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Paperino e il cosmonaufrago
 - Aperto da AzureBlue, Mercoledì 15 Lug 2026, 10:31:06
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Paperino e il cosmonaufrago

AzureBlue
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Ombronauta

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Martiniano estremista.

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PolliceSu

Paperino e il cosmonaufrago

Storia quasi dimenticata del 1991, con l'ultima ristampa che risale al 2000,  è la quindicesima che Gentina firma per Topolino.
Devo dire che l'ho riletta riprendendo in mano, per caso, il settimanale e sono rimasto sorpreso. Mi aspettavo il classico riempitivo e invece quella che mi sono trovato davanti è un racconto assolutamente dignitoso.
Paperino installa una nuova parabola che gli permette di captare diversi satelliti. Mentre fa una ricerca di canali capta per caso quello che sembra un estratto di un film di fantascienza con una richiesta di aiuto dallo spazio; Paperone, che casualmente è presente, però, decide di credergli.
Da qui inizia la seconda parte
Spoiler
con la spedizione su Titano, il salvataggio dell'alieno, l'arrivo sulla nave madre
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. Tutto ben fatto, anche se la parte avventurosa viene risolta molto velocemente, ma in effetti quello che interessa nella storia non è l'azione. Il punto cardine è la ricompensa che ha attirato Paperone, e che ritorna come tema ossessivo nel corso di tutta la vicenda. Bello il finale, con un colpo di scena molto legato alla fantascienza classica degli anni '50 e '60 che spesso si rifaceva a soluzioni ironiche,
Spoiler
con il dono di un duplicatore da parte dell'alieno
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(che cita la "regola di non interferenza" di Startrekiana memoria!)
Spoiler
e che Paperino riesce a rendere perfettamente superfluo in quanto il dispositivo potrà replicare un solo oggetto di sua scelta, in questo caso una banconota da cento dollari. Le copie così prodotte, identiche, sono dunque cartamoneta falsa e inutilizzabile.
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Ora, non è una novità che le avventure del duo zio/nipote seguano questo tipo di dinamica, con fuga del secondo, colpevole di aver creato problemi, inseguito dal primo, ma qui è stato fatto quel passo in più: l'idea è in effetti arguta, ha un sapore classico (ricorda proprio i racconti brevi che uscivano sugli Urania di decenni prima, dove tutto si risolveva con una trovata), e la personalità di PdP è resa molto bene, con una sceneggiatura che lo dipinge come costantemente sarcastico e avido.
A livello grafico, siamo ancora nel primo periodo di Gentina, quello geometrico, con un tratto molto duro, pulito e secco. Direi che, da questo punto di vista, le cose hanno cominciato progressivamente a cambiare dal 1992 o giù di lì. Qui si riconosce palesemente un influenza estetica di Barks e dei danesi, per quanto questi ultimi tendano a rimanere più leggeri.  L'impronta di Barks si riconosce soprattutto nei panorami (bella la tavola di Titano e anche quella della superficie del pianeta, peccato tagli corto), il design delle astronavi, le atmosfere in generali, sono più che azzeccate (anche se un po' più povere quelle degli interni). Punto debole: proprio l'alieno. Ve lo dimenticate appena girate pagina.
Non è indubbiamente un capolavoro indimenticabile, ma resta una bella storia che rende omaggio ad alcuni fenomeni culturali.
Ahimè! Così finisce una grande missione di cultura e di civiltà!