A me viene da pensare che più che una questione di mano, cioè di saldezza fisica, sia una questione di testa. Credo che disegnare sia faticoso, mentalmente; ci vuole concentrazione, attenzione e dedizione, e credo che questo valga anche per i grandi fumettisti, seppur magari in misura minore rispetto a noi miseramente-non-dotati mortali. Di recente ho visto che un già esperto disegnatore di Alan Ford, non ricordo quale, nel proporre uno sketch del volto del Conte Oliver tracciava ancora in sottofondo, leggero, per aiutarsi, l'ovale del volto, con i "paralleli" a intersecare l'ovale per sapere dove posizionare gli occhi, il naso, la bocca, le orecchie. Anche i fumetti sono in buona parte una questione di geometria, cerchi e proporzioni. Basta un millimetro di scarto per rendere meno allettante un Paperino o dall'espressione bolsa un Bob Rock. Secondo me a una certa età, dopo decenni e decenni di disegni, passa la voglia e scema la forza mentale di continuare a star lì a creare con rotondità e proporzioni certosine ogni personaggio e si inizia a farlo in modo più istintivo, più immediato, confidando sulla propria esperienza e sulla propria lunga "intimità" con quei personaggi. Ma spesso questo non basta e così si assiste a certi tratti e proporzioni rilassate, tipici mi sembra dei disegnatori di una certa età. Così almeno me lo spiego io