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Paperino e i gamberi in salmì

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Paolo
Flagello dei mari
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    Paperino e i gamberi in salmì
    Giovedì 23 Apr 2015, 09:59:35
    Premessa: ad oggi ancora non sono sicuro di aver capito esattamente cosi sia il salmì, figuriamoci a 8-9 anni! A quell'età il panorama culinario si divide in due semplici gruppi: le cose buone (tipicamente cucinate dalla nonna), e le cose che devi mangiare per forza (quella cucinate dalla mamma).


    Il mio incontro con "i gamberi in salmì" risale agli anni Settanta, anni strani: nonostante fossero ricchi di aspetti drammatici (il terrorismo, l'eroina, gli scontri di piazza...) noi che c'eravamo tendiamo comunque a giudicarli positivamente, con indulgenza, quasi sicuramente a causa dell'effetto nostalgia, ma anche per quello che c'era di positivo: la grande musica, i cortili dove si giocava (non solo a pallone), le sorprese dentro i pacchetti delle patatine... e i giornalai: diversi da quelli di oggi, saturi dell'odore di carta e inchiostro dei quotidiani, meno assortiti – solo quelli più grandi si permettevano il lusso di esporre il pallone "Super Tele" – ma con una scelta di fumetti (e figurine) che ancora oggi ricordo come sterminata: Cucciolo, Tiramolla, Tex, l'Intrepido, Geppo, i supereroi della Corno, Felix, Mandrake, Flash Gordon, quelli tenuti più in disparte – i giornaletti "zozzi" –, il Corriere dei Ragazzi, Braccio di Ferro... e poi, ovviamente, c'erano loro: i fumetti Disney, anzi, i giornaletti di Topolino, per indicarli con un nome cumulativo che oggi farebbe inorridire ogni appassionato purista.

    Un poker d'assi fenomenale: lo storico settimanale, i classici, l'almanacco e gli albi di Topolino. Era praticamente nullo il rischio di restare delusi. Tra queste però una testata spiccava più delle altre ai miei occhi: i Classici di Walt Disney. Ripartiti con la numerazione nel gennaio 1977 con quella che viene definita "seconda serie", ristampavano le storie migliori apparse nei meno di 30 anni di vita editoriale di Topolino Libretto, alternando nuovi titoli a quelli che erano usciti negli anni precedenti (nella cosiddetta "prima serie").

    Uno di questi ricordo di averlo avuto tra le mani e di non averlo mollato più per giorni e giorni, per leggerlo e rileggerlo più e più volte. La copertina era gialla, raffigurava Paperino coinvolto nella lettura di un inquietante thriller. Si trattava dell'oggi famoso numero 13: "I Gialli di Paperino", un fumetto che grazie all'aspetto esteriore da libro giallo "vero" mi faceva sentire più adulto ed importante... e che sicuramente mi coinvolgeva tantissimo nella sua lettura: la prima storia che presentava era "Paperino e il misterioso Mister Moster", di Giovan Battista Carpi, inquietante e forse anche complessa alla mia prima lettura. Ma il pezzo forte, la storia che avrebbe fissato per sempre nella mia memoria quel particolare fumetto era quella che veniva subito dopo: "Paperino e i gamberi in salmì"!

    Un lungo preambolo per arrivare all'incontro con questa storia! Credetemi se dico che rimasi folgorato: una storia complicata, un nuovo personaggio che risulta essere nientemeno che fratello di Zio Paperone, un misterioso professore ronchisiano (e chi aveva mai sentito parlare della Ronchesia?), un giallo che teneva inchiodati alla lettura fino all'ultima pagina, e soprattutto una grande, grandissima ed ancora vagheggiata identificazione con Qui Quo e Qua: non più i petulanti e saccenti lettori del mitico Manuale delle Giovani Marmotte (che comunque avevo ricevuto poco prima per Natale nella sua terza edizione), ma tre ragazzi intraprendenti, che ti fanno venir voglia di andare a giocare, er... andare ad investigare con loro: prima alla ditta dei taxi, poi alla pasticceria... morivo dalla voglia di vedere cosa appuntavano sul loro blocchetto di appunti. E cosa erano riusciti a vedere di decisivo durante l'ennesima ripetizione del filmato?


    Ma il momento di vera e propria invidia fu quando andarono a casa della zia per rovistare nella sua collezione di riviste culinarie: la vignetta muta con loro che entrano in cantina, dove ci sono i ripiani zeppi di fascicoli ben ordinati e catalogati per anno deve aver fatto scattare un qualche corto circuito nei miei (allora) giovani neuroni, forgiandoli irreversibilmente nella passione non solo del collezionismo, ma soprattutto della catalogazione e dell'ordinamento dei fumetti, delle riviste, dei quotidiani... di qualunque cosa sia ordinabile numericamente o cronologicamente! Per anni ho sognato una cantina del genere dove immergermi nella lettura e nella contemplazione degli scaffali pieni e ben ordinati, immane era la mia soddisfazione quando – all'aumentare della collezione di fumetti – mi avvicinavo sempre di più verso quella situazione che non riesco ancora a dimenticare.

    E potete immaginare quanto fastidio mi diede vedere dopo poche pagine la situazione disastrosa nella quale avevano lasciato la cantina i due nipoti. Il terzo – beato lui – era andato ad indagare fuori città, ben più distante dal cortile condominiale cui erano limitate le mie scorribande, con tanto di cinepresa!



    Ho riletto non so neanche io quante altre volte quella storia, scoprendone ogni volta aspetti e spunti nuovi, ridendo alle assurde situazioni in cui si caccia Paperino (il "pisolino" sull'aereo!), memorizzando le battute più demenziali ("...vi avevo preso per un pechinese!") e incavolandomi quando Paperino a causa della sua impazienza non riesce a scoprire l'identità del misterioso professore interrogando lo studioso di gamberi ronchisiano...
    Come si fa quindi a non voler bene ad una persona che tanto ha segnato la tua vita? Che ti ha regalato ("regalato" anche letteralmente: a otto anni non avevo soldi "miei", non ricordo chi mi comprò il giornaletto in questione, ma di certo per me fu un regalo) delle emozioni così profonde da restarti nella memoria per tutti questi anni?
    Romano Scarpa è e rimarrà qualcosa in più di un autore di fumetti, è una delle persone che mi hanno accompagnato durante la crescita, che hanno contribuito a formarmi per quello che sono, e a cui devo molto, ma posso ricambiare solo condividendo con voi il mio affetto per lui!

    Grazie ancora Romano!

      - Paolo

    p.s.: l'articolo iun forma più leggibile e facilmente condivisibile sui social network è a questo indirizzo:
    http://www.papersera.net/RSc10/Paperino_e_i_gamberi_in_salmi.php
    « Ultima modifica: Giovedì 23 Apr 2015, 10:07:21 da Paolo »
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      Re: Paperino e i gamberi in salmì
      Risposta #1: Domenica 26 Apr 2015, 01:16:47
      Una sincera e appassionata dichiarazione di sempiterno amore che accogliamo con affetto e direi quasi gratitudine per aver evocato così tante sensazioni in tutti coloro che hanno vissuto gli anni cui fai riferimento (ci sono anch'io sigh!) ed anche nei più giovani che hanno ampliato negli anni la grande famiglia degli estimatori del Maestro veneziano.
      Mah, io per la verità devo ammettere di non possedere la stessa dovizia di ricordi per quel che riguarda il mio incontro con Romano Scarpa, non ricordo proprio quale sia la prima sua storia che lessi ed effettivamente questo particolare che per un po in età adulta l'ho vissuto quasi come un cruccio, da qualche tempo l'ho superato con una più ragionevole consapevolezza: la raggiunta convinzione che in realtà Scarpa è come se l'avessi sempre conosciuto anzi l'ho sempre amato perchè è stato sempre in me anche quando non lo conoscevo (come con pochissimi altri è accaduto) perchè non era tecnicamente possibile per dei ragazzini di 7/8/9 anni in quegli anni avere grandi informazioni sugli autori delle pubblicazioni. E dire che, di fatto, Romano è stato comunque il primo e anche abbastanza presto, insieme a Barks e Gottfredson, del quale ho udito fare il nome in relazione al mondo del fumetto Disney. Cos'altro dire? Solo una speranza e cioè che i giovanissimi che si affacciano al mondo del fumetto possano trovare in Romano Scarpa un faro per quel che riguarda la bontà della sua sterminata opera ed uno stimolo per tramandare come moderni cantastorie la "resistente" passione per paperi, topi e quant'altro. [smiley=book.gif]
      « Ultima modifica: Domenica 26 Apr 2015, 20:04:42 da scrooge4 »
      Finalmente due concorrenti degni di rispetto!  Avete notato i due Cucurbitoni di Casimiro?
      Sì...ma questa coppia di Catafurgi di Tamerlano li sovrasta!
      Ah! C'è anche un Decumbalione di Carlotta la Racchia!

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        Re: Paperino e i gamberi in salmì
        Risposta #2: Lunedì 27 Apr 2015, 01:29:55
        Che dire dei gamberi in salmì? È difficile aggiungere qualcosa al bellissimo commento di Paolo, che condivido in toto, soprattutto sul non sapere cosa fosse il salmì.
        Quando ho letto questa Storia la prima volta sapevo già benissimo chi fosse Scarpa e avevo già letto alcuni dei suoi capolavori.  Ma ero incuriosito perché volevo leggere questa "opera prima" di cui avevo sentito parlare parecchio.

        Ecco, di solito le opere prime non sono storie eccezionali, c'è bisogno di un certo rodaggio prima che uno sceneggiatore sviluppi la sensibilità necessaria per muovere questi meravigliosi personaggi.
         E invece Scarpa no.
        Lui parte subito con il botto, con questa storia particolarissima e piena di spunti che ti tiene attaccato alle pagine dall'inizio alla fine. Già si capisce che il mistero e la suspense saranno tra i tratti caratteristici della produzione del maestro veneziano. (esempio lampante è già il paperino terrorizzato della prima tavola)
        Eppoi c'è lo Zio Gedeone, che da subito entrò a far parte della schiera dei personaggi preferiti. Così diverso da quel Paperone che è suo fratello ma allo stesso modo testardo e orgoglioso. Mi spiace moltissimo che spesso venga dimenticato.
        È anche per merito di questa storia che Romano Scarpa è uno dei miei autori preferiti.
        « Ultima modifica: Lunedì 27 Apr 2015, 01:31:25 da teoo »

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          Re: Paperino e i gamberi in salmì
          Risposta #3: Lunedì 27 Apr 2015, 18:19:39

          Eppoi c'è lo Zio Gedeone, che da subito entrò a far parte della schiera dei personaggi preferiti. Così diverso da quel Paperone che è suo fratello ma allo stesso modo testardo e orgoglioso. Mi spiace moltissimo che spesso venga dimenticato.

          Condivido in pieno l'affetto nei riguardi di questo personaggio che, anche se apparso in non molte storie, ritengo una colonna portante della famiglia dei paperi. Questa storia ne esalta oltremodo le virtù morali e non è poco se si considerano l'alto ruolo professionale e il rapporto di parentela con Paperone. Alla fine tutti contenti tranne.... ;D
          Finalmente due concorrenti degni di rispetto!  Avete notato i due Cucurbitoni di Casimiro?
          Sì...ma questa coppia di Catafurgi di Tamerlano li sovrasta!
          Ah! C'è anche un Decumbalione di Carlotta la Racchia!

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            Re: Paperino e i gamberi in salmì
            Risposta #4: Giovedì 30 Apr 2015, 21:40:40
            devo ammettere di non possedere la stessa dovizia di ricordi per quel che riguarda il mio incontro con Romano Scarpa

            Be'.. in realtà non lo ricordo come "il primo incontro con Scarpa", nemmeno pensavo al fatto che ci fossero persone dietro quelle storie e disegni! E' stato il primo incontro - o meglio il primo che io ricordi con chiarezza - con una grande storia, subito dopo arrivarono i libroni di Barks Io Paperino e Io Paperone, e i Super Almanacco Paperino... e tanta altra roba!

            Ecco, di solito le opere prime non sono storie eccezionali, c'è bisogno di un certo rodaggio prima che uno sceneggiatore sviluppi la sensibilità necessaria per muovere questi meravigliosi personaggi.
             E invece Scarpa no.

            Vero, verissimo! Giusta osservazione!

             - Paolo
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              Re: Paperino e i gamberi in salmì
              Risposta #5: Martedì 28 Lug 2015, 16:33:47
              Mi trovo un po' in imbarazzo a parlare di questa storia...

              Non perché non la ritenga bella, anzi: è un ottimo giallo, con un intreccio notevole e un finale alla Poirot!

              Però, il problema è che, nonostante ce l'avessi sempre avuta in casa (I gialli di paperino, prima edizione), credo di averla letta per intero solo quando ero già grandicello: prima, non mi aveva mai attirato, oppure non ero mai riuscito ad andare oltre le prime pagine...
              Questo può dipendere dai disegni ancora acerbi, o dalla complicatezza dell'intreccio, o, semplicemente, dal fatto che ero un bambino stupido! :P

              Fatto è che, a differenza di altri capolavori del Maestro, trovo che in questa storia manchi quella particolare "universalità" che le permette di essere letta, compresa e apprezzata a tutte le età!
              Però, è un difetto giustificabile, in fondo, se pensiamo che era la storia di esordio! :)
              Io son nomato Pippo e son poeta
              Or per l'Inferno ce ne andremo a spasso
              Verso un'oscura e dolorosa meta

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                Re: Paperino e i gamberi in salmì
                Risposta #6: Giovedì 30 Lug 2015, 19:53:56
                Salve,prima di tutto mi presento sono un nuovo utente,su questa storia che ho letto per la prima volta sul opera omnia di romano scarpone ho da dire poco:e una storia ottima e francamente mi è molto piaciuta dato che ho ritrovato un personaggio che avevo perso di vista il fretello(se non ricordo male) proprietario di un giornale di pdp.proprio ora mi accingo a rileggerla anche se ne ho un ottimo ricordo.vi ringrazio per avermi ricordato di questa bella storia del grand e romano scarpa :-)

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                  Re: Paperino e i gamberi in salmì
                  Risposta #7: Sabato 21 Mag 2016, 11:12:34
                  Gideon McDuck,ossia Gedeon De' Paperoni non è un personaggio "ufficiale"(non sta neanche molto in piedi con la Saga di Don Rosa,perché Scrooge dovrebbe essere l'ultimo del Clan McDuck e quindi non avere fratelli minori....),ma la Saga non è santa e poi a quei tempi era normale(ricordo altri fratelli come Papiron De' Paperoni di Martina.........)
                  Storia molto divertente mi piacerebbe vedere la leggendaria versione  "originale",cioè "Paperino agente segreto"(o qualcosa del genere..... ;) ;) ;))
                  "ATTENZIONE!IO SONO PAPERON DE' PAPERONI E SE FAI QUALCOSA CHE NON MI PIACE COMPERO LA CITTA' E TI LICENZIO!"

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                    Re:Paperino e i gamberi in salmì
                    Risposta #8: Mercoledì 11 Mar 2020, 16:34:33
                    Quando la lessi per la prima volta non la apprezzai.
                    Quanto fui stolto !
                    Rilettala qualche anno dopo l'ho adorata.
                    È inutile che mi soffermi su ogni singola cosa che ho apprezzato poichè non finirei più, e pertanto segnalo un difetto che mi ha sempre colpito : i brutti volti di Qui, Quo, Qua.
                    Insomma, anche un maestro come Scarpa, essendo ancora agli inizi, aveva dei piccoli difetti. :D

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                      Re:Paperino e i gamberi in salmì
                      Risposta #9: Venerdì 10 Giu 2022, 17:35:15
                      Come si fa quindi a non voler bene ad una persona che tanto ha segnato la tua vita? Che ti ha regalato ("regalato" anche letteralmente: a otto anni non avevo soldi "miei", non ricordo chi mi comprò il giornaletto in questione, ma di certo per me fu un regalo) delle emozioni così profonde da restarti nella memoria per tutti questi anni?
                      Romano Scarpa è e rimarrà qualcosa in più di un autore di fumetti, è una delle persone che mi hanno accompagnato durante la crescita, che hanno contribuito a formarmi per quello che sono, e a cui devo molto, ma posso ricambiare solo condividendo con voi il mio affetto per lui!

                      Grazie ancora Romano!

                        - Paolo
                      Il pensiero di Paolo rispecchia in toto l'affetto e il trasporto che provo anch'io nei confronti di Romano Scarpa, l'autore Disney che più di ogni altro ha segnato in modo profondo la mia passione per il mondo del Fumetto ed in particolare di quello disneyano.
                      L'artista veneto con le sue storie mi ha regalato tanti momenti di gioia, di intrigo, di spensieratezza, di passione, di suspence, di dinamismo, di divertimento...in una sola parola mi ha fatto partecipe - in veste di lettore - di tanta bellezza.
                      Quella stessa bellezza con cui ha infarcito e reso immortali le sue opere più memorabili e grandiose con protagonisti Topi e Paperi.
                      "Paperino e i gamberi in salmì" rappresenta - come è già stato fatto notare in questo stesso topic - la storia di esordio di Romano Scarpa come autore completo.
                      E quoto l'intervento di Gumi a questo proposito: un esordio di cotanto alto livello non può che spettare ad un fuoriclasse della narrazione e dell'arte grafica quale Romano si è rivelato essere nel corso degli anni già dalle sue primissime storie da autore completo alle prese con Paperino e con Topolino.
                      L'ho riletta qualche giorno fa la storia dei Gamberi in salmì e ogni volta che la rileggo non posso fare a meno di sentirmi pienamente coinvolto (come se fosse sempre la prima lettura!) nella narrazione del giallo che aleggia per tutto il tempo della storia e che ruota attorno al rapimento del misterioso ronchisiano.
                      Così come non posso fare a meno di amare la creazione di un personaggio tutto d'un pezzo e sempre propenso alla ricerca della verità come una vocazione che "sente" dentro ed una missione che vuole sempre portare a termine quale è l'indimenticabile Gedeone de' Paperoni.
                      E tutte le gag (il pechinese che ha citato anche Paolo, oppure la "befana" con cui lo stesso Paperino si rivolge alla donna in aereo - seppur si limiti al solo pensarlo!  :rotfl:); i momenti più intensi come per esempio la convocazione di Paperino nell'ufficio del direttore e zio Gedeone con le trombe che suonano prepotentemente come un monito per i disonesti e un sostegno per i giusti; il protagonismo dei nipotini che sono più assennati dello zio nelle piste da seguire per risolvere, una volta e per tutte, questa strana faccenda del rapimento...
                      Tutto questo mi ha reso e mi rende tutt'oggi memorabile la storia d'esordio di Romano Scarpa, la prima totalmente concepita e realizzata dal Maestro veneto.
                      Un debutto che è una perla da leggere, rileggere, amare e custodire tra le storie più belle che portano la firma di chi in sigla si firmava RS e che, sin dalla storia di "Paperino e l'Uomo di Ula-Ula" (la prima che lessi da lui scritta), mi ha dato e che continua a regalarmi tanto tutt'oggi in termini di emozioni, coinvolgimento e di bellezza della lettura!!!

                       

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