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Ruolo e personalità di Macchia Nera

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Dominatore delle Nuvole
Diabolico Vendicatore
PolliceSu   (11)

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PolliceSu   (11)
    Ruolo e personalità di Macchia Nera
    Domenica 22 Feb 2015, 19:51:56
    Sicuro al 100% che un topic del genere esiste già. Ma io sono miope e non l'ho proprio trovato. (Non mi sembra il caso di parlarne in "Perché i cattivi si sono rincitrulliti?").

    Su suggerimento di Doppio Segreto, che apprezza come me il temibile incappucciato, propongo una linea di partenza.
    1939, l'ineffabile Adolfo compie le sue ineffabili prodezze mentre Chamberlain e Daladier si danno da fare per non far nulla nel miglior modo possibile. Ma soprattutto entra in scena sulle strisce gottfredsoniane The Phantom Blot, da subito il più spietato e fantasioso degli avversari di Topolino
    1955, viene terminata dopo 13 anni la metropolitana di Roma, e il l'Uomo che ogni lettore di Topolino deve ringraziare ogniqualvolta apre il settimanale ci regala uno dei suoi lavori più densi e studiati: Topolino e il doppio segreto di Macchia Nera, disegnato dall'altro Re dei Classici Romano Scarpa. L'operazione è, benché a quel tempo non ci si faccia caso, delicatissima: la riproposizione di due personaggi (non contiamo Flip 2º) usciti così perfetti dalle mani del loro creatore, per di più uno dei quali mai più riutilizzato, può facilmente convertirsi in un epocale bidone. Ma l'autore del profluvio di tavole del Cobra Bianco e dell'Inferno di Topolino non teme le insidie dell'arte sceneggiatoria e consegna al temperato pennello scarpiano l'avventura insieme più seria e inquietante che fosse uscita dalla sua penna sino ad allora. E il silenzioso e intelligente macchinatore dalla doppia tunica non perde un colpo della sua grandezza: anzi, il movente squisitamente vendicativo lo libera del tutto da ogni aura di mercenariato.
    1960, Charles De Gaulle compie un disastroso viaggio in un'escandescente Algeria. Ennio Missaglia, il Re del thriller topolinesco, pensa bene di suggellare la cosa con la consacrazione di Macchia Nera a signore della criminalità disneyana: gli eterni favolosi spigoli di Giulio Chierchini fanno il resto. Qu mi permetto di citare Doppio Segreto: bisognava individuare un capo assoluto della mala topolinese e questi, non poteva essere uno come Gambadilegno,  - allora considerato il pericolo pubblico n. 1 - troppo rozzo e ignorante. Fu una vera e propria evoluzione - direi un arricchimento - del nostro  rispetto all'originale: Macchia Nera nacque come  criminale solitario che lavorava per una potenza straniera - quella nazista dati i tempi - e qui, invece,  diventò tutt'altra cosa. Acquisì poi, inoltre, quella straordinaria capacità di trasformista che diventò in seguito uno dei suoi segni più particolari.
    1961, Assassinio di Patrice Lumumba. Missaglia bissa l'operazione dell'anno precedente, sempre coadiuvato da Giulio Chierchini, con Topolino e le evasioni impossibili. Per la seconda volta Macchia Nera compare senza tunica dall'inizio alla fine, qui però con un ruolo diverso della storia precedente, dato che la mente della faccenda è un'altra. Ma anche questa sospensione del "ruolo speciale" di Macchia Nera contribuisce finalmente a farlo entrare in pianta stabile, e non più eccezionale appunto, fra gli avversari del Grande Roditore.

    Mi fermo qui. A voi i commenti: cos'è successo dopo? Come, quanto e ad opera di chi il personaggio è statosnaturato/rilanciato/abusato? Perché i disegnatori si comlicano la vita a levargli continuamente il cappuccio quando sta tanto bene così com'è? Casty e Macchia Nera: cosa accadrà dopo Darkenblot?

    E infine: vi piacerebbe se si continuasse nella cronologica delle storie? (Ovviamente smettendola con i riferimenti storici).

    Fantomaticamente vostro
    Il Dominatore delle Nuvole (stavolta calza decisamente)
    « Ultima modifica: Domenica 22 Feb 2015, 19:52:41 da A.Basettoni »

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    Maximilian
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      Re: Ruolo e personalità di Macchia Nera
      Risposta #1: Domenica 22 Feb 2015, 20:14:10
      Casty e Macchia Nera: cosa accadrà dopo Darkenblot?
      Gli sceneggiatori continueranno ad usarlo come hanno sempre fatto, ognuno a modo suo.
      Se questa saga provocherà qualche cambiamento nella concezione di Macchia, non lo farà nel breve periodo: ci vuole una nuova generazione di autori cresciuti con questa (e altre) storie, per vederne gli effetti.

      Citazione
      E infine: vi piacerebbe se si continuasse nella cronologica delle storie?
      Fai pure, ma magari solo di quelle più significative

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      doppio segreto
      Gran Mogol
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        Re: Ruolo e personalità di Macchia Nera
        Risposta #2: Domenica 22 Feb 2015, 23:02:30
        Grazie Dominatore! :) :)

        Io parto sostanzialmente dalla fine, dal risultato: penso che Macchia Nera sarebbe potuta essere una grande risorsa, un'opportunità per i fumetti Disney e, ovviamente, di Topolino in particolare: con un personaggio simile, seppur in chiave disneyana, si sarebbero potuto avere storie più inquietanti e piene di tensione che potevano anticipare le storie di Venom. Non dico che alcune non si siano almeno avvicinate a questo, ma via via, il criminale nero è diventato un villain più alla mano e, spesso reso ridicolo: Macchia Nera non dovrebbe mai fare ridere, Macchia Nera dovrebbe mettere sempre "paura" e inquietudine nei lettori, come da spirito del Mistero, del Doppio segreto e Re dei Mendicanti.

        Ritorniamo dunque alla storia in cui si è fermato Dominatore: Topolino e le evasioni impossibili del 1961 che, come la precedente, Topolino e il re dei mendicanti, portò la firma di Missaglia e Chierchini.

        Anzi no, facciamo prima un passo indietro.

        Sappiamo tutti: Il re dei mendicanti fu criticata assai e sostanzialmente censurata e messa completamente nel dimenticatoio. Questo, anche e soprattutto, perché presentava una Topolinia completamente in mano ad una malavita che, usando i mendicanti - innumerevoli - come una sorta di vera e propria mafia, condizionava tutta la vita pubblica della città. La figura di Macchia Nera veniva anche a surclassare la figura di un Gambadilegno completamente terrorizzato da questo "essere sconosciuto e terribile" che lo minacciava di morte se non avesse obbedito ai suoi ordini.
        Guardate che, visto con gli occhi di allora, era una cosa assolutamente inedita: per tutti i lettori di allora del giornalino Topolino, Gambadilegno era il cattivo per eccellenza e nessuno metteva in discussione questo suo ruolo e lo stesso Topolino si domandava chi mai potesse essere quel capo così terribile.

        Con le evasioni impossibili - che ha atmosfere notturne meravigliose - Missaglia e Chierchini fecero vari passi indietro, la situazione, sembrò quasi ribaltarsi: è Gambadilegno che libera, facendosi pagare, Macchia Nera, inaugurando una lunga serie di evasioni.
        Topolino, dietro ad un'indicazione di Pippo - che però si riferisce a Gambadilegno - cattura Macchia Nera che appare per una seconda volta in borghese in piena notte, cosa che dovrebbe essere impensabile: anzi a dir la verità il merito della cattura è dello stesso Pippo. Un Macchia Nera poi, piangente che cerca di convincere Topolino che il colpevole non è lui: e qui avvenne la prima e vera propria svalutazione del personaggio e si può ben dire che questo fu anche il "peccato originale" da cui nacque un Macchia Nera fortemente ridimensionato.

        L'anno dopo, il 1962, Macchia Nera passa nelle mani di Onofrio Bramante che si può dire fu quello che portò veramente in maniera definitiva il personaggio, a diventare una costante del giornalino, seppur di lunghissima, in maniera minore, rispetto a Gambadilegno che, fra l'altro in quel periodo, imperava sul serio. Con Topolino e le manette magiche ancora una volta, Macchia Nera, compare senza cappuccio e con la sola tunica ma, anche qui, come in Topolino e il re dei mendicanti la cosa trova una sua ragion d'essere nella trama e, cioè nella volontà di Bramante di valutare ulteriormente la capacità di trasformarsi di Macchia Nera.
        A questa storia alcune settimane dopo Bramante con Topolino e i malefici sette, fece tornare in auge l'idea di rendere Macchia Nera, il capo assoluto della mala topolinese e la sua volontà di vendicarsi del suo nemico mortale. Grande idea, grande intuizione, purtroppo in parte vanificata per i motivi che ho già detto: http://www.papersera.net/cgi-bin/yabb/YaBB.cgi?num=1297701668. In questa storia poi Macchia Nera agisce senza il cappuccio e con la sola tunica e anche questo fu un errore.
        Segue poi Topolino e il pappagallo matematico. Scarpa ritornò dopo sette anni dal Doppio segreto, sul personaggio e lo fece in una maniera che, dal mio punto di vista, è assolutamente deludente rispetto alla sua precedente. A parte voler rimarcare, temi tipici del Mistero: un Macchia Nera di nuovo solitario e che ruba inspiegabilmente qualcosa: là erano macchine fotografiche, qui pappagalli, la storia è molto assurda e sconclusionata: possibile che Macchia Nera, conoscendo bene già Pippo, proprio a lui affidi il compito di riunire tutti i pappagalli mettendosi automaticamente nelle mani di Topolino? Dai...!  :-/Un Macchia Nera che poi casca alla fine in un tranello in cui, neanche il più sciocco dei banditi, sarebbe caduto.  :o Graficamente c'è poi da segnalare che, se da un lato si ritorna al Macchia Nera incappucciato, Scarpa disegnò al personaggio per la prima volta due pupille che gli tolsero molto del suo fascino originario.:-[. Tant'è!
        Le storie restanti del 1962, una di Bramante: Topolino e il bombardiere fantasma e ancora una di Scarpa: Topolino e gli abeti Himalayani, rendono ancora entrambe omaggio al Mistero, aggiungendo alcune delle caratteristiche acquisite nei nuovi racconti: Macchia Nera che, non più in solitudine, rapina oggetti di cui non si riesce ben capire cosa possa farne e il perché.
        Però quella di Bramante ha un grosso pregio che regala un'altra caratteristica nuova a Macchia Nera e che diventerà  - vedi ad estremo risultato Darkenblot - estremamente importante: la capacità e la genialità di inventare mezzi e macchine che hanno come fine il delinquere.
        Quella di Scarpa è invece una storia molto ordinaria che presenta un Macchia Nera completamente in borghese ma la cui identità si scopre solo alla fine e, tutto sommato, deludente.

        Mi fermo qui per ora.

        A voi!
        Sei una brava persona Topolino. E' questo il tuo guaio (Vera Ackerman)

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        Tacitus I
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          Re: Ruolo e personalità di Macchia Nera
          Risposta #3: Lunedì 23 Feb 2015, 19:54:47
          trovo molto interessante e concordo sulla tesi che vede Macchia come capo della malavita topolinese
          credo solo missaglia abbia trattato e introdotto questo tema,grazie anche a storie come Topolino e i malefici 7 dove si evidenzia la dialettica tra l'ignoranza e la rudezza di gamba e la sagacia e il fine comportamento di macchia(e notare come in quasi tutte le sue storie missaglia accentui questo carattere negativo di Gambadilegno)

          Nella cultura esiste sempre un futuro

          *

          Aoimoku
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            Re: Ruolo e personalità di Macchia Nera
            Risposta #4: Martedì 24 Feb 2015, 10:01:55
            Invece io Macchia lo vedo come un criminale solitario.

            Potrebbe essere la versione disneyana dell'Enigmista dell'universo di Batman.

            Un criminale geniale, solitario, occasionalmente mercenario, che si è dato al crimine per provare la sua intelligenza al mondo. L'incontro con Topolino gli ha fatto trovare un rivale adeguato al suo livello intellettivo, pertanto i suoi piani ancora più del successo prevedono la sfida diretta col Topo, in una sfida intellettuale tra i due. Caratteristica di Macchia è anche firmare i suoi crimini, proprio perché ancora più del furto in sé gli interessa la sfida con Topolino.

            Macchia Nera avrebbe le capacità per ergersi a dominatore del crimine di Topolinia ma... non ne ha voglia! La sua è una ricerca continua di sfide adeguate alla sua intelligenza, la conquista del potere malavitoso può essere una delle tante, ma niente in grado di soddisfarlo perennemente.

            *

            Gancio
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              Re: Ruolo e personalità di Macchia Nera
              Risposta #5: Martedì 24 Feb 2015, 12:16:44
              Innanzitutto un plauso a dominatore delle nuvole ed a doppio segreto per l'accurata analisi e ricostruzione storica del personaggio, complimenti ad entrambi!  [smiley=thumbsup.gif]

              Entrando nel merito...

              Invece io Macchia lo vedo come un criminale solitario.

              Potrebbe essere la versione disneyana dell'Enigmista dell'universo di Batman.

              Un criminale geniale, solitario, occasionalmente mercenario, che si è dato al crimine per provare la sua intelligenza al mondo. L'incontro con Topolino gli ha fatto trovare un rivale adeguato al suo livello intellettivo, pertanto i suoi piani ancora più del successo prevedono la sfida diretta col Topo, in una sfida intellettuale tra i due. Caratteristica di Macchia è anche firmare i suoi crimini, proprio perché ancora più del furto in sé gli interessa la sfida con Topolino.

              Macchia Nera avrebbe le capacità per ergersi a dominatore del crimine di Topolinia ma... non ne ha voglia! La sua è una ricerca continua di sfide adeguate alla sua intelligenza, la conquista del potere malavitoso può essere una delle tante, ma niente in grado di soddisfarlo perennemente.
              Sono completamente d'accordo con te.

              Per me ha poco senso che un criminale cosi lucido e spietato debba porsi a capo della malavita, e dunque servirsi di quella bassa manovalanza cui lui è intellettualmente tanto superiore. Non dico che ciò non possa, saltuarimente, avvenire, ma personalmente ritengo che il suo genio, la sua attitudine alla progettazione di piani complessi, la sua spietatezza (caratteristica fondamentale del personaggio) ma si accompagnino con un ruolo apicale di bande di rozzi ed ignoranti delinquenti comuni.

              Al contrario, nella sua individualità lui dovrebbe confrontarsi con Topolino trovando nel sorcio il solo avversario al suo livello, l'unico in grado di interpretare i suoi progetti e mettergli i bastoni tra le ruote. Neanche a dirlo, Casty ha già dimostrato di potere e sapere ben declinare il personaggio con queste caratteristiche.
              Tritumbani fritti!

              *

              doppio segreto
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                Re: Ruolo e personalità di Macchia Nera
                Risposta #6: Martedì 24 Feb 2015, 13:43:28
                Questa sera, salvo imprevisti, dovrei riuscire a continuare la mia disanima dei racconti di Macchia Nera e del personaggio, per adesso mi limito a ringraziarvi per la partecipazione e per le vostre opinioni  e a dire la mia su alcune cose.

                Macchia Nera, come tutti sappiamo, intenzionalmente, nacque per quell'unica storia che fu il Mistero. Gottfredson voleva prendere un po' in mezzo il "principale" Walt Disney e diede a Phantom  un viso che, sostanzialmente ne era una sua caricatura. Sembra che Disney se ne ebbe per questo e, semmai ci fosse anche stata l'intenzione di riproporlo da parte del suo creatore, non se ne fece più nulla.

                Ma di questo ne riparlerò questa sera.

                Ai fini di quell'unica storia era inevitabile che Macchia Nera fosse presentato come criminale solitario ma, una volta proposta la sua vendetta per quanto accaduto alcuni anni prima col Doppio segreto, penso che fosse inevitabile - e dal mio punto di vista auspicabile - collocarlo all'interno della società topolinese e farlo di conseguenza interagire con i principali criminali, a cominciare, ovviamente, da Gambadilegno.
                Macchia Nera - e su questo mi pare siamo tutti d'accordo - è nettamente superiore come mente - non solo criminale ma come mente tout-court - a qualsiasi altro villain e, come tale, non può che dominare su tutti. Il problema è che non è sempre stato così come ho già detto e come meglio evidenzierò andando avanti col la disanima.
                Quanto al discorso che Macchia Nera firmerebbe i suoi crimini per sfidare Topolino, io non direi che sia così.
                Macchia Nera nel Mistero si firma già prima di conoscere Topolino. In realtà è una sua caratteristica dovuta alla sua forte supponenza di essere superiore a chiunque ... poi arriva Topolino che riesce a fermarlo ma, diciamocelo pure: questo accade non solo per le sue capacità ma perché ha una costante fortuna dalla sua che lo aiuta e, spesso, dei sceneggiatori che immiseriscono il personaggio Macchia Nera
                Sei una brava persona Topolino. E' questo il tuo guaio (Vera Ackerman)

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                  Re: Ruolo e personalità di Macchia Nera
                  Risposta #7: Martedì 24 Feb 2015, 17:08:27
                  ... una volta proposta la sua vendetta per quanto accaduto alcuni anni prima col Doppio segreto, penso che fosse inevitabile - e dal mio punto di vista auspicabile - collocarlo all'interno della società topolinese e farlo di conseguenza interagire con i principali criminali, a cominciare, ovviamente, da Gambadilegno.
                  Fermo restando che lo preferisco quando agisce in solitario, un Macchia Nera che, grazie al suo intelleto superiore e raffinato, controlla e gestisce la malavita topolinese sembra assomigliare (fatte le debite distinzioni) al Professor Moriarty nei romanzi di Sherlock Holmes: anche questo personaggio estremamente dotato di intelleto e spietatezza, dominava ogni aspetto della criminalità londinese, trovando l'unico valido avversario proprio nel razionale investigatore privato.
                  Tritumbani fritti!

                  *

                  doppio segreto
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                    Re: Ruolo e personalità di Macchia Nera
                    Risposta #8: Martedì 24 Feb 2015, 22:45:01
                    Nel 1963 le storie con Macchia Nera sono 7. Quattro targate Bramante che in quel periodo firmava gran parte delle avventure che si svolgevano a Topolinia e, per la prima volta Bordini e ben 2 di Giuseppe Perego.
                    E se la storia più interessante di Bramante fu certamente Topolino e i piselli sabotatori: http://www.papersera.net/cgi-bin/yabb/YaBB.cgi?num=1409138583 ormai la sua costante fu quella di presentarci un Macchia Nera sempre in borghese e privo di ogni riferimento all'originale di Gottfredson.
                     
                    Fatta l'eccezione di questa storia, quelle più interessanti sono invece quelle di Giuseppe Perego.

                    In Topolino e il dromedario viola: http://coa.inducks.org/story.php?c=I+TL++387-B, i Barosso e Perego ebbero il pregio di concepire una storia - penso per la prima volta - dove alcuni banditi, in maniera concorrenziale, cercano di commettere lo stesso crimine: rubare il diamante che ha la figlia di un emiro in visita in America. La cosa si fa poi veramente interessante perché, sempre per la prima volta - anche se l'inducks non li segnala - Ciccia e Sgrinfia vengono disegnati in una storia italiana: fino a quel punto erano monopolio unico del loro inventore: Paul Murry che però, in realtà, non aveva mai concesso loro la dignità di personaggi con un'identità fissa,  in quanto ogni volta, venivano chiamati in maniera diversa nelle varie storie.
                    Ma la parte che ci interessa di più in questo ambito è lo scontro fra Gambadilegno e Macchia Nera dove,l'intelligenza del secondo, ha la meglio ed è lui l'ultimo ad essere sconfitto da Topolino nella corsa al furto del diamante.

                    Con Eta Beta e il fenachistiscopio tridimensionale: http://coa.inducks.org/story.php?c=I+AT+++77-C, si ebbe dopo otto anni un nuovo incontro fra l'omino del futuro e Macchia Nera: un Macchia Nera che, pur agendo al comando di una banda, ha di nuovo suo costume e gli occhi privi di pupille. Racconto bello e meritevole di attenzione.

                    Il 1964 fu un anno importantissimo per Macchia Nera e non solo perché in Italia furono pubblicate ben 8 storie nuove ma soprattutto perché negli Stati Uniti, per la prima volta dal 1939, venne sdoganato da Paul Murry con due storie che iniziarono una serie di avventure e strips che si conclusero nel 1966.

                    Ma rimaniamo prima in Italia: Bramante - al suo ultimo anno come disegnatore per Topolino - dona al personaggio di Macchia Nera ben 4 delle 8  storie ma, molto francamente, siamo veramente a raso terra. A parte i difetti delle precedenti, si aggiunge ormai un rapporto con Gambadilegno paritario: Macchia Nera studia come portare a segno i crimini e Gambadilegno tenta di fregarlo e ci riesce anche ::) :P
                    Si affacciano anche per la prima volta nell'universo dei racconti di Phantom, un giovanissimo Sergio Asteriti e Pier Lorenzo de Vita che disegnano due Macchia Nera veramente brutti e in borghese. Le due storie però non sono affatto male.
                    Ritorna a disegnare Macchia Nera anche Chierchini ma questa volta con il costume nero e il cappuccio che viene tolto solo alla fine: http://coa.inducks.org/story.php?c=I+AT+++87-B. Il racconto e i disegni sono veramente molto belli.
                    Ma il Leone d'oro di questo anno va a Giovan Battista Carpi con il suo Topolino e i fantasmi neri: http://coa.inducks.org/story.php?c=I+TL++466-B, una storia che ai ragazzini di allora - e io fra quelli - fece veramente impressione. Per la prima volta due persone in un racconto di Topolino morivano, e lo facevano sotto lo scoppio di una bomba inesplosa - erano gli zii di Clarabella - e dopo un po' di tempo ritornavano nelle vesti di due fantasmi neri.
                    Un Macchia Nera di nuovo che domina Gambadilegno e disegnato benissimo, atmosfere notturne da brivido: unica pecca le pupille di nuovo negli occhi.

                    Intanto come ho detto ... arriva Paul Murry e qui, spiace dirlo, si tocca il punto più basso della carriera di Macchia Nera  :-[ :-[... ma ne riparleremo.

                    Di nuovo a voi!
                    « Ultima modifica: Martedì 24 Feb 2015, 22:46:57 da 1819231 »
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                      Re: Ruolo e personalità di Macchia Nera
                      Risposta #9: Giovedì 5 Mar 2015, 23:03:59
                      Nel maggio 1964, dopo 25 anni dal Mistero e con 9 anni di ritardo rispetto all'Italia, Macchia Nera risorge anche nella sua terra d'origine. Il disegnatore è il celeberrimo Paul Murry che ha alle spalle una ormai consolidata serie di racconti topoliniani.
                      Piccola parentesi: fin da bambino -  ma allora chi leggeva in Italia Topolino non sapeva nulla degli autori e dei disegnatori, poteva tutt'al più, di questi ultimi, riconoscerne lo stile grafico e associarlo nelle varie storie - ho sempre amato particolarmente i suoi disegni, il suo Topolino. il suo Pippo che perennemente portava la mano destra con segno di stupore, piegandola verso la bocca, il suo Gambadilegno e gran parte delle sue storie ambientate quasi sempre in ampie panoramiche tipicamente americane. Ma con Macchia Nera, Paul Murry sbagliò veramente tutto.
                      C'è da domandarsi fino a che punto la responsabilità sia stata la sua e quanto sia stata a monte, dell'organizzazione che stava alle sue spalle ma, resta comunque il fatto che, le storie di Murry saranno il principio di una utilizzazione del personaggio Macchia Nera che più bassa di così non si sarebbe mai potuto immaginare.

                      Ma andiamo con ordine!

                      Sembra che la possibilità di poter riproporre il personaggio di Macchia Nera negli States fu legata ad un ordine dello stesso Walt che subordinò la cosa al fatto che non potesse più apparire a volto scoperto, ma solo incappucciato dall'inizio alla fine: e, infatti,  così fu.

                      Naturalmente e di conseguenza si ignorò tutta la tradizione italiana già incorso e si ripartì dal Mistero con Topolino e il ritorno di Macchia Nera http://coa.inducks.org/story.php?c=W+WDC+284-08P, dove in realtà il ritorno era tutta una finzione: Topolino passando davanti alla casa di Pippo intravvede un ombra che gli ricorda Macchia Nera. Spaventato entra in casa dell'amico e si accorge che è in realtà solo lo spilungone che si sta mettendo il pigiama. Fatto sta che Pippo - che come sappiamo nel Mistero fa una sola piccola apparizione e non ancora conosce Phantom - ne rimane un po' turbato. Un'accidentale botta in testa sdoppierà la sua personalità e sarà proprio lui che, vestito da Macchia Nera, riporterà il terrore a Topolinia mentre il vero Macchia Nera ride in galera e Gambadilegno ne approfitta per rubare dando la colpa dei suoi furti a Phantom Blot.

                      Insomma già fin dal mattino il buongiorno della rinascita di Macchia Nera non fa presagire nulla di buono.

                      In realtà, però il giorno sarà ancora più orrendo.

                      Dopo questa storia, si scivolò un po' alla volta nel più completo ridicolo fino a ipotizzare una Maga Magò innamorata di Macchia Nera  :-/ >:( :o :-[
                      Questa serie di storie ebbe delle conseguenze nefaste sulle storie di Macchia Nera in tutto il mondo e, seppur in maniera assai meno marcata, nelle storie italiane.

                      Ma di questo ne parlerò in seguito!
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                        Re: Ruolo e personalità di Macchia Nera
                        Risposta #10: Venerdì 6 Mar 2015, 23:01:10
                        Le storie con Macchia Nera di Paul Murry in Italia furono pubblicate, 4 nel 1965, 3 nel 1966 e l'ultima, per quegli anni, nel 1967.
                        Parallelamente - e penso non fu un caso - dalle 8 storie italiane del 1964 si passò a cifre sempre più irrisorie con 0 assoluto nel 1967 e nel 1970.
                        Un altro fenomeno che si sviluppò fu anche la possibilità che in alcune di esse, i vari disegnatori che in precedenza avevano già presentato Macchia Nera in borghese, ripiegassero per la soluzione americana, presentandolo dall'inizio alla fine sempre completamente vestito di nero e con le pupille ben visibili.

                        Ma ancora una volta andiamo per ordine!

                        Nel 1965 le nuove storie di Macchia Nera italiane furono soltanto 3. E se la nuova di Perego Topolino e le casse degli ananassi http://coa.inducks.org/story.php?c=I+AT++102-B fu ben lungi dal raggiungere i risultati che il disegnatore aveva colto nel 1963, molto interessante fu il debutto di Massimo De Vita, supportato da Ennio Missaglia come soggetto, con il personaggio tenebroso con Topolino e l'enigma del campanile http://coa.inducks.org/story.php?c=I+TL++481-C. La storia si svolge, avvolta da atmosfere notturne, all'interno di un campanile, dove una misteriosa figura tenta di acchiappare un piccione viaggiatore che ha qualcosa di molto importante nella zampetta. Macchia Nera agisce, inspiegabilmente questa volta, in borghese ed è probabilmente l'unica grande pecca del disegnatore in questa storia.
                        Massimo De Vita bissò con Topolino e il dipinto ridipinto http://coa.inducks.org/story.php?c=I+TL++485-C a poche settimane dalla prima storia e questa volta il soggetto fu di Guido Martina. Ma la sua seconda storia con Macchia Nera pur non essendo malvagia è assai inferiore alla prima, soprattutto per quanto riguarda la tensione.
                        Il 1966 vede 4 storie italiane con Macchia Nera. Ma una di esse, con disegni di Giuseppe Perego, è condensata nel Prologo del Classico Toposhow http://coa.inducks.org/story.php?c=I+CWD++21-A e, un'altra, è costituita dalla prima apparizione del personaggio in una parodia, con disegni Giovan Battista Carpi, Topolino corriere dello zar http://coa.inducks.org/story.php?c=I+TL++553-AP.
                        Se nel Prologo la cosa più "rivoluzionaria" per quegli anni fu definire Macchia Nera per la prima volta: il genio del male di Topolinia il Leone D'oro va indiscutibilmente per quell'anno, ancora una volta a Giulio Chierchini che con Topolino e le antenne raso terra http://coa.inducks.org/story.php?c=I+AT++113-B - ne ho parlato qui: http://www.papersera.net/cgi-bin/yabb/YaBB.cgi?num=1423256356 - riportò il nostro villain ai fasti primordiali, sotto ogni punto di vista aggiungendone ancora altre caratteristiche.
                        L'anno terminò con una nuova storia disegnata da Sergio Asteriti - soggetto di nuovo di Missaglia - dove si inaugurò la tradizione dei Macchia Nera sempre incappucciati come da ordini d'oltre oceano: Topolino e il dipinto rivelatore http://coa.inducks.org/story.php?c=I+TL++578-B, una storia meritevole di attenzione.
                        Poi come ho già detto nel 1967, il nulla e, nel 1968 una sola storia.
                        La storia del 1968 fu disegnata da Romano Scarpa. inchiostri di Giorgio Cavazzano e soggetto dei fratelli Barosso e si trattò di Topolino e la caccia a chissà cosa http://coa.inducks.org/story.php?c=I+TL++654-B.
                        Scarpa ritornò dopo 6 anni sul personaggio di Macchia Nera e, anche lui, lo fece disegnandolo alla "moda americana" ma, aldilà di questo particolare, si trattò di uno Scarpa veramente minore, come del resto lo fu nelle due storie del 1962.

                        E allora è venuto il momento di domandarmi il perché, colui che da tutti - me compreso naturalmente - è considerato il maestro italiano dei disegnatori per eccellenza e che ripropose per primo il personaggio di Macchia Nera, regalandoci quel massimo capolavoro che fu il Doppio segreto poi, nella sua carriera, ritornò su questo personaggio - altre due sole volte dopo questa del 1968 - molto raramente e, quando lo fece, proponendoci sempre un Macchia Nera di gran lunga sottotono. Se ci si pensa in effetti è una cosa assi paradossale.
                        Io non ho ovviamente una risposta certa a questo quesito e, se qualcuno di quelli che mi leggono sanno la risposta esatta gli sono grato se me la danno!

                        Da parte mia posso tutt'al più avanzare due ipotesi, in verità, in netta antitesi.

                        La prima: Scarpa, quando ripropose Macchia Nera con il Doppio segreto nel 1955 era ancora un giovane disegnatore alle prime armi che non aveva certo forza di contrattazione all'interno dell'Arnoldo Mondadori e della redazione del giornalino, dunque il soggetto gli fu imposto - o quasi imposto - ma in realtà lui non amava affatto quel personaggio, preferendogli di gran lunga Gambadilegno che, come sappiamo apparse in tantissime sue storie. E poi, è pur vero che tutte le storie da lui disegnate con Macchia Nera non portano il suo soggetto.

                        La seconda: Scarpa non condivise affatto l'involuzione che Macchia Nera ebbe in Italia probabilmente su indicazione della direzione del giornalino - e ancor più dopo le indicazioni che vennero da oltre oceano - e si rese conto che questo personaggio sarebbe dovuto essere usato in ben altra e più nobile maniera e dunque, preferì, accantonarlo.

                        Due ipotesi, come ho detto, completamente in antitesi e probabilmente sbagliate entrambe...!

                        Comunque sia stato il paradosso del rapporto di Scarpa con Macchia Nera è del tutto evidente.
                        « Ultima modifica: Sabato 7 Mar 2015, 11:03:15 da 1819231 »
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                          Re: Ruolo e personalità di Macchia Nera
                          Risposta #11: Sabato 7 Mar 2015, 10:17:43
                          Per essere precisi, Topolino e il dipinto ridipinto non è di Martina, nonostante passate attribuzioni non ancora corrette sull'Inducks. In quegli anni infatti il Professore aveva temporaneamente cessato di collaborare con la Mondadori, come recentemente spiegato sul "Tutto Scarpa".
                          Comunque è sicuramente singolare il non utilizzo di Macchia Nera da parte di Scarpa, che lo fa comparire in una sola storia da lui scritta, Topolino e il ferro d'oro, in un ruolo dimenticabile.

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                            Re: Ruolo e personalità di Macchia Nera
                            Risposta #12: Sabato 7 Mar 2015, 11:00:01
                            Per essere precisi, Topolino e il dipinto ridipinto non è di Martina, nonostante passate attribuzioni non ancora corrette sull'Inducks. In quegli anni infatti il Professore aveva temporaneamente cessato di collaborare con la Mondadori, come recentemente spiegato sul "Tutto Scarpa".
                            Comunque è sicuramente singolare il non utilizzo di Macchia Nera da parte di Scarpa, che lo fa comparire in una sola storia da lui scritta, Topolino e il ferro d'oro, in un ruolo dimenticabile.

                            Grazie!

                             Sì, in effetti non avevo controllato Topolino e il ferro d'oro e il dubbio di aver scritto un'inesattezza su questo, mi era già venuta ieri sera.
                            Per quanto riguarda il Dipinto ridipinto mi sono affidato all'inducks e non ho controllato su Tutto Scarpa.
                            Mi fa piacere  però che anche tu rilevi la singolarità del rapporto di Scarpa con Macchia Nera e, come ho già detto, mi piacerebbe sapere - se qualcuno lo sa - se su questo argomento il maestro veneziano ha mai detto qualcosa in merito.

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                              Re: Ruolo e personalità di Macchia Nera
                              Risposta #13: Domenica 12 Lug 2015, 14:14:03
                              trovo molto interessante e concordo sulla tesi che vede Macchia come capo della malavita topolinese
                              Secondo me non ha senso un capo della malavita topolinese (a meno che si tratti di criminalità organizzata) e comunque anch'io appoggio l'idea di un individuo che agisce da solo ma che, quando l'occasione lo richiede, si mette a capo di una banda, come è successo in una manciata di storie

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                                Re: Ruolo e personalità di Macchia Nera
                                Risposta #14: Domenica 12 Lug 2015, 15:21:14
                                Secondo me non ha senso un capo della malavita topolinese (a meno che si tratti di criminalità organizzata) e comunque anch'io appoggio l'idea di un individuo che agisce da solo ma che, quando l'occasione lo richiede, si mette a capo di una banda, come è successo in una manciata di storie
                                se vai a rileggerti alcune storie degli anni 6o noterai che soprattutto nelle storie di Missaglia era presente anche questa variabile di Macchia capo della mala
                                e anche in storie succesive abbiamo notizia di un Macchia che si appoggia a scagnozzi e simili

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