Recensione Topolino 3692
S’era di agosto e, come oggi, incombeva un caldo equatoriale quando,
esattamente quarant’anni fa, usciva nelle sale americane Stand by Me, il terzo lungometraggio diretto dal compianto Rob Reiner. In Italia questo
magnifico romanzo di formazione, tratto dal racconto di Stephen King
The Body, sarebbe approdato solo nel marzo seguente, con l’aggiunta di un sottotitolo esplicativo,
Ricordo di un’estate. E proprio così, non a caso, è denominata la storia in due puntate, facente parte della serie
Area 15, che apre
Topolino 3692.
Come l’illustre fonte d’ispirazione, il prodotto della fantasia di
Francesco Pelosi ha al centro
il tema dell’amicizia tra quattro giovanissimi coetanei, che, durante la bella stagione, si lanciano in
un’impresa affascinante e temeraria in mezzo alla natura. Non mancano citazioni più o meno dirette: su tutte, quella alla celebre scena del treno, rivisitata in modo coerente e originale.
Ovviamente, essendo nel mondo Disney, lo
spunto del viaggio è ben diverso da quello che elaborò il
Re del terrore: anziché in cerca del cadavere di un ragazzino travolto da un convoglio mentre raccoglieva mirtilli, i protagonisti, partendo da una mappa rinvenuta nella fattoria di Nonna Papera, vanno
a caccia del cosiddetto tesoro dei Coot (e qui siamo più nel territorio dei
Goonies…).
È interessante notare che
la trama si dipana su vari piani temporali senza peccare in chiarezza. Dal presente, in cui i quattro amici sono
Qui, Pennino, Newton e Giggs, impegnati in una ricerca sulla famiglia Coot, ci spostiamo nel passato, trovando
le versioni preadolescenti di Paperino, Paperoga, Ciccio e Gastone, per tornare all’oggi e poi compiere un salto all’indietro in un’epoca ancor più remota, dove incontriamo
Clinton e i suoi sodali. Si giunge così con curiosità a un epilogo che tocca le corde dei sentimenti, evitando però di scivolare nel melenso.

Il segreto della radura
Il lavoro di Pelosi, caratterizzato anche da diversi ammiccamenti fumettistici e letterari, risulta godibile, restando comunque
ai margini della parodia in senso stretto. Molto validi i disegni di un
Mattia Surroz sempre a suo agio nel ritrarre i personaggi del club ricreativo paperopolese, oltre che
efficace nel restituire visivamente le atmosfere nostalgico-avventurose della sceneggiatura. A tal proposito, è giusto menzionare anche la colorazione di
Irene Fornari, che scandisce in modo ottimale le diverse fasi, evitando ogni possibile malinteso
cronologico, e contribuisce al
suggestivo effetto dei gigli bianchi “invisibili”.
L’avvio sembra promettere abbastanza bene, ma il resto del libretto stenta a mantenere i medesimi standard, andando ad assemblare un
numero che si può definire
di transizione.
Ceramica a sorpresa!, storia d’esordio della serie
Gli hobby di Topolino, è la classica vicenda in cui Minni, disturbata dalle ossessioni indagatorie del fidanzato, cerca invano di deviarne l’attenzione su tematiche a lei più gradite. Un
assunto piuttosto abusato che
Giovanni Barbieri riprende e cerca in qualche maniera di rinnovare, riuscendo quanto meno a cogliere nel segno con un paio di gag, ben coadiuvato alle matite da un dinamico
Carlo Limido.

Non si può eccellere in tutto
Segue
Il regno del piccolo popolo, nuovo episodio di
Vacanze da strega, in cui
Giulia Lomurno, nelle vesti di autrice completa, ci mostra le
rilassanti ferie di Amelia in luoghi
ameni. Simpatico il
contrappunto tra ciò che illustra la voce narrante e quello che vediamo nelle vignette, che richiama alla mente i vecchi corti
How to... con Pippo, e appropriato lo spazio di cinque pagine, così da non appesantire la lettura.
L’intento principale di
Paperina e il ritorno con classe, scritta da
Augusto Macchetto, è sottolineare quanto sia bello tornare a scuola dopo le vacanze. Di per sé il fine educativo potrebbe essere lodevole, ma ci sia permesso di dubitare sul fatto che, nella realtà, la gran parte degli studenti non veda l’ora di rientrare in classe… In ogni caso, le ventiquattro tavole su cui la
flebile trama è spalmata appaiono eccessive, tanto che nemmeno il curioso
incipit da horror soprannaturale e i disegni di
Giovanni Preziosi riescono a stimolare troppo l’attenzione.
In
Paperino e l’infallibile Pidgeon, il nostro Paolino si trova di fronte un antagonista inedito, il dotto ma saccente Vincent Pidgeon, che, implacabilmente, gli sottrae l’agognato primo premio in ogni serata quiz. Senza strafare,
Niccolò Testi tratteggia un
soggetto lineare, che rispetta le peculiarità di ogni personaggio e non annoia: tutto questo grazie anche alle belle matite di
Ottavio Panaro, abile nel rappresentare graficamente, con posture ed espressioni ben determinate, il
nuovo character, che si rivela più sfaccettato di quanto si possa supporre in un primo momento.

Spocchia e rabbia
Si chiude con il giallo-quiz di
Marco Bosco e
Valerio Held Furto in vetrina, per la serie
Il commissario indaga: la soluzione, da recente consuetudine, è rinviata alla prossima settimana.
Resta da evidenziare come non solo la storia iniziale ma
l’intero numero sia
dedicato all’amicizia, a partire dalla copertina di
Ivan Bigarella, con Topolino e Pluto che festeggiano la
Giornata mondiale del cane, proseguendo con il
Che aria tira… di
Silvia Ziche, incentrato sulle riflessioni di Paperone, includendo poi il contenuto delle altre avventure e di alcuni servizi. La rubrica
Fumettando quasi straborda in tal senso, visto che, inusualmente, sono ben dieci le pagine a disposizione di
Luca Usai per insegnarci a raffigurare
Topolino e Paperino insieme, in una posa affettuosa e complice. Sono loro, nonostante le tante differenze (o magari anche in virtù di esse),
“gli amici ideali”.
Voto del recensore:
2.5/5Per accedere alla pagina originale della recensione e mettere il tuo voto:
https://www.papersera.net/wp/2026/08/31/topolino-3692/Ora è possibile votare anche le singole storie del fascicolo, non fate mancare il vostro contributo!