ma le nevrosi degli adulti che si impossessano dei territori giovanili sono sempre divertenti da leggere. Fino a che, in questa occasione, agli adulti viene resa una minima dignità per essere ancora credibili (più che altro agli occhi dei lettori). C'era bisogno di questo 'bagno di credibilità'?
Lord HateQuack adesso si diverte a spaventare i protagonisti delle sue storie con le statuine dei soldatini. Ha cominciato con Paperone e Battista e 'minaccia' di fare altrettanto con Rockerduck e (immagino) Lusky. Non capisco perché Vian abbia oscurato il volto di Piumina O'Drake, la madre dello zione. E' nota a tutti, fin dall'Albero di Don Rosa. Non stiamo mica parlando del padre di Qui Quo Qua!
Riguardo il finale di FWC, preferisco non spoilerare il mio giudizio...
Spoiler
Non bastasse essere Paperinik o Double Duck, adesso il 'papero della porta accanto' è anche il goleador della finale della FWC! Speravo che alla fine fosse tutto un sogno e che Paperino si svegliasse dalla sua amaca per andare a raccontare ai ragazzini di Sheffield dove era arrivata la sua fantasia onirica. E invece no.
E' vero che il Brasile di questi tempi può perdere anche con il Calisota, volendo. Però lo stesso Calisota, al massimo, potrebbe arrivare gli Ottavi, come il Messico o la Colombia (se non gli stessi Stati Uniti, dei quali dovrebbe essere il 51° stato - altro che il Canada!)
Diciamo che Marco Nucci si è voluto divertire a scrivere una storia tanto calcistica quanto fantascientifica e d'altronde, essendo in un fumetto umoristico per ragazzi, la cosa ci può stare. L'idea più divertente che ha tirato fuori in questa occasione è stata quella di riprendere Josè Carioca in versione tifoso brasileiro.
Nessuna interazione con l'amigo Donaldo (semmai introdotto dallo zione che si professa anch'egli suo caro amico) e sola chitarra sugli spalti a suonare e cantare 'Fiesta' tra i tifosi verdeoro. Fino all'inevitabile 'triste final' dove alla sua allegria contagiosa viene staccata improvvisamente la spina. Proprio un bell'amico il caro Donaldo (anzi, Paolino)