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Topolino 3690

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di Tommaso Praloran

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L'anno del Topo
Quattro note in nero (1º e 2º episodio) 
Battista in: Ferie non godute 
Paperino park ranger - Click! 
Vacanze da strega - Il castello di Dracula 
Paperino e la scienza dell'accettazione  
De Paperis rhetorica - Paperino e le papaye della discordia 
Topolino 3690
 - Aperto da Cornelius, Lunedì 10 Ago 2026, 22:59:57
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Re: Topolino 3690 (# 75)

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    Re: Topolino 3690 (# 75)

    Citazione di: Vertighel23 il Sabato 15 Ago 2026, 23:38:32
    Citazione di: Sir Top de Tops il Sabato 15 Ago 2026, 19:35:51C'è la possibilità che queste storie di Macchia Nera vengano riunite in un unico volume?
    se intendi le 4 puntate di 4 Note in Nero, sicuramente saranno raccolte in un volume unico. Tutta la saga non credo proprio
    Peccato! Un vattelapesca non lo si nega a nessuno ;D



    Re: Topolino 3690 (# 76)

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    Re: Topolino 3690 (# 76)

    Il secondo allegato di Geena è una pugnalata al cuore. Altro che lunga vita al re, il re doveva abdicare e lasciare solo dei bei ricordi.
    Per carità, capisco la passione nel disegnare non tramonta mai e la sua voglia di continuare, però non merita questo declino.

    E poi mi sto domandando a cosa serve Freccero come supervisore artistico se poi fa vagliare una vignetta del genere?

    Re: Topolino 3690 (# 77)

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    Re: Topolino 3690 (# 77)

    Citazione di: Geena il Domenica 16 Ago 2026, 20:41:19Questi sono i disegni di Battista che mi hanno lasciato più perplessa (ho notato che, a parte Battista, gli altri personaggi più o meno sono fatti bene, soprattutto Paperone mi sembra quello che ha sofferto di meno della mano non più giovane di Cavazzano).
    In effetti Battista è molto stilizzato, ma dato che Paperone è disegnato bene (il bel rotondo del capo, i ciuffi/favoriti resi con pochi tratti perfetti) viene da pensare che sia una cosa voluta. A me graficamente non dispiace quel Battista, ma forse per "Topolino" risulta una sperimentazione/semplificazione eccessiva.

    Citazione di: camminatadisney il Domenica 16 Ago 2026, 22:36:10...
    Ricordo sommessamente che nel 2017 Re Giorgio disegna il capolavoro 'Topo Maltese. Una ballata del topo salato'.
    Enna e Cavazzano strutturano un omaggio all' originale del '67 di Pratt  che solo il lettore che abbia introiettato sia la lezione di Corto sia del mondo Disney può cogliere a fondo.

    Sempre del 2017 la riscrittura in salsa Disney de 'L'uomo senza passato' di Aki Kaurismäki.
    Regista celeberrimo conosciuto da Cavazzano grazie al proprio figlio.
    ...
    A questo punto mi viene voglia di leggerlo, quel Topo Maltese, anche se non sono mai stato un lettore di Corto Maltese.
    La storia di Kaurismaki invece l'avevo letta, su Topolino, e apprezzata molto. Mi vien quasi da dire che certe atmosfere sospese fossero più suggestive nel fumetto che nel film, anche se sono passati tanti anni da quando ho letto l'uno e visto l'altro

    Re: Topolino 3690 (# 78)

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    Re: Topolino 3690 (# 78)

    Citazione di: Andy392 il Lunedì 17 Ago 2026, 10:36:34E poi mi sto domandando a cosa serve Freccero come supervisore artistico se poi fa vagliare una vignetta del genere?
    E secondo te Freccero si permette di correggere Cavazzano? ;)

    Io, personalmente, ho storto parecchio il naso a vedere questi disegni; però, mi voglio concedere un po' di dubbio e dare una possibilità anche a chi dice che sia una sua evoluzione... speriamo!
    C'è anche da dire che forse la storia non lo esaltava più di tanto, forse con un'avventura più avvincente si sarebbe impegnato di più...

    Comunque, come sostengo sempre, e come dico sempre anche per Rota, basterebbe un intervento più "invasivo" da parte di un bravo inchiostratore e sarebbe tutto a posto!
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    Re: Topolino 3690 (# 79)

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    Re: Topolino 3690 (# 79)

    Che Cavazzano abbia perso la fluidità degli anni d'oro è indubbio. Ma secondo me è altrettanto vero che non ha mai perso la sua voglia di sperimentare e di sorprendere. Battista così è chiaramente voluto, come lo era Pluto nei GCWD.
    Chi sa di aver già vinto non combatte. Solo chi deve rovesciare la sorte lotta fino all'ultimo.

    Re: Topolino 3690 (# 80)

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    Re: Topolino 3690 (# 80) Ultima modifica: Lunedì 17 Ago 2026, 21:29:23 di Vito65

    Anche a me, come Grande Tiranno, il tratto di Cavazzano continua a piacere. Come scrive Paperogo qui sopra, penso che la rappresentazione grafica di Battista sia stata voluta, per esaltare l'ambientazione comica della storia e la risposta, altrettanto comica, del personaggio alle situazioni rappresentate.
    Riguardo ai due episodi di Quattro note in nero, sono magnifici nel trasmettere l'atmosfera da thriller: ho riscontrato la stessa caratteristica anche nelle altre tre storie del ciclo ma, almeno nel caso di Io sono Macchia Nera e Il bianco e il nero, sono poi rimasto perplesso perché all'atmosfera inquietante non era seguito uno sviluppo molto consistente, a mio parere. Confido che il seguito mantenga quello che i primi due episodi promettono.
    Ho amato la storia dell' "Accettazione": un Paperino così cinico, e collerico in questo modo elegantemente dissimulato, mi ha ricordato il Paperino iracondo della mia infanzia.

    Re: Topolino 3690 (# 81)

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    Re: Topolino 3690 (# 81)

    A me sembra che Battista sia volutamente stilizzato.

    Re: Topolino 3690 (# 82)

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    Re: Topolino 3690 (# 82)

    Citazione di: Cornelius il Domenica 16 Ago 2026, 20:01:12Tra gli italiani un altro disegnatore che si è ritirato al top delle sue matite è stato Massimo De VIta: è vero che aveva 79 anni ma le sue tavole sono state eccezionali fino all'ultimo e quando ho saputo del suo ritiro sono 'trasecolato'  :-0  Chissà se la sua decisione possa essere dipesa dall'aver visto i suoi colleghi più vicini (Cavazzano e Rota) mostrare i primi segni di 'cedimento'

    Aggiungerei Luciano Gatto che ha superato i 90 anni e fino a quando è stato pubblicato sul Topolino i suoi disegni erano sempre ottimi.





    Re: Topolino 3690 (# 83)

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    Re: Topolino 3690 (# 83) Ultima modifica: Lunedì 17 Ago 2026, 17:04:18 di Paperogo

    Gatto è favorito perché può contare su sette vite. Sa di poter disegnare fino a tardi in questa vita, per poi riposarsi nella prossima  8)

    Da notare che anche la recensione "ufficiale" di Papersera diceva sulla storia di Cavazzano un po' le stesse cose che abbiamo detto noi in questa discussione, cioè bene le ambientazioni, bello Paperone, perplessità sul resto: " ...  i disegni del Maestro Giorgio Cavazzano appaiono piuttosto sottotono, per quanto le ambientazioni lascino una certa soddisfazione e la raffigurazione di Zio Paperone sia molto piacevole".

    Nella stessa pagina noto questa bella tavolona della storia di Casty. A me i disegni di Casty per quel molto poco che ho visto non hanno finora lasciato una forte impressione, anche se ho letto qui nel forum numerosi ed entusiasti complimenti a lui rivolti, però questo edificio è suggestivo e disegnato con pazienza e passione (e bravura, ovviamente). Mi piacciono soprattutto le finestre ad arco con tutte le loro brave e pazienti intelaiature.
    Anche gli alberi sono resi assai bene; è un tipo di skills che esula dal mondo del fumetto classico.
    Notare anche le assi della prima finestra a destra della porta d'entrata nella prima grande vignetta e quelle che si scorgono nella seconda vignetta: hanno la stessa disposizione, segno anche questo di cura per la storia.
    https://www.papersera.net/wp/wp-content/uploads/2026/08/IMG_20260816_174604_463.jpg
    Volendo fare il pignoletto, non sono invece sicuro della correttezza della striscia di luce nella terza vignetta: a me viene da pensare che dovrebbe ampliarsi di più man mano che procede lungo il corridoio, ma posso benissimo sbagliarmi e comunque è appunto una pignoleria.
    Non mi piacciono molto, invece, le didascalie con sfondo nero; mi sembra una trovata un po' facile. Anche in teatro appena si vuole creare mistero o suggestione si fanno dei gran sfondi neri con abiti neri e musiche cupe...

    Re: Topolino 3690 (# 84)

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    Re: Topolino 3690 (# 84)

    Nella recensione del numero letta adesso, non sono assolutamente d'accordo sul giudizio sulla storia di Nucci/Rota che, invece, ho trovato divertente e lunga il giusto. Una One Page non avrebbe reso con la stessa forza. In più sulla storia di Park Ranger io ci ho visto l'esatto contrario di quello che ha dato fastidio all'autore della recensione. È una evidente critica (per i canoni Disney, direi feroce) alle mode odierne che lasciano in secondo piano tutto quello che invece ha valore, primo fra tutti il rispetto per la natura. Il personaggio influencer è descritto come un ebete, che parla agli ebeti e viene evidenziata l'inutilità del suo strumento di lavoro di fronte alle vere e reali difficoltà.
    Chi sa di aver già vinto non combatte. Solo chi deve rovesciare la sorte lotta fino all'ultimo.

    Re: Topolino 3690 (# 85)

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    Re: Topolino 3690 (# 85)

    Citazionehttps://www.papersera.net/wp/wp-content/uploads/2026/08/IMG_20260816_174604_463.jpg
    Altre due pignolerie su questa illustrazione, poi basta prometto:
    - le ante della porta delle prime due vignette non corrispondono bene a quelle della terza: nei primi due casi è aperta verso l'interno l'anta di sx, nel terzo caso è aperta verso l'esterno l'altra anta; ok, questo potrebbe essere stato prodotto dal vento che apre le ante alternatamente; però gli oblò delle ante visti dall'esterno non corrispondono alla struttura delle ante viste dall'interno
    - discrepanza principale: la didascalia definisce l'edificio un "rudere", ma di rudere quell'edificio così ben disegnato ha ben poco. Le tante finestre sono intatte, i tetti sono intonsi, gli intonaci senza screpolature. Le uniche cose che possono far pensare a una casa abbandonata (ma non certo in rovina) sono le assi alle finestre (che mi paiono un po' inutili visto che la porta è aperta) e forse due ragnatele che mi pare di scorgere a destra nella terza vignetta

    Così, solo per pignoleria e per mettere sotto esame queste illustrazioni, visto che sono realizzate con tanta cura.
    I rami dei pini mi hanno fatto venire alla memoria il libro degli Gnomi, pubblicato vari decenni fa e illustrato credo da un danese

    Topolino 3690 (# 86)

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    Topolino 3690 (# 86)

    Recensione Topolino 3690


     Topolino 3690 è un numero che, per una buona fetta di lettori, non passa sicuramente inosservato. Dopo un’attesa durata ben quattro anni, giunge finalmente il momento di tirare le fila della run di Macchia Nera firmata da Marco Nucci e Casty. In effetti, proprio nell’ormai lontano agosto 2022 si concludeva il terzo tassello della tetralogia: Topolino e l'incubo dell'isola di corallo, storia apprezzata da molti lettori grazie alle sue particolari atmosfere e a suggestioni grafiche di alto livello.

     La coppia Nucci/Casty in realtà è poi tornata sulle pagine del settimanale in occasione del Natale 2023 con la particolare Topolino e il mondo senza Macchia, in cui però il malvagio antagonista creato da Merrill De Maris e Floyd Gottfredson non appariva fisicamente. Quell’avventura era peraltro direttamente collegata alla storia-evento del periodo, Zio Paperone e la lampada bisestile, rappresentandone quindi un corollario piuttosto che una storia indipendente.

     
    Atmosfere suggestive

     Per tutti questi motivi, il vero ritorno di Macchia Nera avviene nelle attuali assolate edicole estive, con Quattro note in nero. Alla storia, suddivisa in quattro parti spalmate su due numeri consecutivi del libretto, è anche dedicata la copertina di Corrado Mastantuono. Il tratto del disegnatore romano è sempre piacevole ma, in questo caso, l’inimitabile stile di Casty avrebbe forse evocato in modo più efficace le atmosfere sinistre del ciclo.

     È pur vero che per il momento non si può dire molto sull’ultima fatica di Marco Nucci: queste prime due puntate sono infatti prettamente introduttive. Vengono presentati nuovi personaggi e nuove ambientazioni, ma solo la prossima settimana potremo capire dove si vorrà andare a parare. Per il momento, la storia non mi ha suscitato particolari emozioni, ma mi riservo di cambiare idea quando potremo valutarla nella sua interezza.

     Una cosa, però, si può dire fin da subito: i disegni di Casty (che ritorna finalmente sul settimanale dopo quasi un anno di assenza) confermano l’ormai raggiunta maturità artistica del goriziano. A spiccare sono soprattutto i paesaggi e le ambientazioni, che valgono il “prezzo del biglietto” .

     Il resto del numero, invece, si rivela purtroppo piuttosto deludente. In linea con le abitudini del periodo estivo, vengono proposte una serie di storie piuttosto brevi e dalle trame non particolarmente impegnate.

     Battista in: ferie non godute ha il merito di focalizzarsi su un comprimario che è stato spesso messo in ombra, ma la sceneggiatura di Tito Faraci purtroppo fatica a decollare. Anche i disegni del Maestro Giorgio Cavazzano appaiono piuttosto sottotono, per quanto le ambientazioni lascino una certa soddisfazione e la raffigurazione di Zio Paperone sia molto piacevole.

     
    Neologismi evitabili

     Paperino Park Ranger sulla carta sembrava essere un progetto molto interessante e in effetti, nell’episodio Click!, si intravede del potenziale. L’idea di trasferire su carta la comicità slapstick tipica dei corti animati è ottima, e anche le ambientazioni, ben raffigurate da Luca Usai, costituiscono un grande punto a favore del progetto. Purtroppo, però, non tutto funziona per il verso giusto ed esco dalla lettura con qualche riserva: oltre all’uso, francamente evitabile, dell’aggettivo che mostro in vignetta, mi ha colpito la presenza di uno smartphone. Topolino è sempre stato al passo con i tempi e, quando sono funzionali alla narrazione, le nuove tecnologie possono riservare spunti intriganti. In questo caso, però, in una storia ambientata in mezzo alla natura e con gli intenti dei cartoon pocanzi evidenziati, dal mio punto di vista stonano parecchio. Un esperimento riuscito a metà, quindi. Aggiustando un po’ il tiro, comunque, Paperino Park Ranger ha tutte le caratteristiche per funzionare decisamente meglio.

     La carrellata di storie brevi prosegue con una nuvoa proposta di Giulia Lomurno come autrice completa: Vacanze da Strega – Il castello di Dracula è apprezzabile per il tentativo di proporre qualcosa di insolito in poche tavole, regalando una buona prova anche dal punto di vista grafico.

     
    Regole decisamente inaspettate

     Marco Nucci si dedica anche all’altra metà del mondo disneyano nella breve Paperino e la scienza dell’accettazione, disegnata da Marco e Stefano Rota. L’intuizione alla base del racconto è intrigante, ma la trama risulta fin troppo dilatata: una tavola autoconclusiva magari sarebbe stata una scelta più centrata.

     Chiude il numero De Paperis Rhetorica – Paperino e le papaye delle discordia, sceneggiata da Giovanni Eccher, autore in forza al settimanale da pochi mesi, ma che ha già dato la dimostrazione di saper muovere egregiamente i characters disneyani. In questo caso, la storia offre uno spunto suggestivo (un lungo flashback nel passato che potrebbe aiutare i personaggi a risolvere una situazione nel loro presente), ma la sceneggiatura, pur non scendendo mai sotto un certo livello, si risolve senza particolari scossoni. Giampaolo Soldati alle matite realizza un lavoro discreto, con un tratto che fa piacere ritrovare sul libretto.

     In conclusione, al di là dell’attesa prosecuzione del ciclo di Macchia Nera, Topolino 3690 regala ben poche soddisfazioni e il voto finale purtroppo non riesce a raggiungere la sufficienza.

     

     



    Voto del recensore: 2/5
    Per accedere alla pagina originale della recensione e mettere il tuo voto:
    https://www.papersera.net/wp/2026/08/17/topolino-3690/


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    Re: Topolino 3690 (# 87)

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    Re: Topolino 3690 (# 87)

    Avendo proceduto a rilento nella lettura di questo numero di Topolino, mi sono accorto solo oggi che i servizi di questa settimana sono veramente interessanti, in particolare Parolando con la spiegazione del termine "enantio", e la nuova intervista al Prof. Battaglia in materia di retorica.

    Re: Topolino 3690 (# 88)

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    Re: Topolino 3690 (# 88)

    Citazione di: Paperogo il Martedì 18 Ago 2026, 15:40:18
    Citazionehttps://www.papersera.net/wp/wp-content/uploads/2026/08/IMG_20260816_174604_463.jpg
    Altre due pignolerie su questa illustrazione, poi basta prometto:
    - le ante della porta delle prime due vignette non corrispondono bene a quelle della terza: nei primi due casi è aperta verso l'interno l'anta di sx, nel terzo caso è aperta verso l'esterno l'altra anta; ok, questo potrebbe essere stato prodotto dal vento che apre le ante alternatamente; però gli oblò delle ante visti dall'esterno non corrispondono alla struttura delle ante viste dall'interno
    Non ho ancora letto la storia ma credo che le porte viste dall'interno non siano le stesse viste nelle precedenti due vignette;
    Citazione- discrepanza principale: la didascalia definisce l'edificio un "rudere", ma di rudere quell'edificio così ben disegnato ha ben poco. Le tante finestre sono intatte, i tetti sono intonsi, gli intonaci senza screpolature. Le uniche cose che possono far pensare a una casa abbandonata (ma non certo in rovina) sono le assi alle finestre (che mi paiono un po' inutili visto che la porta è aperta) e forse due ragnatele che mi pare di scorgere a destra nella terza vignetta
    Qui hai ragione.
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    Re: Topolino 3690 (# 89)

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    Re: Topolino 3690 (# 89)

    Citazione di: Paperogo il Martedì 18 Ago 2026, 15:40:18- le ante della porta delle prime due vignette non corrispondono bene a quelle della terza: nei primi due casi è aperta verso l'interno l'anta di sx, nel terzo caso è aperta verso l'esterno l'altra anta; ok, questo potrebbe essere stato prodotto dal vento che apre le ante alternatamente; però gli oblò delle ante visti dall'esterno non corrispondono alla struttura delle ante viste dall'interno

    Nella terza vignetta si vede la musica che proviene da dietro le porte, quindi non sono le stesse dell'ingresso.