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Alan Ford
 - Aperto da michi_alinovi, Mercoledì 6 Ott 2004, 14:58:03
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Re: Alan Ford (# 45)


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    Re: Alan Ford (# 45)

    Citazione di: Paperogo il Martedì  4 Ago 2026, 20:00:24È sempre poco simpatico fare classifiche ma secondo me l'Alan Ford di Magnus rappresenta tuttora il vertice storico del fumetto italiano. Sebbene mi piacciano molto De Vita, Carpi, Scarpa, Cavazzano, Gatto e altri autori Disney, ma anche Altan e Pazienza, non mi vengono in mente autori così straordinariamente bravi come Magnus, che fu capace oltretutto di dare un'atmosfera originale e molto divertente alla sua bravura grafica.

    Sapevo già che la Jugoslavia è l'unico paese estero ove "Alan Ford" abbia avuto vero successo ma su wikipedia ci sono dei dettagli che non conoscevo. Ne riporto solo alcuni:
    - Nel film di Emir Kusturica "Gatto nero, gatto bianco", un personaggio legge Alan Ford lungo tutto il film. Inoltre, la maggior parte degli improvvisati mezzi di trasporto usati da un altro personaggio del film sono direttamente ispirati alle strampalate invenzioni di Grunf. (non l'ho mai visto, devo ritrovarlo!)
    Anche nel successivo film "Promettilo!" diversi personaggi sembrano tratti dai fumetti di Alan Ford.
    - I Superhiks, rock band macedone, prendono il loro nome dalla traduzione di "Superciuk".
    - Il sito internet del Dipartimento di Elettronica dell'Università di Belgrado si chiama "tnt.etf.rs" in onore al Gruppo TNT.
    - Numerosi locali pubblici (pizzerie, bar, ecc.) sono intitolati ad Alan Ford o al Gruppo TNT. Il più conosciuto negozio di fumetti a Belgrado è la libreria Alan Ford, mentre la fumetteria di Skopje Bunker omaggia nel suo nome l'autore del fumetto, ripreso anche nella denominazione della connessa casa editrice (Bunker Qvadrat). Sempre nella capitale della Macedonia del Nord si trova poi un murale dedicato ad alcuni iconici personaggi dei fumetti che riprende Bob Rock. (mi piacerebbe sapere quali pizzerie o bar hanno un nome alafordiano!)
    In realtà, ci fu un autore di nome Giovanni Romanini che aveva assimilato alla perfezione lo stile ed il tratto di Magnus. Peccato che non abbia avuto molto spazio nel mondo Alan Ford, disegnando solamente tre storie per la testata. Ho letto anche che Romanini ha realizzato anche alcune storie Disney per il settimanale di Topolino.
    Infine, mi sorprende dover constatare che Alan Ford è un fenomeno molto più sentito in Europa orientale che qui in Italia. Ricordo alcuni vecchi editoriale di Max Bunker che citava spesso la Croazia come il paese in cui il suo fumetto è un fenomeno editoriale molto sentito.

    Re: Alan Ford (# 46)

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    Re: Alan Ford (# 46)

    A me sorprende che non abbia avuto successo al di fuori di Italia e Jugoslavia. Mi sarei aspettato almeno in Francia, in Ispagna... Sono disegni così belli che non si capisce come non possano essere ammirati, e l'atmosfera delle storie non mi pare particolarmente legata alla realtà italiana.
    È un po' come Fantozzi, che credo sia sconosciuto un po' ovunque fuori dall'Italia. O come Don Camillo e Bud Spencer/Terence Hill, che hanno avuto successo in pochi paesi (credo soprattutto in Germania) e poco o nulla in molti altri.

    Riguardo al film di Kusturica, ne ho trovato una versione integrale su yotube; ed è vero, c'è un personaggio che sfoglia spesso una copia, sempre la stessa, di Alan Ford, ma il giornalino è malandato, non è mai ripreso in primo piano e così è difficile accorgersi che si tratti di Alan Ford. È il numero 65, "Un tiro mancino" (ma con il titolo slavo, ovviamente)

    Re: Alan Ford (# 47)

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    Re: Alan Ford (# 47)

    Ho comprato infine Alan Ford, stupendomi un po' di averlo trovato al primo colpo in edicola, e in periferia; pensavo che per scarsità di tiratura lo si potesse rinvenire solo in poche edicole selezionate.
    Ritrovare i personaggi TNT fa sempre piacere, Bob Rock in particolare è un concentrato di simpatia e il Cirano lo segue a ruota. Sono anche disegnati bene, poco da criticare, in particolare il Conte è molto vicino al livello di Magnus. Tutto questo però solo quando i personaggi sono fermi e hanno espressioni standard; quando devono mostrare espressioni inconsuete e soprattutto quando compiono movimenti emergono tutte le differenze tra un pur molto bravo disegnatore e un "mostrissimo sacro" come Magnus.
    Prendo in proposito due esempi tratti da una pagina fb dedicata ai TNT
    Questa è una vignetta attuale; è tutto disegnato molto bene, ma i personaggi sembrano "playmobil" piazzati rigidi al loro posto
    https://www.facebook.com/photo/?fbid=1731251718017660&set=pcb.10167901800068642
    e questa è una vignetta magnussiana (a dir la verità ri-creata, ma credo fedelmente); quanta maggior naturalezza nella dinamica dei personaggi e quanta grazia anche nella loro inquadratura e disposizione d'insieme
    https://www.facebook.com/photo/?fbid=122308417040026390&set=gm.10167906221713642&idorvanity=41925833641

    Altra nota potenzialmente assai dolente del fumetto attuale è poi il possibile e secondo me probabile utilizzo dell'intellgienzartificiale, o almeno di sfondi pre-parati. I panorami di Nuova York ma anche gli interni sono davvero troppo dettagliati e precisi per far credere a una creazione "umana"; nemmeno un frate certosino del 1100 condannato dalla gotta a rimanere tutto il giorno seduto avrebbe la pazienza di disegnare tutti quei dettagli con riga e squadra. Ci sono persino il cofano di una macchina con i dettaglini minuti del radiatore e tre quadretti d'interno nel ristorante con riprodotte come in una foto una felce e non ricordo cos'altro. Mi chiedo il perché di un utilizzo così sfacciato dell'aiuto artificiale. Forse l'autore lo ritiene deontologicamente accettabile

    Re: Alan Ford (# 48)

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    Re: Alan Ford (# 48)

    Sarebbe bella secondo me una serie tv incentrata sul gruppo TNT. Certo ricreare l'atmosfera del fumetto sarebbe impossibile, ma si potrebbe optare per un'atmosfera normale, confidando nella simpatia dei vari characters e nell'originalità del tutto. Magari ambientandola in Italia, per risparmiare su location e scenografie. Ogni albo, una puntata. Per Bob Rock sarebbe stato perfetto il giovane Al Pacino, arruffato e scontroso come Bob; ora forse il figlio di Castellitto, o quell'attore che fa "The bear". Per Alan Ford si potrebbe vedere se un nipote o bis-nipote di Peter O'Toole sia disponibile... Per gli altri, dal Conte a Superciuk, non mi viene in mente alcun attore particolare.
    Magari come regista quello della serie sugli 883, capace di raccontare in modo ironico, originale e in un certo modo già "fumettistico"

    Re: Alan Ford (# 49)

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    Re: Alan Ford (# 49)


    Re: Alan Ford (# 50)

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    Re: Alan Ford (# 50)

    Questa vignetta mi ha fatto pensare che Cirano non è in fondo dissimile da Pluto
    https://www.facebook.com/photo/?fbid=1778646156794530&set=gm.1424229093184276&idorvanity=482672140673314

    è meno esile e ha la coda mozza, ma fondamentalmente sono lo stesso tipo di cane.
    Wikipedia definisce Pluto un bracco, e Cirano è un bracco italiano.
    Snoopy è un bracchetto e i bassotti sono in originale dei beagle, anche loro bracchetti.

    Ieri era la giornata mondiale del cane; auguri a Pluto, Cirano, Basettoni, Manetta, Snoopy, Milou, Idefix, i bassotti, Pippo, Rataplan...

    Re: Alan Ford (# 51)


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    Re: Alan Ford (# 51)

    Citazione di: Paperogo il Mercoledì  5 Ago 2026, 12:55:27A me sorprende che non abbia avuto successo al di fuori di Italia e Jugoslavia. Mi sarei aspettato almeno in Francia, in Ispagna... Sono disegni così belli che non si capisce come non possano essere ammirati, e l'atmosfera delle storie non mi pare particolarmente legata alla realtà italiana.
    In realtà in molte storie di Alan Ford si respira una certa "aria di casa". Non dimentichiamoci che la New York alanfordiana (ma anche gli States in generale) riflette diversi spicchi della realtà italiana toccando argomenti che vanno dalla sanità alla politica, conditi, poi, da diversi attacchi contro il capitalismo che spinge l'individuo ad autoaffermarsi attraverso il consumismo più eccessivo.

    Evidentemente in nazioni come Francia e Spagna Alan Ford fatica a crearsi un proprio spazio editoriale perchè questi paesi non riescono ad afferrare i temi ed il linguaggio adoperato dall'albo. Diversamente è il caso dei paesi dell'ex-Jugoslavia dove il mondo di Alan Ford è riuscito a far breccia nel cuore dei lettori, riuscendo persino nell'intento di trasformarsi in un autentico fenomeno di costume (come chiaramente dimostrato dai link che tu stesso hai inviato). Questo perchè molti paesi dell'Europa dell'est hanno affrontato i medesimi problemi italiani: inoltre, da quanto so, le emittenti televisive orientali hanno mandato in onda molte delle nostre trasmissioni consentendo di assimilare molteplici aspetti del mondo dello spettacolo televisivo e cinematografico italiano.

    Re: Alan Ford (# 52)

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    Re: Alan Ford (# 52) Ultima modifica: Oggi alle 13:54:55 di Giona

    Citazione di: Paperino Paperzukoff il Domenica  6 Set 2026, 11:10:51In realtà in molte storie di Alan Ford si respira una certa "aria di casa". Non dimentichiamoci che la New York alanfordiana (ma anche gli States in generale) riflette diversi spicchi della realtà italiana toccando argomenti che vanno dalla sanità alla politica, conditi, poi, da diversi attacchi contro il capitalismo che spinge l'individuo ad autoaffermarsi attraverso il consumismo più eccessivo.

    Evidentemente in nazioni come Francia e Spagna Alan Ford fatica a crearsi un proprio spazio editoriale perchè questi paesi non riescono ad afferrare i temi ed il linguaggio adoperato dall'albo. Diversamente è il caso dei paesi dell'ex-Jugoslavia dove il mondo di Alan Ford è riuscito a far breccia nel cuore dei lettori, riuscendo persino nell'intento di trasformarsi in un autentico fenomeno di costume (come chiaramente dimostrato dai link che tu stesso hai inviato). Questo perchè molti paesi dell'Europa dell'est hanno affrontato i medesimi problemi italiani: inoltre, da quanto so, le emittenti televisive orientali hanno mandato in onda molte delle nostre trasmissioni consentendo di assimilare molteplici aspetti del mondo dello spettacolo televisivo e cinematografico italiano.
    Ho preso le ristampe dei primi 75 numeri di Alan Ford e qualche altro album qua e là e, in tutta sincerità, questi "attacchi contro il capitalismo" inteso come sistema economico non li vedo. Ci ho visto piuttosto degli "attacchi contro dei capitalisTI", nel caso in cui si trattasse di imprenditori disonesti. Questo anche alla luce delle ragioni che muovono il personaggio di Superciuk, per molti numeri l'antagonista principale del Gruppo TNT: egli è uno spazzino che si trasforma in un "Robin Hood all'incontrario", che deruba i poveri per donare ai ricchi, perché nella sua esperienza i poveri sono maleducati e sporcaccioni, al contrario dei ricchi (almeno per quanto riguarda il comportamento esteriore).
    È giustissima la constatazione che più volte faccia satira sulla gestione politica e sanitaria dell'Italia dell'epoca: io però ci vedo in special modo una critica verso i governi di centro-sinistra (con democristiani e socialisti) che in quegli anni reggevano l'Italia. Ritengo che Alan Ford abbia avuto molta fortuna in Jugoslavia in quanto paese che aveva una società che per certi versi ricordava quella, già contadina e in via di trasformazione, dell'Italia del boom economico, oltre al fatto che si trattava di un paese sì comunista ma non allineato a Mosca, in cui si riusciva comunque a godere di una libertà maggiore di quella dei paesi del Patto di Varsavia, tanto da permettere la pubblicazione di fumetti come Alan Ford.
    "Coi dollari, coi dollari si compran le vallate / Così le mie ricchezze saran settuplicate" (da Paperino e l'eco dei dollari)