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Mickey Mouse
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  • Gottfredson e Walsh = Epopea
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PolliceSu
    Re: Bill Walsh
    Risposta #45: Domenica 21 Nov 2010, 18:18:08
    Ma ne sei sicuro? :-/
    Gli zombie che diventano gongori penso sia dovuto più che altro alla tensione che c'era all'epoca, non tanto differenze di gusti.
    Oggi abbiamo Dylan Dog, è più che normale incontrare uno zombie anche in altri fumetti.
    15 novembre 1976: l'ultima striscia di Floyd Gottfredson, l'Uomo dei Topi.
    Grazie, Floyd.


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    PolliceSu
      Re: Bill Walsh
      Risposta #46: Domenica 21 Nov 2010, 21:25:03
      Ma ne sei sicuro? :-/
      Gli zombie che diventano gongori penso sia dovuto più che altro alla tensione che c'era all'epoca, non tanto differenze di gusti.
      Oggi abbiamo Dylan Dog, è più che normale incontrare uno zombie anche in altri fumetti.
      In questo caso non è questione di gusti ma di conoscenze. Quanti all'epoca in italia potevano dire di sapere cosa fosse uno zombie? E in particolare quel tipo di zombie ritratto da barks (che probabilmente sarebbe nuovo anche per alcuni lettori odierni di dylan dog, abituati appunto ad un'altra tipologia di morti viventi)

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      PolliceSu
        Re: Bill Walsh
        Risposta #47: Lunedì 22 Nov 2010, 15:09:18
        Gli stessi adattamenti di martina (o chi per lui) alle storie americane, per quanto possano sembrare dei piccoli dettagli, testimoniano la differenza tra i due tipi di pubblico: i kumquats di eta beta che diventano naftalina, lo zombie di barks che diventa un gongoro (a questo proposito è probabile che barks si sia ispirato al film "ho camminato con uno zombie", primo e forse unico film di un certo livello in cui compare uno zombi haitiano e non quelli "alla romero" e il cui protagonista è simile in tutto a bombie, a parte l'età. Film americano del '43 e ancora oggi semisconosciuto da noi, manco wikipedia italiana lo riporta alla voce zombie, quanti potrebberlo averlo visto nell'italia degli anni '50?), etc.

        Non il primo (L'Isola degli Zombies) né l'ultimo (Il Serpente e l'Arcobaleno di Wes Craven). ;)
        In particolare il secondo che cito è abbastanza scientifico e merita più di una visione.

        Tornando a Walsh, alcune influenze su Martina le ha nelle storie degli anni '50. Per esempio l'apparenza che inganna (penso al serpente Camillo che in realtà è la Fata Argentina), anche se Martina si soffermava di meno su certi aspetti; e l'umorismo spesso macabro, nonché i parenti e le facoltà soprannaturali di Pippo. E' divertente vedere con regolarità nelle storie di Martina le facoltà sovrumane di Pippo, ogni volta diverse di storia in storia.


        « Ultima modifica: Lunedì 22 Nov 2010, 15:10:04 da Sam_Spade »
        Disney Comic Guide - La guida ai fumetti Disney: https://disneycomicguide.wordpress.com/


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        piccolobush
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          Re: Bill Walsh
          Risposta #48: Lunedì 22 Nov 2010, 15:55:59

          Non il primo (L'Isola degli Zombies) né l'ultimo (Il Serpente e l'Arcobaleno di Wes Craven). ;)
          Il primo non l'ho citato perchè non volevo spararmi troppe pose da cinefilo di film d'annata ( ;)), il secondo non so neanche come ho fatto a dimenticarlo :-[ anche se il finale mi è sempre sembrato un pò "raffazzonato"

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          Andrea87
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            Re: Bill Walsh
            Risposta #49: Martedì 23 Nov 2010, 18:44:30
            domanda: ma secondo voi, la "decadenza" di Topolino è colpa della volontà degli autori o della volontà dell'editore?

            mi spiego: qualche pagina fa Paolo con splendide parole diceva che

            Citazione
            Mickey ha percorso tutto il suo cammino evolutivo, ed ora ha anche finito di discendere la china. [...] Mickey ha esaurito il suo compito, non ha più nulla a che spartire con la società in cui vive

            questa è una lettura a posteriori, visione che ci può stare, ma solo conoscendo la volontà dell'editore di tagliare le grandi epopee avventurose.
            Ma secondo voi se il KFS avesse permesso la continuazione della continuity giornaliera, si sarebbe per forza arrivati al topo casalingo, dato che aveva già detto tutto, o si sarebbe rinnovato ancora una volta come accadde nel post seconda guerra mondiale?
            Nel tempo dell'inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario (G. Orwell)

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            Federico_Pedrocchi
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              Re: Bill Walsh
              Risposta #50: Mercoledì 22 Dic 2010, 08:39:50
              Ma secondo voi se il KFS avesse permesso la continuazione della continuity giornaliera, si sarebbe per forza arrivati al topo casalingo, dato che aveva già detto tutto, o si sarebbe rinnovato ancora una volta come accadde nel post seconda guerra mondiale?

              Io adoro il Topolino casalingo. Trovo che sia un risvolto inaspettato e bello, un rinnovamento (forzato quanto vuoi, ma è comunque un andare oltre i canoni precedenti). Nondimeno penso che il KFS fece una scelta di marketing disastrosa (questo sia di monito a chiunque pensa che "eh, ma il marketing giustifica tutto"), perché un Topo casalingo, imprigionato entro tre vignette autoconclusive, non ha certo bisogno di sceneggiatori grandiosi. Non tanto la fine del Topo (non sono d'accordo per niente con le parole di Paolo che hai riportato) quanto la fine degli sceneggiatori, degli autori.
              R.I.P. Bill Walsh.
              Ma la fantasia non muore. Impossibilitata a esplodere dentro le tre vignette si trasferì di continente e folgorò Martina e Scarpa... Ed ecco che il Topo ebbe di nuovo qualcosa di nuovo da dire. Certo, non più alla società americana. Ma ai contemporanei di Totò, Sordi e Corrado. E Anna Magnani.

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                Re: Bill Walsh
                Risposta #51: Venerdì 7 Gen 2011, 12:46:09
                Seguendo l'esempio del topic di Carl Barks, volevo che ognuno di noi postasse le sue tre storie brevi preferite e le sue tre storie lunghe preferite.
                Inizio io.
                Storie brevi
                Topolino e la zia Marisa - Da spanciarsi dalle risate
                Topolino e gli spettri - Da spanciarsi dalle risate
                Topolino sulla Luna - Da spanciarsi dalle risate
                Storie lunghe
                Topolino e il tesoro di Mook
                Topolino contro Topolino
                Topolino e Pippo cervello del secolo
                15 novembre 1976: l'ultima striscia di Floyd Gottfredson, l'Uomo dei Topi.
                Grazie, Floyd.


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                  Re: Bill Walsh
                  Risposta #52: Domenica 9 Gen 2011, 02:05:26
                  Topolino e la zia Marisa
                  (o non era Marissa?)
                  Sì, io adoro quella storia!!!!

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                  Andrea87
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                    Re: Bill Walsh
                    Risposta #53: Venerdì 14 Gen 2011, 17:42:13
                    non so voi, ma più storie leggo e più ritengo Bill Walsh il miglior sceneggiatore delle storie di Topolino di tutti i tempi.

                    Nessuno offesa a chi si è cimentato prima e dopo di lui, ma Walsh ha toccato vette irraggiungibili con storie sempre diverse che vanno dall'horror gotico alla fantascienza alla fantapolitica sempre mantenendo un livello qualitativo altissimo!
                    Nel tempo dell'inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario (G. Orwell)

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                      Re: Bill Walsh
                      Risposta #54: Venerdì 14 Gen 2011, 21:28:08
                      Anch'io lo considero il più grande narratore Disneyano, un Maestro senza tempo.
                      Ma secondo voi: perché Walsh non ha mai avuto l'erede che si meritava? Perché molti preferiscono Gottfredson e Scarpa, che pur essendo due dei più grandi sceneggiatori Disney, vengono spesso considerati una spanna sopra Walsh, che per me va pienamente classificato alla pari, se non una spanna sopra? Forse perché molti attribuiscono le storie di Walsh a quelle di Gottfredson?
                      15 novembre 1976: l'ultima striscia di Floyd Gottfredson, l'Uomo dei Topi.
                      Grazie, Floyd.


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                        Re: Bill Walsh
                        Risposta #55: Lunedì 17 Gen 2011, 10:33:23
                        Sto riscoprendo Walsh dalla rilettura di Topomistery, e lo sto apprezzando di più adesso che quindici anni fa.

                        La fantasia dell'autore è enorme, e su questo c'è poco da dire. Prende in mano Topolino dopo le grandissime saghe degli anni '30, e gli da nuova linfa, anche dandogli nuove spalle, adatte alla situazione post bellica, Eta Beta in primis.

                        Forse, poi, ci dimentichiamo del fatto che Walsh era costretto ad operare per strisce, e che ognuna di esse doveva essere al contempo parte di una storia più ampia, e in senso lato "autoconclusiva" nel senso che doveva contenere una gag che strappasse una risata al lettore occasionale. E questo ben testimonia la genialità dell'autore.

                        Fantasia sfrenata, senza limiti e possibilità caratterizzano poi l'autore, come credo siano ottimi i dialoghi che, purtroppo, non ho mai goduto in originale (mi spiace dirlo, ma devo fare una grossa tara sulle traduzioni di Topomistery, troppo spesso indecenti e piene d'errori).

                        Ma la fantasia senza limiti scade troppo spesso in cliché similari (quante volte abbiamo visto Topolino nominato d'improvviso sovrano di qualche nazione o generale di un popolo in rivolta?), quando non in battute quasi identiche (Topolino e il pianeta minorenne e Topolino e il mondo sotterraneo contengono due battute esattamente coincidenti, con Topolino generale che si vuole dimettere o tratta la resa).

                        Devo ammettere, però, di preferire le avventure più metropolitane di Topolino, quelle che si rifanno ai grandi gialli, come Topolino contro Topolino e Topolino e il trovatello milionario, rispetto alle grandi esplorazioni, proprio perché, per mio gusto personale, qualche volta le trame delle grandi esplorazioni mi sembrano un po' troppo "fantasiose" al punto di scadere quasi nel bambinesco eccessivo, accusa che mossi anche al primissimo Casty.

                        Invece nelle storie gialle questo non accade, pur arrivandosi spesso a vette di evidente iperbole, e rimangono sempre godibilissime anche per chi preferisce un tono un po' più adulto, quasi martiniano, nelle storie.

                        Va però detto, a sostegno della grandiosità di Walsh, che lo stesso, anche nelle storie più scanzonate, non esita a toccare argomenti come la morte, gli omicidi, il senso della vita: e questo ne fa un enorme autore, che ha osato osare ogni volta che ha potuto, quando i vincoli di correttezza politica erano certo inferiori rispetto ad oggi, come il solo Martina ha saputo poi fare.

                        Un grandissimo, quindi, anche per come riusciva sempre ad inserire qualche bellezza da sbavo nelle sue storie, magistralmente resa da un Gottfedson in grandissima forma! ;D ;D ;D
                        « Ultima modifica: Lunedì 17 Gen 2011, 18:00:13 da pkthebest »

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                          Re: Bill Walsh
                          Risposta #56: Martedì 18 Gen 2011, 17:26:54
                          Aspettavo con ansia una tua recensione sul mio autore preferito!
                          I miei complimenti, pkthebest.
                          15 novembre 1976: l'ultima striscia di Floyd Gottfredson, l'Uomo dei Topi.
                          Grazie, Floyd.


                          *

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                            Re: Bill Walsh
                            Risposta #57: Martedì 18 Gen 2011, 17:30:01
                            Grazie! Ho tardato un po' perché dovevo documentarmi, dopo quello che si era detto nel post su Casty.

                            Al di là dei pregi indubitabili, anche altri riconoscono qualche (comprensibile, stante l'enorme produzione quotidiana) ripetitività all'autore nelle situazioni, più che nella caratterizzazione dei personaggi?

                            *

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                              Re: Bill Walsh
                              Risposta #58: Martedì 18 Gen 2011, 17:58:48

                              Beh, alcune situazioni sono simili, ma più nella "traccia" generale che nello svolgimento vero e proprio e nei dettagli.

                              Credo sia semplicemente dovuto all' attenersi ai clichè alla base delle storie d'Avventura dell'epoca.
                              No man commanded Jean Louise.
                              Not on land and not on water.
                              Jean did whatever he pleased,
                              Until he kissed the gunners daughter.

                              *

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                                Re: Bill Walsh
                                Risposta #59: Martedì 18 Gen 2011, 18:23:43
                                Fantasia strabordante e grande capacità dialettica (non ha caso è passato poi a sceneggiare i film dal vero).
                                E' vero però che un po' di situazioni e personaggi si ripetono. E che talvolta le sue storie non siano così scorrevoli.

                                Il difetto maggiore che gli imputo è però la troppa alternanza: abbiamo capolavori massimi (ciclo di Eta Beta, Topolino contro Topolino) ma anche storie normali e pure bruttine (Macchina Toc-Toc e Terraplano).
                                Saliscendi qualitativi che riscontro meno nel pre-Walsh, e per nulla prima del 1939 dove la qualità si mantiene sempre all'eccellenza.

                                 

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