
Viene spesso evocato ma questo alla fine di "Quattro Note in Nero" è un autentico colpo di scena. Un 'colpo' che ci proietta non solo verso la prossima "Notte Bianca" ma che ci fa rileggere in altra prospettiva anche il passato "Incubo dell'Isola di Corallo"
Marco Nucci e Casty (quest'ultimo 'fondamentale' anche 'solo' come disegnatore) hanno creato una saga che, se caratterizza 'eccessivamente' Macchia Nera (nel senso che il personaggio sembra poi non poter più apparire in altri contesti di altri autori, quasi fosse uno 'sfregio' alla continuity nucciana), ci immerge in atmosfere e in situazioni davvero particolari, uniche, che costituiscono sicuramente una evoluzione del Phantom Blot di Gottfredson, Martina, Faraci, Sisti, lo stesso Casty...
E' anche vero che questi viaggi nel tempo (grazie alla Macchina di Zapotec o ai mantelli magici del Dottor Piuma se non agli orologi di Copernico o alle crononavette della Tempolizia...) possono risultare piuttosto pericolosi, creando quei 'paradossi spazio-temporali' tanto temuti da Marlin (l'incontro con i 'se stessi' del passato) che poi rischiano di girare in moti infiniti e apparentemente senza uscita (soprattutto quando sono i diretti protagonisti a volerlo).
Ho la sensazione che questa saga nucciana (e castiana) non sia giunta all'epilogo, al di là della prossima 'tappa' della "Notte Bianca". Le situazioni già create e quelle che si possono ancora formare sembrano essere infinite. Cosa che sicuramente apprezzo ma anche... 'temo', non so bene il perché. Non per una eventuale 'banalizzazione' delle sceneggiature (rischio che con Nucci e Casty non esiste) ma proprio per uno scollamento dalla realtà quotidiana più 'verosimile' (tipologia di racconto che resta il mio preferito)
Ho come l'impressione che con 'questo' Macchia Nera si stia andando in una direzione sicuramente interessante ma anche senza 'vie d'uscita' (o 'di ritorno'). Ci stiamo tutti imbarcando in un viaggio narrativo molto emozionante che più andrà avanti e meno possibilità avrà di 'tornare indietro'. Questa sensazione è confermata dalla sparizione degli 'altri Macchia', quelli di altri autori e di altre situazioni magari più 'realistiche'.
E' lo stesso Topolino, con i suoi turbamenti, a percepire qualcosa di anomalo, di diverso dal solito, in cui mistero e magia nera sembrano fondersi. Responsabile di ciò quel Dottor Piuma che sta scombussolando da tempo gli equilibri sia di Topi che di Paperi. E di canidi o tartufati, come Macchia Nera (attuale protagonista vincente ma anche possibile 'vittima' dei suoi raggiri temporali).
Qualunque cosa accadrà nella "Notte Bianca" o in altre successive, non credo che né il Commissario Basettoni, né i professori Zapotec e Marlin e neanche Topolino saranno in grado di ristabilire una sorta di 'normalità'. Solo il Dottor Piuma potrebbe essere capace di risolvere diverse situazioni apparentemente irrisolvibili. Mi chiedo, nel caso avvenisse ciò, quale prezzo ci sarebbe da pagare.