Carina la storia d'apertura (che ho letto in italiano). Apprezzo che Macchetto dove può infili sempre Brigitta, che altrimenti appare col contagocce.
In questa storia, così come in quella di Stabile, si può apprezzare un Paperone particolarmente mite e accondiscendente, compensato dall'atteggiamento più egoista che sfoggia nella storia finale di questo indice ad alto tasso di "paperosità".
Anche il Paperino
Park Ranger di questa prima puntata, puramente introduttiva, dimostra comportamenti un po' meschini che ultimamente sono diventati una rarità nelle storie italiane (purtroppo), e sembrerebbe quasi provenire direttamente dalla Egmont.
Idem per Gastone, il quale grazie alla penna di Eccher ritrova la sua cattiveria tradizionale.
Proprio
De Paperis Rhetorica è la storia che mi ha più colpito, assieme all'intervista annessa: si fa leggere senza annoiare mai e stupisce con un azzeccato finale. Attenderò con interesse i prossimi episodi sull'antenato di Pico (ma quindi Pico non è più lo zio di Paperino? Hanno proprio famiglie diverse?)
Zio Paperone e il maggiordomo ideale, a mio avviso, non dice nulla che non sapessimo già su Paperone e Battista, ma si rivela comunque una lettura piacevolissima. Piacevolissima tanto la sceneggiatura (il maggiordomo che ordina come se nulla fosse i mitologici Pomi delle Esperidi mi ha steso

) quanto i disegni di Baccinelli, sempre magnifici e curati in ogni dettaglio: la palandrana blu, ma anche il design di Archimede, il fatto che all'inizio desse del "voi" a Paperone... e
quel quadro alle spalle della scrivania, che personalmente preferisco alla finestra ad arco di cerchio che molti disegnatori mostrano dall'interno dell'ufficio, ma che dall'esterno non si sa mai dove collocare. Oltre che un grandissimo omaggio, il quadro può essere un ottimo sostituto, per poter mantenere l'unica famosa finestrella quadrata sul lato del Deposito.
Anche i disegni di Pastrovicchio, sempre più gottfredsoniani, a me piacciono da morire.
L'isola dei volti nascosti, l'unica storia di Topi del numero (contando anche l'autoconclusiva di Faccini e il
Che aria tira) inizia benissimo e lascia grande curiosità, ma Enna ormai è una garanzia. A proposito dei comportamenti un po' meno "buonisti" di Paperone, Paperino e Gastone, anche Manetta qui torna più burbero del solito nei confronti di Topolino, laddove sembrava essere stato sostituito da Irk in questo aspetto.
Sembrerebbero quasi tornati indietro di qualche decade, anche perché mi è molto difficile credere che Basettoni, dopo tutti questi anni, possa essere così ingenuo da non sospettare nulla e dire a Topolino:"Temo che qualcuno ti abbia fatto uno scherzo"